{"id":634609,"date":"2026-08-16T07:40:15","date_gmt":"2026-08-16T07:40:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/634609\/"},"modified":"2026-08-16T07:40:15","modified_gmt":"2026-08-16T07:40:15","slug":"oriente-occidente-di-rampini-il-vero-stato-delleconomia-americana-e-il-suo-impatto-sullitalia-senza-pregiudizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/634609\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Il vero stato dell&#8217;economia americana (e il suo impatto sull&#8217;Italia, senza pregiudizi)"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">(Questo testo \u00e8 apparso su Global, la newsletter di Federico Rampini. Per iscriversi basta andare <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=48\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>)\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra i pregiudizi pi\u00f9 tenaci sull&#8217;America, in cui mi imbatto quando torno in Europa, <b>c&#8217;\u00e8 l&#8217;idea che qui \u00abstanno bene solo i ricchi\u00bb, siamo nel Far West del capitalismo selvaggio, dove gli oligarchi miliardari accumulano patrimoni scandalosi mentre tutti gli altri soffrono<\/b>. Inferno delle diseguaglianze, senza Welfare, eccetera eccetera. Non si spiega perch\u00e9 il \u00abmade in Italy\u00bb \u00e8 stato letteralmente miracolato dall&#8217;aumento di vendite sul mercato Usa, il pi\u00f9 accogliente e generoso per i nostri esportatori. N\u00e9 si spiega l&#8217;invasione ricorrente dei viaggiatori americani in Italia, una manna dal cielo per la nostra industria turistica, visto il potere d&#8217;acquisto che hanno. Sono tutti e soltanto miliardari quelli che affollano Venezia, Firenze, Roma, Capri, Taormina?    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ne abbiamo incontrati due, di questi \u00abmiliardari\u00bb, durante una mini-crociera di un giorno tra i fiordi e i ghiacciai dell&#8217;Alaska. Lui: un ex operaio specializzato dell&#8217;industria edile, che manovrava scavatrici e gru nei cantieri. Lei: un&#8217;ex infermiera.<b> Tutti e due freschi pensionati, e impegnati a soddisfare pi\u00f9 che mai la loro passione<\/b>: viaggi e crociere. Anche quando lavoravano erano gi\u00e0 dei grandi viaggiatori, pi\u00f9 volte avevano visitato l&#8217;Italia. Da quando sono in pensione hanno partecipato anche a delle conferenze internazionali in cui diversi paesi (dalla Grecia a Malta, dalla Thailandia a Panama) cercano di attirare gli anziani americani a trasferire residenza e potafoglio. Alcuni di quei paesi vendono i cosidetti passaporti d&#8217;oro, la doppia cittadinanza alla velocit\u00e0 della luce, agli americani che vanno a viverci. <b>Queste conferenze non si rivolgono solo agli ultra-benestanti, ma anche al ceto medio<\/b>. Perch\u00e9 il ceto medio americano, rispetto agli standard di tutto il resto del mondo, \u00e8 un mercato attraente.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;ex operaio specializzato e l&#8217;ex infermiera con cui abbiamo trascorso una giornata tra i fiordi stanno valutando se trasferirsi all&#8217;estero con i relativi incentivi fiscali. <b>Sono un piccolo campione rappresentativo dell&#8217;America \u00abvera\u00bb, non quella degli stereotipi europei<\/b>. L&#8217;America in cui un operaio del Mississippi (il pi\u00f9 povero dei 50 Stati Usa) guadagna pi\u00f9 di un operaio tedesco. L&#8217;America che continua perfino sotto Trump ad attirare neolaureati non solo dall&#8217;Italia ma dalla Francia e dall&#8217;Inghilterra. L&#8217;America dove il Welfare esiste eccome &#8211; vedi sopra &#8211; e soprattutto esistono le polizze sanitarie e i fondi pensione per la classe operaia, negoziati dai sindacati.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A proposito di Trump: i nostri due occasionali compagni di viaggio, l&#8217;ex-operaio edile e l&#8217;ex-infermiera, sono due elettori democratici. Abitando a Seattle, sono immersi nella cultura politica progressista della West Coast e quindi aborriscono l&#8217;attuale presidente. <b>Anche questo serve a fare pulizia di stereotipi, semplificazioni<\/b>. Certo, Trump nel 2016 e nel 2024 seppe conquistare consensi operai, in particolare nei settori pi\u00f9 danneggiati dalla globalizzazione, dalla concorrenza cinese, dall&#8217;immigrazione illegale. Ma non tutti gli operai sono trumpiani.<b> E soprattutto: non muoiono di fame<\/b>. Altrimenti non si spiegherebbe perch\u00e9 il mondo intero riesce a esportare i suoi prodotti per venderli ai consumatori americani, perfino con i dazi di Trump.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un altro incontro istruttivo attraversando l\u2019Alaska. Con Stefania dovevamo trasferirci da Anchorage a Seward per esplorare i fiordi su quel tratto di costa, la penisola Kenai. Abbiamo prenotato il tragitto in auto su Uber. All\u2019ora prevista si \u00e8 presentata sulla sua Toyota Corolla bianca Linda, 66 anni. Il tragitto durava due ore e mezza: <b>a malapena sufficienti per raccontarci la sua vita, poco banale<\/b>. Siamo stati noi a invitarla, con una domanda innocua: sei originaria dell\u2019Alaska? No, Linda vive nell\u2019Idaho, in Alaska fa la stagionale durante l\u2019estate, come guidatrice di torpedoni per turisti. Uber \u00e8 solo un lavoretto in pi\u00f9, per riempire il tempo libero. Ma autista di pullman lo \u00e8 diventata solo da pochi anni, quando per le donne italiane scattava l\u2019et\u00e0 della pensione. Prima? Ventitr\u00e9 anni da camionista, alla guida di giganteschi Tir americani, per lunghissime percorrenze, da un capo all\u2019altro degli Stati Uniti. \u00ab<b>Sempre da sola: qui nessuna legge obbliga a viaggiare in equipaggio<\/b>. E avrei potuto andare avanti ancora a lungo, gli esami di salute obbligatori ogni due anni li passavo sempre col massimo dei voti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Stavamo per classificare Linda in uno stereotipo classico: l\u2019America dei bianchi poveri, classe operaia costretta a lavorare per sempre, per sfuggire alla miseria. Abbiamo dovuto ripensarci subito. \u00abI miei genitori sono due professori universitari in pensione. Pap\u00e0, docente di psicologia, mamma un\u2019esperta di didattica che formava gli insegnanti. <b>Il mio primo viaggio in Italia lo devo a loro, all\u2019et\u00e0 di undici anni<\/b>\u00bb. Linda di mestieri ne ha fatti tanti, incluso l\u2019insegnamento, e alcuni anni come tour operator di un\u2019agenzia viaggi. Poi ha avuto una specie di crisi di mezza et\u00e0, era arcistufa di stare dietro a una scrivania.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si \u00e8 rivolta a una consulente per farsi guidare verso una nuova vocazione, un nuovo mestiere, una nuova vita. Da alcuni test attitudinali, ha ricavato una lista delle professioni verso cui \u00e8 portata. <b>Quando nell\u2019elenco ha letto la parola \u00abcamionista\u00bb, non ha avuto esitazioni<\/b>. \u00abAdoro guidare, adoro viaggiare in questo modo: divorando centinaia di miglia ogni giorno. Per questo non riesco a smettere, non voglio smettere. Dopo i camion, i torpedoni turistici, e nel tempo libero, Uber\u00bb. Fa anche altre cose, per esempio il volontariato come supplente in una scuola vicino a casa sua, nell\u2019Idaho. \u00abMa tenere a bada degli adolescenti irrequieti che non hanno voglia di studiare, mi diverte molto meno che attraversare gli Stati Uniti da costa a costa, percorrere pianure sterminate, <b>guidare lungo le Montagne Rocciose o nei deserti, attraversare in diagonale il Canada per arrivare fin qui in Alaska<\/b>\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A riprova della sua curiosit\u00e0, e della sua estrazione sociale, quando ha saputo che Stefania \u00e8 docente di italiano, Linda l\u2019ha tempestata di domande sulle somiglianze con le altre lingue neolatine, poi si \u00e8 rammaricata che gli americani studino poco le lingue straniere. Di confronto in confronto, siamo passati a parlare di pensioni e le abbiamo spiegato che in Italia non \u00e8 molto frequente che una donna di 66 anni lavori ancora, tantomeno in un mestiere come il suo. \u00ab<b>Ho una nonna<\/b> \u2013 ha risposto Linda \u2013 <b>che \u00e8 vissuta fino a cent\u2019anni, l\u2019altra se n\u2019\u00e8 andata a 98. In buona salute quasi fino all\u2019ultimo, tutt\u2019e due<\/b>.\u00a0Dovrei passare gli ultimi trent\u2019anni della mia vita da pensionata? Un terzo della mia vita, forse, senza un\u2019attivit\u00e0, a farmi mantenere dallo Stato? Non ci penso proprio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Kauffman Foundation, il principale istituto americano di ricerca sull&#8217;imprenditoria, segnala che fra i 55 e i 64 anni si registra da oltre un decennio il tasso di crescita pi\u00f9 alto di nuovi imprenditori: fra il 2015 e il 2024 le nuove imprese aperte da persone in quella fascia sono cresciute del 35 per cento, pi\u00f9 di ogni altro gruppo d&#8217;et\u00e0. <br \/><b>C\u2019\u00e8 un\u2019invasione americana dell\u2019Europa che non ha nulla di militare e che, per molte economie del Vecchio continente, \u00e8 una manna<\/b>. Nel 2025 gli americani hanno effettuato 24 milioni di viaggi in Europa, un record storico. E il boom non sembra esaurito: secondo Tourism Economics, citata dal Wall Street Journal, a fine 2026 le presenze americane saranno aumentate di un altro 5%. \u00c8 uno dei fenomeni pi\u00f9 vistosi nella trasformazione dei consumi della societ\u00e0 americana e, al tempo stesso, una componente sempre pi\u00f9 importante dell\u2019economia turistica europea.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La dimensione del cambiamento emerge dal confronto storico. Nel 1990 meno del 5% degli americani possedeva un passaporto; oggi la quota supera il 50%. <b>Nel 2025 gli Stati Uniti hanno rilasciato la cifra record di 27 milioni di passaporti<\/b>. La liberalizzazione dei cieli, la moltiplicazione dei collegamenti aerei e l\u2019integrazione europea hanno reso il viaggio internazionale molto pi\u00f9 accessibile di quanto fosse per le generazioni precedenti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dietro questa esplosione c\u2019\u00e8 anzitutto una spiegazione macroeconomica.<b> Il Wall Street Journal la collega alla crescita dell\u2019economia americana e soprattutto all\u2019aumento della ricchezza accumulata dalle fasce medio-alte<\/b>. In una generazione gli Stati Uniti hanno creato una platea molto pi\u00f9 vasta di famiglie benestanti per le quali il viaggio internazionale ha cessato di essere un lusso eccezionale ed \u00e8 diventato una componente normale del tenore di vita. Un ruolo decisivo spetta alle generazioni anziane: <b>gli americani pi\u00f9 avanti negli anni controllano oggi circa 110.000 miliardi di dollari di patrimonio<\/b>. Vivono pi\u00f9 a lungo, spesso godono di buona salute, hanno tempo disponibile e trasformano una parte crescente della propria ricchezza in consumi ed esperienze.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 una versione turistica della longevity economy. La ricchezza accumulata dai baby boomer non viene soltanto trasferita ai figli attraverso le eredit\u00e0. Viene spesa. <b>E l\u2019Europa \u00e8 uno dei principali beneficiari di questa monetizzazione della longevit\u00e0 americana.<br \/>Il boom non riguarda soltanto le destinazioni tradizionali<\/b>. Nell\u2019ultimo decennio il numero dei visitatori americani in Portogallo \u00e8 quasi quintuplicato, quello diretto in Grecia \u00e8 quadruplicato. In termini assoluti, gli incrementi maggiori sono stati registrati da Regno Unito e Italia, che ricevono ogni anno milioni di visitatori americani in pi\u00f9 rispetto a un decennio fa. Inoltre soltanto il 6% degli americani arrivati in Europa nel 2025 era al primo viaggio internazionale: <b>\u00e8 ormai un pubblico esperto, che torna pi\u00f9 volte e si spinge oltre le capitali e i circuiti classici<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo conta molto per l\u2019impatto economico. Il turista americano non \u00e8 soltanto numeroso: spende pi\u00f9 degli altri. La forza del dollaro ha favorito acquisti nei negozi europei di fascia alta. I turisti americani rappresentano ormai circa il 15% di tutte le vendite europee del lusso. <b>La domanda americana sostiene quindi non soltanto alberghi, ristoranti e compagnie aeree<\/b>, ma moda, commercio, crociere, servizi culturali e un\u2019intera industria delle esperienze turistiche.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il profilo sociale aiuta a capire questa capacit\u00e0 di spesa. Le donne dai 55 anni in su rappresentano il 24% dei viaggiatori americani in Europa. Pi\u00f9 del 15% dichiara un reddito familiare annuo superiore a 300.000 dollari. <b>A questa fascia benestante e matura si aggiungono le generazioni pi\u00f9 giovani, che tendono a privilegiare le esperienze rispetto all\u2019acquisto di beni durevoli<\/b>. American Express Travel registra un aumento del 22% delle prenotazioni sulla propria piattaforma nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il paradosso \u00e8 che questo boom continua nonostante il rincaro dei viaggi. Nell\u2019ultimo decennio le tariffe aeree economy verso l\u2019Europa sono aumentate del 56%, pi\u00f9 dell\u2019inflazione. <b>Nel 2026 un biglietto di sola andata dagli Stati Uniti all\u2019Europa costa in media 588 dollari, tasse escluse, contro 533 dollari nel 2025.<\/b> L\u2019aumento dei prezzi, dunque, non ha frenato la domanda. \u00c8 un altro indizio della solidit\u00e0 patrimoniale della clientela americana che alimenta questa corrente turistica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per l\u2019Europa il vantaggio diventa evidente quando si confrontano i comportamenti di spesa delle diverse nazionalit\u00e0. <b>In Spagna un turista americano nel 2025 ha speso quasi 350 dollari al giorno, contro circa 200 dollari per un tedesco e 150 per un francese<\/b>. In Grecia gli americani hanno soggiornato in media nove notti, contro le sette dei britannici. Spendono di pi\u00f9 e rimangono pi\u00f9 a lungo: due caratteristiche che ne fanno una clientela particolarmente preziosa per le economie locali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il fenomeno \u00e8 un indicatore del divario economico transatlantico. <b>Una parte consistente della popolazione americana arriva in Europa sostenuta da patrimoni cresciuti<\/b>, redditi elevati e da una moneta forte. Quella capacit\u00e0 di spesa si riversa su economie europee dove la crescita \u00e8 pi\u00f9 debole e il turismo ha assunto in alcuni paesi un peso crescente.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il risultato \u00e8 un curioso rovesciamento storico. Il \u00abGrand Tour\u00bb europeo era un tempo privilegio di una minuscola aristocrazia americana. Oggi \u00e8 diventato un fenomeno di massa, sia pure trainato dalle fasce pi\u00f9 benestanti. <b>Ventiquattro milioni di viaggi in un anno sono ormai una voce macroeconomica<\/b>. Per gli Stati Uniti rappresentano l\u2019esportazione di potere d\u2019acquisto. Per l\u2019Europa significano entrate, occupazione e domanda aggiuntiva, ma anche prezzi immobiliari pi\u00f9 alti, infrastrutture sotto pressione e una crescente dipendenza dal turismo.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-15T17:13:54+02:00\" content=\"2026-08-16\">16 agosto 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Questo testo \u00e8 apparso su Global, la newsletter di Federico Rampini. 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