{"id":643971,"date":"2026-08-22T07:52:21","date_gmt":"2026-08-22T07:52:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/643971\/"},"modified":"2026-08-22T07:52:21","modified_gmt":"2026-08-22T07:52:21","slug":"mini-big-bang-simulati-in-laboratorio-fanno-luce-sui-primi-istanti-delluniverso-coinvolte-le-universita-di-catania-e-messina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/643971\/","title":{"rendered":"Mini Big Bang simulati in laboratorio fanno luce sui primi istanti dell&#8217;universo. Coinvolte le universit\u00e0 di Catania e Messina"},"content":{"rendered":"<p><strong>Big Bang in miniatura<\/strong> simulati in laboratorio facendo scontrare nuclei atomici molto pi\u00f9 piccoli di quanto si ritenesse possibile in precedenza. \u00c8 il risultato ottenuto dalla collaborazione <strong>Alice<\/strong>, uno dei quattro grandi esperimenti ospitati lungo l\u2019anello dell\u2019acceleratore di particelle <strong>Lhc<\/strong> al <strong>Cern di Ginevra<\/strong>, della quale fanno parte anche molti ricercatori italiani.<\/p>\n<p>Lo studio, pubblicato sulla rivista <strong>Physical Review Letters<\/strong> e guidato dall\u2019<strong>Universit\u00e0 di Copenhagen<\/strong>, permette di fare luce sui primi istanti di vita dell\u2019universo, ma anche di rispondere a domande fondamentali di fisica. Alla ricerca hanno partecipato anche l\u2019<strong>Istituto Nazionale di Fisica Nucleare<\/strong>, le Universit\u00e0 di <strong>Bari<\/strong>, <strong>Bologna<\/strong>, <strong>Brescia<\/strong>, <strong>Cagliari<\/strong>, <strong>Catania<\/strong> e <strong>Foggia<\/strong>, insieme a quelle di <strong>Messina<\/strong>, <strong>Padova<\/strong>, <strong>Pavia<\/strong>, <strong>Piemonte Orientale<\/strong>, <strong>Salerno<\/strong>, <strong>Torino<\/strong> e <strong>Trieste<\/strong>, oltre ai Politecnici di <strong>Bari<\/strong> e di <strong>Torino<\/strong>.<\/p>\n<p>I ricercatori coordinati da <strong>You Zhou<\/strong> hanno fatto scontrare nuclei atomici a una velocit\u00e0 prossima a quella della luce, in modo da ottenere minuscole goccioline della materia primordiale che ha riempito il cosmo nel primo milionesimo di secondo dopo il Big Bang: il cosiddetto <strong>plasma di quark e gluoni<\/strong>, due particelle elementari. Per molto tempo si \u00e8 pensato che la creazione di questo plasma richiedesse collisioni tra nuclei molto pesanti, come quelli del <strong>piombo<\/strong>, ma stavolta lo stesso risultato \u00e8 stato ottenuto con nuclei molto pi\u00f9 piccoli e leggeri, quelli di <strong>ossigeno<\/strong> e di <strong>neon<\/strong>.<\/p>\n<p>Osservando le particelle nelle quali il <strong>plasma di quark e gluoni<\/strong> si trasforma subito dopo essersi formato, gli autori dello studio sono anche riusciti a svelare la <strong>forma dei nuclei<\/strong> utilizzati: quelli di <strong>ossigeno<\/strong> sono pi\u00f9 tondeggianti, mentre quelli di <strong>neon<\/strong> hanno una forma che ricorda un birillo da bowling. La <strong>forma dei nuclei atomici<\/strong> \u00e8 rilevante perch\u00e9 fornisce informazioni importanti sulla <strong>forza forte<\/strong>, una delle quattro forze fondamentali della natura e quella che tiene uniti <strong>protoni e neutroni<\/strong> all\u2019interno degli atomi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Big Bang in miniatura simulati in laboratorio facendo scontrare nuclei atomici molto pi\u00f9 piccoli di quanto si ritenesse&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":643972,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[173],"tags":[37492,100771,2828,355394,1537,90,89,170532,148192,58923,355392,195,198,199,197,200,201,194,196,355393,355391],"class_list":["post-643971","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-scienza-e-tecnologia","tag-alice","tag-cern","tag-ginevra","tag-istituto-nazionale-di-fisica-nucleare","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lhc","tag-neon","tag-ossigeno","tag-physical-review-letters","tag-science","tag-science-and-technology","tag-scienceandtechnology","tag-scienza","tag-scienza-e-tecnologia","tag-scienzaetecnologia","tag-technology","tag-tecnologia","tag-universita-di-copenhagen","tag-you-zhou"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117138079344978732","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/643971","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=643971"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/643971\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/643972"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=643971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=643971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=643971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}