{"id":63692,"date":"2025-08-23T06:04:10","date_gmt":"2025-08-23T06:04:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/63692\/"},"modified":"2025-08-23T06:04:10","modified_gmt":"2025-08-23T06:04:10","slug":"liste-di-attesa-negli-ospedali-ssn-in-codice-rosso-riforme-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/63692\/","title":{"rendered":"Liste di attesa negli ospedali, Ssn in codice rosso: riforme a rischio"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p><strong>Il destino del Servizio Sanitario Nazionale appeso a un filo tra manovra, liti politiche e riforme bloccate. Il ministro Schillaci sotto attacco.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Un autunno caldissimo si prospetta per la <b>sanit\u00e0 italiana<\/b>, con il ministro Orazio <b>Schillaci<\/b> sempre pi\u00f9 isolato e indebolito. Le recenti polemiche sulla commissione vaccini, con l\u2019ira della premier Meloni e gli attacchi interni alla maggioranza da parte di Lega e Fratelli d\u2019Italia, rischiano di avere conseguenze pesantissime. Non si tratta solo di una poltrona che scotta, ma del destino di una serie di partite fondamentali per la salute dei cittadini. Un eventuale \u201ccommissariamento\u201d del ministro, come paventato da alcuni, potrebbe far deragliare dossier di importanza capitale, dalla gestione delle <b>liste d\u2019attesa negli ospedali<\/b>\u00a0all\u2019attuazione del <b>Pnrr<\/b> sanitario. Il timore concreto \u00e8 che l\u2019instabilit\u00e0 politica possa paralizzare ogni tentativo di riforma, lasciando irrisolti i problemi che affliggono il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Ogni mossa falsa potrebbe rivelarsi fatale, non solo per la carriera del ministro \u201ctecnico\u201d, ma per l\u2019intera architettura della sanit\u00e0 pubblica.<\/p>\n<p><strong>Cosa prevede lo scudo penale per i medici?<\/strong><\/p>\n<p>Da settimane si attende il via libera a una misura considerata dirimente per la categoria medica: lo <b>scudo penale<\/b>. La norma, attesa nel primo Consiglio dei Ministri post-pausa estiva, dovrebbe rendere strutturale la non punibilit\u00e0 per morte o lesioni in caso di colpa lieve, lasciando impregiudicate le cause civili per il risarcimento del danno. L\u2019obiettivo \u00e8 duplice: da un lato, frenare l\u2019emorragia di <b>camici bianchi<\/b> dagli ospedali, spesso terrorizzati dal rischio di finire sotto processo, e dall\u2019altro, arginare il fenomeno della <b>medicina difensiva<\/b>.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima, che si traduce in un\u2019eccessiva prescrizione di esami e terapie per timore di contenziosi legali, ha un costo stimato per lo Stato di ben 10 miliardi di euro l\u2019anno. Nonostante le pressioni del ministro <b>Schillaci<\/b>, il percorso della norma non \u00e8 stato semplice, incontrando le perplessit\u00e0 del Ministro della Giustizia Nordio e vivendo qualche attrito tra i due dicasteri. Sebbene le divergenze sembrino superate, l\u2019incognita sul suo approdo definitivo in Consiglio dei Ministri rimane.<\/p>\n<p><strong>Quanti fondi servono per la prossima manovra?<\/strong><\/p>\n<p>La grande emergenza del Servizio Sanitario Nazionale \u00e8 la drammatica <b>carenza di personale<\/b>. Mancano medici, soprattutto nei pronto soccorso, e infermieri, sia negli ospedali che sul territorio. Le condizioni di lavoro, tra stipendi poco attrattivi e stress insostenibile, spingono molti a fuggire dal pubblico impiego, lasciando deserti i concorsi. Per questo, il ministro <b>Schillaci<\/b> punta a ottenere nella prossima <b>manovra<\/b> di bilancio una dote aggiuntiva di almeno due miliardi per il <b>Fondo Sanitario Nazionale<\/b>.<\/p>\n<p>Queste risorse, qualora il Ministro dell\u2019Economia Giorgetti confermasse l\u2019impegno, sarebbero destinate in via prioritaria a un piano di <b>assunzioni<\/b> e alla creazione di incentivi e percorsi di carriera pi\u00f9 allettanti. Gi\u00e0 l\u2019anno scorso si era tentato di inserire un maxi piano da 30mila ingressi in tre anni, poi rinviato per mancanza di fondi. Oltre al personale, una parte delle risorse andr\u00e0 a potenziare la <b>prevenzione<\/b>, dagli screening ai vaccini, con l\u2019obiettivo di portare la quota di spesa dedicata dal 5% attuale ad almeno il 7% nel medio-lungo periodo.<\/p>\n<p><strong>Come si sta affrontando l\u2019emergenza liste d\u2019attesa?<\/strong><\/p>\n<p>La battaglia contro le interminabili <b>liste d\u2019attesa<\/b> rappresenta forse la sfida pi\u00f9 sentita dai cittadini. Nonostante il piano nazionale sia in vigore da un anno, i risultati finora sono stati deludenti, con poche Regioni che hanno realmente attivato misure come visite nel weekend o l\u2019integrazione delle agende pubblico-privato nei CUP. Ora, per\u00f2, il Ministero della Salute ha a disposizione due nuovi strumenti. \u00c8 da poco operativa la nuova <b>Piattaforma nazionale<\/b> che monitora in tempo reale le performance dei singoli ospedali, permettendo di individuare le criticit\u00e0.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 stato pubblicato il decreto che introduce i <b>poteri sostitutivi<\/b> dello Stato. Questa misura, fortemente osteggiata dalle Regioni, consente a Roma di intervenire direttamente, quasi con un commissariamento, qualora un\u2019amministrazione locale si dimostri inadempiente. Con questi strumenti, il governo spera finalmente di poter governare un fenomeno che costringe ogni anno 4 milioni di italiani a rinunciare alle cure.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il futuro della sanit\u00e0 territoriale del Pnrr?<\/strong><\/p>\n<p>Entro giugno 2026, grazie ai 2 miliardi stanziati dal <b>Pnrr<\/b>, dovrebbero vedere la luce oltre mille <b>Case di Comunit\u00e0<\/b>. Queste strutture, concepite come il fulcro della nuova <b>sanit\u00e0 territoriale<\/b>, dovrebbero funzionare come maxi-ambulatori aperti a orario continuato, dove i cittadini possono trovare medici di famiglia, specialisti, infermieri e strumentazione diagnostica di primo livello. Sebbene la Corte dei Conti abbia certificato l\u2019avvio dei cantieri per 1.168 strutture, il vero rebus riguarda il loro funzionamento.<\/p>\n<p>Il rischio, estremamente concreto, \u00e8 che tra meno di un anno ci si ritrovi con delle \u201cscatole vuote\u201d. Gi\u00e0 oggi, come evidenziato in Lombardia, molte delle Case di Comunit\u00e0 esistenti soffrono di una ridotta operativit\u00e0 a causa della <b>carenza di personale<\/b> e di orari di apertura limitati. Il nodo principale resta il coinvolgimento dei <b>medici di famiglia<\/b>, il cui inserimento in queste strutture fatica a decollare a causa di una riforma che non vede mai la luce.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 la riforma dei medici di famiglia \u00e8 bloccata?<\/strong><\/p>\n<p>Da anni si discute di una riforma della medicina generale, ma ogni tentativo si \u00e8 finora arenato. L\u2019obiettivo del ministro <b>Schillaci<\/b> era superare la figura del medico isolato nel proprio studio, integrandolo nel nuovo sistema della sanit\u00e0 territoriale. Le Regioni avevano proposto un modello a \u201cdoppio canale\u201d, che consentisse ai <b>medici di famiglia<\/b> di scegliere tra il mantenimento della convenzione da libero professionista (con l\u2019obbligo di dedicare alcune ore alle Case di Comunit\u00e0) e un nuovo status da dipendente del Servizio Sanitario.<\/p>\n<p>Questa ipotesi, tuttavia, sembra essere naufragata, anche per i timori di impopolarit\u00e0 in vista delle imminenti elezioni regionali. Il rischio che tutto si concluda con un nulla di fatto \u00e8 sempre pi\u00f9 alto, specialmente se il ministro non avr\u00e0 la forza politica necessaria per imporre un cambiamento non gradito alla categoria. L\u2019ultima spiaggia potrebbe essere l\u2019introduzione di un vincolo orario settimanale da svolgere nelle strutture territoriali, da definire nella prossima convenzione di categoria.<\/p>\n<p><strong>Come cambieranno gli ospedali italiani?<\/strong><\/p>\n<p>Nei cassetti del Ministero della Salute giace un progetto di mini-riforma del Servizio Sanitario Nazionale che parte dalla rete ospedaliera. L\u2019idea \u00e8 quella di creare una \u201cspina dorsale\u201d di <b>poli d\u2019eccellenza<\/b> su tutto il territorio nazionale, Sud compreso. Questi \u201cospedali nazionali di riferimento\u201d di terzo livello otterrebbero uno status speciale, con fondi diretti da Roma e maggiore autonomia su <b>assunzioni<\/b> e acquisto di tecnologie all\u2019avanguardia.<\/p>\n<p>Questo permetterebbe loro di non dipendere esclusivamente dalle Regioni, spesso vincolate da rigidi piani di rientro, e di competere ad armi pari con i grandi hub del Nord. Lo scopo \u00e8 garantire cure di altissimo livello in specialit\u00e0 complesse come la cardiochirurgia o l\u2019oncologia pediatrica, riducendo la migrazione sanitaria. In questo disegno di legge delega potrebbe essere inserito anche un nuovo pacchetto di norme sui <b>medici di famiglia<\/b>, ma la partita rimane del tutto aperta.<\/p>\n<p><strong>Cosa si prevede per la spesa farmaceutica?<\/strong><\/p>\n<p>Un altro fronte caldo \u00e8 quello del governo della <b>spesa farmaceutica<\/b>, che ha raggiunto la cifra record di 24 miliardi di euro. Il ministro <b>Schillaci<\/b> intende alzare nella prossima legge di bilancio il tetto di spesa di almeno lo 0,5%, il che, unito all\u2019aumento del Fondo Sanitario, potrebbe tradursi in circa 1,5 miliardi in pi\u00f9 per i <b>farmaci<\/b>.<\/p>\n<p>Sebbene questo difficilmente baster\u00e0 a evitare lo sforamento, l\u2019effetto <b>payback<\/b> sulle aziende farmaceutiche potrebbe essere meno pesante. Il meccanismo del payback, che obbliga le imprese a ripianare met\u00e0 dello sforamento del tetto per i farmaci ospedalieri, \u00e8 da tempo nel mirino perch\u00e9 considerato insostenibile. Su iniziativa del sottosegretario Marcello Gemmato, \u00e8 in arrivo un testo unico sui <b>farmaci<\/b> che, oltre a riordinare la normativa, dovrebbe mettere mano a questo sistema, con l\u2019obiettivo di superarlo gradualmente nel medio-lungo periodo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il destino del Servizio Sanitario Nazionale appeso a un filo tra manovra, liti politiche e riforme bloccate. Il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":63693,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-63692","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63692","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63692"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63692\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/63693"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63692"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63692"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63692"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}