{"id":635453,"date":"2026-08-16T20:12:20","date_gmt":"2026-08-16T20:12:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/635453\/"},"modified":"2026-08-16T20:12:20","modified_gmt":"2026-08-16T20:12:20","slug":"vino-birra-o-superalcolici-non-sono-la-stessa-cosa-il-maxi-studio-che-cambia-il-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/635453\/","title":{"rendered":"Vino, birra o superalcolici: non sono la stessa cosa. Il maxi-studio che cambia il confronto"},"content":{"rendered":"<p>Quando si parla di alcol e salute si tende spesso a considerare soprattutto la quantit\u00e0 di <strong>etanolo<\/strong> consumata. Ma <strong>vino, birra e superalcolici<\/strong> potrebbero non essere del tutto sovrapponibili.<\/p>\n<p>A riaprire il dibattito \u00e8 una grande ricerca presentata nel 2026 all\u2019<strong>American College of Cardiology (ACC.26)<\/strong>, che ha analizzato <strong>340.924 adulti<\/strong> della <strong>UK Biobank<\/strong>, seguiti mediamente per oltre <strong>13 anni<\/strong>.<\/p>\n<p>Il risultato pi\u00f9 interessante? A consumi bassi o moderati, il profilo osservato nei bevitori di <strong>vino<\/strong> \u00e8 risultato differente da quello di chi consumava prevalentemente <strong>birra, sidro o superalcolici<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Vino e cuore: cosa significa quel 21% in meno<\/strong><\/p>\n<p>Tra chi consumava vino in quantit\u00e0 moderata, i ricercatori hanno rilevato un rischio di <strong>mortalit\u00e0 cardiovascolare inferiore del 21%<\/strong> rispetto a chi non beveva o consumava alcol solo occasionalmente.<\/p>\n<p>Il quadro cambiava considerando birra, sidro e superalcolici: nello stesso studio, anche un consumo basso di queste bevande \u00e8 risultato associato a un <strong>aumento del 9% del rischio di mortalit\u00e0 cardiovascolare<\/strong>.<\/p>\n<p>La differenza \u00e8 rilevante perch\u00e9 suggerisce che, almeno sul piano epidemiologico, <strong>non conta soltanto quanto alcol si beve<\/strong>, ma potrebbe contare anche attraverso quale bevanda viene assunto.<\/p>\n<p>Quando invece il consumo diventa elevato, il possibile vantaggio scompare: <strong>indipendentemente dalla bevanda<\/strong>, bere molto \u00e8 risultato associato a un <strong>aumento del 24% della mortalit\u00e0 generale<\/strong>, del <strong>36% di quella per tumore<\/strong> e del <strong>14% di quella cardiovascolare<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 vino e superalcolici potrebbero essere diversi?<\/strong><\/p>\n<p>Una prima differenza \u00e8 nella composizione. Il <strong>vino, soprattutto rosso<\/strong>, non contiene soltanto acqua ed etanolo, ma anche <strong>polifenoli<\/strong> provenienti dall\u2019uva, tra cui <strong>flavonoidi, antociani, tannini e resveratrolo<\/strong>, sostanze da tempo studiate per le loro possibili attivit\u00e0 antiossidanti e vascolari.<\/p>\n<p>I <strong>distillati<\/strong> hanno una composizione diversa e non presentano lo stesso patrimonio di composti fenolici derivati dall\u2019uva.<\/p>\n<p>Ma potrebbe esserci anche un\u2019altra spiegazione: il <strong>modo in cui le diverse bevande vengono consumate<\/strong>.<\/p>\n<p>Il vino, soprattutto nei Paesi mediterranei, viene frequentemente assunto <strong>durante i pasti<\/strong> e distribuito in tempi pi\u00f9 lunghi. Superalcolici e cocktail possono invece essere associati a modalit\u00f9 di consumo differenti, con dosi concentrate in periodi pi\u00f9 brevi. Sono fattori che possono contribuire alle differenze osservate, senza per\u00f2 dimostrare che siano la causa dei risultati.<\/p>\n<p><strong>Un altro studio ha \u201cmisurato\u201d il consumo di vino<\/strong><\/p>\n<p>A rendere ancora pi\u00f9 interessante il quadro \u00e8 uno studio pubblicato sull\u2019<strong>European Heart Journal<\/strong> nell\u2019ambito del progetto <strong>PREDIMED<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa volta i ricercatori non si sono limitati a chiedere ai partecipanti quanto vino bevessero. Hanno misurato nelle urine l\u2019<strong>acido tartarico<\/strong>, <strong>biomarcator<\/strong> legato all\u2019assunzione di uva e vino.<\/p>\n<p>Lo studio ha coinvolto <strong>1.232 persone<\/strong> di una popolazione mediterranea ad <strong>alto rischio cardiovascolare<\/strong>.<\/p>\n<p>I livelli di acido tartarico compatibili con un consumo leggero-moderato di vino sono risultati associati a una <strong>minore incidenza di eventi cardiovascolari<\/strong>. Nella fascia corrispondente approssimativamente a un consumo moderato, <strong>fino a circa un bicchiere al giorno<\/strong>, il rischio osservato risultava significativamente inferiore rispetto al gruppo di riferimento.<\/p>\n<p>\u00c8 un dato importante perch\u00e9 introduce una <strong>misurazione biologica del consumo<\/strong> e riduce uno dei problemi tipici degli studi sull\u2019alcol: l\u2019<strong>affidabilit\u00e0 di ci\u00f2 che le persone dichiarano di bere<\/strong>.<\/p>\n<p>Quindi un bicchiere di vino \u00e8 meglio di un superalcolico?<\/p>\n<p>I nuovi dati indicano che <strong>vino, birra e superalcolici non mostrano necessariamente lo stesso profilo epidemiologico<\/strong>, soprattutto quando si parla di basse o moderate quantit\u00e0 e di salute cardiovascolare.<\/p>\n<p>Non significa, per\u00f2, che il vino possa essere considerato una terapia o che l\u2019associazione osservata dimostri un effetto protettivo diretto. I <strong>studi sono osservazionali<\/strong> e chi sceglie il vino pu\u00f2 avere anche <strong>alimentazione, stile di vita e abitudini differenti<\/strong>.<\/p>\n<p>Resta inoltre il tema oncologico: l\u2019<strong>OMS<\/strong> ricorda che \u00e8 <strong>l\u2019etanolo<\/strong>, presente in tutte le bevande alcoliche, insieme all\u2019<strong>acetaldeide<\/strong> prodotta dal suo metabolismo, a essere <strong>cancerogeno<\/strong>. Per il rischio di tumore, quindi, la distinzione tra vino e altri alcolici non elimina il rischio.<\/p>\n<p>La fotografia che emerge dalla ricerca \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 articolata del semplice \u201calcol s\u00ec o alcol no\u201d: <strong>quantit\u00e0, tipo di bevanda e modalit\u00e0 di consumo<\/strong> sembrano essere variabili da considerare insieme.<\/p>\n<p>E, almeno sul fronte cardiovascolare, il grande studio del 2026 porta un dato difficile da ignorare: a <strong>basse-moderate quantit\u00e0 il vino \u00e8 associato a un profilo pi\u00f9 favorevole<\/strong> rispetto a birra, sidro e superalcolici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_15_ago_2026,_22_02_00-1786824138380.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p><strong>Fonti<\/strong><\/p>\n<p>American College of Cardiology, <strong>The Health Impacts of Alcohol Depend on What You Drink \u2013 And How Much, ACC.26<\/strong>, 19 marzo 2026.<\/p>\n<p>Li Z. et al., <strong>Alcohol Use at Mid-Life and All-Cause and Cause-Specific Mortality<\/strong>, ACC.26, 2026.<\/p>\n<p>Dom\u00ednguez-L\u00f3pez I. et al., <strong>Urinary tartaric acid as a biomarker of wine consumption and cardiovascular risk: the PREDIMED trial<\/strong>, European Heart Journal, 2025;46(2):161-172.<\/p>\n<p>World Health Organization Europe, <strong>Alcohol and cancer<\/strong>, 26 novembre 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando si parla di alcol e salute si tende spesso a considerare soprattutto la quantit\u00e0 di etanolo consumata.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":635454,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[350852,233553,350851,133708,239,1537,90,89,350850,810,350853,240,312614,8072,350854],"class_list":["post-635453","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-acc-26","tag-american-college-of-cardiology","tag-dominguez-lopez-i","tag-european-heart-journal","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-li-z","tag-oms","tag-predimed","tag-salute","tag-uk-biobank","tag-vino","tag-world-health-organization-europe"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117107016036930288","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/635453","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=635453"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/635453\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/635454"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=635453"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=635453"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=635453"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}