{"id":644459,"date":"2026-08-22T15:27:13","date_gmt":"2026-08-22T15:27:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/644459\/"},"modified":"2026-08-22T15:27:13","modified_gmt":"2026-08-22T15:27:13","slug":"i-20-film-preferiti-di-mel-brooks-ce-anche-i-vitelloni-di-fellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/644459\/","title":{"rendered":"I 20 film preferiti di Mel Brooks: c&#8217;\u00e8 anche I Vitelloni di Fellini"},"content":{"rendered":"<p>Per celebrare i 100 anni di Mel Brooks, l&#8217;American Cinematheque gli ha affidato una rassegna costruita sui suoi film del cuore. Da Luci della citt\u00e0 a Psycho, da The Elephant Man a Balla coi lupi, fino a Jojo Rabbit e Dolemite Is My Name: venti titoli che attraversano quasi novant&#8217;anni di cinema. Unico film non in lingua inglese \u00e8 I Vitelloni di Federico Fellini. Nella lista anche un&#8217;opera dello stesso Brooks, Il mistero delle dodici sedie.<\/p>\n<p>Ha compiuto <strong>100 anni lo scorso giugno<\/strong>, ma per raccontare il cinema che ama Mel Brooks ha deciso di partire da quando ne aveva quattro. <strong>Luci della citt\u00e0<\/strong> di Charlie Chaplin, uscito nel 1931, \u00e8 infatti il titolo pi\u00f9 antico tra i <strong>20 film scelti dal regista<\/strong> per Programmed by Mel Brooks: 100 Years at the Movies, la rassegna organizzata dall&#8217;American Cinematheque per festeggiare il secolo di vita di uno dei grandi maestri della commedia americana.<\/p>\n<p>I titoli pi\u00f9 recenti sono invece <strong>Jojo Rabbit<\/strong> e <strong>Dolemite Is My Name<\/strong>, entrambi del 2019, quando Brooks aveva 93 anni.<\/p>\n<p>In mezzo ci sono quasi nove decenni di cinema e scelte tutt&#8217;altro che scontate: Charlie Chaplin e i fratelli Marx, John Ford e Alfred Hitchcock, Billy Wilder e David Lynch, ma anche Kevin Costner, Steven Spielberg, Tim Burton e Taika Waititi.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 <strong>Federico Fellini<\/strong>. <strong>I Vitelloni<\/strong>, capolavoro del 1953, \u00e8 infatti <strong>l&#8217;unico film non in lingua inglese dell&#8217;intera selezione<\/strong>.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che una classifica, una piccola autobiografia cinematografica.<\/p>\n<p>\t\t \tMel Brooks diventa programmatore a 100 anni<\/p>\n<p>L&#8217;idea \u00e8 nata dall&#8217;American Cinematheque, che cercava un modo diverso dal consueto per celebrare il centesimo compleanno di Brooks.<\/p>\n<p>Riproporre semplicemente <strong>Mezzogiorno e mezzo di fuoco<\/strong> o <strong>Frankenstein Junior<\/strong> sarebbe stato fin troppo facile. Cos\u00ec l&#8217;organizzazione gli ha chiesto di cambiare momentaneamente mestiere e diventare <strong>programmatore cinematografico<\/strong>, scegliendo liberamente i film che avrebbe voluto riportare sul grande schermo.<\/p>\n<p>Brooks non aveva mai realizzato pubblicamente una selezione di questo tipo.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stato meraviglioso compilare una lista di tutti questi splendidi film\u00bb, ha spiegato al Los Angeles Times, aggiungendo che l&#8217;esercizio gli ha ricordato perch\u00e9 si fosse innamorato per la prima volta del cinema.<\/p>\n<p>Nessun ordine di preferenza e, soprattutto, quasi nessuna spiegazione. <strong>Brooks ha lasciato che fossero i film a parlare per lui<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\t\t\t<a class=\"c-inline-card j-inline-card c-inline-card--with-image\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/spettacolo\/cinema\/2026\/06\/28\/mel-brooks-100-anni-compleanno\" rel=\"follow nofollow noopener\" data-intcmp=\"skytg24_articolo_approfondimenti_inline\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t         <img decoding=\"async\" crossorigin=\"anonymous\" alt=\"\"  loading=\"lazy\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/pf_1782574861.jpg\"\/><\/p>\n<p>\n\t\t\t         Approfondimento<br \/>\n\t\t\t         Mel Brooks, 100 anni di risate: il re della parodia compie un secolo\n\t\t\t      <\/p>\n<p>\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>\t\t\tDa Chaplin a Jojo Rabbit, quasi novant&#8217;anni di cinema<\/p>\n<p>La selezione racconta bene l&#8217;eclettismo di un autore che ha costruito gran parte della propria carriera prendendo i generi cinematografici, smontandoli e rimontandoli attraverso la parodia.<\/p>\n<p>Non sorprende trovare <strong>Luci della citt\u00e0<\/strong> di <strong>Charlie Chaplin<\/strong> o <strong>Una notte all&#8217;opera<\/strong> dei <strong>fratelli Marx<\/strong>. Sono antenati diretti della comicit\u00e0 di Brooks, costruita sul corpo, sull&#8217;assurdo, sul ritmo e sulla capacit\u00e0 di sabotare qualsiasi forma di rispettabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 inattese sono altre presenze.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 il western <strong>Il cavaliere della valle solitaria<\/strong> di George Stevens, ma anche <strong>Balla coi lupi<\/strong> di Kevin Costner. Ci sono il noir di Billy Wilder <strong>La fiamma del peccato<\/strong>, <strong>Schindler&#8217;s List<\/strong> di Steven Spielberg e il ritratto del peggior regista di tutti i tempi firmato da Tim Burton in <strong>Ed Wood<\/strong>.<\/p>\n<p>E poi due titoli del 2019: <strong>Dolemite Is My Name<\/strong> di Craig Brewer e <strong>Jojo Rabbit<\/strong> di Taika Waititi.<\/p>\n<p>A cent&#8217;anni, insomma, Brooks non sembra avere nostalgia soltanto del cinema che fu.<\/p>\n<p>\t\t\tI Vitelloni, l&#8217;unico film non in lingua inglese scelto da Mel Brooks<\/p>\n<p>Per l&#8217;Italia la sorpresa pi\u00f9 interessante \u00e8 <strong>I Vitelloni<\/strong> di <strong>Federico Fellini<\/strong>.<\/p>\n<p>Il film del 1953, Leone d&#8217;argento alla Mostra del Cinema di Venezia, racconta cinque giovani di provincia sospesi in quella terra di nessuno che separa l&#8217;adolescenza dalla vita adulta: Alberto, Fausto, Moraldo, Leopoldo e Riccardo attraversano giornate, amori, fallimenti e ambizioni <strong>in una cittadina adriatica ispirata alla Rimini della giovinezza di Fellini<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 <strong>l&#8217;unico titolo non in lingua inglese<\/strong> tra i venti scelti da Brooks.<\/p>\n<p>Ma la presenza non nasce dal nulla.<\/p>\n<p>Il regista <strong>Barry Levinson<\/strong> ha raccontato che negli anni Settanta, quando lavorava con Brooks, gli parlava spesso della propria giovinezza a Baltimora e delle notti trascorse con gli amici nei diner, discutendo di donne e del futuro.<\/p>\n<p>Brooks gli disse che quelle storie gli ricordavano proprio <strong>I Vitelloni<\/strong> e gli consigli\u00f2 di vedere il film.<\/p>\n<p>Da quei ricordi sarebbe nato nel 1982 <strong>Diner<\/strong>, esordio alla regia di Levinson. Curiosamente, Levinson non riusc\u00ec a vedere il film di Fellini prima di scrivere il proprio: in seguito ammise di esserne quasi contento, perch\u00e9 probabilmente sarebbe rimasto intimidito dal confronto.<\/p>\n<p>\t\t\tQuando Federico Fellini divent\u00f2 \u201cFederico Fetuchini\u201d<\/p>\n<p>L&#8217;ammirazione per Fellini non imped\u00ec naturalmente a Mel Brooks di fare ci\u00f2 che Mel Brooks ha sempre fatto meglio: prenderlo in giro.<\/p>\n<p>Nel <strong>1963<\/strong>, durante un&#8217;esibizione con Carl Reiner al Festival di Cannes, Brooks gioc\u00f2 con l&#8217;immagine allora trionfante degli auteur europei inventandosi un immaginario regista italiano chiamato <strong>Federico Fetuchini<\/strong>.<\/p>\n<p>Fellini diventava cos\u00ec, con un gioco fonetico immediatamente comprensibile al pubblico americano, un piatto di pasta.<\/p>\n<p>Erano gli anni in cui il regista riminese aveva appena conquistato il mondo con <strong>La dolce vita<\/strong> e si preparava all&#8217;uscita di <strong>8\u00bd<\/strong>.<\/p>\n<p>Un omaggio alla maniera di Brooks: se qualcuno \u00e8 abbastanza grande da essere parodiato, significa che \u00e8 gi\u00e0 entrato nel mito.<\/p>\n<p>\t\t\tThe Elephant Man, il legame con David Lynch<\/p>\n<p>Tra i venti titoli compare anche <strong>The Elephant Man<\/strong> di <strong>David Lynch<\/strong>, film al quale Brooks era legato direttamente.<\/p>\n<p>Il regista fu infatti tra i produttori del film del 1980, interpretato da <strong>John Hurt e Anthony Hopkins<\/strong>, contribuendo in maniera decisiva alla sua realizzazione.<\/p>\n<p>La presenza di The Elephant Man ricorda anche un lato talvolta dimenticato di Brooks: dietro il creatore di alcune delle commedie pi\u00f9 anarchiche della storia di Hollywood c&#8217;era anche un produttore capace di riconoscere e sostenere un cinema radicalmente diverso dal proprio.<\/p>\n<p>E forse non \u00e8 casuale che, tra tutti i film di Lynch, abbia scelto proprio quello che contribu\u00ec personalmente a portare sullo schermo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\t\t\tPsycho e l&#8217;ombra di Alta tensione<\/p>\n<p>Altro cortocircuito inevitabile \u00e8 quello con <strong>Alfred Hitchcock<\/strong>.<\/p>\n<p>Brooks sceglie <strong>Psycho<\/strong>, il capolavoro del 1960 con Anthony Perkins e Janet Leigh.<\/p>\n<p>Diciassette anni dopo, avrebbe costruito <strong>Alta tensione<\/strong> proprio come una gigantesca dichiarazione d&#8217;amore al cinema hitchcockiano, parodiandone ossessioni, inquadrature, suspense e fobie.<\/p>\n<p>La scelta di Psycho permette quindi quasi di vedere la fonte prima della deformazione.<\/p>\n<p>Per Brooks la parodia non \u00e8 mai stata semplicemente distruzione del genere. Al contrario, bisogna conoscerlo e amarlo abbastanza da sapere esattamente dove mettere il coltello.<\/p>\n<p>Possibilmente senza bisogno di una doccia al Bates Motel.<\/p>\n<p>\t\t\tTra i preferiti anche un film dello stesso Mel Brooks<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un dettaglio perfettamente coerente con il personaggio: tra i venti film preferiti <strong>Mel Brooks ne ha inserito anche uno diretto da Mel Brooks<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma non ha scelto i titoli pi\u00f9 celebrati.<\/p>\n<p>Niente <strong>Frankenstein Junior<\/strong>. Niente <strong>Mezzogiorno e mezzo di fuoco<\/strong>. Nemmeno <strong>Per favore, non toccate le vecchiette<\/strong>.<\/p>\n<p>La scelta \u00e8 caduta su <strong>Il mistero delle dodici sedie<\/strong> (The Twelve Chairs), commedia del <strong>1970<\/strong> tratta dal romanzo satirico di Il&#8217;ja Il&#8217;f ed Evgenij Petrov.<\/p>\n<p>\u00c8 soltanto il suo secondo lungometraggio da regista e resta uno dei lavori meno conosciuti della sua filmografia.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;autocitazione, dunque, riesce a evitare la strada pi\u00f9 prevedibile.<\/p>\n<p>\t\t\tI 20 film preferiti di Mel Brooks<\/p>\n<p>Ecco la selezione completa, <strong>in ordine cronologico<\/strong>:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Luci della citt\u00e0<\/strong><strong> (City Lights)<\/strong>, Charlie Chaplin \u2013 1931<\/li>\n<li><strong>Cappello a cilindro<\/strong><strong> (Top Hat)<\/strong>, Mark Sandrich \u2013 1935<\/li>\n<li><strong>Una notte all&#8217;opera<\/strong><strong> (A Night at the Opera)<\/strong>, Sam Wood \u2013 1935<\/li>\n<li><strong>Furore<\/strong><strong> (The Grapes of Wrath)<\/strong>, John Ford \u2013 1940<\/li>\n<li><strong>Balla con me<\/strong><strong> (Broadway Melody of 1940)<\/strong>, Norman Taurog \u2013 1940<\/li>\n<li><strong>La fiamma del peccato<\/strong><strong> (Double Indemnity)<\/strong>, Billy Wilder \u2013 1944<\/li>\n<li><strong>I Vitelloni<\/strong>, Federico Fellini \u2013 1953<\/li>\n<li><strong>Il cavaliere della valle solitaria<\/strong><strong> (Shane)<\/strong>, George Stevens \u2013 1953<\/li>\n<li><strong>Psycho<\/strong>, Alfred Hitchcock \u2013 1960<\/li>\n<li><strong>Anna dei miracoli<\/strong><strong> (The Miracle Worker)<\/strong>, Arthur Penn \u2013 1962<\/li>\n<li><strong>Il mistero delle dodici sedie<\/strong><strong> (The Twelve Chairs)<\/strong>, Mel Brooks \u2013 1970<\/li>\n<li><strong>The Elephant Man<\/strong>, David Lynch \u2013 1980<\/li>\n<li><strong>This Is Spinal Tap<\/strong>, Rob Reiner \u2013 1984<\/li>\n<li><strong>Su e gi\u00f9 per Beverly Hills<\/strong><strong> (Down and Out in Beverly Hills)<\/strong>, Paul Mazursky \u2013 1986<\/li>\n<li><strong>Harry, ti presento Sally&#8230;<\/strong><strong> (When Harry Met Sally&#8230;)<\/strong>, Rob Reiner \u2013 1989<\/li>\n<li><strong>Balla coi lupi<\/strong><strong> (Dances with Wolves)<\/strong>, Kevin Costner \u2013 1990<\/li>\n<li><strong>Schindler&#8217;s List<\/strong>, Steven Spielberg \u2013 1993<\/li>\n<li><strong>Ed Wood<\/strong>, Tim Burton \u2013 1994<\/li>\n<li><strong>Dolemite Is My Name<\/strong>, Craig Brewer \u2013 2019<\/li>\n<li><strong>Jojo Rabbit<\/strong>, Taika Waititi \u2013 2019<\/li>\n<\/ol>\n<p>\t            TAG:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per celebrare i 100 anni di Mel Brooks, l&#8217;American Cinematheque gli ha affidato una rassegna costruita sui suoi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":644460,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1442],"tags":[203,29875,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":["post-644459","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-film","tag-entertainment","tag-federico-fellini","tag-film","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-movies"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117139869406971098","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/644459","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=644459"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/644459\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/644460"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=644459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=644459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=644459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}