{"id":640686,"date":"2026-08-20T06:15:13","date_gmt":"2026-08-20T06:15:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/640686\/"},"modified":"2026-08-20T06:15:13","modified_gmt":"2026-08-20T06:15:13","slug":"perche-alcuni-arrivano-a-110-anni-nei-supercentenari-abbondano-rare-cellule-t-killer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/640686\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 alcuni arrivano a 110 anni? Nei supercentenari abbondano rare cellule T \u201ckiller\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Un gruppo di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di <strong>Osaka <\/strong>ha individuato nel sangue delle persone che hanno superato i 110 anni una sorprendente riorganizzazione delle difese immunitarie: non il semplice rallentamento dell\u2019usura, dunque, ma la presenza in proporzioni insolitamente elevate di una rara popolazione di linfociti capaci di eliminare cellule infette o anomale. Lo studio, pubblicato il 19 agosto su Cell Reports, non consegna affatto l\u2019elisir della longevit\u00e0; suggerisce per\u00f2 che, anche dopo oltre un secolo di virus, infiammazioni, mutazioni e danni cellulari, il sistema immunitario non si limiti semplicemente a perdere efficienza, ma possa assumere configurazioni molto diverse da quelle osservate nelle persone pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p>Sono state esaminate <strong>28 persone giapponesi<\/strong>, divise in tre gruppi: otto fra 70 e 99 anni, dieci fra 100 e 109 e altre dieci di almeno 110 anni. Gli studiosi hanno concentrato l\u2019attenzione sulle CD4 CTL, cio\u00e8 cellule T citotossiche CD4, una popolazione inconsueta la cui quota mediana passava dal 4% nel primo gruppo al 9,6% nei centenari, per raggiungere il 17,6% nei supercentenari. La progressione \u00e8 notevole: oltre i 110 anni, quasi un quinto di quel comparto di cellule T era costituito da elementi che, secondo la tradizionale divisione dei compiti immunitari, non avrebbero dovuto trovarsi in prima linea in proporzioni tanto elevate.<\/p>\n<p>Per intenderci, i linfociti CD4 sono conosciuti soprattutto come cellule \u201chelper\u201d, ossia aiutanti che coordinano la risposta, inviano segnali e chiamano in azione altri protagonisti; l\u2019eliminazione diretta delle cellule pericolose spetta invece, di norma, ai linfociti CD8 citotossici. Le CD4 CTL infrangono questa ripartizione: conservano il marcatore CD4, ma acquistano un programma da cellule killer e impiegano molecole come perforina e granzimi per colpire il bersaglio. \u00c8 come se alcuni coordinatori, dopo avere diretto per anni il lavoro da una sala di controllo, scendessero infine sul campo muniti degli strumenti necessari per intervenire personalmente.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108157\/il-pacemaker-che-si-alimenta-con-ogni-battito-primo-test-in-vivo-del-dispositivo-senza-batteria.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_19\/ChatGPT_Image_19_ago_2026__22_55_33-1787173426911.png--il_pacemaker_che_si_alimenta_con_ogni_battito__primo_test_in_vivo_del_dispositivo_senza_batteria.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto. Queste cellule, gi\u00e0 osservate nelle infezioni croniche e nelle risposte immunitarie contro diversi tumori, nei grandi longevi analizzati non apparivano semplicemente esauste o giunte al termine della loro attivit\u00e0: erano ancora funzionali e mostravano una notevole plasticit\u00e0 nella produzione delle citochine, le sostanze attraverso le quali le cellule immunitarie comunicano e regolano la reazione dell\u2019organismo. \u00c8 questo l\u2019aspetto che modifica l\u2019immagine consueta dell\u2019<strong>immunosenescenza<\/strong>, vale a dire il progressivo declino delle difese dovuto all\u2019et\u00e0: alcune componenti perdono efficienza, certamente, ma altre sembrano selezionarsi, adattarsi e assumere funzioni pi\u00f9 specializzate.<\/p>\n<p>Il segnale pi\u00f9 sconcertante \u00e8 comparso studiando i TCR (T-cell receptors), i recettori con i quali ciascun linfocita riconosce determinati bersagli. Quando una cellula T incontra ci\u00f2 contro cui \u00e8 programmata per reagire, pu\u00f2 moltiplicarsi e produrre molte copie di se stessa: \u00e8 la cosiddetta espansione clonale. Detto in breve, una chiave immunitaria che trova ripetutamente la propria serratura viene replicata in gran numero. Nel campione esaminato, il clone dominante rappresentava in media il <strong>33,3% delle CD4 CTL<\/strong>; in un centenario, un solo clone raggiungeva addirittura il 53,8%. Dopo decenni di esposizioni, alcune specifiche risposte risultavano dunque amplificate in misura straordinaria.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108150\/cistiti-ricorrenti-quando-possono-nascondere-qualcosaltro-lo-studio-su-42mila-pazienti.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_19\/ChatGPT_Image_19_ago_2026__20_40_29-1787164958981.png--cistiti_ricorrenti__quando_possono_nascondere_qualcos_altro__lo_studio_su_42mila_pazienti.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Confrontando le sequenze di questi recettori con quelle raccolte in database pubblici, i ricercatori hanno trovato corrispondenze con TCR osservati nelle cellule T di persone affette da tumori del polmone, della mammella e del fegato. Nessuno dei centenari e supercentenari coinvolti aveva ricevuto una diagnosi di quei tumori. Nasce cos\u00ec un\u2019ipotesi assai suggestiva: le CD4 CTL potrebbero partecipare alla sorveglianza dell\u2019organismo, riconoscendo e contrastando cellule anomale, comprese quelle senescenti o tumorali. Potrebbero. Una somiglianza fra recettori, infatti, non prova che il bersaglio sia davvero lo stesso e ancor meno dimostra che tali cellule abbiano impedito la comparsa di un cancro.<\/p>\n<p>A scanso di equivoci, il confine fra scoperta e promessa rimane netto. Lo studio comprende soltanto 28 individui e fotografa ci\u00f2 che accade nel sangue; non stabilisce che un\u2019elevata presenza di CD4 CTL allunghi la vita, n\u00e9 che protegga dai tumori. Vi \u00e8 persino un particolare che rende la faccenda pi\u00f9 complessa: la percentuale pi\u00f9 alta dell\u2019intero campione apparteneva a un partecipante che non aveva ancora compiuto 100 anni. Nessun interruttore biologico, quindi, e nessuna cellula miracolosa.<\/p>\n<p>La prossima tappa sar\u00e0 capire quali antigeni \u2014 le molecole riconosciute come bersagli \u2014 attivino realmente questi cloni e come le CD4 CTL si comportino nei tessuti, dove si svolge una parte decisiva della sorveglianza immunitaria. Per ora resta una possibilit\u00e0 rivoluzionaria, ma ancora da verificare: che l\u2019immunit\u00e0 dei grandi longevi non si limiti a resistere al tempo, bens\u00ec continui a rimodellarsi proprio mentre il resto dell\u2019organismo ne sopporta il peso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_20_ago_2026,_00_49_57-1787179807469.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Hashimoto K. et al., \u201cCD4 CTLs in supercentenarians: Signs of adaptive expansion in healthy aging\u201d, Cell Reports, 19 agosto 2026. DOI: 10.1016\/j.celrep.2026.117728.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.celrep.2026.117728\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un gruppo di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Osaka ha individuato nel sangue delle persone che hanno superato i 110&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":640687,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[173],"tags":[353882,135178,305657,1537,90,89,20571,195,198,199,197,200,201,353885,353883,353884,194,196,2642],"class_list":["post-640686","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-scienza-e-tecnologia","tag-cd4-ctl","tag-centenari","tag-immunosenescenza","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-longevita","tag-science","tag-science-and-technology","tag-scienceandtechnology","tag-scienza","tag-scienza-e-tecnologia","tag-scienzaetecnologia","tag-sorveglianza-immunitaria","tag-supercentenari","tag-tcr-clonale","tag-technology","tag-tecnologia","tag-tumori"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117126374570729634","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/640686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=640686"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/640686\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/640687"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=640686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=640686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=640686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}