{"id":641212,"date":"2026-08-20T13:47:18","date_gmt":"2026-08-20T13:47:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/641212\/"},"modified":"2026-08-20T13:47:18","modified_gmt":"2026-08-20T13:47:18","slug":"poggibonsi-quando-michelangelo-picchio-raffaello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/641212\/","title":{"rendered":"Poggibonsi: quando Michelangelo picchi\u00f2 Raffaello"},"content":{"rendered":"<p>            <a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.gazzettadisiena.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/poggibonsi-vecchia-1-e1787181297700.jpg?fit=1162%2C715&amp;ssl=1\" data-caption=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"696\" height=\"428\" class=\"entry-thumb td-modal-image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/poggibonsi-vecchia-1-e1787181297700.jpg\"   alt=\"\" title=\"poggibonsi vecchia (1)\"\/><\/a><\/p>\n<p>Le liti, ma anche le scazzottate, dei poggibonsesi del Seicento finivano al Palazzo Pretorio di Certaldo<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una storia interessante da riproporre nell\u2019estate 2026, attinta da una delle tante vicende poggibonsesi degne di nota.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di tutto \u00e8 importante chiarire, prima di urtare la sensibilit\u00e0 degli appassionati di storia dell\u2019arte, che non si tratta dei due celebri artisti rinascimentali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo nella <a href=\"https:\/\/www.gazzettadisiena.it\/tag\/poggibonsi\/\" type=\"post_tag\" id=\"281\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Poggibonsi<\/a> del <strong>secolo XVII<\/strong>, epoca in cui il paese, come il resto della Valdelsa, appartiene al <strong>contado fiorentino<\/strong>, motivo per cui si usava spesso scegliere per i propri figli nomi impegnativi, che si ispiravano ad artisti famosi come, appunto, <strong>Michelangelo, Raffaello<\/strong> o <strong>Leonardo<\/strong>, ma anche ad autori latini, come<strong> Orazio<\/strong>, o a personaggi dell\u2019epopea omerica, come <strong>Cassandra<\/strong>, o di quella pi\u00f9<br \/>recente, epico-cavalleresca, come <strong>Sacripante<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A raccontarci questa storia,<strong> Franco Burresi<\/strong>, insegnante che ha scritto moltissimo sulla sua Poggibonsi, svelando non solo la grande storia cittadina, ma anche episodi minori, di personaggi che hanno caratterizzato la vita di ogni giorno.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMichelangelo Orselli \u00e8 fattore a Badia per le Monache del Paradiso, ancora insediate nell\u2019<strong>Abbazia di Marturi<\/strong>, in quell\u2019edificio che, completamente ristrutturato poi a fine \u2018800, \u00e8 oggi noto come Castello di Badia. Amministra vari poderi ed \u00e8 anche soldato delle bande di Sua Altezza Serenissima il Granduca\u201d.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cRaffaello (detto Fello) Del Moro \u00e8 oste a Staggia \u2013 continua nel suo scritto Burresi \u2013 nel febbraio 1610 Raffaello, dopo aver \u201cscorticato\u201d un bue presso un contadino di Michelangelo, ha pattuito con questi <strong>3 scudi<\/strong> per la pelle di detto bue. Ma la consegna della pelle avviene tramite un intermediario. Raffaello \u00e8 convinto di aver pagato, Michelangelo di non aver riscosso tutta la somma\u201d.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl 9 marzo \u00e8 un marted\u00ec, a Poggibonsi si fa il mercato, che allora dura tutto il giorno, anche la sera. La piazza \u00e8 gremita di gente ed anche le botteghe di pannivendoli o le spezierie fanno buoni affari, con tutti quei contadini venuti dalle campagne circostanti. Tra gli avventori c\u2019\u00e8 anche Raffaello, oste di Staggia, il quale, passando davanti a casa di Michelangelo, dove quest\u2019ultimo ha anche un magazzino a pian terreno, viene da questi richiamato a voler versare il resto dei soldi pattuiti. Raffaello risponde di sapere di non aver da dare niente e Michelangelo, a tale risposta, gli molla senza esitare due pugni sulla testa\u201d. <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti un tempo le liti non andavano certo per il sottile, e alla comunicazione verbale spesso si preferiva quella\u2026\u201cmanuale\u201d.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cRaffaello, non essendo soldato e quindi suo pari, corre a rifugiarsi nel Palazzo del Podest\u00e0, dove, lamentandosi alquanto, riferisce l\u2019accaduto. Ne esce dopo un po\u2019 di tempo e si dirige alla fonte di piazza per rinfrescarsi e bagnarsi un po\u2019 i lividi, ma proprio<br \/>dirimpetto a questa, davanti alla spezieria del Muzzi, eccoti ancora Michelangelo. Raffaello gli si rivolge, confortato forse dalla presenza di<br \/>tanta gente, dicendogli che mai nessuno gli aveva fatto un affronto del genere, ma Michelangelo replica che se lo \u00e8 meritato. L\u2019oste, convinto di non aver da dare denari, gli dice che \u201cmente per la gola\u201d e Michelangelo a quel punto sfodera il pugnale, pronto a colpirlo\u201d. <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cFortuna vuole, per l\u2019oste, che il sergente della banda, <strong>Agnolo Gagliani<\/strong>, \u00e8 l\u00ec presente, e si frappone tra i due. In quel mentre esce anche dal Palazzo del Podest\u00e0 il messo <strong>Nanni Nannelli<\/strong> con la tromba a \u201clevare le offese\u201d, pena scudi 200. Quando il Podest\u00e0 aveva sentore che poteva sorgere una rissa tra due o pi\u00f9 contendenti, mandava infatti fuori il messo, che a suono di tromba intimava di deporre le armi, \u201clevando le offese\u201d e minacciando una sonora multa a chi non obbedisse\u201d.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cI due il giorno dopo, per evitare guai maggiori, decidono di fare pubblicamente la pace, ma ormai la macchina della giustizia si \u00e8 messa in<br \/>moto. Il rettore del malefizio di Poggibonsi, tale <strong>Donato di Piero Nucci<\/strong>, detto Pennacchino, ha gi\u00e0 fatto scrivere la denuncia, in quanto lui \u00e8 analfabeta, a <strong>Romolo Alessi<\/strong>, che tra l\u2019altro \u00e8 anche parente dell\u2019oste di Staggia, con evidente rischio quindi di conflitto di interessi, diremmo oggi.<br \/>Il Vicario vuol vederci chiaro nella vicenda e i testimoni cominciano ad affluire a <strong>Certaldo<\/strong>. Cos\u00ec, attraverso le testimonianze, si dipinge, come in un quadro, una piccola scena di vita quotidiana di allora\u201d.<br \/>Fu cos\u00ec che i due ex contendenti furono portati al Palazzo Pretorio di Certaldo (Certaldo Alta) e con testimoni si prodiga a ricostruire la verit\u00e0. Non solo: \u201cil Vicario, dal canto suo, non fa ardere i testimoni o gli imputati, ma quando sospetta lontanamente che questi non abbiano vuotato completamente il sacco, li fa condurre nella \u201cstanza del tormento\u201d, dove i poveri cristi vengono fatti spogliare, legare con una fune ed alzare da terra. Vengono tenuti cos\u00ec, sospesi, sperando che si decidano a parlare \u201cil tempo di un credo\u201d (uno o due minuti) o \u201cdi un miserere\u201d (quattro o cinque minuti). Anche il nostro oste, pur essendo in pratica l\u2019offeso, deve subire questa<br \/>cortesia, il tempo di un miserere\u201d.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco quanto \u00e8 emerso dalle ricerche di Burresi dall\u2019<strong>archivio Vicariale di Certaldo<\/strong> (Atti criminali f. 837), un\u2019epoca pi\u00f9 semplice ma non per questo meno movimentata. Dove la Valdelsa era unica, non divisa in due province. E dove\u2026qualche cazzottone volava quasi come nei film di Bud Spencer, con una giustizia, \u00e8 il caso di dirlo\u2026.\u201dda tre o quattro soldi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le liti, ma anche le scazzottate, dei poggibonsesi del Seicento finivano al Palazzo Pretorio di Certaldo Una storia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":641213,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,49879],"class_list":["post-641212","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-poggibonsi"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117128151218875004","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/641212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=641212"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/641212\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/641213"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=641212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=641212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=641212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}