{"id":636600,"date":"2026-08-17T15:14:12","date_gmt":"2026-08-17T15:14:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/636600\/"},"modified":"2026-08-17T15:14:12","modified_gmt":"2026-08-17T15:14:12","slug":"oriente-occidente-di-rampini-sorprendente-alaska-dove-il-boom-del-petrolio-finanzia-un-welfare-scandinavo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/636600\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Sorprendente Alaska: dove il boom del petrolio finanzia un Welfare scandinavo"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Le sorprese di un viaggio in<b> Alaska<\/b> non finiscono mai. Tra queste c\u2019\u00e8 il ruolo del<b> petrolio nel finanziare un Welfare<\/b> di tipo scandinavo, riservato alle minoranze etniche dei nativi. L\u2019Alaska \u00e8 uno Stato che vota a destra dalla fine degli anni Sessanta, nelle ultime presidenziali \u00e8 stato un bacino di voti per <b>Donald Trump<\/b>, eppure \u00e8 molto diversa dalle semplificazioni che circolano in Europa o tra le \u00e9lite di New York e San Francisco. Etnicamente \u00e8 perfino pi\u00f9 variegata della California e della East Coast. Anchorage \u00e8 una delle citt\u00e0 a pi\u00f9 alta densit\u00e0 di immigrati.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019Alaska \u00e8 un gigante geografico e un nano demografico<\/b>: 1,7 milioni di chilometri quadrati, pi\u00f9 di Francia, Germania, Italia e Inghilterra messe insieme, per appena <b>737.000 abitanti<\/b>, meno della popolazione di Torino. Ma questo piccolo universo umano \u00e8 molto pi\u00f9 variegato di quanto suggerisca l\u2019immagine di una remota frontiera bianca.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La caratteristica pi\u00f9 originale \u00e8 il peso delle popolazioni indigene. Secondo il Census Bureau, il 15,6% degli abitanti si identifica esclusivamente come <b>American Indian or Alaska Native<\/b>: circa 115.000 persone, quasi un abitante su sei. La percentuale sale se si includono coloro che dichiarano origini miste. E <b>\u00abnativi dell\u2019Alaska\u00bb<\/b> \u00e8 un\u2019etichetta che racchiude mondi diversi: <b>gli I\u00f1upiat<\/b> (quelli che in Groenlandia vengono chiamati Inuit) e gli <b>Yupik<\/b> delle regioni artiche e occidentali; gli <b>Unangan<\/b>, o Aleutini, dell\u2019arcipelago omonimo; i popoli athabascan dell\u2019interno; <b>Tlingit, Haida e Tsimshian<\/b> nel Sud-Est. In alcune zone rurali dell\u2019Alaska occidentale i nativi superano ancora il 70% della popolazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche il resto della societ\u00e0 \u00e8 un mosaico. I bianchi non ispanici sono circa il 57% degli abitanti. Gli asiatici rappresentano il 6,5%, con una presenza filippina particolarmente significativa, legata alla storia militare, marittima e pacifica dell\u2019Alaska. Gli ispanici e latinoamericani sono oltre l\u20198%, gli afroamericani poco pi\u00f9 del 3%, mentre un abitante su dieci dichiara di appartenere a due o pi\u00f9 gruppi razziali. Quasi l\u20198% della popolazione \u00e8 nato all\u2019estero.<br \/>Dietro l\u2019immagine degli spazi vuoti emerge cos\u00ec un\u2019Alaska sorprendentemente <b>multietnica<\/b>: una societ\u00e0 di frontiera dove America, Asia e Pacifico s\u2019incontrano, e dove i popoli originari conservano un peso demografico e culturale che ha pochi equivalenti negli altri Stati dell\u2019Unione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ho avuto tra i miei accompagnatori un \u201cnativo\u201d, Harley, un quarantenne che nella sua persona racchiude molte sorprese di questo Stato. Orgoglioso della sua etn\u00eca, mi ha portato a vedere musei dedicati alla loro storia: un\u2019immersione nella \u201ccultura del pentimento bianco\u201d, perch\u00e9 ovunque ci sono denunce della colonizzazione, degli abusi contro le popolazioni autoctone.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Roccaforte repubblicana, s\u00ec, e tuttavia l\u2019Alaska per questi aspetti \u00e8 perfettamente allineata con il pensiero progressista dominante negli Stati Usa che votano democratico.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Harley \u00e8 rappresentativo di questa America anche per un\u2019altra ragione. Lavora come tecnico dell\u2019industria petrolifera, \u00e8 uno dei tanti nativi arricchiti dal boom energetico che qui inizi\u00f2 negli anni Settanta. Di solito ha dei contratti stagionali nell\u2019estremo Nord dell\u2019Alaska, dove sono concentrati giacimenti e infrastrutture estrattive. Ma ora si prepara per un\u2019altra missione: ha vinto un concorso per andare a lavorare qualche mese al Polo Sud, nell&#8217;Antartico.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u201cArricchito\u201d dal petrolio<\/b>, non lo \u00e8 solo chi lavora nel settore o nei suoi numerosi indotti. Le etn\u00ece dei nativi hanno saputo contrattare bene i risarcimenti per gli abusi subiti dai loro antenati. I terreni dove sono state concesse licenze all\u2019industria energetica sono spesso riconosciuti come propriet\u00e0 dei nativi, che quindi hanno diritto a <b>royalties gigantesche<\/b>. Con queste viene finanziato da decenni una sorta di fondo sovrano, e un <b>Welfare di tipo norvegese<\/b>: grazie al petrolio Harvey, come tutti gli appartenenti ai popoli autoctoni, ha sanit\u00e0 gratuita, scuola gratuita per i figli, borse di studio universitarie, un dividendo annuo dal fondo energetico, pi\u00f9 molte altre provvidenze dallo Stato. Siamo nel cuore del trumpismo, e al tempo stesso in un Welfare molto \u201cnordeuropeo\u201d.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Alaska offre un laboratorio interessante su quel che accade quando si incontrano\/scontrano due correnti del pensiero progressista: l\u2019ambientalismo da una parte, la tutela dei diritti delle minoranze etniche dall\u2019altra. In sintesi: vince la seconda. Gli ambientalisti hanno sempre cercato di limitare lo sfruttamento delle immense risorse energetiche dell\u2019Alaska, ma non hanno potuto impedire che i nativi abbracciassero il boom del petrolio per arricchirsi. Gli animalisti hanno cercato di proibire la caccia alle balene, ma sono stati bloccati da quelle popolazioni native che difendono il sacrosanto diritto di praticare quell\u2019attivit\u00e0 ancestrale: la caccia alle balene continua.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ho incontrato anche esponenti di altre minoranze etniche, pi\u00f9 diffuse nel resto degli Stati Uniti. Gli afroamericani sono pochi rispetto alla loro presenza nella mia New York, e spesso sono ex-militari. Molto prima che cominciasse la competizione strategica fra superpotenze per conquistare il Grande Nord (di cui parlo nella terza sezione di questa newsletter Long Read), l\u2019Alaska era diventata importante a fini militari durante la seconda guerra mondiale. Dopo l\u2019attacco a <b>Pearl Harbor (Hawaii)<\/b> nel dicembre 1941, i giapponesi erano riusciti a spingersi anche fino all\u2019arcipelago delle Isole Aleutine, che sono l\u2019estremit\u00e0 occidentale dell\u2019Alaska.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Amministrazione Roosevelt dovette correre ai ripari costruendo nuove basi militari. Poi con la guerra fredda lo Stretto di Barents era diventato cruciale: \u00e8 la frontiera marina di pochi chilometri che separa le due superpotenze americana e russa. Gli afroamericani che ho incontrato ad Anchorage sono stati spesso in servizio in una delle basi militari locali, poi hanno messo radici qui. Tra gli altri incontri pi\u00f9 o meno sorprendenti: una discendente di immigrati norvegesi, che ricorda quando i suoi nonni erano soggetti a multe se osavano parlare norvegese in pubblico; e una comunit\u00e0 di immigrati balcanici, serbi e albanesi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra le controversie pi\u00f9 recenti che occupano l\u2019attenzione dei media locali, c\u2019\u00e8 un ritorno di <b>\u201cfebbre dell\u2019oro\u201d <\/b>(nel vicino Klondike, Canada, Charlie Chaplin ambient\u00f2 il suo capolavoro \u201cLa febbre dell\u2019oro\u201d nel 1925, all\u2019epoca in cui anche l\u2019Alaska fu invasa dai cercatori venuti dal mondo intero).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il prezzo record dell\u2019oro giustifica il progetto della societ\u00e0 americana Contango Silver &amp; Gold, che vuole <b>aprire una miniera nel cuore del Lake Clark National Park<\/b>, a circa un\u2019ora di volo da Anchorage. Il giacimento, chiamato Johnson Tract, si trova all\u2019interno del parco nazionale ma su terreni privati appartenenti alla CIRI, una societ\u00e0 di propriet\u00e0 dei nativi dell\u2019Alaska. I diritti minerari risalgono a un accordo con il governo federale del 1976: la CIRI cedette altri territori, contribuendo alla creazione del parco, e in cambio conserv\u00f2 questa enclave ricca di minerali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A rendere oggi conveniente un progetto rimasto a lungo nel cassetto \u00e8 l\u2019impennata dell\u2019oro, che vale <b>circa 4.500 dollari l\u2019oncia<\/b>, pi\u00f9 del doppio rispetto all\u2019inizio del 2024. Contango ha acquistato nel 2024 la societ\u00e0 che possedeva i diritti di sfruttamento. Per limitare l\u2019impatto ambientale, non intende trattare il minerale sul posto con sostanze chimiche: vuole estrarlo, chiuderlo in container e trasportarlo altrove per la lavorazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma questo comporterebbe un intenso traffico di camion e chiatte attraverso un ecosistema delicato. Lake Clark ospita una delle maggiori concentrazioni di <b>orsi bruni dell\u2019Alaska <\/b>ed \u00e8 frequentato dalle<b> balene beluga del Cook Inlet<\/b>, una popolazione in pericolo ridotta a circa 300 esemplari. Ambientalisti, operatori turistici, pescatori e alcuni gruppi tribali temono danni alla fauna, alla pesca e al turismo naturalistico. \u00c8 gi\u00e0 in corso una battaglia giudiziaria sui permessi ambientali. La divisione attraversa anche le comunit\u00e0 indigene. Alcuni leader sostengono la miniera perch\u00e9 crea occupazione e rende economicamente pi\u00f9 autonome le popolazioni locali. Rivendicano inoltre un principio: i diritti minerari furono garantiti ai nativi dal governo federale mezzo secolo fa e impedirne oggi l\u2019esercizio significherebbe rinnegare quell\u2019accordo. La questione ha infine una dimensione strategica. Johnson Tract contiene, oltre all\u2019oro, rame e zinco. Washington lo considera quindi un progetto di <b>\u00abmetalli critici\u00bb<\/b> e lo ha inserito in un programma federale che accelera le procedure di autorizzazione. Le valutazioni ambientali dovrebbero concludersi entro il 2028. Il caso Lake Clark concentra cos\u00ec molte delle contraddizioni dell\u2019Alaska contemporanea: diritti dei nativi contro campagne ambientaliste, e infine la nuova corsa americana alle materie prime strategiche.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">N.B. \u2013 Colgo l\u2019occasione per correggere l\u2019errore di un mio articolo precedente. Anchorage, capitale economica e demografica, \u00e8 la citt\u00e0 di gran lunga pi\u00f9 grande e importante, ma non la capitale politico-amministrativa dell\u2019Alaska: quella \u00e8 Juneau, dal 1906. A conferma che in Alaska nulla \u00e8 \u201cnormale\u201d: Juneau \u00e8 l\u2019unica capitale di uno Stato Usa continentale a non essere collegata da alcuna strada al resto del territorio, \u00e8 raggiungibile solo via mare o in aereo.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-17T15:24:19+02:00\" content=\"2026-08-17\">17 agosto 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le sorprese di un viaggio in Alaska non finiscono mai. 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