{"id":645164,"date":"2026-08-23T03:45:27","date_gmt":"2026-08-23T03:45:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/645164\/"},"modified":"2026-08-23T03:45:27","modified_gmt":"2026-08-23T03:45:27","slug":"conti-correnti-in-banca-ci-sono-1-163-miliardi-in-deposito-il-record-a-bolzano-ma-i-costi-li-pagano-gli-italiani-oltre-100-euro-allanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/645164\/","title":{"rendered":"Conti correnti, in banca ci sono 1.163 miliardi in deposito (il record a Bolzano) ma i costi li pagano gli italiani: oltre 100 euro all\u2019anno"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">La gestione di un conto \u00e8 rincarata del 23% in dieci anni. La Lombardia concentra un quinto dei depositi, mentre Bolzano guida la classifica pro capite<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I conti correnti costano sempre di pi\u00f9, <b>ma gli italiani continuano a lasciare in banca una parte consistente dei propri risparmi.<\/b> Nell\u2019arco di dieci anni la spesa media di gestione \u00e8 aumentata del 23%, mentre sui conti delle famiglie si sono accumulati<b> 1.163 miliardi di euro<\/b>. Una montagna di liquidit\u00e0 distribuita, per\u00f2, in modo tutt\u2019altro che uniforme: circa un quinto \u00e8 concentrato nella sola Lombardia e tra le province si passa dai 30.400 euro per abitante di Bolzano ai meno di 9.700 euro di Crotone.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 il quadro tracciato da uno studio dell\u2019<b>Adusbef, l\u2019Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari<\/b>, sulla base dei dati della Banca d\u2019Italia. La fotografia contiene un doppio paradosso: le famiglie mantengono sui conti una quantit\u00e0 crescente di denaro, nonostante la liquidit\u00e0 non vincolata sia generalmente poco remunerata; e pagano costi molto diversi a seconda che utilizzino un conto tradizionale oppure uno online.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    I costi sono saliti del 23%<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo l\u2019ultima indagine della Banca d\u2019Italia, <b>in dieci anni il costo medio di gestione di un conto corrente bancario tradizionale \u00e8 passato da 82,2 a 101,1 euro all\u2019anno.<\/b> L\u2019incremento \u00e8 quindi di 18,9 euro, pari al 23%. <b>A pesare maggiormente sono state le spese variabili legate alle operazioni effettuate dal cliente, come bonifici, pagamenti e prelievi<\/b>. Questa componente \u00e8 cresciuta del 34,2%, passando in media da 26,6 a 35,7 euro. Ancora pi\u00f9 marcato l\u2019aumento delle sole spese per le disposizioni, salite del 62,6%.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pi\u00f9 contenuta, ma comunque consistente, la crescita dei costi fissi, che comprendono canoni e carte<\/b>: in questo caso l\u2019aumento \u00e8 stato del 17,6%, da 55,6 a 65,4 euro annui. Il rincaro del 23% si \u00e8 per\u00f2 formato nell\u2019arco dell\u2019intero decennio e non descrive l\u2019andamento dell\u2019ultimo anno. Nel 2024, periodo al quale si riferisce l\u2019ultima rilevazione disponibile, la spesa media dei conti tradizionali \u00e8 rimasta sostanzialmente stabile: 101,1 euro contro i 100,7 del 2023. Sono diminuite le spese fisse, mentre sono aumentate le commissioni medie sulle operazioni e l\u2019operativit\u00e0 dei correntisti.<\/p>\n<p>    Un conto online costa meno di un terzo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La media di 101,1 euro non riguarda indistintamente tutti i conti. L\u2019indagine di Bankitalia, condotta su oltre 14 mila rapporti bancari e quasi mille conti postali, mostra una distanza molto ampia tra i diversi canali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per un conto online la spesa media \u00e8 di 30,6 euro, meno di un terzo di quella sostenuta per un conto tradizionale.<\/b> Un conto postale costa invece mediamente 71,6 euro. Considerando insieme conti bancari tradizionali, online e postali, la spesa media ponderata scende a 85,3 euro, 2,5 euro in meno rispetto all\u2019anno precedente soprattutto per la maggiore diffusione dei rapporti online.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 poi il bollo.<\/b> I 101,1 euro indicati per il conto tradizionale non comprendono l\u2019imposta, che nel campione \u00e8 stata pagata per un importo medio di 16,5 euro. Includendola, il costo effettivo sale a 117,6 euro all\u2019anno.<\/p>\n<p>    Sui conti restano 1.163 miliardi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo studio di Adusbef analizza poi il valore dei depositi bancari, ossia le somme che le famiglie italiane mantengono sui conti correnti, escludendo le forme di liquidit\u00e0 remunerata o vincolata. Come detto, alla data del 31 maggio 2026 le famiglie consumatrici disponevano complessivamente di circa 1.163 miliardi di euro. <b>Rispetto ai circa 906 miliardi del maggio 2016, l\u2019aumento nominale \u00e8 del 28,3%, pari a 257 miliardi.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nello stesso periodo, rileva l\u2019associazione, l\u2019inflazione complessiva \u00e8 stata pari al 23,6%: secondo il calcolo proposto da Adusbef, al netto di questa componente l\u2019aumento della ricchezza depositata si riduce quindi al 4,7%.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il dato non segnala necessariamente un corrispondente incremento del benessere delle famiglie.<b> La crescita della liquidit\u00e0 pu\u00f2 riflettere anche un atteggiamento prudenziale<\/b>: denaro mantenuto immediatamente disponibile per affrontare spese impreviste, anzich\u00e9 destinato ai consumi o a forme d\u2019investimento potenzialmente pi\u00f9 remunerative. Una scelta che offre sicurezza, ma espone i risparmi alla perdita di potere d\u2019acquisto provocata dall\u2019inflazione.<\/p>\n<p>    Un quinto dei depositi \u00e8 in Lombardia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La distribuzione territoriale mostra forti squilibri.<b> Con quasi 239 miliardi di euro, la Lombardia concentra da sola il 20% di tutta la ricchezza depositata sui conti correnti italian<\/b>i. Seguono, a grande distanza, il Lazio con 122 miliardi e il Veneto con 105 miliardi. All\u2019ultimo posto si trova la Valle d\u2019Aosta, con circa 2,8 miliardi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I valori assoluti risentono naturalmente del numero di abitanti e delle dimensioni economiche delle regioni. La graduatoria cambia quindi se l\u2019ammontare dei depositi viene rapportato alla popolazione residente. In questo caso<b> il primo posto spetta alla provincia di Bolzano<\/b>, con quasi 30.400 euro per abitante. Seguono Milano con 27.900 euro, Piacenza con 26.800, Sondrio con 26 mila e Belluno con 25.650 euro. All\u2019estremo opposto si trova Crotone, con una media di 9.679 euro per residente. Seguono Sassari, con 9.741 euro, e Nuoro, con circa 10.600 euro.<\/p>\n<p>    Gli aumenti maggiori<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche la crescita registrata nell\u2019ultimo decennio presenta differenze rilevanti.<b> Tra il 2016 e il 2026 il valore nominale dei depositi \u00e8 aumentato del 43,2% in Trentino-Alto Adige, l\u2019incremento pi\u00f9 elevato in Italia<\/b>. Seguono la Sardegna con il 42,7% e il Friuli-Venezia Giulia con il 39,7%. In fondo alla graduatoria si trovano invece le Marche, dove l\u2019aumento si \u00e8 fermato al 10,6%, e la Liguria, con il 14,5%.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa crescita dei depositi bancari degli italiani \u00e8 un segnale che riflette la volont\u00e0 delle famiglie di proteggersi in un contesto di persistente incertezza economica\u00bb, osserva il presidente dell\u2019Adusbef, Antonio Tanza. Il dato, avverte, non deve per\u00f2 essere interpretato come un indicatore di \u00abmaggiore benessere diffuso\u00bb, perch\u00e9 spesso il risparmio \u00e8 il risultato della rinuncia ai consumi e di un atteggiamento prudenziale. Per l\u2019associazione \u00e8 quindi necessario che il sistema bancario valorizzi queste somme attraverso condizioni trasparenti e remunerazioni adeguate, tutelando i consumatori e sostenendo al tempo stesso la fiducia nell\u2019economia.<\/p>\n<p><a class=\"chiedi-esperto-box\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/chiedi-esperto\/fai-una-domanda\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/box_esperto_dsk.png\" alt=\"Chiedi agli esperti\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-22T10:12:18+02:00\">22 agosto 2026 ( modifica il 22 agosto 2026 | 10:12)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n La gestione di un conto \u00e8 rincarata del 23% in dieci anni. 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