{"id":639342,"date":"2026-08-19T09:10:12","date_gmt":"2026-08-19T09:10:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/639342\/"},"modified":"2026-08-19T09:10:12","modified_gmt":"2026-08-19T09:10:12","slug":"sandro-mazzola-intervista-valentino-linter-superga-agnelli-facchetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/639342\/","title":{"rendered":"Sandro Mazzola intervista: &#8220;Valentino, l&#8217;Inter, Superga, Agnelli, Facchetti&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>                                &#8220;Pap\u00e0 Valentino ancora con me, Superga una ferita per sempre. Agnelli mi offr\u00ec il doppio, non potevo accettare. Io e Rivera rivali con rispetto. Chiedo scusa a Bonimba e Simoni&#8221;<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Finch\u00e9 c\u2019\u00e8 tempo, si gioca con onore: lo diceva pap\u00e0 Valentino, l\u2019ha sempre saputo suo figlio Sandrino. Con un filo di voce ma la tempra di sempre, a 83 anni Alessandro Mazzola, detto Sandro, sa che la partita si fa sempre pi\u00f9 difficile. Intanto, tra ferite e incontri, vittorie e rimpianti, davanti a lui scorrono  le immagini di una vita straordinaria: da  Superga alla Grande Inter, da Rivera a Ronaldo e ora Lautaro.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Mazzola, se oggi potesse stringere ancora la mano di Valentino, che cosa gli direbbe?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;La stringo ancora oggi: nei sogni entro con lui mano nella mano al Filadelfia. Gli parlerei dei miei figli, Ilaria, Valentina, Sandro e Paolo, e dell\u2019Inter: i due amori che si dividono il mio cuore. All\u2019Inter ho dedicato anche un libro, si intitola \u201cCuore nerazzurro*: parla di sogni, speranze, amore e sacrificio, tutto ci\u00f2 che serve a un uomo per essere felice&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Lo sono stato, nonostante le ferite. Una su tutte&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Il dolore di Superga si \u00e8 mai davvero sanato?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Come potrebbe? Avevo sei anni, cinque mesi e 23 giorni: tutti mi abbracciavano, io non capivo e cercavo facce amiche. Ero troppo piccolo per ricevere insegnamenti da pap\u00e0, li ho conosciuti attraverso chi lo aveva conosciuto. Boniperti, una volta, mi disse: &#8216;Sandrino, se dovessi fare una squadra, il primo che chiamerei sarebbe tuo pap\u00e0&#8217;&#8230;&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Quando ha capito di poter fare il calciatore?<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Il 10 giugno 1961, Juventus-Inter, quella della Primavera finita 9-1. Avevo due interrogazioni di recupero, diritto e italiano: per mamma e il padrino Piero venivano prima. I compagni convinsero il prof a interrogarmi subito, poi corsi a Torino. Herrera mi considerava troppo gracile e l\u2019Inter pensava di cedermi: nel primo tempo sbagliai tutto, nel secondo segnai il nostro gol&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>E quando di essere Sandro Mazzola, non solo il figlio di Valentino?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Nella finale di Coppa dei Campioni col Real. Ero incantato da Di Stefano e Puskas, Luisito Suarez mi disse: &#8216;Oh, svegliati&#8217;. Dopo la vittoria Di Stefano mi diede la sua camiseta  e disse: &#8216;Sei degno di pap\u00e0&#8217;&#8230;&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>A chi sente di dire grazie per questo lungo viaggio?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;A mamma Emilia e mia moglie Graziella. Dopo Superga ero stato nascosto in un fienile dalla famiglia della compagna di pap\u00e0, che chiese soldi per restituirmi. Mamma, con avvocato e carabinieri, mi riport\u00f2 a Cassano d\u2019Adda: trovai un fratellino e due zie quasi sconosciuti, eravamo poverissimi, ma entrai in una casa piena d\u2019amore. A Torino vivevo in collegio e vedevo pap\u00e0 solo nel weekend. Graziella la conobbi da ragazzo: bionda, occhi azzurri, famiglia benestante, lei in Spider e io in tram. Si innamor\u00f2 di me quando non avevo niente&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Ha citato due donne. E un uomo?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Giuseppe Meazza. Se solo i giovani sapessero quanto era grande&#8230; Mi plasm\u00f2 tecnicamente nelle giovanili. A fine allenamento lo guardavamo calciare missili: destro, sinistro, collo, esterno, con palloni che bagnati diventavano pietre. Chiedeva al portiere &#8216;dove la vuoi?&#8217; e la metteva l\u00ec. Quanti oggi saprebbero farlo?&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Che cosa significa davvero l\u2019Inter nella sua vita?<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Salvezza: \u00e8 la squadra che mi ha salvato. Dopo Superga Benito Lorenzi venne a Cassano con scarpe e pallone: pap\u00e0 lo aveva aiutato a esordire in Nazionale e lui volle aiutare i suoi figli. Diventammo mascotte dell\u2019Inter a 8-9 anni e Angelo Moratti ci dava il premio partita anche a noi: erano soldi vitali&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Sarebbero arrivati molti pi\u00f9 soldi dopo.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Quando mamma seppe la cifra che strappai ad Allodi nel primo contratto disse: &#8216;Hai capito male, sono troppi&#8230;&#8217;. Angelo Moratti regalava ai giocatori pi\u00f9 rappresentativi una Mercedes e a me una monetina d\u2019oro per i gol importanti. Massimo continu\u00f2: a Natale tre monetine a me e una a mio figlio. I Moratti sono una seconda famiglia, come l\u2019Inter: in nerazzurro ho passato 50 anni da mascotte a giocatore, poi dirigente con Fraizzoli e Massimo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Quale fase le ha dato pi\u00f9 gioia?<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;In campo col Mago Herrera che cambi\u00f2 il mio carattere: non volevo fare il centravanti, lui cap\u00ec come sfruttarmi. Fu un innovatore, ci metteva a dieta, ma  Luisito, il nostro Maestro, nascondeva salame e prosciutto in camera. Non eravamo lenti, anzi verticalizzavamo pi\u00f9 di oggi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Ha mai pensato davvero di tradire davvero l\u2019Inter?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Mai. Agnelli mi offr\u00ec il doppio, un\u2019agenzia di assicurazioni e una concessionaria Fiat. Mamma disse: &#8216;Tuo padre si rivolterebbe nella tomba&#8217;. Rifiutai. La Juve torn\u00f2 quando ero dirigente con Fraizzoli e dissi un altro no: col cuore rifarei entrambe le scelte&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>In cosa \u00e8 ancora teso il filo con l\u2019Inter?<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Sono un tifoso accanito. Chiedo a Chivu un altro scudetto e sogno che Lautaro, che merita di essere chiamato leggenda, alzi la sua Coppa dei Campioni. Lo faccia per me. Ma anche in questa Inter c\u2019\u00e8 ancora qualcosa che rimanda a Sandrino&#8230; Zanetti lo portai io nel 1995. Ausilio lo presi nel 1998 dalla Pro Sesto. E pure Ferri arriv\u00f2 da noi giovanissimo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Quali i colpi da dirigente a cui \u00e8 pi\u00f9 legato?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Avevo comprato Platini, poi Fraizzoli rinunci\u00f2, e conservo il contratto firmato da Falcao, rimasto nel cassetto dopo l\u2019intervento di Andreotti. Ricordo con piacere  Zenga, aiutato a ripartire dalla Sambenedettese: nel suo carattere non credeva nessuno. Ma il capolavoro si chiama Ronaldo. Seppi che voleva lasciare Barcellona, lo incontrai e disse: &#8216;Ok director, vengo a Milano&#8217;.  Che soddisfazione quando la Federazione accett\u00f2 l\u20191+8 per Zamorano&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Una volta per tutte: che rapporto c\u2019era  con Rivera?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Sana rivalit\u00e0 e grandissimo rispetto. Eravamo le due met\u00e0 di Milano, ma diversi: io famiglia e calcio, pi\u00f9 riservato; Gianni pi\u00f9 da prime pagine. Eppure con De Sisti, Bulgarelli e altri fondammo l\u2019Associazione Calciatori nel 1968, nonostante pressioni persino dal governo. Allora interisti e milanisti non potevano quasi farsi vedere insieme: &#8216;Sandro, stai lontano, ti attacca la rabbia&#8217;, mi dicevano&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>La Nazionale vi ha pi\u00f9 unito o diviso?<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Vivemmo insieme il Mondiale del \u201966 e chiss\u00e0 cosa ci diedero: mi sentivo spento e gli esami al ritorno confermarono qualcosa di strano&#8230; Nel \u201970 rimpiango la fatica contro la Germania, che ci penalizz\u00f2 in finale. Nel \u201974 vivevamo un ricambio generazionale e una volta io e Gianni ci sedemmo a tavola insieme: ci dicemmo cose che restano tra noi, ma capimmo che la nostra stava tramontando&#8230;&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Si pu\u00f2 dire che, pi\u00f9 che Rivera, il suo vero rivale era&#8230; Facchetti?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Io e il &#8216;Facco&#8217; eravamo diversi, ma rivali mai. Quando Herrera mi diede la fascia, Giacinto era gi\u00e0 capitano della Nazionale e forse ci rimase male. Per qualche giorno ci fu tensione, poi restammo soli, parlammo e ci abbracciammo. Fuori ci frequentavamo poco, ma allora si correva dalle famiglie&#8230;&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>C\u2019\u00e8 qualcuno a cui oggi vorrebbe chiedere scusa?<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;A Boninsegna: lui scherza dicendo che lo mandai via io. Non \u00e8 vero, ma nello scambio con Anastasi avrei potuto oppormi e non lo feci, pensando convenisse all\u2019Inter. E a Gigi Simoni: dopo la Coppa Uefa avevo l\u2019accordo con Zaccheroni, che poi firm\u00f2 col Milan. Quando Massimo decise di esonerare Gigi, ero contrario ma rispettai le gerarchie. Non lo meritava: era un uomo giusto e un grande tecnico&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Quali sono le cose pi\u00f9 pazze che ha fatto?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Sono scappato due volte da un ritiro. Nel 1968 nacque mio figlio Sandro: dopo due femmine, aspettavo il maschio, ma Valcareggi neg\u00f2 il permesso. Cos\u00ec scappai a Milano e niente finale di andata dell\u2019Europeo. &#8216;\u00c8 arrivato il Bullo di casa&#8217;, dissi a Graziella: da l\u00ec lo chiamiamo tutti &#8216;Bulli&#8217;. Oggi mio figlio mi ha fatto scoprire un nuovo sport, \u00e8 proprietario del Padel Club Ripamonti a Milano. Nel 1965, prima di Foggia-Inter, scappai per tornare da Padre Pio. Cercavo risposte su pap\u00e0, allora capii che da lass\u00f9 era fiero di me&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>Il figlio Sandro, il nipote Valentino: nella famiglia Mazzola anche i nomi tramandano la leggenda.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;C\u2019\u00e8 anche mia figlia Valentina, che ha un figlio, Alessandro. Si torna sempre l\u00ec, a noi Mazzola, e al capofamiglia morto a Superga: per questo Paese lui significher\u00e0 sempre famiglia, sacrificio, lavoro e umilt\u00e0, che non \u00e8 mai debolezza ma forza&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\"><b>E lei come vorr\u00e0 essere ricordato?\u00a0<\/b><\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/ad.doubleclick.net\/ddm\/trackclk\/N1792338.340088CAIRORCSMEDIAS.P.\/B28038690.452531709;dc_trk_aid=646241311;dc_trk_cid=173665161;dc_lat=;dc_rdid=;tag_for_child_directed_treatment=;tfua=;gdpr=%24%7BGDPR%7D;gdpr_consent=%24%7BGDPR_CONSENT_755%7D;ltd=;dc_tdv=1\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Guarda tutte le partite di Serie A Enilive in esclusiva nei locali Sky! Trova il locale pi\u00f9 vicino a te.<\/a><\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Come un bravo uomo che se la gioca anche quando \u00e8 impossibile vincere, come in quel 9-1. Anche oggi combatto una partita pi\u00f9 grande di me: prover\u00f2 a portarla ai supplementari, magari ai rigori. Prima di smettere di giocare, per\u00f2, ai giovani dico: abbiate sogni, credeteci e sacrificatevi. E agli adulti: date le opportunit\u00e0 che furono date a me da ragazzo&#8221;.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;Pap\u00e0 Valentino ancora con me, Superga una ferita per sempre. 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