{"id":636459,"date":"2026-08-17T13:26:15","date_gmt":"2026-08-17T13:26:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/636459\/"},"modified":"2026-08-17T13:26:15","modified_gmt":"2026-08-17T13:26:15","slug":"ceuta-i-migranti-usano-i-lampioni-per-ricaricare-gli-smartphone-i-collegamenti-elettrici-improvvisati-per-comunicare-con-le-famiglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/636459\/","title":{"rendered":"Ceuta, i migranti usano i lampioni per ricaricare gli smartphone: i collegamenti elettrici improvvisati per comunicare con le famiglie"},"content":{"rendered":"<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n<p><strong>Smartphone allacciati ai lampioni<\/strong>, fornelli elettrici improvvisati, incendi. A <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/ceuta\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ceuta<\/a> l&#8217;emergenza provocata dall&#8217;arrivo massiccio di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/migranti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">migranti<\/a> nelle ultime settimane continua a mettere sotto pressione servizi, strutture e spazi pubblici della citt\u00e0 autonoma spagnola. Nei principali insediamenti improvvisati, dove migliaia di persone sono ancora costrette a vivere in condizioni precarie, la mancanza di servizi essenziali rende sempre pi\u00f9 difficile garantire anche le necessit\u00e0 quotidiane pi\u00f9 elementari.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n    APPROFONDIMENTI&#13;<br \/>\n    &#13;<\/p>\n<p>Nonostante le misure eccezionali adottate dalle autorit\u00e0 per dotare l&#8217;area della spiaggia di &#8220;Trampol\u00edn&#8221; di circa 30 docce e 10 servizi igienici, la sproporzione tra il numero delle persone presenti e le strutture disponibili resta evidente. <strong>Il sovraffollamento e la permanenza prolungata all&#8217;aperto hanno trasformato alcune aree della citt\u00e0 in veri e propri accampamenti di fortuna, nei quali acqua, servizi igienici, elettricit\u00e0 e possibilit\u00e0 di lavarsi non sono sufficienti per tutti<\/strong>.<\/p>\n<p>I collegamenti elettrici improvvisati <\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che sono comparsi anche collegamenti elettrici improvvisati e potenzialmente molto pericolosi. <\/p>\n<p>In alcuni casi, per ricaricare telefoni cellulari e altri dispositivi, vengono utilizzati collegamenti alla rete dei lampioni, come dimostra la foto pubblicata sulla testata marocchina Nadorcity. Decine di telefoni, caricabatterie e prese multiple risultano alimentati attraverso cavi posati direttamente sull&#8217;erba secca o sul terreno, con fili scoperti e sistemi realizzati senza alcuna protezione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"wnv-lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ceuta2_17083442.jpg\"\/><\/p>\n<p>Una soluzione dettata soprattutto dalla necessit\u00e0.\u00a0Per chi vive da giorni o settimane in condizioni di precariet\u00e0, il telefono rappresenta infatti uno strumento fondamentale per comunicare con familiari e amici, ricevere informazioni e mantenere i contatti con le organizzazioni che forniscono assistenza. Ma le modalit\u00e0 con cui viene garantita l&#8217;elettricit\u00e0 aumentano inevitabilmente i rischi di folgorazione e di incendio, soprattutto in aree dove le persone dormono e cucinano a pochi metri di distanza.<\/p>\n<p>Il pericolo non riguarda soltanto gli impianti elettrici. <strong>Nelle aree di accampamento sono stati segnalati anche piccoli incendi provocati dall&#8217;utilizzo di fornelli e sistemi di cottura improvvisati<\/strong>. Uno degli episodi pi\u00f9 recenti ha richiesto l&#8217;intervento della Guardia Civil: le fiamme, sviluppatesi nelle vicinanze di un deposito di munizioni, hanno rischiato di trasformarsi in un rogo di dimensioni ben pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p>La situazione sanitaria <\/p>\n<p>La situazione sanitaria rappresenta un&#8217;altra delle principali preoccupazioni. Il problema, spiegano le autorit\u00e0 sanitarie, \u00e8 legato soprattutto alle condizioni di sovraffollamento, alla difficolt\u00e0 di garantire adeguate condizioni igieniche e alla permanenza di migliaia di persone in spazi non progettati per l&#8217;accoglienza. In queste condizioni aumenta il rischio di trasmissione di alcune malattie infettive e diventa pi\u00f9 difficile assicurare un monitoraggio sanitario continuo.<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni sono stati segnalati casi di gastroenterite, scabbia e tubercolosi, oltre a numerosi interventi per traumi e colpi di calore. Sul tema della tubercolosi, tuttavia, le autorit\u00e0 sanitarie hanno invitato a evitare semplificazioni: la presenza di alcuni casi o di test positivi non significa che sia in corso un&#8217;epidemia n\u00e9 che la malattia possa essere automaticamente associata alla presenza dei migranti.<\/p>\n<p>La ministra della Sanit\u00e0 spagnola, M\u00f3nica Garc\u00eda, ha riferito che nelle ultime due settimane sono stati assistiti circa 5.800 migranti e ha riconosciuto l&#8217;esistenza di un rischio sanitario legato soprattutto alle condizioni di vita e al sovraffollamento. Allo stesso tempo ha escluso che il sistema sanitario di Ceuta sia al momento in una situazione di collasso, sottolineando che l&#8217;ospedale continua a garantire l&#8217;attivit\u00e0 ordinaria.<\/p>\n<p>Il quadro resta comunque particolarmente delicato. Secondo i dati forniti dalle autorit\u00e0, 28 migranti risultavano ricoverati, mentre il sistema sanitario locale ha dovuto affrontare una pressione significativamente superiore alla normalit\u00e0. Il ministero ha insistito sulla necessit\u00e0 di creare rapidamente spazi salubri e adeguati per evitare che le condizioni degli insediamenti possano favorire la diffusione di malattie.<\/p>\n<p>La pressione sugli ospedali <\/p>\n<p>La questione sanitaria, dunque, si intreccia con quella umanitaria. Il problema non riguarda soltanto il rischio per la popolazione locale o la capacit\u00e0 degli ospedali, ma anche le condizioni nelle quali migliaia di persone stanno vivendo dopo l&#8217;ingresso a Ceuta. Molti sono arrivati dopo viaggi difficili, alcuni provenienti da Paesi segnati da conflitti e instabilit\u00e0, e si trovano ora senza una sistemazione stabile e con accesso limitato ai servizi essenziali.<\/p>\n<p>A questo si aggiunge la situazione dei minori non accompagnati, particolarmente vulnerabili e difficili da collocare nelle strutture disponibili. La capacit\u00e0 di accoglienza dell&#8217;enclave \u00e8 infatti largamente insufficiente rispetto alle persone presenti, costringendo le autorit\u00e0 a ricorrere a soluzioni di emergenza.<\/p>\n<p>Nel frattempo, alcune associazioni, volontari e mediatori locali cercano di ridurre almeno i rischi pi\u00f9 immediati. Tra le iniziative ci sono punti di ricarica sicuri per i telefoni, accesso al Wi-Fi, distribuzione di beni di prima necessit\u00e0 e assistenza sanitaria. Sono interventi che consentono di affrontare le emergenze pi\u00f9 urgenti, ma non possono sostituire una soluzione strutturale.<\/p>\n<p>La frontiera blindata <\/p>\n<p>La crisi di Ceuta resta quindi sospesa tra due esigenze che devono necessariamente essere affrontate insieme: da una parte garantire sicurezza, igiene e tutela della salute pubblica; dall&#8217;altra assicurare condizioni dignitose alle persone che si trovano ancora nell&#8217;enclave. Il rischio maggiore, secondo le autorit\u00e0 sanitarie, deriva proprio dalla permanenza prolungata in insediamenti sovraffollati e privi di servizi adeguati.<\/p>\n<p>Dopo gli oltre 70mila ingressi registrati tra la fine di luglio e l&#8217;inizio della crisi, diverse migliaia di persone risultano ancora presenti a Ceuta. E mentre la frontiera con il Marocco resta sotto stretta sorveglianza per il timore di nuovi tentativi di ingresso, la citt\u00e0 deve continuare a gestire le conseguenze di un&#8217;emergenza che non \u00e8 soltanto migratoria, ma anche sociale, sanitaria e logistica.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec Iscriviti e ricevi le notizie via email Smartphone allacciati ai&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":636460,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[336208,14,164,165,2092,337455,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":["post-636459","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-ceuta","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-migranti","tag-migranti-ceuta","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117111081908830765","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/636459","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=636459"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/636459\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/636460"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=636459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=636459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=636459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}