{"id":643399,"date":"2026-08-21T21:32:19","date_gmt":"2026-08-21T21:32:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/643399\/"},"modified":"2026-08-21T21:32:19","modified_gmt":"2026-08-21T21:32:19","slug":"liran-e-la-minaccia-di-attacco-alle-basi-usa-in-europa-litalia-alza-la-sua-barriera-radar-e-sensori-nei-cieli-pronti-caccia-e-missili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/643399\/","title":{"rendered":"L&#8217;Iran e la minaccia di attacco alle basi Usa in Europa, l\u2019Italia alza la sua barriera: radar e sensori nei cieli, pronti caccia e missili"},"content":{"rendered":"<p>La frase che si fa sfuggire il ministro della Difesa va spezzata in due e analizzata con lenti diverse. La prima parte \u00e8 rassicurante ed \u00e8 rivolta ai cittadini: \u00ab<strong>Un attacco dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/iran\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Iran<\/a> alle basi americane in suolo italiano? Irrealistico<\/strong>\u00bb, dice con tono deciso <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/guido-crosetto\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Guido Crosetto<\/a>. Il quale, allo stesso tempo, racconta anche l\u2019approccio che i militari si sono imposti in questi anni di guerra alle porte e che in queste ore hanno ribadito a tutti i generali: \u00ab<strong>Nulla \u00e8 precluso<\/strong>\u00bb. Tradotto: <strong>vietato farsi trovare impreparati<\/strong>. E per questo il grado di allerta per il Comando operativo di vertice \u00e8 ai <strong>massimi livelli<\/strong>. Gli apparati difensivi, tutti continuamente testati, sono <strong>pronti a intervenire<\/strong>. Oggi, come sempre. Ma con un\u2019attenzione maggiore del solito. <strong>Radar in azione, jet in prontezza, Samp-T pronti per essere dislocati in zone pi\u00f9 a rischio e ovviamente in grado di entrare in azione in qualunque parte d\u2019Italia<\/strong>. Anche perch\u00e9 l\u2019Esercito li ha dislocati in due zone strategiche: nella sede del 4\u00b0 Reggimento artiglieria controaerei di Mantova e il 17\u00b0 Reggimento di Sabaudia. Facile, dunque, spostarli in caso di emergenza, da una parte all\u2019altra della penisola. Il resto \u00e8 tutto pianificato su pi\u00f9 livelli e in coordinamento con i <strong>2 grandi centri di controllo attivi 24 ore su 24 in Spagna e Germania<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/uploads\/ckfile\/202608\/onecms_1t87ehw86qmnnfzyvyv_19224731.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/nato_italia_19224721.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p>La trincea dell\u2019aria <\/p>\n<p>Il cielo italiano sembra tranquillo, ma <strong>non lo \u00e8 del tutto<\/strong>. Dietro le nuvole, sopra il mare, c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che osserva. Le antenne radar continuano a ruotare anche quando tutto tace. Ogni traccia viene raccolta, confrontata e poi classificata. \u00c8 da qui che comincia la difesa dello spazio aereo, prima ancora dei caccia, prima ancora dei missili da terra. <strong>L\u2019arma pi\u00f9 potente \u00e8 la sorveglianza<\/strong>. A Poggio Renatico c\u2019\u00e8 uno dei cuori del sistema nazionale: qui, nel cuore del Comando operazioni aerospaziali dell&#8217;Aeronautica, arrivano informazioni da radar e sensori distribuiti sul territorio e il quadro viene continuamente aggiornato e interpretato. \u00c8 la fotografia del cielo, quella che i militari chiamano \u201cRecognised Air Picture\u201d, il quadro aereo riconosciuto. Dentro ci finiscono aerei civili, militari, droni e altre tracce, ma una traccia, da sola, non racconta ancora una minaccia. Bisogna capire da dove arriva e soprattutto dove sta andando. Una rotta insolita pu\u00f2 richiedere soltanto attenzione in pi\u00f9, una traiettoria sospetta pu\u00f2 invece far salire l\u2019allerta. \u00c8 allora che la macchina della difesa cambia passo, <strong>non necessariamente con qualcosa che il pubblico possa vedere<\/strong>: prima cambiano i livelli di prontezza e le sale operative, poi, se serve, si accendono gli strumenti della risposta.<\/p>\n<p>Decollo immediato <\/p>\n<p>Gli Eurofighter dell\u2019Aeronautica sono il volto pi\u00f9 visibile di questa risposta. Sono schierati nei principali reparti della difesa aerea, a Grosseto, a Gioia del Colle e a Trapani-Birgi. Da queste basi pu\u00f2 partire uno <strong>scramble, cio\u00e8 un decollo d\u2019allarme<\/strong>. Il caccia non sale in cielo per sparare automaticamente: sale per arrivare sulla traccia e capire che cosa sia. Identificare resta il primo obiettivo dell\u2019intercettazione e la risposta viene scelta soltanto dopo aver capito la minaccia. Ma oggi il problema non arriva soltanto con un aereo. Il cielo della guerra moderna \u00e8 molto pi\u00f9 complicato: <strong>ci sono missili da crociera, droni, minacce diverse, velocit\u00e0 diverse, dimensioni molto diverse<\/strong>. E per questo non pu\u00f2 esistere una sola difesa per tutto. L\u2019Italia ha costruito una risposta fatta di pi\u00f9 gradi. Ad Amendola entrano in gioco anche gli F-35. Sono caccia, ma soprattutto <strong>sensori avanzati, collegati in rete, capaci di raccogliere informazioni e condividerle rapidamente<\/strong>. In una crisi significa vedere prima e decidere prima. E spesso sono quei minuti a fare la differenza.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/difesa_italia_19224747.jpg\"\/><\/p>\n<p>Lo scudo di terra <\/p>\n<p>Pi\u00f9 in basso, sul terreno, c\u2019\u00e8 un altro pezzo dello scudo. <strong>L\u2019Esercito tiene pronti i Samp-T<\/strong>, gli apparati missilistici capaci di intercettare e distruggere altri missili ma anche aerei nemici. Il loro impiego (non immediato e pure costoso) dipende ovviamente dal tipo di minaccia e dalle priorit\u00e0. Ma i sistemi sono considerati molto efficaci, al punto che anche l\u2019ultimo vertice Nato in Turchia \u00e8 stato blindato con i nostri Samp-T. Per la <strong>guerra contro i droni<\/strong> Esercito e Aeronautica schierano i C-Uas, veri e propri cannoni da sfruttare per fermare le minacce dei piccoli bombardieri senza pilota. Oggi \u00e8 la <strong>frontiera pi\u00f9 delicata della protezione dei cieli<\/strong>, da cui ovviamente arrivano anche i rischi per basi e altre installazioni strategiche. Ma le armi sono anche altre. L\u2019Esercito dispone di sistemi come il Drone Dome, l\u2019Ad3S e l\u2019Acus Enhanced: le 3 colonne dell\u2019architrave anti-drone, che consentono di fermare la minaccia senza usare un caccia per inseguirla tra le nuvole. Per ponderare meglio i costi, risparmiare missili, e organizzare pi\u00f9 velocemente la reazione.<\/p>\n<p>Le basi da difendere <\/p>\n<p>La prima barriera resta comunque molto lontana dal cancello di una caserma. Radar e sensori cercano di intercettare bombe, droni o aerei sospetti a grande distanza, i centri di comando decidono quale risposta sia necessaria. Poi arriva la protezione dell\u2019infrastruttura vera e propria: pi\u00f9 controlli agli ingressi, pi\u00f9 sorveglianza e pi\u00f9 personale, con le aree sensibili sottoposte a maggiore tutela. Perch\u00e9 una base militare non \u00e8 soltanto una pista d\u2019atterraggio. \u00c8 un <strong>sistema di radar, hangar, carburante e comunicazioni<\/strong>. Ci sono energia, comando, manutenzione e <strong>migliaia di persone<\/strong>. Se un anello si ferma, pu\u00f2 risentirne tutto il dispositivo. Per questo esiste anche una difesa meno spettacolare, quella passiva, che si vede molto meno. Proteggere le infrastrutture significa anche poter <strong>resistere e soprattutto continuare a lavorare dopo un attacco<\/strong>. Alcune basi, naturalmente, hanno un <strong>peso maggiore di altre<\/strong>. Sigonella \u00e8 uno dei grandi occhi italiani sul Mediterraneo e qui opera anche la componente Isr della Nato, con i grandi droni RQ-4D Phoenix capaci di arrivare a grande distanza dalla Sicilia. Trapani-Birgi \u00e8 invece uno dei presidi della difesa aerea, mentre Gioia del Colle guarda verso il Mediterraneo orientale. Amendola \u00e8 il principale polo italiano degli F-35 nel Sud, Grosseto e Istrana restano i pilastri della difesa nazionale. Pratica di Mare svolge una funzione differente, ma decisiva: qui operano capacit\u00e0 di sorveglianza, comando e supporto. Poi ci sono Ghedi, Camp Darby e Aviano, che ospitano i militari americani, <strong>tasselli fondamentali del puzzle della grande organizzazione Nato in Europa<\/strong>. Anche qui da ieri l\u2019allerta \u00e8 pi\u00f9 alta, anche se formalmente era gi\u00e0 ai massimi livelli. Radar, caccia, missili, droni, sensori e uomini lavorano insieme. <strong>Perch\u00e9 il vantaggio si costruisce nei minuti precedenti. Vedere prima, capire prima, decidere prima<\/strong>.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La frase che si fa sfuggire il ministro della Difesa va spezzata in due e analizzata con lenti&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":643400,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[218255,202396,14,164,165,1151,764,90,7673,166,2737,7,15,243,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":["post-643399","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-basi-italiane","tag-basi-nato","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-guerra-iran","tag-iran","tag-italia","tag-medio-oriente","tag-mondo","tag-nato","tag-news","tag-notizie","tag-ultima-ora","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117135641690494830","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/643399","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=643399"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/643399\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/643400"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=643399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=643399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=643399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}