{"id":637144,"date":"2026-08-17T22:52:20","date_gmt":"2026-08-17T22:52:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/637144\/"},"modified":"2026-08-17T22:52:20","modified_gmt":"2026-08-17T22:52:20","slug":"il-paradosso-italiano-siamo-il-paese-piu-vecchio-deuropa-ma-penultimi-per-vita-lavorativa-con-solo-33-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/637144\/","title":{"rendered":"Il paradosso italiano: siamo il Paese pi\u00f9 vecchio d\u2019Europa, ma penultimi per vita lavorativa con solo 33 anni"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Solo la Romania fa peggio di noi. Pesano la bassa occupazione femminile e l\u2019ingresso tardivo dei giovani. Mentre cresce il peso delle pensioni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Italia \u00e8 il Paese pi\u00f9 vecchio d\u2019Europa, ma \u00e8 anche uno di quelli nei quali si trascorrono meno anni nel mercato del lavoro.<b> Appena 33, contro una media europea di 37,5<\/b>: quattro anni e mezzo di differenza che diventano undici se il confronto si fa con<b> i Paesi Bassi, dove la durata attesa della vita lavorativa arriva a 44 ann<\/b>i. Peggio dell\u2019Italia, nell\u2019Unione europea, fa soltanto la Romania, con 32,7 anni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 il paradosso che emerge dai dati Eurostat relativi al 2025, analizzati dalla Cna, e assume un significato particolare proprio mentre l\u2019Italia discute di pensioni, et\u00e0 di uscita dal lavoro e sostenibilit\u00e0 della previdenza. Perch\u00e9 dietro quei 33 anni si nasconde un problema diverso:<b> non soltanto quanto tardi si smette di lavorare, ma quanto poco il sistema riesca a utilizzare il lavoro disponibile lungo l\u2019intero arco della vita<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prima, per\u00f2, \u00e8 necessaria una precisazione. <b>La \u00abdurata attesa della vita lavorativa\u00bb non indica quanti anni di contributi versa mediamente un italiano e neppure l\u2019et\u00e0 alla quale va in pensione.<\/b> Eurostat stima il numero di anni che una persona di 15 anni pu\u00f2 aspettarsi di trascorrere nella forza lavoro, sulla base delle condizioni demografiche e dei tassi di partecipazione osservati oggi. E nella forza lavoro sono compresi sia gli occupati sia i disoccupati che cercano un impiego. L\u2019indicatore, dunque, descrive la partecipazione al mercato del lavoro, non gli anni effettivamente trascorsi al posto di lavoro.<\/p>\n<p>    Il divario con l\u2019Europa aumenta<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Qualcosa negli ultimi dieci anni \u00e8 migliorato. Nel 2015 la durata attesa della vita lavorativa italiana era di 30,7 anni; nel 2025 \u00e8 arrivata a 33, con un guadagno di 2,3 anni. Ma nello stesso periodo la media europea \u00e8 salita da 34,9 a 37,5 anni.<b> Il ritardo dell\u2019Italia, anzich\u00e9 diminuire, \u00e8 cos\u00ec passato da 4,2 a 4,5 anni.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oggi la Germania \u00e8 arrivata a 40,2 anni, la Francia a 37,5 e la Spagna a 36,8. Ancora pi\u00f9 lontani sono i Paesi del Nord: 44 anni nei Paesi Bassi, 43,4 in Svezia e 42,6 in Danimarca. <b>Sette Paesi dell\u2019Unione hanno ormai raggiunto o superato i quarant\u2019anni di vita lavorativa attesa.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 soltanto una questione di quando si entra e quando si esce. Il dato riassume una debolezza pi\u00f9 profonda del mercato del lavoro italiano:<b> una quota troppo grande della popolazione in et\u00e0 attiva resta fuori.<\/b> Nel 2025 il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni nell\u2019Unione europea ha raggiunto il 76,1%; in Italia si \u00e8 fermato al 67,6%, il livello pi\u00f9 basso dei Ventisette.<\/p>\n<p>    Il buco di nove anni delle donne<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 soprattutto quando si separano uomini e donne che la fotografia diventa impressionante.<b> Una donna italiana pu\u00f2 aspettarsi di trascorrere nella forza lavoro appena 28,4 anni, contro i 35,4 della media europea<\/b>: sette anni in meno. Tra uomini e donne italiani ci sono 8,9 anni di differenza nella durata attesa della vita lavorativa, il divario pi\u00f9 ampio dell\u2019Unione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 difficile individuarne una delle ragioni.<b> Nel 2025 il tasso di occupazione femminile italiano tra i 20 e i 64 anni era fermo al 58%,<\/b> quasi tredici punti sotto la media europea. Le carriere delle donne sono inoltre pi\u00f9 frequentemente interrotte o rallentate dal lavoro di cura e dalla nascita dei figli.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi l\u2019altro estremo della vita lavorativa: <b>l\u2019ingresso dei giovani.<\/b> Nel 2025 nell\u2019Unione era occupato l\u201983% dei giovani tra 20 e 34 anni che avevano concluso gli studi da uno a tre anni; in Italia appena il 71,8%, il secondo valore pi\u00f9 basso dell\u2019Ue dopo la Grecia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il risultato \u00e8 una sorta di tenaglia: <b>ingresso difficile dei giovani, partecipazione femminile molto bassa e carriere che pi\u00f9 facilmente conoscono interruzioni<\/b>. I 33 anni sono anche il prodotto di questi vuoti.<\/p>\n<p>    Pi\u00f9 vecchi, ma con meno persone al lavoro<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il paradosso demografico rende tutto questo ancora pi\u00f9 difficile da sostenere. <b>L\u2019Italia ha un\u2019et\u00e0 mediana di 49,1 anni, la pi\u00f9 alta dell\u2019Unione europea, contro i 44,9 anni della media Ue. Significa che met\u00e0 della popolazione italiana ha ormai pi\u00f9 di 49 anni<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 qui che il dato sulla vita lavorativa smette di essere una curiosit\u00e0 statistica e diventa una questione economica. <b>Una popolazione che invecchia ha bisogno che una quota pi\u00f9 ampia delle persone in et\u00e0 da lavoro partecipi alla produzione di reddito e al finanziamento del welfare<\/b>. L\u2019Italia si trova invece a combinare la popolazione con l\u2019et\u00e0 mediana pi\u00f9 elevata dell\u2019Ue, il tasso di occupazione pi\u00f9 basso e la seconda durata attesa della vita lavorativa pi\u00f9 breve.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E il peso della previdenza \u00e8 gi\u00e0 rilevante. Nel 2023, ultimo anno disponibile per questo confronto Eurostat, la spesa per pensioni in Italia era pari al 15,5% del Pil, la quota pi\u00f9 alta dell\u2019Unione, davanti alla Francia con il 14,6%, all\u2019Austria con il 14,4% e alla Grecia con il 14%.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa vera questione previdenziale italiana \u2013 afferma il presidente della Cna Dario Costantini \u2013 dunque \u00e8 una questione di lavoro, produttivit\u00e0 e partecipazione\u00bb. In un Paese che invecchia rapidamente, aggiunge, lasciare inutilizzata una parte cos\u00ec ampia del capitale umano rappresenta non soltanto un problema sociale, ma \u00abun limite strutturale alla crescita e alla tenuta futura del sistema pensionistico\u00bb.<\/p>\n<p>    Il rischio della falsa soluzione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La risposta, tuttavia, non pu\u00f2 consistere semplicemente nel far lavorare tutti pi\u00f9 a lungo<\/b>. Ed \u00e8 uno dei punti centrali dell\u2019analisi della Cna. Allungare la permanenza nel mercato del lavoro spostando soltanto in avanti l\u2019uscita rischia di affrontare una sola parte del problema, se contemporaneamente non aumenta la partecipazione di chi oggi resta ai margini.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I numeri pi\u00f9 recenti mostrano peraltro quanto sia complessa la fotografia. A giugno 2026 gli occupati in Italia erano 24 milioni e 310 mila e il tasso di occupazione calcolato dall\u2019Istat sulla popolazione tra 15 e 64 anni era al 62,9%. Rispetto a giugno 2025 gli occupati erano 131 mila in pi\u00f9. Ma la crescita su base annua riguardava soprattutto gli ultracinquantenni, mentre diminuivano gli occupati nelle fasce 15-24 e 35-49 anni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per questo la Cna mette insieme due esigenze che possono sembrare contraddittorie:<b> favorire l\u2019invecchiamento attivo e, nello stesso tempo, creare spazio per giovani e donne attraverso nuove assunzioni<\/b>, apprendistato, formazione, conciliazione tra famiglia e lavoro e staffette generazionali. Perch\u00e9 il problema italiano non \u00e8 semplicemente convincere chi lavora a restare qualche anno in pi\u00f9. \u00c8 riuscire a far entrare e a trattenere nel mercato del lavoro una parte molto pi\u00f9 ampia della popolazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In fondo i 33 anni raccontano proprio questo. Nel Paese pi\u00f9 vecchio d\u2019Europa, la risorsa che comincia a scarseggiare non \u00e8 soltanto il lavoro. Sono le persone che possono farlo. E l\u2019Italia continua a permettersi di utilizzarne meno degli altri.<\/p>\n<p><a class=\"chiedi-esperto-box\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/chiedi-esperto\/fai-una-domanda\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/box_esperto_dsk.png\" alt=\"Chiedi agli esperti\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-17T17:42:34+02:00\">17 agosto 2026 ( modifica il 17 agosto 2026 | 17:42)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n Solo la Romania fa peggio di noi. 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