{"id":64118,"date":"2025-08-23T10:58:09","date_gmt":"2025-08-23T10:58:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/64118\/"},"modified":"2025-08-23T10:58:09","modified_gmt":"2025-08-23T10:58:09","slug":"3-milioni-di-lavoratori-in-meno-in-italia-a-causa-delle-pensioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/64118\/","title":{"rendered":"3 milioni di lavoratori in meno in Italia a causa delle pensioni"},"content":{"rendered":"<p>Entro il 2029 le aziende italiane dovranno sostituire 3 milioni di lavoratori, pari al <strong>12,5% del totale nazionale<\/strong>, tra pensione o ritiro volontario. Una situazione che mette in allarme il nostro Paese, con un esodo che avr\u00e0 conseguenze sociali, economiche ed occupazionali di portata storica. Lo rivela uno studio della Cgia di Mestre, che ha estrapolato i dati emersi dalla periodica elaborazione realizzata dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere.\n<\/p>\n<p>I settori coinvolti<\/p>\n<p>Gi\u00e0 adesso gli imprenditori faticano a trovare personale disponibile a recarsi in fabbrica o in cantiere, ma tra qualche anno una parte importante della platea dei lavoratori attivi lascer\u00e0 l\u2019occupazione, in particolare per raggiunti limiti di et\u00e0. Di questi 3 milioni:<\/p>\n<ul>\n<li>1.608.300 sono attualmente dipendenti del settore privato (pari al 52,8% del totale da sostituire);<\/li>\n<li>768.200 lavorano nell\u2019Amministrazione pubblica (25,2%);<\/li>\n<li>665.500 sono lavoratori autonomi (21,9%).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per quanto riguarda il settore che vedr\u00e0 le maggiori fuoriuscite, quasi 2.205.000 (il 72,5%) sono nei <strong>servizi<\/strong>. Altri 725.900 nell\u2019<strong>industria<\/strong> (23,8%) a cui vanno sommati 111.200 (3,6%) occupati nell\u2019<strong>agricoltura<\/strong>. In pratica, a livello nazionale oltre 7 sostituzioni su 10 interesseranno il settore di servizi, con uscite particolarmente importanti nel commercio (379.600 unit\u00e0), nella sanit\u00e0 pubblica\/privata (360.800) e nella Pubblica Amministrazione (331.700). Nell\u2019industria, infine, spicca il numero di rimpiazzi a cui dovr\u00e0 essere sottoposto il comparto delle costruzioni (179.300).<\/p>\n<p>Le uscite pi\u00f9 numerose<\/p>\n<p>Le regioni pi\u00f9 coinvolte dalla domanda di sostituzione saranno quelle, ovviamente, dove la popolazione lavorativa \u00e8 pi\u00f9 numerosa e tendenzialmente ha una et\u00e0 media pi\u00f9 elevata. Al primo posto c\u2019\u00e8 la <strong>Lombardia<\/strong> che sar\u00e0 chiamata a rimpiazzare 567.700 lavoratori. Seguono il <strong>Lazio<\/strong> con 305.000 e il <strong>Veneto<\/strong> con 291.200. In coda alla graduatoria notiamo l\u2019Umbria con 44.800, la Basilicata con 25.700 e, infine, il Molise con 13.800 unit\u00e0.<\/p>\n<ul>\n<li>Lombardia \u2013 567.700;<\/li>\n<li>Lazio \u2013 305.000;<\/li>\n<li>Veneto \u2013 291.200;<\/li>\n<li>Emilia-Romagna \u2013 261.000;<\/li>\n<li>Piemonte e Valle d\u2019Aosta \u2013 252.000;<\/li>\n<li>Campania \u2013 210.500;<\/li>\n<li>Toscana \u2013 200.700;<\/li>\n<li>Sicilia \u2013 173.900;<\/li>\n<li>Puglia \u2013 153.500;<\/li>\n<li>Liguria \u2013 93.300;<\/li>\n<li>Marche \u2013 83.200;<\/li>\n<li>Sardegna \u2013 80.000;<\/li>\n<li>Friuli-Venezia Giulia \u2013 75.400;<\/li>\n<li>Calabria \u2013 75.400;<\/li>\n<li>Trentino-Alto Adige \u2013 70.500;<\/li>\n<li>Abruzzo \u2013 64.400;<\/li>\n<li>Umbria \u2013 44.800;<\/li>\n<li>Basilicata \u2013 25.700;<\/li>\n<li>Molise \u2013 13.800.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La maggior parte lascia per la pensione<\/p>\n<p>Il progressivo invecchiamento della forza lavoro privata in Italia \u00e8 strettamente legato alle uscite per raggiunti limiti di et\u00e0. Questo fenomeno \u00e8 ben evidenziato dall\u2019indice di <strong>anzianit\u00e0<\/strong>: nel 2021 era pari al 61,2, \u00e8 salito al 62,7 nel 2022 e ha raggiunto il 65,2 nel 2023, con un incremento di 4 punti in appena due anni. In pratica, oggi ogni 100 dipendenti con meno di 35 anni corrispondono 65 lavoratori con oltre 55 anni.<\/p>\n<p>Le ragioni di questa dinamica sono diverse: da un lato, l\u2019ingresso ridotto di <strong>giovani<\/strong> nel mercato del lavoro rispetto alle coorti pi\u00f9 anziane; dall\u2019altro, la permanenza pi\u00f9 lunga dei lavoratori maturi nelle <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/migliori-aziende-italia-gen-z\/915505\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">aziende<\/a>. Questi fattori, insieme, spingono l\u2019indice verso livelli critici.<\/p>\n<p>Ad oggi, le regioni con l\u2019indice di anzianit\u00e0 dei dipendenti privati pi\u00f9 elevato sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Basilicata (82,7);<\/li>\n<li>Sardegna (82,2);<\/li>\n<li>Molise (81,2);<\/li>\n<li>Abruzzo (77,5);<\/li>\n<li>Liguria (77,3).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le regioni meno \u201ccolpite\u201d da questo fenomeno, anche se i numeri restano comunque alti, sono<\/p>\n<ul>\n<li>Emilia-Romagna (63,5);<\/li>\n<li>Campania (63,3);<\/li>\n<li>Veneto (62,7);<\/li>\n<li>Lombardia (58,6);<\/li>\n<li>Trentino-Alto Adige (50,2).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il problema per gli imprenditori<\/p>\n<p>A complicare il quadro c\u2019\u00e8 la storica difficolt\u00e0 italiana nell\u2019allineare domanda e offerta di lavoro. I <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/italia-durata-vita-lavorativa-giovani\/924500\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">giovani<\/a> spesso non dispongono delle competenze e dell\u2019esperienza necessarie per soddisfare le richieste delle imprese. Di conseguenza, tra qualche anno, quando milioni di lavoratori qualificati e con lunga esperienza usciranno dal mercato, gli imprenditori non troveranno facilmente sostituti adeguati.<\/p>\n<p>Questo scenario porter\u00e0 le aziende a competere per accaparrarsi i migliori talenti gi\u00e0 occupati presso i concorrenti, offrendo <strong>salari pi\u00f9 alti<\/strong> pur di attrarli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Entro il 2029 le aziende italiane dovranno sostituire 3 milioni di lavoratori, pari al 12,5% del totale nazionale,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":64119,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[14,93,94,1537,90,89,190,7,15,11,84,91,12,85,92],"class_list":{"0":"post-64118","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"tag-cronaca","9":"tag-cronaca-italiana","10":"tag-cronacaitaliana","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-lavoro","15":"tag-news","16":"tag-notizie","17":"tag-ultime-notizie","18":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","19":"tag-ultime-notizie-italia","20":"tag-ultimenotizie","21":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","22":"tag-ultimenotizieitalia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64118","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64118"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64118\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64118"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}