{"id":636582,"date":"2026-08-17T15:04:22","date_gmt":"2026-08-17T15:04:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/636582\/"},"modified":"2026-08-17T15:04:22","modified_gmt":"2026-08-17T15:04:22","slug":"tina-modotti-arte-politica-impegno-ununica-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/636582\/","title":{"rendered":"Tina Modotti. Arte, politica, impegno, un&#8217;unica storia"},"content":{"rendered":"<p>                  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tina_modotti_calle_1924.jpg\" alt=\"Tina Modotti, Calle, 1924\" title=\"Tina Modotti, Calle, 1924\"\/><\/p>\n<p>    Tina Modotti, Calle, 1924\n<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Via Pracchiuso, a Udine, oggi \u00e8 una tranquilla strada del centro cittadino. Ma al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.telefriuli.it\/cronaca\/fiori-per-tina-borgo-pracchiuso-celebra-la-sua-eroina\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">civico 89 un bassorilievo sulla facciata<\/a> testimonia per\u00f2 che proprio qui, il 16 agosto 1896, nacque una bambina destinata a diventare una delle fotografe pi\u00f9 importanti del Novecento: <strong>Tina Modotti<\/strong>. \u00c8 da questa strada, allora ai margini della citt\u00e0, che inizia la storia di una donna che attraverser\u00e0 continenti e conflitti. <strong>A 130 anni dalla nascita<\/strong>, Modotti \u00e8 una figura difficile da racchiudere in una sola definizione: fotografa, attrice, politica militante e attivista internazionale, la sua vita passer\u00e0 per alcuni luoghi cruciali della prima met\u00e0 del secolo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nata in una famiglia operaia e di emigranti, Modotti visse per lunghi periodi in vari Paesi (dall\u2019Italia agli Stati Uniti, dal Messico alla Germania, fino alla Russia e alla Spagna) e impar\u00f2 diverse lingue. Mor\u00ec nel 1942, ma la sua biografia non \u00e8 soltanto quella di un\u2019artista che ha lasciato alcune delle<strong> <\/strong>pi\u00f9 importanti <strong>fotografie del Messico degli anni Venti<\/strong>. \u00c8 anche la storia di una donna che progressivamente mise in discussione il proprio ruolo, fino ad abbandonare la fotografia per dedicarsi all\u2019impegno politico e antifascista.<\/p>\n<p><strong>Dalla Udine operaia al Messico rivoluzionario<\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\">La piccola Assunta Adelaide Luigia Saltarini Modotti ha solo pochi anni quando lascia Udine, per seguire il lavoro del padre che faceva il muratore in Austria, per farvi poi ritorno nel 1905 con la madre, i fratelli e le sorelle. Qui Tina studia per qualche anno e inizia presto a lavorare, in una fabbrica tessile e presso<strong> lo studio fotografico dello zio <\/strong>Pietro Modotti, dove apprende le sue prime nozioni di fotografia.<\/p>\n<p>                  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tina_modotti_1896-1942_self_portrait.png\" alt=\"Tina Modotti, Autoritratto\" title=\"Tina Modotti, Autoritratto\"\/><\/p>\n<p>                  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/casa_natale_tina_modotticfranco_del_zotto.jpg\" alt=\"Casa natale di Tina_Modotti a Udine (C) Franco Del Zotto\" title=\"Casa natale di Tina_Modotti a Udine (C) Franco Del Zotto\"\/><\/p>\n<p>    Autoritratto e casa natale di Tina Modotti (C) Franco Del Zotto\n<\/p>\n<p dir=\"ltr\">A 17 anni Tina salpa da Genova verso San Francisco, dove erano gi\u00e0 emigrati il padre e una sorella, qui trova un lavoro in fabbrica e inizia a recitare in spettacoli teatrali amatoriali per la comunit\u00e0 italiana. Nel 1918 si trasferisce a Los Angeles per tentare la <strong>carriera cinematografica<\/strong>: due anni dopo Modotti esordisce nel film muto\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pelle_di_tigre\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Tiger\u2019s Coat (Pelle di tigre)<\/a>, che \u00e8 anche l\u2019unica testimonianza del suo periodo hollywoodiano giunta fino a noi, ma ben presto abbandona il cinema.\u00a0<\/p>\n<p dir=\"ltr\">In California, Modotti conosce\u00a0<strong>Edward Weston<\/strong>, che \u00e8 gi\u00e0 un affermato fotografo e diventa la sua modella preferita oltre che compagna.\u00a0Dopo le prime esperienze nello studio udinese dello zio, la fotografia rientra prepotentemente nella vita di Tina soprattutto grazie all\u2019incontro con Weston. In Messico, dove si trasferiscono all\u2019inizio degli anni Venti, Modotti sviluppa progressivamente un suo sguardo autonomo, lontano tanto dal semplice esercizio formale quanto dalla fotografia puramente documentaria.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il suo obiettivo si posa su paesaggi, architetture, oggetti, ma soprattutto sulle persone. Tina fotografa <strong>lavoratori, contadini, donne e bambini del popolo<\/strong>, trasformando soggetti spesso invisibili in protagonisti delle immagini. Nel 1925, insieme a Weston, Modotti partecipa ai viaggi organizzati dall\u2019antropologa Anita Brenner per documentare il patrimonio popolare messicano: molte delle immagini confluiranno nel volume\u00a0<a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/idolsbeltar00bren\/page\/n471\/mode\/2up\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Idols Behind Altars. The Story of the Mexican Spirit<\/a>, pubblicato qualche anno dopo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Leggi anche:\u00a0<a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/cultura\/tina-modotti-fotografia-oltre-racconto-biografico\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tina Modotti: la fotografia oltre il racconto biografico<\/a><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Le fotografie di Modotti diventano cos\u00ec uno strumento per raccontare la societ\u00e0 messicana uscita dalla rivoluzione: documenta le manifestazioni dei contadini, il loro duro lavoro, le attivit\u00e0 quotidiane delle donne e le condizioni delle classi popolari. Parallelamente fotografa anche i grandi esponenti del\u00a0<strong>movimento artistico del muralismo<\/strong> come Jos\u00e9 Clemente Orozco e Diego Rivera, marito della pittrice Frida Kahlo con cui Tina ha un rapporto complicato. Le sue immagini dei grandi murales messicani contribuiscono alla diffusione internazionale di questa forma d\u2019arte e vengono pubblicate su riviste e libri in Europa e negli Stati Uniti.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Ma lo sguardo di Tina Modotti non \u00e8 mai neutrale, risulta sempre pi\u00f9 interessato alla dimensione sociale dei soggetti che fotografa. Anche i suoi numerosi ritratti di donne testimoniano questa evoluzione: molto famosi sono quelli realizzati nel 1929 durante il suo viaggio solitario nell\u2019<strong>Istmo di Tehuantepec<\/strong> (nell\u2019estremo sud del Messico). Qui Tina fotografa le donne tehuane mettendone in evidenza la dignit\u00e0, il ruolo sociale e il rapporto con il lavoro e la maternit\u00e0, in un\u2019ottica che oggi potremmo forse definire intersezionale.<\/p>\n<p class=\"slick-caption\">    Donne messicane fotografate da Tina Modotti (1929)\n<\/p>\n<p>            <strong>L\u2019abbandono della macchina fotografica e la guerra<\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il 1929 \u00e8 un anno di svolta per Tina Modotti, oltre al viaggio in solitaria, a dicembre si inaugura alla Biblioteca dell\u2019Universidad Nacional Aut\u00f3noma de M\u00e9xico\u00a0la sua<strong> prima e unica mostra personale<\/strong>: \u00e8 il culmine della sua breve carriera di fotografa. E quella esposizione pu\u00f2 essere considerata una sorta di testamento artistico, come dir\u00e0 lei stessa nell\u2019introduzione alla mostra:\u00a0\u00abSempre, quando le parole \u201carte\u201d o \u201cartistico\u201d vengono applicate al mio lavoro fotografico, io mi sento in disaccordo. Questo \u00e8 dovuto sicuramente al cattivo uso e abuso che viene fatto di questi termini. Mi considero una fotografa, niente di pi\u00f9.\u00bb<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Tra le immagini esposte c\u2019erano architetture, oggetti, fiori, campesinos, donne e bimbi, ma c\u2019era anche un intenso ritratto del politico cubano<strong> Julio Antonio Mella<\/strong>\u00a0morto in esilio in Messico. All\u2019epoca Mella era da poco il compagno di Modotti e stava proprio passeggiando assieme a lei la sera in cui era stato <strong>assassinato a soli 26 anni<\/strong>: un altro avvenimento cruciale di quel fatidico 1929.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">L\u2019anno successivo, la vita di Tina cambia radicalmente: il governo messicano avvia una dura repressione contro i comunisti e lei viene espulsa dal Paese. Dopo un breve periodo a Berlino raggiunge Mosca, dove<strong> lavora per il\u00a0Soccorso Rosso Internazionale<\/strong>, un\u2019organizzazione umanitaria comunista. Negli anni Trenta la fotografia passa in secondo piano e l\u2019impegno politico diventa sempre pi\u00f9 il centro della sua esistenza, scrive testi dedicati alla condizione dei contadini messicani e a Parigi partecipa all\u2019organizzazione del Congresso mondiale delle donne contro la guerra e il fascismo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Dal 1935 Tina Modotti \u00e8 in Spagna e allo scoppio della guerra civile <strong>si unisce alle Brigate Internazionali<\/strong> (con il nome di battaglia di\u00a0Maria)\u00a0ma, dopo\u00a0il collasso del fronte repubblicano e l\u2019instaurazione del regime franchista, si rifugia in Francia.\u00a0Nel\u00a01939 torna poi in Messico, dove per\u00f2 deve entrare clandestinamente perch\u00e9 il decreto di espulsione \u00e8 ancora in vigore (sar\u00e0 ufficialmente annullato solo l\u2019anno seguente).<\/p>\n<p>                  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/modotti_083.jpg\" alt=\"Bambino davanti a un cactus (Tina Modotti, Messico, 1928 ca.)\" title=\"Bambino davanti a un cactus (Tina Modotti, Messico, 1928 ca.)\"\/><\/p>\n<p>                  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tinamodotti_tombacmargheritaurbani.jpg\" alt=\"TinaModotti_tomba(C)MargheritaUrbani\" title=\"TinaModotti_tomba(C)MargheritaUrbani\"\/><\/p>\n<p>    Bambino davanti a un cactus (Tina Modotti, Messico, 1928 ca.) e la tomba di Tina (C) Margherita Urbani\n<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Tina muore a Citt\u00e0 del Messico la notte tra il 5 e il 6 gennaio 1942, colta da un malore su un taxi; la sua morte alimenta sospetti e teorie, ma la versione pi\u00f9 accreditata \u00e8 quella dell\u2019infarto. Sulla sua tomba sono incisi i primi versi della <strong>poesia che Pablo Neruda le dedic\u00f2<\/strong> per smentire le calunnie: \u201cTina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi:\/ forse il tuo cuore sente crescere la rosa\/ di ieri, l\u2019ultima rosa di ieri, la nuova rosa.\/ Riposa dolcemente, sorella.\/ La nuova rosa \u00e8 tua, la nuova terra \u00e8 tua:\/ ti sei messa una nuova veste di semente profonda\/ e il tuo soave silenzio si colma di radici.\/ Non dormirai invano, sorella.\/ Puro \u00e8 il tuo dolce nome, pura la tua fragile vita:\/ di ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma,\/ d\u2019acciaio, linea, polline, si \u00e8 fatta la tua ferrea,\/ la tua delicata struttura.\u201d<\/p>\n<p><strong>Un\u2019eredit\u00e0 difficile da raccontare nella sua complessit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Raccontare oggi Tina Modotti significa cercare di evitare due opposte semplificazioni: quella della fotografa\u00a0pasionaria nel Messico post-rivoluzionario e quella dell\u2019icona femminista. La sua vicenda mostra invece quanto arte, vita e impegno politico fossero profondamente intrecciati; ed \u00e8 proprio questa complessit\u00e0 che le iniziative organizzate per i 130 anni dalla nascita cercano di valorizzare.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nel 2026 la Regione Friuli Venezia Giulia ha promosso un bando dedicato a Modotti per sostenere iniziative culturali sulla sua figura e sulla sua opera. Vincitori sono il\u00a0Comune di Udine che sta lavorando a vari eventi programmati per l\u2019autunno (tra cui lo spettacolo teatrale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.teatroudine.it\/evento\/la-moderna\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La moderna \u2013 Tina Modotti, lettere dall\u2019esilio<\/a>) e\u00a0Cinemazero<strong>\u00a0<\/strong>che custodisce il pi\u00f9 ampio patrimonio dedicato alla fotografa friulana. L\u2019<a href=\"https:\/\/cinemazero.it\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">associazione culturale di Pordenone<\/a> vuole realizzare un archivio digitale open access per mettere a disposizione in varie lingue fotografie, documenti e materiali su Modotti. Collegato all\u2019anniversario \u00e8 anche il\u00a0<a href=\"https:\/\/anci.fvg.it\/8-marzo-3-donne-3-strade-anci-patrocina-la-campagna-per-una-toponomastica-piu-equa\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">convegno sulla toponomastica femminile<\/a> (previsto a Udine a inizio ottobre) che mette in relazione\u00a0<strong>Tina Modotti con Tina Anselmi e Tina Merlin<\/strong>, tre donne del Nordest protagoniste, in modi diversi, della storia culturale, civile e politica del Novecento.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Leggi anche:\u00a0<a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/cultura\/io-esisto-mondo-centanni-tina-merlin\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Io esisto al mondo: cent\u2019anni di Tina Merlin<\/a><\/p>\n<p>La parabola fotografica di Modotti fu breve, ma intensa: in meno di un decennio svilupp\u00f2 un linguaggio capace di unire ricerca estetica e attenzione alla realt\u00e0 sociale, mettendo al centro la dignit\u00e0 delle persone. Forse \u00e8 proprio questa la ragione per cui i suoi scatti continuano a parlarci e pongono una domanda ancora attuale sul rapporto tra\u00a0<strong>arte e responsabilit\u00e0<\/strong>: che cosa pu\u00f2 fare un\u2019immagine davanti alle ingiustizie del proprio tempo? Per Tina Modotti, a un certo punto, la risposta fu persino quella di smettere di fotografare e di entrare direttamente nella storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tina Modotti, Calle, 1924 Via Pracchiuso, a Udine, oggi \u00e8 una tranquilla strada del centro cittadino. 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