{"id":644256,"date":"2026-08-22T12:20:24","date_gmt":"2026-08-22T12:20:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/644256\/"},"modified":"2026-08-22T12:20:24","modified_gmt":"2026-08-22T12:20:24","slug":"perche-le-malattie-autoimmuni-colpiscono-soprattutto-le-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/644256\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 le malattie autoimmuni colpiscono soprattutto le donne?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Perch\u00e9 il lupus colpisce soprattutto le donne?<\/strong> \u00c8 una delle domande che l\u2019immunologia si pone da decenni. Nel lupus eritematoso sistemico si pu\u00f2 arrivare fino a <strong>nove donne colpite per ogni uomo<\/strong>. Nella sclerosi multipla il rapporto \u00e8 circa <strong>tre a uno<\/strong>. E la maggiore vulnerabilit\u00e0 femminile ricorre in numerose altre malattie autoimmuni. Sappiamo che entrano in gioco <strong>gli ormoni<\/strong>. Sappiamo che contano i <strong>cromosomi sessuali<\/strong>. Sappiamo anche che il <strong>sistema immunitario<\/strong> di uomini e donne non funziona esattamente nello stesso modo. Ma potrebbe esserci qualcosa di ancora pi\u00f9 profondo. Il sistema immunitario femminile sembra essere regolato geneticamente per reagire in maniera diversa. A mostrarlo \u00e8 uno studio pubblicato sull\u2019American Journal of Human Genetics: i ricercatori hanno analizzato individualmente <strong>pi\u00f9 di 1,25 milioni di cellule immunitarie<\/strong> appartenenti a <strong>982 persone sane<\/strong> e hanno scoperto <strong>oltre mille interruttori genetici<\/strong> che funzionano diversamente negli uomini e nelle donne. Il risultato descrive un affascinante paradosso biologico: il sistema immunitario femminile appare maggiormente predisposto ad attivare le <strong>vie dell\u2019infiammazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>PERCH\u00c9 UN SISTEMA IMMUNITARIO PI\u00d9 REATTIVO PU\u00d2 DIVENTARE UN PROBLEMA?<\/strong><\/p>\n<p>A prima vista sembra un controsenso. Se il sistema immunitario delle donne tende a reagire pi\u00f9 energicamente ad alcune minacce, perch\u00e9 dovrebbe rappresentare uno svantaggio? Per capirlo bisogna ricordare che il sistema immunitario svolge continuamente due compiti opposti. Deve essere abbastanza aggressivo da riconoscere virus, batteri e altre minacce e distruggerli rapidamente. Ma nello stesso tempo deve possedere un sistema di controllo estremamente raffinato, capace di riconoscere ci\u00f2 che appartiene al nostro organismo e lasciarlo in pace. \u00c8 quella che gli immunologi chiamano <strong>tolleranza immunologica<\/strong>. Nelle <strong>malattie autoimmuni<\/strong> qualcosa in questo delicatissimo equilibrio si rompe. Alcune cellule o molecole del nostro stesso organismo vengono riconosciute come se fossero estranee e il sistema di difesa finisce per rivolgere le proprie armi contro i tessuti che dovrebbe proteggere. Ed \u00e8 qui che emerge il <strong>paradosso femminile<\/strong>: le donne presentano generalmente risposte immunitarie pi\u00f9 robuste contro diverse infezioni e spesso sviluppano risposte anticorpali pi\u00f9 intense. Ma una maggiore reattivit\u00e0 pu\u00f2 significare anche un equilibrio pi\u00f9 delicato da controllare. Il nuovo studio osserva differenze nella regolazione genetica associate a una maggiore attivit\u00e0 di vie infiammatorie. Non significa che avere un sistema immunitario pi\u00f9 reattivo provochi automaticamente una malattia autoimmune, ma che pu\u00f2 contribuire a creare un terreno biologico nel quale, insieme a ormoni, cromosomi sessuali, ambiente e altri fattori genetici, la soglia oltre la quale il sistema immunitario sbaglia bersaglio pu\u00f2 essere diversa.<\/p>\n<p><strong>MILLE \u201cINTERRUTTORI\u201d NASCOSTI NEL NOSTRO DNA<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro DNA contiene i geni, ma possedere un gene non significa utilizzarlo sempre con la stessa intensit\u00e0. Possiamo immaginare ogni gene come una lampada: il gene \u00e8 la lampadina. Ma esistono <strong>interruttori e regolatori<\/strong> che decidono quando accenderla e quanta luce deve produrre. \u00c8 proprio su questi regolatori che i ricercatori si sono concentrati. Analizzando oltre <strong>1,25 milioni di singole cellule immunitarie<\/strong> di <strong>982 persone sane<\/strong>, hanno identificato pi\u00f9 di <strong>mille varianti genetiche<\/strong> i cui effetti sulla regolazione dell\u2019attivit\u00e0 dei geni differivano tra uomini e donne. Questo significa che uomini e donne possono possedere sostanzialmente gli stessi geni e tuttavia utilizzarli in maniera diversa all\u2019interno di determinate cellule immunitarie. La sorpresa \u00e8 che gran parte dei segnali individuati si trova sugli <strong>autosomi<\/strong>, cio\u00e8 i cromosomi non sessuali che uomini e donne condividono: la differenza immunitaria tra i sessi non sembra riducibile semplicemente alla formula \u201cXX contro XY\u201d.<\/p>\n<p><strong>PERCH\u00c9 IL LUPUS \u00c8 IL CASO PI\u00d9 INTERESSANTE<\/strong><\/p>\n<p>Il lupus eritematoso sistemico rappresenta quasi il caso emblematico di questa disparit\u00e0. La malattia pu\u00f2 interessare numerosi organi \u2014 dalla pelle alle articolazioni, dai reni al sistema nervoso \u2014 ed \u00e8 caratterizzata dalla produzione di autoanticorpi e da un\u2019attivazione anomala del sistema immunitario. Ma soprattutto presenta una delle differenze tra i sessi pi\u00f9 impressionanti della medicina: <strong>circa nove persone con lupus su dieci sono donne<\/strong>. Tra i segnali regolatori che funzionavano diversamente nei due sessi, i ricercatori ne hanno identificati anche alcuni collegati a geni implicati nel rischio di lupus. Non significa che siano stati scoperti \u201ci geni che spiegano perch\u00e9 le donne hanno il lupus\u201d, anche perch\u00e9 le <strong>982 persone analizzate erano sane<\/strong>: si trattava di differenze biologiche presenti prima e indipendentemente dalla malattia. Una parte della maggiore predisposizione femminile all\u2019autoimmunit\u00e0 potrebbe dunque essere radicata nel modo stesso in cui il sistema immunitario viene regolato in condizioni normali.<\/p>\n<p><strong>ALLORA UOMINI E DONNE DOVREBBERO ESSERE CURATI DIVERSAMENTE?<\/strong><\/p>\n<p>Se il sistema immunitario maschile e quello femminile non sono regolati esattamente nello stesso modo, ha sempre senso trattare allo stesso modo una malattia autoimmune negli uomini e nelle donne? Oggi sarebbe prematuro rispondere di no: questo studio non ha sperimentato farmaci n\u00e9 dimostra che una terapia debba essere scelta in base al sesso del paziente. Ma apre una prospettiva importante. Molti farmaci utilizzati nelle malattie autoimmuni agiscono sulle cellule immunitarie o sui segnali infiammatori. Se quegli stessi circuiti possono essere regolati diversamente nei due sessi, conoscere queste differenze potrebbe aiutare a capire perch\u00e9 una terapia funziona meglio in alcuni pazienti, meno in altri o produce effetti indesiderati differenti. E soprattutto potrebbe permettere di individuare nuovi bersagli terapeutici. Non pi\u00f9 soltanto chiedersi quale gene aumenti il rischio di una malattia, ma: in quale cellula viene utilizzato, quanto viene attivato e se quella regolazione cambia tra uomini e donne. \u00c8 uno dei principi della <strong>medicina di precisione<\/strong>: non considerare tutti i pazienti biologicamente intercambiabili. La prospettiva non \u00e8 necessariamente avere \u201cun farmaco per le donne e uno per gli uomini\u201d, ma capire quali meccanismi immunitari sono realmente attivi in quella persona e utilizzare anche il <strong>sesso biologico<\/strong> come una delle informazioni per scegliere la strategia pi\u00f9 appropriata.<\/p>\n<p><strong>Allora perch\u00e9 le malattie autoimmuni colpiscono soprattutto le donne?<\/strong><\/p>\n<p>Non abbiamo ancora una risposta unica. E probabilmente non esiste. <strong>Ormoni sessuali, cromosoma X, genetica, ambiente e caratteristiche del sistema immunitario<\/strong> partecipano a un puzzle molto complesso. Ma il nuovo studio aggiunge un pezzo che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficilissimo vedere: <strong>uomini e donne non differiscono soltanto per i cromosomi sessuali<\/strong>. Anche alcuni degli stessi geni presenti nei cromosomi che condividiamo possono essere <strong>regolati diversamente nelle nostre cellule immunitarie<\/strong>. Nelle donne questa regolazione appare associata, tra le altre cose, a una <strong>maggiore attivit\u00e0 di alcune vie dell\u2019infiammazione<\/strong>. Il sistema immunitario femminile non sembra semplicemente pi\u00f9 fragile: per certi aspetti \u00e8 <strong>pi\u00f9 reattivo<\/strong>. Questa caratteristica pu\u00f2 rappresentare un vantaggio contro minacce esterne, ma potrebbe contribuire, insieme a molti altri fattori, anche alla maggiore probabilit\u00e0 che le difese commettano l\u2019errore pi\u00f9 pericoloso: <strong>non riconoscere pi\u00f9 perfettamente il confine tra il nemico e noi stessi<\/strong>. Comprendere quel confine \u2014 e perch\u00e9 nelle donne venga regolato diversamente \u2014 potr\u00e0 aiutare a spiegare e a curare con maggiore precisione le malattie autoimmuni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_21_ago_2026,_16_27_05-1787322447848.webp\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p><strong>FONTI SCIENTIFICHE<\/strong><\/p>\n<p><strong>1. Yazar S, Alquicira-Hernandez J, Wing K, Senabouth A, Andersen S, Fairfax KA, Hewitt AW, Powell JE, Ballouz S. \u201cThe impact of sex on the immune system explored at the single-cell level.\u201d The American Journal of Human Genetics, 2026.<\/strong><\/p>\n<p><strong>2. Garvan Institute of Medical Research. \u201cScientists uncover hidden sex differences in the human immune system.\u201d Garvan Institute of Medical Research, maggio 2026.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Perch\u00e9 il lupus colpisce soprattutto le donne? \u00c8 una delle domande che l\u2019immunologia si pone da decenni. 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