{"id":639021,"date":"2026-08-19T04:02:12","date_gmt":"2026-08-19T04:02:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/639021\/"},"modified":"2026-08-19T04:02:12","modified_gmt":"2026-08-19T04:02:12","slug":"il-mondo-interiore-di-phoebe-bridgers-giovanni-ansaldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/639021\/","title":{"rendered":"Il mondo interiore di Phoebe Bridgers &#8211; Giovanni Ansaldo"},"content":{"rendered":"<p>Tra le giovani cantautrici statunitensi emerse negli ultimi dieci anni, Phoebe Bridgers \u00e8 sicuramente una delle pi\u00f9 interessanti. La musicista di Pasadena, 31 anni, \u00e8 stata capace di fondere rock, pop e folk con gusto e personalit\u00e0, soprattutto a partire dal disco del 2020\u00a0Punisher, quello che l\u2019ha consacrata agli occhi del pubblico e della critica. Nel 2023, inoltre, ha messo in piedi il progetto boygenius insieme a Julien Baker e Lucy Daucus, pubblicando l\u2019ottimo The record, vincitore di tre Grammy, tra cui quello per il migliore album di musica alternativa.  <\/p>\n<p>La bravura di Bridgers sta nell\u2019aver fatto tesoro dei suoi studi musicali \u2013 ha seguito corsi di canto jazz a Los Angeles e per un periodo ha frequentato il Berklee college of music di Boston, da tempo una fucina di talenti della musica statunitense \u2013 senza per\u00f2 diventare troppo scolastica e rielaborando le influenze in modo personale. C\u2019\u00e8 un pezzo in The record che rappresenta bene il suo stile: s\u2019intitola <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bIX_ouNJsTs&amp;pp=ygURTm90IHN0cm9uZyBlbm91Z2g%3D\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Not strong enough<\/a> ed \u00e8 una cavalcata a base di chitarre acustiche ed elettriche sulla falsariga dei Cure (il cui brano Boys don\u2019t cry viene anche citato nelle strofe). Il pezzo, tuttavia, non si ferma al tributo e va ben oltre, trovando una forte vitalit\u00e0.  <\/p>\n<p>Nella musica di Bridgers, inoltre, c\u2019\u00e8 sempre una intensa malinconia di fondo. Un sentimento che \u00e8 ancora pi\u00f9 marcato nel suo nuovo album <a href=\"https:\/\/us.list-manage.com\/11SO6lT_JQT?e=a5ca63eb1e&amp;c2id=786db94b0499df95ff6bac9902c2f342\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lost weekend<\/a>, il pi\u00f9 crepuscolare, ispirato dalla morte del padre, un uomo violento e tormentato dalle dipendenze, e dalla fine della relazione con l\u2019attore Paul Mescal. Questi avvenimenti, spesso evocati nei testi, spiegano l\u2019anima notturna e tormentata delle canzoni (non che i brani dei dischi precedenti fossero spensierati, tutt\u2019altro).  <\/p>\n<p>Uno dei temi ricorrenti di Lost weekend \u00e8 anche quello del doppio: Bridgers fa dialogare il mondo interiore con l\u2019immagine pubblica, e quando esplora un sentimento ne evidenzia sempre anche il contrario, come quando tiene insieme l\u2019odio e l\u2019amore nei confronti del padre. Nel brano iniziale The outside racconta il funerale dell\u2019uomo e descrive la dissociazione che il lutto ha innescato in lei, come se si guardasse dal di fuori, usando il vocoder per rendere la sua voce apparentemente distaccata. A seguire arriva il singolo Lost boys, il pi\u00f9 orecchiabile del lotto, registrato insieme a Lucy Daucus e Julien Baker con i Bon Iver nel cuore (quel ritornello avrebbe potuto uscire tranquillamente dalla penna di Justin Vernon).  <\/p>\n<p>In Lost weekend ci sono ospiti prestigiosi, dal super produttore Jack Antonoff al cantautore Alex G, ma \u00e8 il mondo interiore della cantautrice a restare saldamente il centro a cui tutto ruota attorno. I sedici brani che compongono il lavoro scorrono bene, legandosi l\u2019uno con l\u2019altro, tra omaggi alla tradizione dell\u2019<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Americana_(genere_musicale)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">americana<\/a> e momenti pi\u00f9 elettronici, come la coda strumentale del pezzo che d\u00e0 il titolo all\u2019album, uno dei brani pi\u00f9 sospesi eppure pi\u00f9 riusciti.   <\/p>\n<p>Tra i pezzi da segnalare ci sono anche Haunted, con un violino country in primo piano, e The governor\u2019s waltz, una toccante riflessione sulla fine di una relazione (probabilmente proprio quella con Paul Mescal). Solo nel finale di Lost weekend (reprise) s\u2019intravede un po\u2019 di luce. Bridgers si rivolge al suo nuovo amore, l\u2019attore Bo Burnham, e gli confessa: \u201cBut we\u2019re gonna be alright, me and you \/ you love me and I won\u2019t \u0435ver let you forget, not y\u0435t\u201d (Ma staremo bene, io e te \/ mi ami e non te lo lascer\u00f2 mai dimenticare, non ancora).  <\/p>\n<p>Letti cos\u00ec, i testi della cantautrice californiana potrebbero anche sembrare un po\u2019 melensi. Eppure, se ascoltati insieme alla musica, sono funzionali alla narrazione del disco, e sono arricchiti da una costante cura per le melodie e gli arrangiamenti che non sono comuni nella musica pop contemporanea. Il ritorno solista di Phoebe Bridgers \u00e8 la conferma del suo talento e render\u00e0 ancora pi\u00f9 solida una carriera che, probabilmente, ha ancora molta strada da percorrere.  <\/p>\n<p>Questo testo \u00e8 tratto dalla newsletter Musicale.<\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/giovanni-ansaldo\/2026\/08\/19\/mailto:posta@internazionale.it?subject=Il mondo interiore di Phoebe Bridgers\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tra le giovani cantautrici statunitensi emerse negli ultimi dieci anni, Phoebe Bridgers \u00e8 sicuramente una delle pi\u00f9 interessanti.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":639022,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1443],"tags":[353049,353050,1644,203,19295,204,1537,90,89,353048,49069,1538,1539,8410,353047,10840],"class_list":["post-639021","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-musica","tag-bon-iver","tag-boygenius","tag-cultura","tag-entertainment","tag-giovanni-ansaldo","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lost-boys","tag-lost-weekend","tag-music","tag-musica","tag-nuovo-album","tag-phoebe-bridgers","tag-recensione"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117120188169582788","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/639021","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=639021"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/639021\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/639022"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=639021"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=639021"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=639021"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}