{"id":645870,"date":"2026-08-23T15:29:18","date_gmt":"2026-08-23T15:29:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/645870\/"},"modified":"2026-08-23T15:29:18","modified_gmt":"2026-08-23T15:29:18","slug":"le-malattie-viaggiano-cosa-sappiamo-davvero-su-migrazioni-e-contagi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/645870\/","title":{"rendered":"Le malattie viaggiano? Cosa sappiamo davvero su migrazioni e contagi"},"content":{"rendered":"<p>Dal caso di <strong>Palermo<\/strong> alla <strong>tubercolosi<\/strong>, dietro la circolazione delle <strong>infezioni<\/strong> c&#8217;\u00e8 una realt\u00e0 molto pi\u00f9 complessa delle apparenze.<\/p>\n<p>Il caso di <strong>sospetta difterite<\/strong> della <strong>bambina morta a Palermo<\/strong> non ha un legame con l&#8217;<strong>immigrazione<\/strong>. Ma proprio questa vicenda offre lo spunto per allargare lo sguardo a una domanda diversa: quanto contano oggi gli spostamenti delle persone nella diffusione delle malattie infettive?<\/p>\n<p>In un&#8217;Europa attraversata ogni giorno da milioni di viaggiatori, la risposta non pu\u00f2 ridursi all&#8217;idea che una malattia venga semplicemente <strong>&#8220;portata&#8221;<\/strong> da un Paese all&#8217;altro.<\/p>\n<p>La <strong>tubercolosi<\/strong> ne \u00e8 forse l&#8217;esempio migliore. Alcune infezioni sono molto pi\u00f9 diffuse in determinate aree del mondo, ma il rischio pu\u00f2 cambiare anche durante il viaggio e dopo l&#8217;arrivo, quando entrano in gioco <strong>sovraffollamento<\/strong>, <strong>povert\u00e0<\/strong>, <strong>malnutrizione<\/strong>, <strong>vaccinazioni incomplete<\/strong> e <strong>difficolt\u00e0 nell&#8217;accesso alle cure<\/strong>.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio qui che il rapporto tra <strong>migrazioni<\/strong> e malattie diventa molto pi\u00f9 interessante \u2013 e complesso \u2013 di quanto suggeriscano i luoghi comuni.<\/p>\n<p><strong>Le infezioni non guardano il passaporto<\/strong><\/p>\n<p>Virus e batteri possono viaggiare con chiunque: turisti, lavoratori, studenti, persone che tornano da un viaggio o che fuggono da guerre e povert\u00e0.<\/p>\n<p>Per <strong>migranti<\/strong> e <strong>rifugiati<\/strong>, per\u00f2, pu\u00f2 aggiungersi un elemento importante: le condizioni nelle quali avviene il viaggio.<\/p>\n<p><strong>Settimane o mesi<\/strong> trascorsi in ambienti <strong>sovraffollati<\/strong>, difficolt\u00e0 igieniche, <strong>malnutrizione<\/strong>, ferite non curate, <strong>vaccinazioni incomplete<\/strong> e scarso accesso all&#8217;assistenza sanitaria possono aumentare la <strong>vulnerabilit\u00e0<\/strong> ad alcune infezioni.<\/p>\n<p><strong>La tubercolosi racconta bene il fenomeno<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>tubercolosi<\/strong> \u00e8 ancora molto presente in alcune aree dell&#8217;Europa orientale e dell&#8217;Asia centrale e in numerosi Paesi extraeuropei.<\/p>\n<p>Chi proviene da zone dove la malattia \u00e8 pi\u00f9 diffusa pu\u00f2 quindi avere una probabilit\u00e0 maggiore di essere stato infettato.<\/p>\n<p>Ma essere infettati non significa necessariamente essere malati o contagiosi. Il batterio pu\u00f2 rimanere <strong>&#8220;dormiente&#8221;<\/strong> nell&#8217;organismo per anni. Solo una parte delle persone svilupper\u00e0 successivamente la malattia.<\/p>\n<p>Condizioni di <strong>fragilit\u00e0<\/strong>, <strong>malnutrizione<\/strong> o altre situazioni che indeboliscono l&#8217;organismo possono favorire questa evoluzione.<\/p>\n<p><strong>I migranti aumentano il rischio per chi vive in Europa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una domanda delicata, ma i dati aiutano a rispondere.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>OMS<\/strong> sottolinea che la <strong>trasmissione della tubercolosi dai migranti alla popolazione residente \u00e8 rara<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo non significa ignorare il problema. Significa affrontarlo nel modo pi\u00f9 efficace: individuare le persone maggiormente a rischio, offrire <strong>screening<\/strong> quando indicati e garantire rapidamente <strong>diagnosi e terapie<\/strong>.<\/p>\n<p>Curare una persona significa anche <strong>interrompere una possibile catena di trasmissione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La sorpresa della difterite<\/strong><\/p>\n<p>Proprio la <strong>difterite<\/strong> ha mostrato negli ultimi anni quanto possa essere sbagliato fermarsi alle apparenze.<\/p>\n<p>Nel 2022 l&#8217;Europa registr\u00f2 un aumento eccezionale dei casi, soprattutto tra giovani migranti appena arrivati. Inizialmente poteva sembrare una semplice importazione della malattia dai Paesi di origine.<\/p>\n<p>Le successive analisi genetiche hanno raccontato una storia diversa.<\/p>\n<p>Molte infezioni sarebbero state contratte durante il viaggio verso l&#8217;Europa, lungo rotte caratterizzate da condizioni particolarmente difficili. La maggior parte dei casi presentava la forma <strong>cutanea<\/strong>.<\/p>\n<p>Negli anni successivi alcuni degli stessi ceppi sono comparsi anche in altri gruppi vulnerabili europei: <strong>persone senza dimora<\/strong>, <strong>consumatori di droghe<\/strong>, <strong>anziani<\/strong> e <strong>persone non vaccinate<\/strong>.<\/p>\n<p>Un dettaglio che cambia la prospettiva: la <strong>vulnerabilit\u00e0<\/strong> pu\u00f2 contare pi\u00f9 della provenienza geografica.<\/p>\n<p><strong>Non c&#8217;\u00e8 soltanto la tubercolosi<\/strong><\/p>\n<p>Anche <strong>epatite B<\/strong>, <strong>epatite C<\/strong> e alcune infezioni parassitarie sono pi\u00f9 frequenti in determinate aree del mondo. \u00c8 quindi possibile diagnosticarle pi\u00f9 spesso nelle persone provenienti da Paesi nei quali sono endemiche.<\/p>\n<p>Ma trovare un&#8217;infezione in chi arriva in Europa non significa automaticamente creare un&#8217;epidemia.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 una malattia continui a diffondersi servono <strong>persone suscettibili<\/strong>, modalit\u00e0 di trasmissione favorevoli e, spesso, <strong>ritardi nella diagnosi e nelle cure<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La vera barriera \u00e8 sanitaria<\/strong><\/p>\n<p>Le migrazioni possono modificare la geografia di alcune infezioni. Ma trasformare chi arriva nel <strong>&#8220;portatore di malattie&#8221;<\/strong> \u00e8 una semplificazione che non trova conferma nei dati.<\/p>\n<p>La <strong>sanit\u00e0 pubblica<\/strong> dispone di strumenti molto pi\u00f9 efficaci della paura: <strong>screening mirati<\/strong>, <strong>vaccinazioni<\/strong>, <strong>diagnosi precoce<\/strong> e <strong>accesso alle cure<\/strong>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 in un mondo nel quale le persone attraversano continuamente i confini, il punto non \u00e8 immaginare di fermare ogni microrganismo alla frontiera.<\/p>\n<p>\u00c8 fare in modo che, quando arriva, non trovi le <strong>condizioni per continuare a circolare<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_23_ago_2026,_11_19_06-1787476779560.webp\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p><strong>Fonti<\/strong><\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li><strong>ECDC<\/strong>, Diphtheria strain involved in outbreaks among vulnerable populations across Europe between 2022 and 2025, 5 giugno 2025.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>ECDC<\/strong>, Rapid risk assessment \u2013 Diphtheria caused by Corynebacterium diphtheriae ST574 in the EU\/EEA, 2025, 8 luglio 2025.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>ECDC<\/strong>, Protecting the most vulnerable: ECDC recommendations to address the ongoing local transmission of diphtheria, 8 luglio 2025.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>WHO Regional Office for Europe<\/strong>, Tuberculosis and vulnerable populations, 2025.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>WHO Europe \u2013 ECDC<\/strong>, Tuberculosis Surveillance and Monitoring in Europe 2026 \u2013 2024 data, 2026.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>ANSA<\/strong>, aggiornamenti sul caso di sospetta difterite a Palermo, agosto 2026.<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dal caso di Palermo alla tubercolosi, dietro la circolazione delle infezioni c&#8217;\u00e8 una realt\u00e0 molto pi\u00f9 complessa delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":645871,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[356481,22125,72623,239,1537,90,89,3977,6652,22127,22128,356482,240,3976],"class_list":["post-645870","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-ansa-it","tag-difterite","tag-ecdc","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-morbillo","tag-palermo","tag-pertosse","tag-poliomielite","tag-poliovirus","tag-salute","tag-vaccinazione"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117145539688197325","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/645870","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=645870"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/645870\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/645871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=645870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=645870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=645870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}