{"id":634527,"date":"2026-08-16T06:15:19","date_gmt":"2026-08-16T06:15:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/634527\/"},"modified":"2026-08-16T06:15:19","modified_gmt":"2026-08-16T06:15:19","slug":"low-carb-per-dimagrire-da-ragazzi-sul-peso-batte-la-dieta-tradizionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/634527\/","title":{"rendered":"Low-carb per dimagrire da ragazzi: sul peso batte la dieta tradizionale?"},"content":{"rendered":"<p>Sul foglio dei risultati ci sono due numeri, uno accanto all\u2019altro: <strong>1,12 e 1,17<\/strong>. Il primo indica la riduzione media dell\u2019indice di massa corporea ottenuta con una dieta a carboidrati ridotti; il secondo quella ottenuta con una dieta standard. Dodici settimane, due strade alimentari, praticamente lo stesso punto d\u2019arrivo.<\/p>\n<p>Eppure i carboidrati sono da tempo seduti sul banco degli imputati. L\u2019accusa ha una sua logica, semplice e seducente: meno carboidrati, meno insulina; meno insulina, meno grasso accumulato; meno grasso, pi\u00f9 dimagrimento. Ma quando dal mondo degli adulti si passa a quello dei bambini e degli adolescenti \u2014 corpi che non devono soltanto perdere peso, ma continuare a crescere \u2014 quella logica non basta. Servono prove. E le prove, finora, sono assai meno categoriche delle formule con cui vengono spesso vendute le diete low-carb.<\/p>\n<p>Uno studio randomizzato, pubblicato il <strong>15 agosto 2026<\/strong> su BMC Pediatrics, ha provato a separare la promessa dal risultato. I partecipanti erano 84, tutti con obesit\u00e0, fra i 7 e i 16 anni. A met\u00e0 di loro \u00e8 stata assegnata una dieta nella quale i carboidrati avrebbero dovuto fornire il 30\u201340% delle calorie; non carboidrati qualsiasi, ma soprattutto cereali integrali, legumi, frutta, verdura, frutta secca e semi. L\u2019altra met\u00e0 ha seguito una dieta standard, con il 50\u201355% dell\u2019energia proveniente dai carboidrati.<\/p>\n<p>La differenza stava l\u00ec. Ma sotto quella differenza ce n\u2019era un\u2019altra, comune e decisiva: entrambe le diete erano ipocaloriche, con una riduzione programmata di <strong>250\u2013500 calorie al giorno<\/strong>. \u00c8 questo il dettaglio che impedisce di raccontare lo studio come un duello elementare fra carboidrati e dimagrimento. Tutti mangiavano meno energia di quanta ne avrebbero altrimenti assunta; poi, dentro quel deficit, cambiava la quota dei macronutrienti.<\/p>\n<p>Dopo dodici settimane, peso e adiposit\u00e0 erano diminuiti nei due gruppi. Si erano ridotti l\u2019indice di massa corporea, il BMI z-score \u2014 la misura che interpreta il peso tenendo conto dell\u2019et\u00e0 e del sesso durante la crescita \u2014, la circonferenza della vita e la percentuale di grasso corporeo. Ma fra le due strategie non compariva alcuna differenza statisticamente significativa.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/107788\/insulino-resistenza-cose-perche-viene-e-come-ridurla.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_13\/ChatGPT_Image_13_ago_2026__17_22_58-1786634631216.png--insulino_resistenza__cos_e__perche_viene_e_come_ridurla.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>La vita si era assottigliata in media di 2,93 centimetri con la dieta a carboidrati ridotti e di 2,88 centimetri con quella standard. Cinque centesimi di centimetro. Anche il BMI z-score era sceso quasi nello stesso modo. <strong>Non ha vinto la low-carb. Non ha perso<\/strong>.<\/p>\n<p>Ha prodotto, almeno nel breve periodo, un dimagrimento sostanzialmente uguale a quello della dieta tradizionale. Il dato \u00e8 meno spettacolare di uno slogan contro pane, pasta o zuccheri; proprio per questo pu\u00f2 essere pi\u00f9 utile. Ci dice che, quando l\u2019obiettivo \u00e8 ridurre peso e grasso corporeo, il deficit energetico potrebbe contare pi\u00f9 dell\u2019esatta percentuale di carboidrati. Non sempre il macronutriente sul quale concentriamo tutta la luce \u00e8 quello che governa da solo la scena.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 tuttavia un punto in cui le due strade si dividono. \u00c8 il dato dei <strong>trigliceridi<\/strong>. Nel gruppo con meno carboidrati sono diminuiti di circa 44 mg\/dL; nel gruppo standard non \u00e8 stato osservato un calo significativo. Dopo aver tenuto conto dei valori iniziali, la differenza fra i gruppi \u00e8 risultata di 40,3 mg\/dL a favore della dieta a carboidrati ridotti. \u00c8 migliorato anche il rapporto fra trigliceridi e colesterolo HDL, usato come possibile segnale del rischio metabolico.<\/p>\n<p>Perch\u00e9? Una spiegazione possibile passa dal fegato: riducendo soprattutto gli zuccheri e i carboidrati rapidamente disponibili, potrebbe diminuire la produzione epatica dei trigliceridi e delle lipoproteine VLDL che li trasportano nel sangue. La dieta low-carb, dunque, non sembra aver fatto perdere pi\u00f9 peso, ma potrebbe aver agito in modo specifico sul metabolismo dei grassi. Potrebbe: \u00e8 una parola da non dimenticare.<\/p>\n<p>Per glicemia a digiuno, insulina, HOMA-IR, colesterolo totale, LDL, HDL e pressione arteriosa non sono infatti comparsi vantaggi significativi. Sarebbe quindi scorretto trasformare un risultato circoscritto in una vittoria generale. Sarebbe altrettanto scorretto concludere che la composizione della dieta non conti affatto. Comprendere una differenza non significa gonfiarla; riconoscere un limite non significa cancellare ci\u00f2 che lo studio ha trovato.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/107845\/perche-i-chili-tornano-il-grasso-conserva-una-memoria-dellobesita-anche-dopo-il-dimagrimento.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_14\/ChatGPT_Image_14_ago_2026__21_37_53-1786738417462.png--perche_i_chili_tornano__il_grasso_conserva_una__memoria__dell_obesita_anche_dopo_il_dimagrimento.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>I limiti, qui, hanno un peso concreto. Il trial \u00e8 durato soltanto <strong>12 settimane<\/strong> e, degli 84 partecipanti iniziali, lo hanno completato in 61. Inoltre, il gruppo che avrebbe dovuto ricavare dai carboidrati il 30\u201340% delle calorie \u00e8 arrivato, nella pratica, a circa il 46%. La dieta sperimentale \u00e8 risultata dunque meno povera di carboidrati di quanto prevedesse il progetto. Possiamo davvero ricavare da un periodo cos\u00ec breve, da un numero ridotto di partecipanti arrivati alla fine e da un\u2019aderenza incompleta una regola definitiva per l\u2019et\u00e0 evolutiva? No. Non ancora.<\/p>\n<p>Una revisione recente di 19 studi suggerisce che le diete low-carb possano favorire nei giovani la perdita di peso e alcuni miglioramenti metabolici. Ma la stessa revisione conclude che le prove non consentono di stabilire con sicurezza la loro superiorit\u00e0 rispetto alle strategie tradizionali. \u00c8 il genere di risposta che delude chi cerca un colpevole unico e una soluzione rapida; \u00e8 anche il genere di risposta che la medicina deve avere il coraggio di dare.<\/p>\n<p>Dire \u201cmeno carboidrati\u201d non equivale necessariamente a dire \u201calimentazione migliore\u201d. Anche la qualit\u00e0 conta. L\u2019<strong>OMS<\/strong> continua a indicare cereali integrali, legumi, frutta e verdura come fonti centrali di una dieta sana. Mettere nello stesso sacco ogni carboidrato significa confondere alimenti, fibre, strutture e funzioni diverse sotto un\u2019unica etichetta, comoda per la propaganda alimentare ma troppo larga per descrivere ci\u00f2 che accade nel corpo.<\/p>\n<p>Per un bambino o un adolescente con obesit\u00e0, la questione non dovrebbe allora essere quale nutriente espellere dalla tavola come un nemico. La domanda pi\u00f9 onesta \u00e8 un\u2019altra: quale alimentazione pu\u00f2 ridurre l\u2019energia in eccesso, restare nutrizionalmente adeguata, durare nel tempo ed essere seguita con l\u2019aiuto di professionisti?<\/p>\n<p>Le percentuali passano, le mode si rovesciano, un imputato prende il posto dell\u2019altro. Intanto, davanti a quel ragazzo, resta un piatto che deve nutrire un corpo ancora in crescita. \u00c8 da l\u00ec che bisogna ricominciare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_15_ago_2026,_22_12_45-1786824773838.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Khorshidi Y, Hadaegh F, Rafiei N, et al. The effect of reduced carbohydrate diet on cardiometabolic risk factors and gut microbiota in children and adolescents with obesity: a randomized controlled trial. BMC Pediatrics. Pubblicato il 15 agosto 2026. DOI: 10.1186\/s12887-026-07516-9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1186\/s12887-026-07516-9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sul foglio dei risultati ci sono due numeri, uno accanto all\u2019altro: 1,12 e 1,17. 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