{"id":643891,"date":"2026-08-22T06:32:23","date_gmt":"2026-08-22T06:32:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/643891\/"},"modified":"2026-08-22T06:32:23","modified_gmt":"2026-08-22T06:32:23","slug":"salari-incentivi-e-un-nuovo-patto-sociale-cosa-serve-ai-paesi-europei-per-ricostruire-gli-eserciti-nazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/643891\/","title":{"rendered":"Salari, incentivi e un nuovo patto sociale, cosa serve ai Paesi europei per ricostruire gli eserciti nazionali"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;Unione europea corre per riarmarsi<\/strong>, mobilitando <a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/2025\/03\/04\/von-der-leyen-propone-investimenti-nella-difesa-da-800-miliardi-di-euro-in-vista-del-consi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">miliardi di euro<\/a> per fornire ai suoi 27 Stati membri le risorse finanziarie necessarie a rispondere a potenziali minacce esterne.<\/p>\n<p>          <img decoding=\"async\" class=\"c-ad__placeholder__logo\" src=\"https:\/\/static.euronews.com\/website\/images\/logos\/logo-euronews-stacked-outlined-72x72-grey-9.svg\" width=\"72\" height=\"72\" alt=\"\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\n          PUBBLICIT\u00c0<\/p>\n<p>          <img decoding=\"async\" class=\"c-ad__placeholder__logo\" src=\"https:\/\/static.euronews.com\/website\/images\/logos\/logo-euronews-stacked-outlined-72x72-grey-9.svg\" width=\"72\" height=\"72\" alt=\"\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\n          PUBBLICIT\u00c0<\/p>\n<p>Eppure, nonostante questi <strong>ambiziosi obiettivi di spesa<\/strong>, rafforzati dagli impegni di difesa della NATO rivisti al rialzo, gli addetti ai lavori avvertono che le forze armate europee devono fare i conti con serie <strong>difficolt\u00e0 di reclutamento e mantenimento del personale<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Alla fine dei conti dobbiamo avere abbastanza personale per dare seguito a questi investimenti&#8221;, ha dichiarato Emmanuel Jacob, presidente dell&#8217;Organizzazione europea delle associazioni militari e dei sindacati (<strong>EUROMIL<\/strong>).<\/p>\n<p>Jacob ha aggiunto che <strong>il problema non \u00e8 nuovo<\/strong>. Quello che \u00e8 cambiato, ha detto, \u00e8 l&#8217;urgenza, sempre pi\u00f9 pressante. La portata delle risorse umane necessarie a sostenere questa espansione militare senza precedenti \u00e8 stata illustrata anche dal commissario europeo alla Difesa <strong>Andrius Kubilius<\/strong> a febbraio.<\/p>\n<p>&#8220;Immaginate che sia il <strong>2030<\/strong>: \u00e8 l&#8217;anno in cui, secondo le valutazioni dell&#8217;intelligence europea, la Russia sar\u00e0 pronta e disposta a <strong>mettere alla prova la NATO<\/strong>, e 100mila soldati russi si stanno ammassando al confine dell&#8217;UE e dell&#8217;Alleanza&#8221;, ha detto a Vilnius.<\/p>\n<p>&#8220;Per eguagliare il dispiegamento di un esercito di 100mila uomini, dovremmo spostare <strong>numeri analoghi di soldati e mezzi<\/strong>, e farlo in fretta&#8221;.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 prima che la Commissione europea presentasse il suo <a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/2025\/03\/05\/unione-europea-le-opzioni-per-sbloccare-fino-a-800-miliardi-di-euro-per-il-piano-di-riarmo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">piano da 800 miliardi di euro per il riarmo dell&#8217;Europa<\/a>, il <strong>Parlamento europeo<\/strong> aveva sollevato preoccupazioni sulla carenza di personale. <\/p>\n<p>Nel <strong>2024<\/strong> ha approvato una relazione che avvertiva che &#8220;le forze armate europee devono far fronte a gravi problemi di reclutamento e di permanenza del personale&#8221;.<\/p>\n<p>Gli eurodeputati hanno chiesto all&#8217;ex alto rappresentante per la politica estera <strong>Josep Borrell<\/strong> di indagare sulla carenza e proporre possibili soluzioni.<\/p>\n<p>Rispondendo alle domande di Euronews, un funzionario della Commissione europea ha affermato che il reclutamento e la permanenza del personale restano di <strong>competenza dei singoli Stati membri<\/strong>.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il problema di reclutare soldati per l&#8217;Europa?<\/p>\n<p>Secondo i dati raccolti da <strong>EUROMIL<\/strong>, tramite un sondaggio presso 11 associazioni del personale militare, la maggior parte degli intervistati ha descritto il reclutamento nei propri Paesi come &#8220;<strong>problematico<\/strong>&#8220;, mentre la permanenza \u00e8 stata considerata &#8220;problematica&#8221; o addirittura &#8220;<strong>critica<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Al sondaggio hanno partecipato <strong>associazioni militari<\/strong> di Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia.<\/p>\n<p>I risultati hanno mostrato che il <strong>personale militare<\/strong> lascia pi\u00f9 spesso il servizio dopo circa dieci anni di carriera. <\/p>\n<p>I principali ostacoli al <strong>reclutamento<\/strong> sono la concorrenza del settore privato, le retribuzioni e i requisiti di idoneit\u00e0 fisica. <\/p>\n<p>Stipendi bassi, scarso equilibrio tra vita privata e lavoro e altre condizioni di impiego sono stati indicati come le principali cause delle <strong>dimissioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Tra le raccomandazioni per favorire l&#8217;attrazione e la permanenza del personale, il sondaggio sottolinea:<\/p>\n<ul>\n<li>aumenti di stipendi e pensioni<\/li>\n<li>un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro<\/li>\n<li>limiti all&#8217;orario di servizio<\/li>\n<\/ul>\n<p>Qual \u00e8 il nodo dei riservisti per gli eserciti europei<\/p>\n<p>Steven Everts, direttore dell&#8217;Istituto dell&#8217;UE per gli studi sulla sicurezza (<strong>EUISS<\/strong>), ha affermato che reclutamento e permanenza nelle forze armate sono una questione complessa. &#8220;\u00c8 una <strong>sfida<\/strong> con cui tutti stanno facendo i conti&#8221;, ha detto.<\/p>\n<p>Everts ha ripreso le preoccupazioni riguardo a <strong>salari e condizioni di lavoro dei militari<\/strong>, sostenendo che uno dei nodi principali riguarda il modo in cui l&#8217;Europa intende ampliare il proprio bacino di <strong>riservisti<\/strong>.<\/p>\n<p>Si tratta di persone con competenze specialistiche che possono essere <strong>richiamate solo per pochi mesi all&#8217;anno<\/strong>, o anche meno. <\/p>\n<p>Tra loro ci sono <strong>esperti<\/strong> di cybersicurezza, specialisti della logistica e professionisti della sanit\u00e0, &#8220;tutte le funzioni di cui gli eserciti hanno bisogno&#8221;, ha spiegato.<\/p>\n<p>Secondo Everts, lo slancio verso il riarmo in Europa non \u00e8 stato accompagnato dalle <strong>riforme organizzative<\/strong> necessarie a far funzionare un sistema del genere. <\/p>\n<p>&#8220;Se lavori per un&#8217;azienda informatica e il tuo capo ti dice: &#8216;Senti, lavori per me, amico&#8217;, quale sarebbe il suo interesse a renderti disponibile, su chiamata, per le <strong>forze armate nazionali<\/strong>?&#8221;, ha osservato.<\/p>\n<p>\u00c8 <strong>difficile tradurre in pratica<\/strong>, anche dal punto di vista organizzativo, il riarmo di cui si parla cos\u00ec tanto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 anche la NATO deve affrontare la carenza di personale<\/p>\n<p>La sfida va oltre i confini dell&#8217;Unione europea. Un membro della Commissione difesa e sicurezza (DSC) dell&#8217;Assemblea parlamentare della <strong>NATO<\/strong>, Spyridon Kyriakis, \u00e8 stato incaricato di esaminare le &#8220;crescenti sfide&#8221; dell&#8217;Alleanza in materia di reclutamento e permanenza del personale. La sua relazione \u00e8 attesa per la fine di novembre.<\/p>\n<p>Una <a href=\"https:\/\/www.nato-pa.int\/content\/dsc-policy-work-2026\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer nofollow noopener\">nota informativa della DSC<\/a> sottolinea che la relazione dovrebbe individuare i <strong>fattori strutturali e sociali<\/strong> che alimentano le attuali difficolt\u00e0 di reclutamento e di permanenza, e spiegare che cosa questo comporta per la sicurezza dell&#8217;Alleanza.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;<strong>incapacit\u00e0 di ampliare le forze armate degli Alleati<\/strong> per soddisfare i nuovi requisiti di forza della NATO rappresenta un rischio diretto per il livello di prontezza, la credibilit\u00e0 e la sostenibilit\u00e0 a lungo termine delle forze dell&#8217;Alleanza, in un contesto di sicurezza internazionale sempre pi\u00f9 complesso e in rapido deterioramento&#8221;, si legge nella nota.<\/p>\n<p>L&#8217;esperta di difesa Chris Kremidas-Courtney ha scritto nel 2025 che i funzionari della NATO hanno avvertito come gli attuali modelli di forza siano &#8220;insufficienti&#8221; per una guerra ad alta intensit\u00e0 e che servano misure aggiuntive per attirare e trattenere il personale. Ci\u00f2 dovrebbe avvenire attraverso il <strong>reclutamento volontario o una coscrizione selettiva<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 necessario anche un cambiamento culturale. Quando lo scorso anno il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha promesso di trasformare la <strong>Bundeswehr<\/strong> nel pi\u00f9 forte esercito convenzionale d&#8217;Europa, l&#8217;annuncio \u00e8 stato accolto con inquietudine.<\/p>\n<p>Le successive modifiche legislative, compresa una legge che reintroduce l&#8217;obbligo di registrazione militare, hanno spinto migliaia di persone, in particolare giovani adulti, a scendere <strong>in piazza<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo Kremidas-Courtney, per attirare e trattenere i militari serviranno non solo riforme organizzative, ma anche un pi\u00f9 ampio <strong>cambiamento culturale<\/strong>. &#8220;Se in una societ\u00e0 il servizio nelle forze armate \u00e8 disprezzato, pochi vorranno restare e ancora meno vorranno <strong>arruolarsi<\/strong>&#8220;, ha scritto.<\/p>\n<p>&#8220;Il futuro della sicurezza europea dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 delle sue societ\u00e0 di <strong>ricostruire il patto sociale<\/strong> <strong>attorno alla difesa nazionale<\/strong> e ad altre forme di servizio, per garantire che l&#8217;Europa disponga dei soldati di cui ha bisogno di fronte alle sfide che l&#8217;attendono&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Unione europea corre per riarmarsi, mobilitando miliardi di euro per fornire ai suoi 27 Stati membri le risorse&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":643892,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,767,773,90723,1537,90,89,2737,340759],"class_list":["post-643891","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-difesa","tag-esercito","tag-esercito-tedesco","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-nato","tag-notizie-internazionali"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117137765724349354","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/643891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=643891"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/643891\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/643892"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=643891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=643891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=643891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}