{"id":641846,"date":"2026-08-20T22:34:19","date_gmt":"2026-08-20T22:34:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/641846\/"},"modified":"2026-08-20T22:34:19","modified_gmt":"2026-08-20T22:34:19","slug":"femminicidio-colleferro-chi-e-mohamed-habib-roussi-il-69enne-che-ha-ucciso-la-moglie-joanna-szyszkowska","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/641846\/","title":{"rendered":"Femminicidio Colleferro: chi \u00e8 Mohamed Habib Roussi, il 69enne che ha ucciso la moglie Joanna Szyszkowska"},"content":{"rendered":"<p>Femminicidio a Colleferro. A due giorni dall&#8217;efferato delitto avvenuto in provincia di Roma mentre la procura di Velletri e la polizia proseguono le indagini, emergono nuovi elementi sulla vita di Mohamed Habib Roussi e soprattutto sul clima che, secondo testimonianze raccolte da <a href=\"https:\/\/www.frosinonetoday.it\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">FrosinoneToday<\/a>, si sarebbe respirato da tempo all&#8217;interno della famiglia. Il 69enne \u00e8 finito in carcere in quanto accusato di aver<a href=\"https:\/\/www.romatoday.it\/cronaca\/femminicidio-colleferro-roma-oggi-18-agosto-2026.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> ucciso a coltellate<\/a> la moglie <a href=\"https:\/\/www.romatoday.it\/cronaca\/femminicidio-colleferro-joanna-uccisa-dal-marito.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Joanna Szyszkowska <\/a>nella loro abitazione di via Cristoforo Colombo.<\/p>\n<p>Una morte che non si pu\u00f2 spiegare<\/p>\n<p>\u00c8 un quadro che dovr\u00e0 essere verificato e ricostruito dagli investigatori, distinguendo le testimonianze e i racconti raccolti in queste ore dai fatti gi\u00e0 accertati. Un punto, al momento, \u00e8 certo: marted\u00ec 18 agosto Joanna, 50 anni, cittadina di origine polacca e madre di cinque figli, \u00e8 stata mortalmente accoltellata nella casa dove viveva con la famiglia. Il marito \u00e8 stato fermato poco dopo dalla Polizia e ha confessato l&#8217;omicidio. La Procura di Velletri procede per femminicidio.<\/p>\n<p>I racconti dei colleghi: \u201cEra un uomo violento\u201d<\/p>\n<p>A fornire a FrosinoneToday nuovi elementi sulla personalit\u00e0 dell&#8217;uomo sono alcune persone che lo conoscevano da molti anni. In particolare, diversi ex colleghi che avevano lavorato a stretto contatto con lui per oltre vent&#8217;anni, nell&#8217;ultima azienda di movimentazione terra nella quale era stato impiegato prima di andare in pensione, lo descrivono come una persona dal carattere violento.<\/p>\n<p>Secondo quanto raccontato quella durezza non si sarebbe manifestata esclusivamente all&#8217;esterno: la famiglia avrebbe vissuto per lungo tempo in un clima di forte paura e tensione.<\/p>\n<p>Joanna e Mohamed avevano costruito la loro famiglia oltre vent&#8217;anni fa e avevano avuto cinque figli, oggi di et\u00e0 compresa, secondo le informazioni raccolte, tra i 9 e i 30 anni. Proprio i figli rappresentavano il centro della vita della donna e alcuni di loro si trovavano con lei nei drammatici momenti successivi all&#8217;aggressione. A dare l&#8217;allarme \u00e8 stata una delle figlie, chiamando il 112 intorno alle 15.30. All&#8217;arrivo dei soccorritori Joanna era ancora viva, ma le ferite riportate si sono rivelate fatali.<\/p>\n<p>Il precedente episodio di violenza\u00a0<\/p>\n<p>In Italia non risultano denunce pregresse a suo carico per maltrattamenti nei confronti della moglie, elemento confermato dalle informazioni emerse nelle ore successive al delitto. Ed \u00e8 proprio questa apparente assenza di denunce a rendere centrale un&#8217;altra domanda: esistevano segnali di una situazione di pericolo all&#8217;interno della famiglia che non erano mai arrivati formalmente alle forze dell&#8217;ordine?<\/p>\n<p>&#8220;Mio marito \u00e8 diventato violento\u201d<\/p>\n<p>In queste ore stanno emergendo testimonianze che potrebbero aiutare gli investigatori a ricostruire gli ultimi mesi della vita della coppia. Joanna aveva lavorato come badante e successivamente come operatrice sociosanitaria in una grande Rsa della zona. Secondo le informazioni raccolte, proprio a una delle anziane che assisteva la cinquantenne avrebbe confidato le proprie preoccupazioni per il comportamento del marito, raccontando che l&#8217;uomo era diventato violento e che le aggressioni in casa sarebbero state sempre pi\u00f9 frequenti. Sono dichiarazioni che ora acquistano un peso particolare e sulle quali inevitabilmente si concentrer\u00e0 l&#8217;attenzione degli investigatori.<\/p>\n<p>Il contatto con i servizi psichiatrici<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un altro capitolo che la procura di Velletri vuole ricostruire: quello relativo ai contatti dell&#8217;uomo con i servizi sanitari. Negli ultimi tempi Mohamed avrebbe manifestato un disagio psichico e cambiamenti comportamentali che avevano ulteriormente aggravato la situazione familiare. Secondo quanto emerso, Joanna avrebbe cercato di convincerlo a rivolgersi a uno specialista. Nel mese di luglio l&#8217;uomo avrebbe richiesto un appuntamento con i servizi psichiatrici della Asl, senza poi presentarsi alla visita. Diventa quindi importante ricostruire con precisione la sequenza degli avvenimenti: chi abbia richiesto il contatto, quali informazioni fossero state comunicate ai servizi, se vi fossero stati altri precedenti accessi e quali iniziative fossero state eventualmente intraprese. Questo non significa stabilire automaticamente un rapporto tra una condizione psichiatrica e la violenza: saranno gli accertamenti giudiziari e medico-legali a dover chiarire le condizioni dell&#8217;uomo e la loro eventuale rilevanza nella vicenda.<\/p>\n<p>Una famiglia di cinque figli travolta dalla tragedia<\/p>\n<p>Dietro l&#8217;inchiesta rimane soprattutto il dramma di cinque figli che hanno perso la madre e hanno visto il padre fermato per il suo omicidio. Il comune di Colleferro ha gi\u00e0 attivato i servizi sociali per assisterli e, in particolare, occuparsi del minore che avrebbe assistito alla tragedia. La procura dovr\u00e0 ora mettere insieme ogni tassello della storia familiare, verificando se dietro il femminicidio del 18 agosto ci fosse una situazione di violenza domestica precedente e mai denunciata e se i segnali emersi negli ultimi mesi avrebbero potuto consentire di individuare prima una condizione di rischio. \u00c8 questo uno degli interrogativi pi\u00f9 dolorosi lasciati dalla morte di Joanna: capire se quella violenza esplosa marted\u00ec pomeriggio fosse davvero improvvisa o rappresentasse invece l&#8217;ultimo, tragico atto di una storia che andava avanti da tempo dietro la porta di casa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Femminicidio a Colleferro. 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