{"id":643137,"date":"2026-08-21T17:46:16","date_gmt":"2026-08-21T17:46:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/643137\/"},"modified":"2026-08-21T17:46:16","modified_gmt":"2026-08-21T17:46:16","slug":"la-gioconda-in-val-veddasca-storia-leggende-e-il-micromuseo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/643137\/","title":{"rendered":"La Gioconda in Val Veddasca: storia, leggende e il micromuseo"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00abIl nous reste le cadre\u2026\u00bb, ci resta la cornice.<\/strong> Con quei tre puntini di sospensione, l\u2019articolo di apertura sulla prima pagina del quotidiano francese <strong>\u201cLe Petit Parisien\u201d<\/strong> di mercoled\u00ec <strong>23 agosto 1911<\/strong> introduceva uno sbigottimento misto quasi a rassegnazione chiedendosi espressamente come e da quando potesse essere accaduto quanto annunciato dal titolo: <strong>\u201cIl celebre dipinto di Leonardo da Vinci La Gioconda \u00e8 sparito dal museo del Louvre\u201d<\/strong>. A rubarlo, tra il 21 e il 22 agosto, <strong>Vincenzo Peruggia<\/strong>, nativo di <strong>Dumenza<\/strong>, e che, a Parigi dal 1908, per tre anni nella capitale francese lavor\u00f2 come decoratore. Anche, tra il 1909 e il 1911, al museo del Louvre.<\/p>\n<p><strong>Ufficialit\u00e0 e leggende<\/strong><\/p>\n<p>Questa la storia ufficiale di quello che \u00e8 considerato il <strong>furto del secolo<\/strong>, prima grande sottrazione di un\u2019opera d\u2019arte da un museo. Ma l\u2019ufficialit\u00e0 \u00e8 sempre circondata da narrazioni e leggende. E questa del furto della Gioconda si snoda nella <strong>Val Veddasca<\/strong>, e pi\u00f9 precisamente in una frazione di <strong>Maccagno, Cadero<\/strong>, dove dal 2021 non solo esiste il <strong>Micro Museo di Cadero \u2013 Museo della Gioconda in Val Veddasca<\/strong>, ma dove anche si dice che il dipinto fu <strong>nascosto per due anni<\/strong>. (O forse lo \u00e8 ancora). E dove da oggi &#8211; venerd\u00ec 21 agosto &#8211; a domenica sono organizzate, dal <strong>Centro Studi Leonardeschi di Milano<\/strong> e Cadero, con la collaborazione dell\u2019associazione <strong>Taxus<\/strong>, che gestisce il micromuseo, visite guidate a ingresso libero e gratuito dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18, alla scoperta della storia. E delle storie che vi ruotano attorno.<\/p>\n<p><strong>Altri personaggi<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi tratta di un\u2019attivit\u00e0 che facciamo da tempo nei giorni in cui, nel 1911, \u00e8 avvenuto il furto al Louvre \u2013 spiega <strong>Savi Arbola<\/strong>, direttore del micromuseo e del <strong>Centro Studi Leonardeschi<\/strong>, di cui \u00e8 anche fondatore &#8211; raccontiamo la storia del furto: sia quella ufficiale, che riguarda <strong>Vincenzo Peruggia<\/strong> e il furto a Parigi, sia le leggende della Valle che raccontano altre storie e coinvolgono altri personaggi di <strong>Cadero<\/strong>, vale a dire due lavoratori che operavano a Parigi quando c\u2019era anche il Peruggia e che le voci della Valle dicono lo avessero aiutato a organizzare il furto, anche se poi fu il Peruggia a prendersi la colpa\u00bb. E oltre al museo, le visite guidate arrivano fino all\u2019<strong>osteria Garibaldi<\/strong>, \u00abil luogo fisico \u2013 aggiunge Arbola \u2013 dove la leggenda dice che la <strong>Gioconda<\/strong> sia stata nascosta sotto un tavolo per due anni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La loro verit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Alla visita di questi due luoghi si aggiunge quella al <strong>Borgo dei Mosaici<\/strong>, opere d\u2019arte di cui Cadero \u00e8 costellata. \u00abLa visita al museo dedicata alla storia del furto della Gioconda si divide in due parti \u2013 specifica il direttore &#8211; la prima \u00e8 quella ufficiale, tratta dai giornali dell\u2019epoca, che si possono visionare, dove si pu\u00f2 leggere che cosa raccontavano nel 1911. L\u2019altra parte \u00e8 quella dedicata alla leggenda, con filmati e interviste agli anziani della Valle che raccontano la \u201cloro\u201d verit\u00e0, per molti anche scomoda, con storie diverse, tra cui quella che dice che <strong>il dipinto originale non \u00e8 mai andato via da qui, ma \u00e8 nascosto in una chiesetta della Valle che tutti conoscono, ma di cui nessuno osa parlare<\/strong>. E che a Parigi sarebbe stato <strong>reso un falso<\/strong>. Questa \u00e8 naturalmente la leggenda, ma ci fa piacere ricordare i racconti dei nostri anziani\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le novit\u00e0 in arrivo<\/strong><\/p>\n<p>E dunque in questo fine settimana il micromuseo di Cadero sar\u00e0 occupato con la Gioconda, ma ci sono novit\u00e0 in arrivo. A breve infatti diventer\u00e0 anche uno degli <strong>archivi dei dialetti dell\u2019Alto Verbano e della vicina Svizzera<\/strong>, grazie a una donazione di un <strong>docente di glottologia<\/strong> dell\u2019<strong>Universit\u00e0 Cattolica di Milano<\/strong> che, anticipa Savi Arbola, \u00abha donato oltre <strong>duecento volumi<\/strong> che sono tesi di laurea dei suoi allievi sui dialetti di buona parte d\u2019Italia ma soprattutto della <strong>Val Veddasca<\/strong>, del <strong>Varesotto<\/strong> e del <strong>Canton Ticino<\/strong>. Avremo anche vocabolari antichi e moderni, dunque materiale per studiosi, ma anche per la curiosit\u00e0 di chi vuole informarsi e organizzeremo incontri, perch\u00e9 il dialetto che si \u00e8 tramandato nei secoli nella Valle \u00e8 molto affascinante: cambia da paese a paese\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abIl nous reste le cadre\u2026\u00bb, ci resta la cornice. 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