{"id":636689,"date":"2026-08-17T16:31:15","date_gmt":"2026-08-17T16:31:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/636689\/"},"modified":"2026-08-17T16:31:15","modified_gmt":"2026-08-17T16:31:15","slug":"parliamo-sempre-meno-cosa-succede-alla-salute-quando-spariscono-le-conversazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/636689\/","title":{"rendered":"Parliamo sempre meno: cosa succede alla salute quando spariscono le conversazioni?"},"content":{"rendered":"<p>Tutti raggiungibili, sempre e ovunque. \u00c8 la formula gentile del nostro tempo: sul treno, al bar, nella sala d\u2019attesa, ciascuno dispone di cuffie, schermo, notifiche e forse tre gruppi di famiglia, ma il vicino potrebbe perdere un bottone, un treno o la pazienza senza che gli si rivolga la parola. Siamo diventati una specie di centralino perfettamente attrezzato nel quale nessuno risponde a voce.<\/p>\n<p>Il Guardian ha posto la domanda con una semplicit\u00e0 quasi imbarazzante: <strong>stiamo diventando troppo silenziosi?<\/strong> Leggo che Valeria A. Pfeifer e Matthias R. Mehl, in un\u2019analisi pubblicata nel 2026 su Perspectives on Psychological Science, hanno riunito i dati di 22 studi, basati su registrazioni a intervalli della vita quotidiana di 2.197 persone dai 10 ai 94 anni. Fra il 2005 e il 2019 il modello ha stimato, per ogni anno trascorso, 338 parole pronunciate in meno al giorno; fra chi aveva meno di 25 anni, 451. Naturalmente non significa che la sottrazione continui ancora oggi con la puntualit\u00e0 di una rata, n\u00e9 che nel 2035 saremo ridotti a ordinare il caff\u00e8 indicando la tazzina. Per\u00f2 il conto esiste.<\/p>\n<p>La colpa, si dir\u00e0, \u00e8 dello smartphone. Povero apparecchio: gli abbiamo gi\u00e0 affidato l\u2019amicizia, il lavoro, le fotografie dei bambini, le discussioni politiche, il buongiorno illustrato e adesso vorremmo anche citarlo come unico responsabile. Una parte delle parole, infatti, non \u00e8 svanita: si \u00e8 infilata nelle chat, nei messaggi, nei vocali, nelle riunioni da remoto. Gli stessi ricercatori considerano la tecnologia una spiegazione possibile, non l\u2019intera spiegazione. Forse sbaglio, ma quando un fenomeno non entra tutto nel telefono bisogna guardare anche la stanza.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/italia---mondo\/107993\/il-peso-invisibile-del-sudore-in-giappone-il-58-di-chi-ne-soffre-rinuncia-a-qualcosa.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_17\/ChatGPT_Image_17_ago_2026%2C_12_37_44-1786963522260.jpg--il_peso_invisibile_del_sudore__in_giappone_il_58__di_chi_ne_soffre_rinuncia_a_qualcosa.webp?1786963522628\"\/><\/a><\/p>\n<p>E nella stanza, a quanto risulta, ci siamo sempre meno. Negli Stati Uniti, un\u2019analisi dei dati dal 2003 al 2020, richiamata anche dal Surgeon General, ha registrato meno tempo trascorso di persona con gli amici e pi\u00f9 tempo passato da soli. Fra i giovani dai 15 ai 24 anni, gli incontri quotidiani in presenza sono scesi da circa 150 minuti a 40: <strong>quasi il 70 per cento in meno<\/strong>. Sono dati americani e sarebbe sciocco appiccicarli all\u2019Italia come un\u2019etichetta su una valigia; ma la scena ci \u00e8 familiare. Possiamo essere reperibili dalla colazione alla buonanotte e non avere nessuno davanti al quale esitare, ridere male, cambiare discorso.<\/p>\n<p>Qui finisce la piccola commedia delle cuffie e comincia una faccenda pi\u00f9 seria. Lo studio di Pfeifer e Mehl non dimostra che parlare meno provochi solitudine, depressione o malattie cardiovascolari; e il silenzio, sia chiaro, non \u00e8 un\u2019infermit\u00e0. Talvolta \u00e8 riposo, concentrazione, perfino salvezza \u2014 soprattutto dopo certe riunioni. Ma la connessione sociale \u00e8 un fattore di salute ben documentato, e l\u2019advisory del Surgeon General del 2023 ha ricordato che isolamento e solitudine sono associati a una mortalit\u00e0 maggiore.<\/p>\n<p>I numeri, quando arrivano, hanno poca voglia di scherzare: una scarsa connessione sociale \u00e8 legata a un aumento del rischio di cardiopatia del 29 per cento e di ictus del 32 per cento; negli anziani, isolamento cronico e solitudine sono stati associati a un rischio di demenza pi\u00f9 alto di circa il 50 per cento. Il paragone pi\u00f9 celebre parla di un impatto sulla mortalit\u00e0 simile a quello di <strong>fino a 15 sigarette al giorno<\/strong>. Non \u00e8 un\u2019equivalenza biologica \u2014 nessuno propone di applicare ai solitari il bollino dei tabaccai \u2014 ma una misura epidemiologica del peso che possono avere le relazioni.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/107994\/piedi-dopo-i-50-anni-tre-problemi-comuni-e-come-evitare-che-peggiorino.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_17\/ChatGPT_Image_17_ago_2026__12_58_52-1786964547132.png--piedi_dopo_i_50_anni__tre_problemi_comuni_e_come_evitare_che_peggiorino.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Non occorre istituire l\u2019Ente nazionale della chiacchiera, con moduli, sportelli e una quota minima di parole entro mezzanotte. Non tutte le conversazioni nutrono e non tutti i silenzi impoveriscono. Il problema nasce quando il silenzio coincide con una sottrazione metodica: meno telefonate, meno incontri, meno discorsi senza utilit\u00e0, meno occasioni di cogliere una voce che trema, una pausa troppo lunga, un sorriso che nel messaggio arriverebbe sotto forma di faccina gialla.<\/p>\n<p>La domanda, allora, non \u00e8 quante parole produciamo, come se la lingua fosse una fabbrica di bulloni. \u00c8 quante relazioni continuiamo ad alimentare con <strong>presenza, tempo e attenzione<\/strong>. Per questo la salute pubblica non pu\u00f2 limitarsi a raccomandare al singolo cittadino di procurarsi qualche amico, possibilmente entro l\u2019ora di cena: contano le comunit\u00e0, le scuole, i luoghi di lavoro, gli spazi che rendono l\u2019incontro facile oppure lo trattano come un intralcio.<\/p>\n<p>Non serve dichiarare guerra alla tecnologia; sarebbe una guerra annunciata per telefono e perduta in chat. Serve distinguere quando uno schermo tiene vivo un legame e quando lo rende tanto efficiente da eliminare la voce, l\u2019attesa, l\u2019imprevisto, cio\u00e8 proprio ci\u00f2 che faceva dell\u2019altro una persona e non una notifica. Sul treno resteranno le cuffie. Ogni tanto, per\u00f2, converrebbe lasciare libero almeno un orecchio.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p data-start=\"0\" data-end=\"182\" class=\"PDq2pG_selectionAnchorContainer\">Emma Beddington, \u201cEvery year, humans speak less and less. That\u2019s bad news, even if you hate mindless chit-chat\u201d, The Guardian, 17 agosto 2026. <\/p>\n<p data-start=\"184\" data-end=\"412\">Valeria A. Pfeifer, Matthias R. Mehl, \u201cSliding Into Silence? We Are Speaking 300 Daily Words Fewer Every Year\u201d, Perspectives on Psychological Science, 2026. DOI: 10.1177\/17456916261425131. <\/p>\n<p data-start=\"414\" data-end=\"724\">Viji Diane Kannan, Peter J. Veazie, \u201cUS trends in social isolation, social engagement, and companionship \u2014 nationally and by age, sex, race\/ethnicity, family income, and work hours, 2003\u20132020\u201d, SSM \u2013 Population Health, 21, 101331, 2023. DOI: 10.1016\/j.ssmph.2022.101331. <\/p>\n<p data-start=\"726\" data-end=\"992\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\">Office of the U.S. Surgeon General, \u201cOur Epidemic of Loneliness and Isolation: The U.S. Surgeon General\u2019s Advisory on the Healing Effects of Social Connection and Community\u201d, U.S. Department of Health and Human Services, 2023.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tutti raggiungibili, sempre e ovunque. \u00c8 la formula gentile del nostro tempo: sul treno, al bar, nella sala&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":636690,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[14589,351716,44950,239,46635,1537,90,89,351717,351718,240,11100,8970,21318],"class_list":["post-636689","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-benessere-sociale","tag-connessione-sociale","tag-guardian","tag-health","tag-isolamento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-parlato-quotidiano","tag-relazioni-interpersonali","tag-salute","tag-salute-pubblica","tag-smartphone","tag-solitudine"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/636689","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=636689"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/636689\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/636690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=636689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=636689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=636689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}