{"id":64537,"date":"2025-08-23T16:14:10","date_gmt":"2025-08-23T16:14:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/64537\/"},"modified":"2025-08-23T16:14:10","modified_gmt":"2025-08-23T16:14:10","slug":"venditti-e-la-sua-notte-di-lacrime-e-preghiere-emozioni-e-musica-a-tindari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/64537\/","title":{"rendered":"Venditti e la sua notte di &#8220;lacrime e preghiere&#8221;, emozioni e musica a Tindari"},"content":{"rendered":"<p>Si chiama Antonello e fa (ancora) il cantautore. Un &#8220;mestiere&#8221; quasi in via di estinzione e forse per questo ancora pi\u00f9 apprezzato. Perch\u00e9 di artisti in grado di portare sul palco un bagaglio di canzoni, storie e testimonianze, nella musica liquida fatta di hit e talent show, ne sono rimasti pochi. Uno di questi \u00e8 proprio Antonello Venditti. E ieri sera ha ricordato al pubblico del teatro greco di Tindari cosa significa fare anzi essere cantautore. L&#8217;occasione per proseguire i festeggiamenti per i 40 anni di Cuore quel disco targato 1984, reso celebre da Notte prima degli esami e Ci vorrebbe un amico, cantato per intero e spiegato passo passo.<\/p>\n<p>Un&#8217;atmosfera intima su quel palco che ha costretto a ridimensionare la scenografia. Niente schermi e spazi ridotti come impone Tindari e il suo anfiteatro che racconta una storia millenaria guardando le Eolie. &#8220;Stasera sembra quasi di essere al Folkstudio &#8211; ha detto Venditti- torniamo analogici e mettiamo al centro la parola&#8221;. E di parole Venditti ne ha pronunciate tante durante il suo lungo racconto. Ha fatto ridere, riflettere ed emozionare toccando argomenti da pugno nello stomaco come droga e depressione. &#8220;La mia \u00e8 una storia vera, ve la racconto in un luogo magico che non dimentichi facilmente&#8221;, ha detto il cantautore tornato a Tindari dopo otto anni.<\/p>\n<p>Quindi l&#8217;inizio con Raggio di luna. Poi quel grido &#8220;Dajee&#8221; con cui Venditti si carica prima di sedersi al pianoforte e intonare Bomba o non bomba e Sotto il segno dei pesci. Applausi e cori dal pubblico. C&#8217;\u00e8 chi rivive la sua giovinezza, chi immagina periodi che non ha vissuto. Ed \u00e8 solo la sempre troppo ingombrante presenza degli smartphone a ricordare a tutti che \u00e8 passato quasi mezzo secolo da quelle canzoni.<br \/>Il concerto prosegue con Giulia che nel 1978 ha anticipato i temi dell&#8217;omosessualit\u00e0. Poi Peppino e le atmosfere di Giulio Cesare con dentro gli anni del liceo e delle contestazioni. &#8220;In questa canzone &#8211; ha detto Venditti &#8211; parlo di due Paolo Rossi. Il primo lo hanno dimenticato per molto tempo, era un ragazzo morto durante gli scontri di Valle Giulia. Il secondo ha portato l&#8217;Italia in tutto il mondo con quella maglia numero 20 indossata da tutti&#8221;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il concerto entra nel vivo, \u00e8 il momento di Cuore. &#8220;Un disco complicato &#8211; ha spiegato Venditti &#8211; con tanta tecnologia. Oggi lo riprendiamo e diventa perfetto. Ricordo il tempo degli Lp, dischi come pezzi di catrame con cui raccontare storie senza fare errori, rispettando gli schemi rigidi delle due facciate&#8221;. Ad aprire l&#8217;album Notte prima degli esami. &#8220;Allora non pensavo potesse essere eterna. Ogni studente ha una storia, ma dietro ci sono anche mamma e pap\u00e0, i nonni, i professori, i bambini. Questa notte l&#8217;ho inventata io, l&#8217;ho resa speciale e ogni anno coinvolge milioni di persone&#8221;.<\/p>\n<p>Venditti poi spiega quel famoso verso che apre il pezzo. &#8220;I quattro ragazzi eravamo io, De Gregori, Bassignano e Lo Cascio. Eravamo insieme e all&#8217;epoca non c&#8217;era nessuna invidia o cattiveria, volevamo cambiare la canzone italiana da amici. C&#8217;era collaborazione e aiuto reciproco. Il pianoforte me l&#8217;ha scaricato Pino Daniele portandolo sulle spalle e anche io ho fatto tanto per gli altri&#8221;.<\/p>\n<p>Cuore fotografa il passaggio tra gli anni \u201870 e gli \u201880. Dal piombo alla leggerezza, da Berlinguer a Craxi, finito dentro la satirica L\u2019ottimista che tanto imbarazzo ha creato ai socialisti dell&#8217;epoca. Un&#8217;Italia che scopre all&#8217;improvviso una grande voglia di leggerezza. Ma Venditti mette in guardia quasi da profeta e scrive Mai nessun video mai ammonendo gi\u00e0 nel 1984 chi iniziava a preferire il virtuale al reale. Si torna nella profondit\u00e0 con Qui, una fotografia scattata vent&#8217;anni dopo gli scontri di Valle Giulia. \u201cNon ho mai superato quel momento e tutt&#8217;ora fatico a cantare questo pezzo &#8211; ha detto Venditti -. Ma in un&#8217;estate del 1983 ci ha pensato Paola a portarmi in quei luoghi dopo essersi accorta del mio malessere, le donne ti prendono per mano e ti liberano dai fardelli\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cScusate ma non riesco a cantare Lilly\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Venditti sa essere leggero e profondo anche all&#8217;interno di una stessa canzone. E quando sale sul palco \u00e8 come se fosse la prima volta, come se non fossero trascorsi decenni da quei pezzi che sente ancora dentro. E non \u00e8 un caso se dalla scaletta, ieri come nei concerti precedenti, Lilly non ha trovato spazio. Doveva esserci, proprio per celebrare i 50 anni da quella struggente canzone che d\u00e0 il titolo all&#8217;album. \u201cScusate ma non ci riesco, non reggo l&#8217;urto &#8211; ha detto al pubblico il cantautore romano &#8211; sbaglia chi pensa che un&#8217;artista resti sempre lo stesso, immobile. Ho vissuto le conseguenze della droga guardando e aiutando gli altri, io mi sono salvato e non ho mai preso niente. Del resto le mie droghe si chiamano adrenalina, amore e Roma\u201d. E cos\u00ec Venditti tenta di dimenticare il dramma dell&#8217;eroina di Lilly pur non rinunciando a parlare ancora dell&#8217;argomento e canta Non \u00e8 la cocaina, seguendo l&#8217;ordine di Cuore. \u201cNegli anni \u201880 si affacciarono sostanze \u2019simpaticamente&#8217; nuove, adatte a quel tempo. Come la cocaina, appunto\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cPensavo al suicidio, Dalla mi ha salvato\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Un altro tema che non lascia indifferenti: la depressione. Venditti ha sofferto di quella che giustamente ha definito una vera e propria malattia. \u201cEro primo in classifica, ma stavo male dopo la separazione. E ad accorgersene fu Lucio Dalla. Mi ha detto di andare via da Roma, io ho seguito il suo consiglio e ho raggiunto la Brianza, soggiornando al Castello di Carimate. Aveva una Golf turbo truccata che pi\u00f9 volte ho provato a utilizzare per suicidarmi. Ma dopo un po&#8217; di tempo lo stesso Dalla una domenica mi ha informato di aver trovato una casa per me a Roma. Anche in quel caso gli ho dato retta, sono tornato a Roma e dopo una storia di passione con la proprietaria, l&#8217;ho acquistata. Tutta questa storia \u00e8 finita dentro Ci vorrebbe un amico, l&#8217;amicizia e l&#8217;amore possono salvare dalla depressione\u201d.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 diventare amici anche solo per poche ore, durante un viaggio in auto. Da qui parte Venditti quando spiega la canzone Piero e Cinzia, scritta dopo aver partecipato al concerto di Bob Marley a Milano nel 1980. \u201cAl ritorno ho caricato in macchina un ragazzo con i capelli uguali a Bob Marley, si chiamava Piero ed era disperato perch\u00e9 non aveva pi\u00f9 notizie della sua Cinzia, sparita durante il concerto e in stato di gravidanza. Aveva scoperto un tradimento\u201d.<\/p>\n<p>A chiudere l&#8217;album e aprire la seconda parte del concerto \u00e8 Stella, una canzone che diventa una preghiera. E che in Sicilia assume un significato ancora pi\u00f9 profondo: dal 1992 Venditti la dedica a Rocco, Antonino e Vito ovvero gli agenti di scorta morti con Giovanni Falcone a Capaci.\u00a0<\/p>\n<p>La serata prosegue, Venditti tira fuori il suo lato sentimentale e fa cantare il pubblico. Tocca all&#8217;ultima fatica D\u00ec una parola e poi ancora Che fantastica storia \u00e8 la vita, Unica, Amici mai e Alta Marea. Tutti in piedi per In questo mondo di ladri, prima del finale con Ricordati di Me e Roma Capoccia e il suo \u201cmondo infame&#8221; gridato dal pubblico di Tindari che ha poi applaudito la band.\u00a0<\/p>\n<p>Hanno suonato con Venditti: Alessandro Canini (batteria), Fabio Pignatelli (basso), \u00a0Angelo Abate pianoforte e hammond), Danilo Cherni (tastiere e computer), \u00a0Toti Panzanelli e Maurizio Perfetto (chitarre), Amedeo Bianchi (sax), Roberta Palmigiani (violino), Laura Ugolini e Laura Malafioti (cori).\u00a0<\/p>\n<p>Il concerto \u00e8 stato organizzato da Punto e Capo, prossime date siciliane ad Agrigento (26 agosto), Taormina (2-4 settembre) e Palermo (10 settembre).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si chiama Antonello e fa (ancora) il cantautore. 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