{"id":639524,"date":"2026-08-19T11:43:31","date_gmt":"2026-08-19T11:43:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/639524\/"},"modified":"2026-08-19T11:43:31","modified_gmt":"2026-08-19T11:43:31","slug":"live-report-frantic-fest-day-3-francavilla-al-mare-15-agosto-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/639524\/","title":{"rendered":"Live Report: Frantic Fest \u2013 Day 3 @ Francavilla al Mare \u2013 15 agosto 2026"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n            &#13;<br \/>\n                Vario            &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<\/p>\n<p class=\"article_disclaimer\">Truemetal vive grazie al suo pubblico. Quando compri qualcosa dai nostri link, potremmo guadagnare una commissione. <a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/privacy-policy\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Scopri di pi\u00f9<\/a><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            &#13;<\/p>\n<p>                                <img decoding=\"async\" class=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mayhem-6-576x384.jpg\" alt=\"Live Report: Frantic Fest \u2013 Day 3 @ Francavilla al Mare \u2013 15 agosto 2026\"\/>                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<\/p>\n<p><strong>Live Report: Frantic Fest 2026 \u2013 Day 3<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/live\/live-report-frantic-fest-day-1-francavilla-al-mare-13-agosto-2026-1247845\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Report del <strong>Day 1<\/strong><\/a><\/p>\n<p data-insertion=\"1\"><a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/live\/live-report-frantic-fest-day-2-francavilla-al-mare-14-agosto-2026-1248044\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Report del <strong>Day 2<\/strong><\/a><\/p>\n<p data-insertion=\"1\">Report a cura di <strong>Toara Fantechi<\/strong><\/p>\n<p data-insertion=\"1\"><a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/live\/photo-report-frantic-fest-2026-day-3-francavilla-al-mare-15-08-2026-1248328\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Guarda il <strong>photo report<\/strong> della terza giornata!<\/a><\/p>\n<p data-insertion=\"1\">\u00c8 l\u2019ultimo giorno e al Tikitaka il portale del Frantic si riapre un\u2019ultima volta quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Franc ci aspetta all\u2019ingresso, steso sulla sua panchina e ormai perfettamente a suo agio nel ruolo di cadavere pi\u00f9 fotografato del festival. L\u2019installazione di <strong>Chaoticart <\/strong>ed<strong> EPM<\/strong>, dedicata agli headliner di questa edizione, riprende una famosa foto dei\u00a0<strong>Mayhem<\/strong> con\u00a0<strong>Euronumous\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Necrobutcher\u00a0<\/strong>\u201cspalmati\u201d sulla panchina di una fermata dell\u2019autobus di Oslo,\u00a0ed \u00e8 ormai parte del paesaggio quanto le magliette nere.<\/p>\n<p>L\u2019odore di birra versata oggi \u00e8 particolarmente forte, mescolato a quello della polvere che non si posa da tre giorni e al sempre presente odore di metallaro.<\/p>\n<p>Dopo tre giorni una cosa \u00e8 ormai evidente, sotto i palchi del Frantic passa praticamente qualsiasi et\u00e0, nazione, colore, religione, genere, estetica e modo di essere. Gli italiani sono la maggioranza, ma ormai anche lo svedese del Frantic \u00e8 diventato una certezza. Eppure l\u2019atmosfera resta incredibilmente umana, rispettosa, quasi familiare. Si parla con sconosciuti con la naturalezza con cui si parlerebbe ad amici di sempre, ci si tiene d\u2019occhio a vicenda, ci si rialza nel pit e ci si preoccupa che quello accanto stia bene. \u00c8 una di quelle rare situazioni in cui, pur essendo circondato da persone che magari non rivedrai mai pi\u00f9, non ti senti mai davvero in mezzo a degli estranei.<\/p>\n<p>Anche l\u2019ultima giornata parte dall\u2019Italia. Ad aprire il pomeriggio ci sono i pescaresi <strong>Slyther<\/strong>, giovani leve del thrash\/crossover, seguiti dai romani <strong>Bianca<\/strong>, progetto recentissimo che definisce il proprio suono oneiric black metal, e dai <strong>Patristic<\/strong>, che si muovono invece su coordinate blackened death metal pi\u00f9 ritualistiche e atmosferiche.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1248311\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Bianca-13-1024x681.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\"  \/><\/p>\n<p>Tre modi diversi di iniziare a spingere il festival verso quella che sar\u00e0 la sua notte pi\u00f9 lunga.<\/p>\n<p>Il sole comincia lentamente a scendere, ma i 33 gradi restano tutti l\u00ec perch\u00e9 evidentemente anche il caldo ha deciso di partecipare al festival fino alla fine. Sotto il palco c\u2019\u00e8 gi\u00e0 parecchia gente: bambini, ragazzi, veterani e una quantit\u00e0 decisamente maggiore di gilet di pelle rispetto ai giorni precedenti. Sar\u00e0 la lineup, sar\u00e0 l\u2019ultimo giorno, ma oggi il tasso di metallaro classico \u00e8 salito parecchio. E con 33 gradi anche corpse paint e trucco nero cominciano lentamente a cedere, lasciando in giro qualche panda metallaro sciolto dal sudore.<\/p>\n<p>Alle 17:30 il Main Stage passa agli svedesi <strong>The Crown<\/strong>, e qui c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un piccolo pezzo di storia che sta per chiudersi. Dopo circa trentacinque anni di attivit\u00e0, il 2026 \u00e8 infatti l\u2019ultimo anno della band: il No Tomorrow \u2013 Farewell Tour li porter\u00e0 allo scioglimento definitivo, e quella del Frantic \u00e8 l\u2019ultima occasione italiana per vederli dal vivo.<br \/>I The Crown portano sul palco quel death metal melodico venato di thrash che li accompagna da oltre tre decenni, riff taglienti, accelerazioni e una macchina ritmica che ha avuto parecchio tempo per imparare a funzionare. Il pubblico risponde fin dalle prime battute, consapevole anche che questa volta il saluto ha un peso un po\u2019 diverso dal solito.<br \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1248351\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/The-Crown-14-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\"  \/><br \/>Dal death svedese passiamo al Tent Stage per i <strong>Mephistofeles<\/strong>, trio argentino che cambia completamente temperatura questo pomeriggio. Occult doom, stoner, heavy psych e una quantit\u00e0 di anni Settanta sufficiente a far crescere i capelli anche a chi non li ha.<br \/>Sotto la tenda \u00e8 pienissimo e la percentuale di capelloni sale vertiginosamente. Chitarra e voce, basso e batteria: niente particolare bisogno di riempire il palco quando il suono \u00e8 gi\u00e0 abbastanza grosso da farlo da solo.<br \/>Lo stoner tende spesso a perdermi dopo un po\u2019, ma dal vivo i Mephistofeles funzionano decisamente meglio. Il riffing pesante, il groove lento e quell\u2019estetica lurida e psichedelica acquistano tutt\u2019altra consistenza sotto il Tent Stage. E, contro le aspettative della mia playlist pre-festival, mi piacciono.<\/p>\n<p>Con i <strong>D\u00f8dheimsgard <\/strong>sul Main Stage il discorso si fa decisamente pi\u00f9 storto. Sono uno dei nomi che negli anni hanno contribuito a spingere il black metal norvegese fuori dalle sue coordinate pi\u00f9 tradizionali, portandolo verso territori industriali, progressivi, psichedelici e apertamente avant-garde.<br \/>E dal vivo si capisce subito che stare dentro una forma precisa non sembra interessargli particolarmente. Il cantante entra con un telo nero sul capo e qualcosa che, almeno dall\u2019odore, sembra incenso o un fascio di erbe bruciate. Il volto \u00e8 truccato di blu e viola, indossa un abito nero con accenti violacei e una collana argentata enorme che gli scende quasi fino alla vita.<br \/>Ai lati del palco compaiono pannelli con simboli rossi e blu, mentre sullo sfondo si alternano lune, paesaggi oscuri, strutture che sembrano navi e il logo della band. Lui intanto si muove in modo sempre pi\u00f9 disturbante: morde il chitarrista, gli tira i capelli e a un certo punto si strappa persino una ciocca mentre continua a cantare.<br \/>Insomma, se il loro black metal \u00e8 diventato negli anni sempre pi\u00f9 difficile da incasellare, la messa in scena non sembra avere nessuna intenzione di semplificare le cose.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1248415\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Dodheimsgard-12-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\"  \/><\/p>\n<p>Alle 20:05 sul Tent Stage arrivano gli <strong>Evoken<\/strong>, dal New Jersey, uno dei nomi storici del funeral doom\/death-doom. Qui il tempo sembra rallentare di colpo: riff enormi, ritmi esasperatamente lenti e un suono costruito pi\u00f9 sul peso e sull\u2019atmosfera che sull\u2019impatto immediato.<br \/>La band arriva al Frantic ancora nel ciclo di Mendacium, uscito nel 2025, concept album oscuro e claustrofobico che ruota attorno a visioni, paranoia e a un confine sempre meno chiaro tra realt\u00e0 e allucinazione. Dopo le deviazioni avant-garde dei D\u00f8dheimsgard, gli Evoken riportano tutto verso una forma di pesantezza molto pi\u00f9 immobile e soffocante.<br \/>Il sole ormai \u00e8 calato e, dopo non so pi\u00f9 quante birre sotto i 33 gradi, decidiamo che \u00e8 arrivato il momento della prima Red Bull della giornata. Vediamo se mette davvero le ali, altrimenti lo far\u00e0 la prossima band a breve.<\/p>\n<p>Passiamo nuovamente al Main Stage, gi\u00e0 pieno ancora prima che inizino i <strong>Venom Inc.<\/strong>, che portano avanti una parte importante della genealogia dei Venom e di quel miscuglio di heavy, speed e black metal che negli anni Ottanta ha lasciato impronte ovunque nella musica estrema. Anche l\u2019immaginario satanico, qui, non \u00e8 certo arrivato ieri.<br \/>L\u2019intro parte sulle note dell\u2019Ave Maria. Poi, ovviamente, <strong>\u201cAve Satanas\u201d<\/strong>.<br \/>Sul fondale campeggia il nome della band sopra una figura di Satana tra le fiamme, mentre sul palco gente con qualche anno sulle spalle dimostra di essere ancora perfettamente in grado di fare un headbanging della madonna. Il pubblico, nel frattempo, pende dalle loro corde.<br \/>Luci rosse e bianche, sotto il palco un bambino con le cuffie sulle spalle del padre e una massa che aspetta solo il momento giusto per partire. A un certo punto un problema tecnico al basso costringe la band a fermarsi, ma il chitarrista tiene vivo il pubblico e si riparte quasi subito.<br \/>Nel frattempo il coccodrillo gonfiabile che da due giorni attraversava il pubblico in crowd surfing sembra ormai agonizzante dalla stanchezza. Mezzo sgonfio, viene comunque riciclato da qualcuno nel pit come chitarra.<br \/>Poco dopo parte il pogo, poi il crowd surfing, e il Main Stage torna a essere una massa unica in movimento.<br \/>Direi che i Venom Inc. hanno messo a tutti le ali, pi\u00f9 della Red Bull.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1248442\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Venom-Inc-13-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\"  \/><\/p>\n<p>Alle 22:10 torniamo sul Tent Stage per gli svedesi <strong>Wolfbrigade<\/strong>, storica formazione crust punk\/d-beat attiva dagli anni Novanta. Il loro ultimo album, Life Knife Death, \u00e8 uscito nel 2024, ma dal vivo c\u2019\u00e8 poco spazio per pensare alla discografia: appena partono, il pit alza subito l\u2019ennesimo polverone della giornata.<br \/>Dopo tre giorni di festival, per\u00f2, la polvere non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019unica cosa che arriva fino al palco. L\u2019odore dei bagni chimici, cotti sotto il sole per tutta la durata del festival, ha finalmente completato il suo viaggio e si mescola a birra, sudore e terra sotto al palco del Tent Stage.<br \/>Sul palco i Wolfbrigade fanno esattamente quello che devono fare: look punkettone, zero fronzoli, d-beat e hardcore sparati dritti in faccia.<\/p>\n<p>Alle 23:15 il Main Stage \u00e8 strapieno: tocca ai <strong>Mayhem<\/strong>.<br \/>Di loro \u00e8 stato scritto praticamente tutto, spesso per ragioni che vanno ben oltre la musica. Al Frantic per\u00f2 arrivano con un disco nuovo, Liturgy of Death, uscito nel febbraio 2026, quindi non sono certo qui solo a fare da monumento alla seconda ondata black metal norvegese.<br \/>Ai lati del palco compaiono pannelli con figure scheletriche e angeliche su colonne classiche. <strong>Attila Csihar<\/strong> entra con tunica bianca, copricapo con una croce, volto bianco segnato da strisce nere e dopo poco impugna anche un teschio. Sembra un sacerdote, ma decisamente non uno a cui affiderei la messa della domenica.<br \/>Poco dopo cambia completamente look: abbigliamento militare, immagini di guerra e filo spinato sul fondale e una croce di ossa in mano. Anche il portale, evidentemente, ha deciso di cambiare scenario.<br \/>Mentre loro stanno ancora suonando, per\u00f2, ai bordi del festival iniziano gi\u00e0 a comparire le prime scatole. Qualcuno smonta uno stand, qualcun altro mette via quello che non servir\u00e0 pi\u00f9. Il palco \u00e8 ancora acceso, il Main Stage \u00e8 pieno e intorno il Frantic comincia gi\u00e0, piano piano, a sparire.<br \/>E l\u00ec inizi a capire che il portale sta per richiudersi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1248477\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Mayhem-17-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\"  \/><\/p>\n<p>Per adesso, per\u00f2, abbiamo ancora un po\u2019 di tempo prima della chiusura definitiva del portale. Sul Tent Stage arrivano gli <strong>Skitsystem<\/strong>, direttamente da G\u00f6teborg, e qui c\u2019\u00e8 una prima volta da segnare in rosso:<strong> \u00e8 la loro prima esibizione italiana di sempre.<\/strong><br \/>Dopo decenni di crust punk e d-beat, arrivano finalmente in Italia senza nessuna intenzione di fare presenza. Il pogo parte subito, loro sono energici e picchiano duro, e sotto la tenda c\u2019\u00e8 ancora abbastanza gente da dimenticarsi tranquillamente che siamo oltre la mezzanotte dell\u2019ultimo giorno.<br \/>Per fortuna gli arrosticini della cena hanno fatto il loro lavoro e mi hanno rimesso abbastanza in sesto da restare in piedi in mezzo a questo mare di persone.<br \/>Prima volta in Italia, ultimo live del Frantic e ancora polvere che si alza dal pit, sotto il Tent Stage nessuno sembra avere particolare fretta di farla finire.<\/p>\n<p>E in effetti non \u00e8 ancora finita, i live s\u00ec, ma il Frantic ancora no, perch\u00e9 prima che il portale si richiuda davvero c\u2019\u00e8 ancora l\u2019aftershow di<strong> Il Vescovo<\/strong>.<br \/>E s\u00ec, naturalmente \u00e8 vestito da vescovo.<br \/>Il set attraversa rock, metal e pop completamente fuori contesto, rimontati e remixati in chiave metallara, fino a trasformare pezzi improbabili in materiale perfetto per questo tipo di pubblico.<br \/>Qui entra in gioco anche una delle storie che ormai fanno parte del folklore del Frantic. Ci raccontano che tutto nasce da un vocale mandato anni fa da un vicino infastidito dal rumore del festival. Quel vocale viene trasformato in un pezzo, poi in un tormentone, fino a diventare una specie di inno della community dei \u201cVermi\u201d. E infatti il DJ set si apre proprio cos\u00ec.<br \/>Intorno, nel frattempo, il festival ha gi\u00e0 iniziato materialmente a sparire. Accanto stanno smontando il palco e mettendo via strutture, sculettando nel frattempo su \u201cBarbie Girl\u201d degli Aqua sopra bassi decisamente meno innocui dell\u2019originale.<br \/>Provate a guardare una mandria di metallari che balla su \u201cToxic\u201d di Britney Spears e poi ditemi ancora che siamo brutti e cattivi.<br \/>Il Vescovo continua a regalare magie fino alla fine e, senza alcun dubbio, si prende il titolo di mia personale scoperta dell\u2019ultimo giorno. Il pezzo \u201cShtivermi\u201d torna ancora una volta a chiudere il DJ set e, questa volta s\u00ec, anche il portale.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 questo il punto del Frantic, mettere nello stesso spazio diverse periferie della musica pesante e alternativa, generi, generazioni e pubblici che altrove spesso viaggiano separati.<br \/>In Italia i grandi tour passano ancora soprattutto dal Nord. Ma qui, in Abruzzo, il Frantic torna ogni anno e nel tempo ha costruito qualcosa che resta, pubblico, abitudine e continuit\u00e0. \u00c8 cos\u00ec che il Frantic acquista un valore che va oltre la lineup, perch\u00e9 diventa un punto d\u2019incontro, un posto in cui una scena pu\u00f2 continuare a esistere, perch\u00e9 ha un luogo in cui ritrovarsi.<\/p>\n<p>Io riattraverso il portale con il sorriso e torno nella realt\u00e0.<br \/>E al Frantic ci torno sicuramente. Anche solo per Il Vescovo.<\/p>\n<p>                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; Vario &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Truemetal vive grazie al suo pubblico. 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