{"id":634751,"date":"2026-08-16T09:52:16","date_gmt":"2026-08-16T09:52:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/634751\/"},"modified":"2026-08-16T09:52:16","modified_gmt":"2026-08-16T09:52:16","slug":"sergio-crotta-il-medico-che-non-ha-perso-il-contatto-con-le-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/634751\/","title":{"rendered":"Sergio Crotta, il medico che non ha perso il contatto con le persone"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono medici che costruiscono una carriera. E poi ci sono medici che finiscono per diventare un punto di riferimento. <strong>Sergio Crotta<\/strong> appartiene a questa seconda categoria. Gastroenterologo, per anni protagonista della sanit\u00e0 valdostana, ha <strong>attraversato mezzo secolo di medicina<\/strong> accompagnandone i cambiamenti senza mai smettere di guardare al paziente prima che alla malattia.<\/p>\n<p>La sua storia parte da Verr\u00e8s, dove cresce dopo la morte prematura del padre. \u00c8 la madre, rimasta sola a gestire una panetteria, a trasmettergli il valore del lavoro e della responsabilit\u00e0. Da l\u00ec il collegio a Ivrea, gli studi, l\u2019universit\u00e0 a Torino negli anni del Sessantotto e una vocazione che prende forma poco alla volta. Gli anni della formazione torinese gli lasciano un segno profondo. Non solo per le competenze acquisite, ma per un metodo che non abbandoner\u00e0 pi\u00f9: <strong>studio, confronto continuo e capacit\u00e0 di mettersi in discussione<\/strong>. Un approccio che riterr\u00e0 essenziale per tutta la carriera.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-413066 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Sergio-Crotta-3-768x1024.jpeg\" alt=\"Sergio Crotta\" width=\"768\" height=\"1024\"  \/>Sergio Crotta<\/p>\n<p>Dopo la laurea e la specializzazione arriva l\u2019approdo all\u2019ospedale di Aosta. Sono anni nei quali la gastroenterologia \u00e8 ancora una disciplina tutta da costruire. Crotta \u00e8 tra coloro che ne scrivono i primi capitoli in Valle d\u2019Aosta. \u201cNel 1978, insieme al collega Cerrato, abbiamo <strong>iniziato a fare le gastroscopie e a costruire il servizio di endoscopia digestiva<\/strong>. All\u2019inizio eravamo in due e per due anni ci siamo divisi da soli le reperibilit\u00e0 urgenti. Nel 1982 la gastroenterologia \u00e8 diventata un\u2019unit\u00e0 operativa autonoma. \u00c8 stata una sfida impegnativa, ma anche una grande soddisfazione professionale\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1995 <strong>diventa primario del reparto che contribuir\u00e0 a far crescere<\/strong> fino al pensionamento nel 2014. Ma il suo percorso non si limita all\u2019attivit\u00e0 clinica. Curioso per natura, \u00e8 sempre stato attratto dall\u2019innovazione organizzativa e dalla qualit\u00e0 dei servizi sanitari. Ha promosso una delle prime certificazioni di qualit\u00e0 applicate all\u2019endoscopia digestiva e ha portato in Valle d\u2019Aosta importanti momenti di confronto scientifico, organizzando per oltre un decennio a Cogne un congresso che richiamava alcuni dei migliori specialisti italiani.<\/p>\n<p>Tra i risultati che considera pi\u00f9 importanti c\u2019\u00e8 il <strong>programma regionale di screening per il tumore del colon-retto<\/strong>. \u201cHo progettato e costruito il programma dalla A alla Z. Oggi continua a funzionare e la Valle d\u2019Aosta mantiene uno dei pi\u00f9 alti livelli di adesione in Italia. \u00c8 una soddisfazione sapere che uno screening ben organizzato pu\u00f2 contribuire a salvare vite umane\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-413065 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Sergio-Crotta-2-1024x768.jpeg\" alt=\"Sergio Crotta\" width=\"800\" height=\"600\"  \/>Sergio Crotta<\/p>\n<p>Chi lo conosce sa per\u00f2 che la sua qualit\u00e0 pi\u00f9 apprezzata non \u00e8 soltanto quella professionale. <strong>Crotta \u00e8 un medico che sa comunicare<\/strong>. Non sorprende che si sia interessato anche all\u2019ipnosi medica, utilizzata come supporto in alcune patologie funzionali e nei disturbi legati all\u2019ansia. Per lui la medicina non \u00e8 mai stata soltanto tecnica. Significa ascoltare, comprendere e accompagnare.<\/p>\n<p>Lo stesso sguardo curioso lo ha portato ben oltre i confini della professione. Grande viaggiatore fin da ragazzo, ha attraversato l\u2019Europa quando era ancora studente e, <strong>una volta lasciato l\u2019ospedale, ha continuato a esplorare il mondo<\/strong>. Argentina, Per\u00f9, Cile, Bolivia, Ecuador, Brasile, Cuba, Sudafrica e i grandi parchi dell\u2019Ovest americano sono diventati tappe di un percorso umano prima ancora che turistico. Un modo per conoscere persone, culture e modi diversi di guardare la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Accanto al lavoro e alla passione per i viaggi, Crotta ha sempre <strong>custodito con attenzione la dimensione familiare<\/strong>. Nel 1978 ha sposato la moglie, <strong>Antonia Sartori<\/strong>, piacentina di origine ma cresciuta in Valle d\u2019Aosta. \u201cPer otto anni abbiamo girato il mondo insieme, poi sono arrivati <strong>Edoardo<\/strong> e <strong>Filippo<\/strong>\u201d, racconta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-413067 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Sergio-Crotta-4-767x1024.jpeg\" alt=\"Sergio Crotta\" width=\"767\" height=\"1024\"  \/>Sergio Crotta<\/p>\n<p>Oggi entrambi i figli lavorano in contesti internazionali. Edoardo, dopo nove anni a Londra e successive esperienze professionali tra Milano e l\u2019estero, <strong>opera nel settore immobiliare e finanziario<\/strong>. Filippo, dopo un percorso di studi e lavoro che lo ha portato tra Stati Uniti, Francia e Svizzera, <strong>lavora al World Economic Forum di Ginevra<\/strong>. Una scelta, quella di guardare oltre i confini italiani, che Crotta ha sempre incoraggiato, sostenendo entrambi nell\u2019esperienza di un anno negli Stati Uniti con Intercultura durante gli anni della scuola superiore.<\/p>\n<p>Oggi il medico valdostano \u00e8 anche nonno. Parla con affetto dei nipoti <strong>Elena Sofia<\/strong>, <strong>Lorenzo<\/strong> e <strong>Giulio<\/strong>, rispettivamente di 2 e mezzo, 7 e 4 anni, una presenza che aggiunge una nuova dimensione a una vita gi\u00e0 ricca di soddisfazioni professionali e personali. La curiosit\u00e0 verso il mondo, del resto, \u00e8 un valore che <strong>ha sempre cercato di trasmettere ai suoi figli<\/strong> cos\u00ec come ai giovani medici incontrati lungo il cammino.<\/p>\n<p>Anche dopo il pensionamento, per\u00f2, non ha smesso di mettersi al servizio degli altri. Nel 2024 ha <strong>fondato l\u2019associazione Diritto alla Salute<\/strong>, nata per offrire visite specialistiche gratuite alle persone che non possono permettersi cure private. \u201cAll\u2019inizio pensavo che sarebbe stato un progetto troppo impegnativo. Poi mi sono detto che avevo l\u2019esperienza e le conoscenze per provarci. Ho chiamato alcuni colleghi e ho trovato un entusiasmo straordinario. Oggi siamo 32 medici e 10 operatori non medici che mettono gratuitamente a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-413068 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Sergio-Crotta-5.jpeg\" alt=\"Sergio Crotta\" width=\"960\" height=\"960\"  \/>Sergio Crotta<\/p>\n<p>Ed \u00e8 forse proprio guardando alla sanit\u00e0 di oggi che emerge il tratto pi\u00f9 attuale del suo pensiero. Crotta vede una medicina sempre pi\u00f9 sofisticata dal punto di vista tecnologico, ma resta convinto che <strong>nessuna innovazione possa sostituire la formazione continua<\/strong>, il confronto professionale e la capacit\u00e0 di riconoscere i propri errori. Guai a sentirsi arrivati o a diventare autoreferenziali. La buona medicina, sostiene, nasce dall\u2019umilt\u00e0 e dalla volont\u00e0 di imparare ogni giorno.<\/p>\n<p>In un\u2019epoca dominata da strumenti sempre pi\u00f9 avanzati, la sua resta una lezione semplice e attuale: la competenza \u00e8 indispensabile, ma <strong>senza ascolto, disponibilit\u00e0 e attenzione alle persone rischia di perdere il suo significato<\/strong> pi\u00f9 profondo. \u00c8 probabilmente per questo che, ancora oggi, Sergio Crotta continua a essere considerato non soltanto un bravo gastroenterologo, ma un autentico uomo di medicina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono medici che costruiscono una carriera. 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