{"id":645643,"date":"2026-08-23T12:13:16","date_gmt":"2026-08-23T12:13:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/645643\/"},"modified":"2026-08-23T12:13:16","modified_gmt":"2026-08-23T12:13:16","slug":"giotto-era-il-nonno-di-banksy-al-mo-c-a-una-immersione-nella-street-art-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/645643\/","title":{"rendered":"\u2019Giotto era il nonno di Banksy\u2019. Al Mo.C.A. una immersione nella street art internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Un viaggio affascinante nel mondo dell\u2019arte, che ha come filo conduttore uno dei gesti pi\u00f9 antichi dell\u2019esperienza umana: lasciare un segno. Un bisogno ancestrale che parte da molto lontano, dalla preistoria e che arriva fino ai giorni nostri. \u00c8 il fil rouge dell\u2019esposizione <strong>\u2019Giotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno\u2019<\/strong>, la grande mostra in corso al Mo.C.A. che racconta la nascita e lo sviluppo dell\u2019arte urbana. Ci ha accompagnato in questo viaggio il suo curatore Bruno Ialuna.<\/p>\n<p>&#8220;La mostra nasce a partire dal mio spettacolo \u2019Giotto era il nonno di Banksy\u2019 \u2013 spiega Ialuna \u2013 mettendo cos\u00ec in relazione il genio di <strong>Giotto<\/strong> con uno degli street artist pi\u00f9 famosi al mondo. Giotto \u00e8 stato il primo writer certificato della storia. Da quanto sappiamo infatti dai racconti del Vasari e del Ghiberti \u2013 continua \u2013, Cimabue avrebbe incontrato Giotto bambino, che si dilettava a disegnare sulle rocce mentre pascolava le pecore ed era cos\u00ec bravo da indurre Cimabue a portarlo a Firenze per insegnargli l\u2019arte&#8221;.<\/p>\n<p>Il cuore del percorso espositivo \u00e8 dedicato alla nascita del writing nella New York degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, con opere dei pionieri TAKI 183, Jec*, Sjk 171, Mike 171, Riff170, Snake1, Stay High149, Coco144 fino a protagonisti fondamentali come Quik, Iz The Wiz, Lady Pink, Toxic, Delta2, Sar e Zephyr. Una scenografia immersiva, firmata dal maestro della cartapesta Jacopo Allegrucci, ricostruisce poi l\u2019impatto visivo della metropolitana newyorkese, restituendo al visitatore il contesto originario di questa rivoluzione artistica.<\/p>\n<p>All\u2019interno di questa scenografia \u00e8 presente anche l\u2019opera di Peter Missing, dal titolo emblematico \u2019Party\u2019s over\u2019, che rappresenta un bicchiere di Martini rovesciato: &#8220;\u2019No Martini, no Party\u2019 \u00e8 stato il celebre spot \u2013 dice Ialuna \u2013 interpretato da George Clooney e il cocktail Martini ha rappresentato per anni la New York delle notti degli eccessi. Poi la crisi economica dei primi anni Ottanta ha fatto crollare quel sistema e da qui nacque l\u2019opera di Missing e il suo bicchiere di Martini capovolto, che divenne il simbolo della fine di un\u2019epoca&#8221;.<\/p>\n<p>Il percorso si amplia alla dimensione internazionale del fenomeno, attraverso artisti che, dal secondo dopoguerra, hanno sviluppato linguaggi urbani in contesti differenti: da Cornbread a Blek Le Rat, da Harald Naegeli a Hector Carrasco, a Mick La Rock, in un dialogo tra esperienze nate a Philadelphia, Parigi, Zurigo, Santiago del Cile e Amsterdam.<\/p>\n<p>Un focus specifico \u00e8 dedicato alla scena di Bristol, con figure come Robert Del Naja e Nick Walker e la sua \u2019Mona Simpson\u2019 (reinterpretazione della Gioconda di Leonardo da Vinci) fino all\u2019affermazione di <strong>Banksy<\/strong>, con cui Bruno Ialuna era riuscito ad entrare in contatto negli scorsi anni. &#8220;I miei scambi via mail con Banksy sono cominciati tra il 2002 e il 2003 -afferma Ialuna-. Da appassionato e collezionista d\u2019arte ero affascinato dalle sue creazioni, tra di esse mi aveva colpito \u2019Girl with Balloon\u2019 (celebre opera che raffigura una bambina con un palloncino rosso, ndr) e avrei voluto acquistarla, ma, quando qualche tempo dopo provai a farlo, ormai era esaurita. Successivamente il nostro rapporto \u00e8 continuato sempre per mail, tanto che gli inviai il mio libro \u2019Volevo essere Banksy\u2019&#8221;.<\/p>\n<p>Una sezione centrale della rassegna racconta inoltre il passaggio decisivo degli anni Ottanta, quando l\u2019arte urbana entra nei circuiti istituzionali, conquistando gallerie e musei. &#8220;Artefice di questo importante passaggio \u2013 spiega Ialuna \u2013 fu nel 1981 Rich Colicchio, che invent\u00f2 la storica 51X Gallery di St Marks Place a New York, da cui passarono tanti grandi artisti&#8221;. La mostra dedica ampio spazio alle connessioni tra arte urbana, musica e cinema, con riferimenti ai film cult Wild Style e Style Wars e a materiali legati alla cultura hip hop, tra vinili, fotografie e testimonianze d\u2019epoca. Il percorso si chiude con una sezione riservata alla scena italiana, dai pionieri degli anni Ottanta fino agli artisti contemporanei pi\u00f9 riconosciuti a livello internazionale, affiancati da importanti presenze della scena mondiale, con testimonianze giunte da tutti e cinque i continenti.<\/p>\n<p>Tra gli artisti italiani troviamo, tra gli altri, Flycat, Francesco Garbelli, Alice Pasquini, Diav\u00f9, Blub e Maupal (presente con la sua celebre creazione \u2019Superpope\u2019 dedicata a <strong>Papa Francesco<\/strong>). &#8220;Tra Maupal e Papa Francesco nacque un rapporto di amicizia unico. Con l\u2019artista \u2013 conclude Ialuna \u2013 partecipammo nel 2024 alla Biennale di Venezia e in quell\u2019occasione Maupal omaggi\u00f2 il Santo Padre con una mostra di opere, di cui ero uno dei cocuratori, per dare il benvenuto al Papa in visita all\u2019esposizione internazionale&#8221;.<\/p>\n<p>Luca Fabiani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un viaggio affascinante nel mondo dell\u2019arte, che ha come filo conduttore uno dei gesti pi\u00f9 antichi dell\u2019esperienza umana:&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":645644,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,8541,1612,203,73196,21590,832,204,1537,90,89,246816,11043,3727],"class_list":["post-645643","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-banksy","tag-design","tag-entertainment","tag-giotto","tag-immersione","tag-internazionale","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-moca","tag-nonno","tag-street"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117144767847516555","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/645643","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=645643"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/645643\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/645644"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=645643"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=645643"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=645643"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}