{"id":639779,"date":"2026-08-19T15:25:15","date_gmt":"2026-08-19T15:25:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/639779\/"},"modified":"2026-08-19T15:25:15","modified_gmt":"2026-08-19T15:25:15","slug":"instagram-e-facebook-dallo-scrolling-infinito-ai-dati-degli-under-13-tutte-le-accuse-contro-meta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/639779\/","title":{"rendered":"Instagram e Facebook, dallo scrolling infinito ai dati degli under 13: tutte le accuse contro Meta"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giuliana Ferraino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Notifiche, \u00ablike\u00bb, video automatici e algoritmi che prolungano il tempo online: ecco quali meccanismi sono finiti sotto accusa, quali danni si temono per bambini e adolescenti e che cosa hanno stabilito le precedenti sentenze contro Meta e Google<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una coalizione bipartisan formata dai procuratori generali di <b>29 Stati americani accusa Meta, la societ\u00e0 che controlla Facebook e Instagra<\/b>m, di avere progettato le proprie piattaforme per favorire un <b>utilizzo compulsivo da parte di bambini e adolescenti<\/b>. Il gruppo avrebbe inoltre fornito informazioni ingannevoli sulla sicurezza dei prodotti e<b> raccolto illegalmente i dati personali di utenti con meno di 13 anni.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono le contestazioni al centro del processo federale iniziato a Oakland, in California. Meta le respinge e sostiene di avere adottato ampie misure per proteggere i minorenni. Gli Stati chiedono sanzioni economiche e modifiche al funzionamento delle piattaforme. Secondo lo scenario massimo prospettato dalla stessa societ\u00e0, <b>le penalit\u00e0 potrebbero raggiungere 1.400 miliardi di dollari<\/b>. I procuratori generali non hanno per\u00f2 ancora formulato una richiesta definitiva e durante un\u2019udienza hanno indicato un importo potenzialmente pi\u00f9 vicino ai 200 miliardi.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Le accuse: piattaforme progettate per trattenere i minori<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il primo capitolo della causa riguarda<b> la progettazione di Instagram e Faceboo<\/b>k. Secondo i 29 Stati, Meta avrebbe introdotto e mantenuto alcune <b>funzioni con l\u2019obiettivo di aumentare la frequenza degli accessi e il tempo trascorso online<\/b> dagli utenti pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La denuncia cita<b> lo scorrimento infinito<\/b>, che elimina il punto naturale in cui l\u2019utente dovrebbe decidere se continuare; <b>la riproduzione automatica dei video; le notifiche<\/b>; i contenuti disponibili soltanto per un periodo limitato; <b>il conteggio dei \u00abmi piace\u00bb e gli algoritmi<\/b> che raccomandano continuamente nuovi post e filmati.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo l\u2019accusa, questi meccanismi<b> sfrutterebbero alcune vulnerabilit\u00e0 tipiche dell\u2019adolescenz<\/b>a, tra cui la sensibilit\u00e0 alla gratificazione, al confronto sociale e al timore di essere esclusi. I procuratori generali sostengono che Meta abbia trasformato l\u2019attenzione dei pi\u00f9 giovani in una componente del proprio modello economico: <b>una permanenza pi\u00f9 lunga sulle piattaforme consente di raccogliere pi\u00f9 dati, mostrare pi\u00f9 contenuti e vendere pi\u00f9 pubblicit\u00e0<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La denuncia federale dei procuratori generali afferma inoltre che alcune funzioni renderebbero <b>difficile interrompere l\u2019utilizzo delle applicazioni<\/b>. Nel documento, gli Stati citano comunicazioni e ricerche interne per sostenere che Meta conoscesse questa capacit\u00e0 di Instagram e Facebook di trattenere gli utenti, pur negando pubblicamente di avere progettato prodotti capaci di creare dipendenza.<\/p>\n<p>    Sonno, ansia e salute mentale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nella causa i procuratori generali collegano l\u2019utilizzo prolungato delle piattaforme a possibili <b>conseguenze sul sonno, sull\u2019autostima e sulla salute mentale<\/b> dei pi\u00f9 giovani. La denuncia richiama sintomi di <b>ansia e depressione, scarsa soddisfazione per la propria vita<\/b>, comportamenti autolesionistici e difficolt\u00e0 a dormire.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una parte dell\u2019accusa riguarda <b>le notifiche notturne e il timore di perdere conversazioni o contenuti.<\/b> Secondo gli Stati, questi meccanismi spingerebbero alcuni adolescenti a controllare ripetutamente il telefono, ritardando l&#8217;addormentamento o interrompendo il sonno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I procuratori citano anche ricerche interne in cui dipendenti di Meta avrebbero discusso del rapporto tra l&#8217;utilizzo serale di Instagram, la stanchezza e il peggioramento di alcuni indicatori di salute mentale. Il collegamento causale tra le scelte compiute dall\u2019azienda e i danni contestati non \u00e8 per\u00f2 gi\u00e0 accertato: \u00e8 uno dei punti che gli Stati dovranno dimostrare nel processo.<\/p>\n<p>    Immagine corporea e disturbi alimentari<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La denuncia dedica un capitolo agli <b>algoritmi di raccomandazione e <\/b>ai<b> filtri estetici<\/b>. Secondo gli Stati, dopo che un utente mostra interesse per determinati argomenti, i sistemi di Instagram possono continuare a proporgli contenuti relativi a disturbi alimentari, modelli corporei irrealistici e percezione negativa del proprio aspetto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I procuratori generali contestano inoltre l\u2019impiego di filtri capaci di modificare il volto e il corpo. Nella denuncia vengono citate comunicazioni interne nelle quali alcuni dipendenti avrebbero segnalato il rischio che questi strumenti\u00a0aggravassero, soprattutto tra le adolescenti, <b>l\u2019insoddisfazione per il proprio aspetto<\/b> e una percezione distorta di difetti fisici reali o presunti, contribuendo anche allo s<b>viluppo di disturbi alimentari.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Meta sostiene di vietare i contenuti che promuovono i disturbi alimentari e afferma di utilizzare sistemi automatici per individuarli e rimuoverli. Gli Stati replicano che le dichiarazioni pubbliche della societ\u00e0 non sarebbero coerenti con il funzionamento effettivo delle piattaforme e con le informazioni disponibili internamente.<\/p>\n<p>    I dati dei bambini con meno di 13 anni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un capitolo distinto riguarda<b> la privacy.<\/b> Gli Stati accusano Meta di avere <b>raccolto e utilizzato informazioni personali appartenenti a bambini con meno di 13 anni<\/b> senza informare i genitori e senza ottenerne il consenso, in violazione del Children\u2019s Online Privacy Protection Act, la legge federale americana conosciuta con l\u2019acronimo Coppa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Instagram e Facebook fissano generalmente a 13 anni l\u2019et\u00e0 minima per aprire un account. Secondo l\u2019accusa, per\u00f2, <b>Meta sarebbe stata consapevole della presenza sulle piattaforme di numerosi bambini pi\u00f9 piccoli <\/b>e<b> non avrebbe adottato strumenti adeguati per individuarli e rimuoverli.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nella denuncia vengono citati documenti interni secondo i quali <b>la societ\u00e0 considerava i bambini tra i 10 e i 12 anni un pubblico commercialmente interessante e ancora poco sfruttato<\/b>. Meta contesta questa ricostruzione e sostiene di eliminare gli account quando accerta che appartengono a utenti che non hanno l\u2019et\u00e0 richiesta.<\/p>\n<p>    \u00a0Informazioni ingannevoli a genitori e utenti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il terzo pilastro della causa \u00e8 la presunta distanza tra ci\u00f2 che Meta sapeva e ci\u00f2 che comunicava all\u2019esterno. <b>L\u2019indagine degli Stati \u00e8 stata avviata dopo le rivelazioni di Frances Haugen, l\u2019ex dipendente di Faceboo<\/b>k che nel 2021 consegn\u00f2 documenti interni alle autorit\u00e0 e testimoni\u00f2 davanti al Senato americano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo gli Stati, le ricerche condotte dalla stessa azienda mostravano che <b>Instagram poteva aggravare alcuni problemi, tra cui il disagio legato all\u2019immagine corporea,<\/b> in una parte delle adolescenti. Meta avrebbe tuttavia continuato a presentare le piattaforme come sicure e a sostenere che il loro utilizzo producesse soprattutto effetti positivi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il gruppo nega di avere ingannato utenti e famiglie<\/b>. Sostiene che i procuratori generali non abbiano dimostrato n\u00e9 l\u2019esistenza di dichiarazioni deliberatamente false n\u00e9 danni concreti causati ai residenti dei singoli Stati. Meta afferma inoltre di avere investito nella sicurezza e introdotto protezioni specifiche per gli adolescenti. Durante il processo sono<b> attese le testimonianze<\/b> dell\u2019amministratore delegato <b>Mark Zuckerberg<\/b> e del responsabile di Instagram<b> Adam Mosseri.<\/b><\/p>\n<p>    Che cosa dice la ricerca indipendente<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al di l\u00e0 del processo intentato dai 29 Stati contro Meta, molte ricerche alimentano il dibattito scientifico sui possibili effetti dei social network sulla salute dei minori.\u00a0<b>L\u2019Advisory pubblicato dal Surgeon General degli Stati Uniti<\/b> rileva che non esistono ancora elementi sufficienti per concludere che i social media siano adeguatamente sicuri per bambini e adolescenti. Secondo il documento, i giovani che vi trascorrono <b>pi\u00f9 di tre ore al giorno presentano un rischio doppio di manifestare problemi di salute mentale<\/b>, compresi sintomi di <b>ansia e depressione<\/b>. Si tratta di un\u2019associazione statistica, non della prova che i social siano la causa diretta del disturbo nel singolo ragazzo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo stesso rapporto sottolinea che gli effetti dipendono da numerosi fattori: et\u00e0, vulnerabilit\u00e0 individuale, tempo trascorso online, contenuti visualizzati e interferenza con il sonno, l\u2019attivit\u00e0 fisica e le relazioni personali. I social possono anche offrire benefici, tra cui contatti con persone che condividono esperienze e interessi, possibilit\u00e0 di espressione e accesso a informazioni e sostegno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul rapporto con l\u2019immagine corporea<b>, il 46% degli adolescenti americani tra i 13 e i 17 anni<\/b> coinvolti in un\u2019indagine citata dal Surgeon General ha dichiarato che<b> i social peggiorano il modo in cui percepisce il proprio corpo<\/b>; il 40% non ha riferito cambiamenti e il 14% ha indicato un effetto positivo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche <b>l\u2019American Psychological Association<\/b> richiama l\u2019attenzione su \u00ablike\u00bb, raccomandazioni algoritmiche, notifiche e scorrimento continuo. L\u2019associazione precisa per\u00f2 che l\u2019uso dei social media non \u00e8 in s\u00e9 positivo o negativo: le conseguenze variano in base alle caratteristiche dell\u2019adolescente e alle modalit\u00e0 di utilizzo.<\/p>\n<p>    I precedenti giudiziari<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 la prima volta che Meta finisce al centro di procedimenti giudiziari che indagano la responsabilit\u00e0 delle piattaforme sugli effetti negativi sui ragazzi e adolescenti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il<b> 25 marzo 2026 <\/b>una giuria di Los Angeles ha riconosciuto <b>Meta e Google responsabili per la progettazione negligente di Instagram e YouTube<\/b> e per non avere avvertito adeguatamente gli utenti dei possibili rischi. La causa era stata avviata dalla ventenne Kaley G.M., che sosteneva di avere sviluppato un utilizzo compulsivo delle piattaforme quando era minorenne e che le loro caratteristiche avessero contribuito ai suoi problemi di depressione e ansia.\u00a0<b>Il risarcimento complessivo \u00e8 stato fissato in 6 milioni<\/b> di dollari: 4,2 milioni a carico di Meta e 1,8 milioni di Google. Le societ\u00e0 hanno annunciato ricorso e a giugno la giudice ha respinto la loro richiesta di celebrare un nuovo processo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il <b>24 marzo 2026<\/b>, al termine di un processo durato sei settimane a Santa Fe, <b>una giuria del New Mexico ha inoltre condannato Meta a pagare 375 milioni<\/b> di dollari per avere violato la normativa statale a tutela dei consumatori, fornendo informazioni ingannevoli sulla sicurezza di Facebook, Instagram e WhatsApp per i pi\u00f9 giovani e favorendo condizioni che, secondo il verdetto, consentivano lo sfruttamento sessuale dei minori. Meta ha respinto le conclusioni e annunciato ricorso.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il<b> 6 agosto,<\/b> nella seconda fase dello stesso procedimento, il giudice Bryan Biedscheid ha ordinato al gruppo di versare<b> altri 567 milioni in un fondo per la prevenzione e il trattamento dei problemi di salute mentale degli adolescenti<\/b>. Il conto complessivo \u00e8 cos\u00ec salito a 942 milioni di dollari.<br \/>Il provvedimento ha imposto anche limiti al tempo mensile trascorso dai minorenni sulle piattaforme, restrizioni alle notifiche durante la notte e l\u2019orario scolastico, maggiori controlli sui contatti tra adulti e minori e protezioni nelle interazioni con i chatbot. Le prescrizioni valgono soltanto nel New Mexico e saranno oggetto di appello.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un precedente pi\u00f9 lontano riguarda la privacy. <b>Nel 2019 Facebook accett\u00f2 di pagare 5 miliardi di dollari per chiudere il contenzioso con la Federal Trade Commission <\/b>sulle violazioni degli impegni assunti nella protezione dei dati degli utenti. L\u2019accordo impose anche una revisione dei controlli interni e maggiori responsabilit\u00e0 per il consiglio di amministrazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questi precedenti non determinano automaticamente l\u2019esito del processo di Oakland. La causa dei 29 Stati riguarda leggi, prove e contestazioni in parte diverse. Le decisioni gi\u00e0 pronunciate mostrano per\u00f2 che i tribunali americani hanno cominciato a distinguere tra la responsabilit\u00e0 per i contenuti pubblicati dagli utenti, generalmente protetti dalla Section 230, e quella relativa alla <b>progettazione delle piattaforme<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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