{"id":646206,"date":"2026-08-23T20:41:16","date_gmt":"2026-08-23T20:41:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/646206\/"},"modified":"2026-08-23T20:41:16","modified_gmt":"2026-08-23T20:41:16","slug":"vuelta-la-tiktoker-che-ci-prova-con-pogacar-fa-discutere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/646206\/","title":{"rendered":"Vuelta, la tiktoker che ci prova con Pogacar fa discutere"},"content":{"rendered":"<p>                                Erola Jons, che vanta 3 milioni di follower su Instagram, sta producendo contenuti poco convenzionali: i click fioccano, ma le giornaliste sportive e il mondo del ciclismo si ribellano<\/p>\n<p>            <a class=\"image is-50x50\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/collaboratori\/alessandra-giardini\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                <img decoding=\"async\" class=\"is-rounded\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/alessandra-giardini_avatar.png\" alt=\"Alessandra Giardini\"\/><br \/>\n            <\/a><\/p>\n<p>Collaboratore<\/p>\n<p>                    23 agosto 2026 (modifica alle 22:32)  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Partiamo dalla fine: se quello che conta sono i clic, allora ha vinto La Vuelta. Gli organizzatori hanno avuto quello che volevano: stanno facendo parlare della loro corsa (evidentemente non bastava Tadej Pogacar in rosso fin dalla crono inaugurale), hanno fatto esplodere i social, e magari anche grazie a questo articolo le visualizzazioni cresceranno. Che cosa sta succedendo in Spagna (anzi, la corsa \u00e8 ancora in Francia)? La Vuelta quest\u2019anno ha deciso di fare un passo avanti nel marketing degli influencer e ha pensato di creare contenuti con loro per questa 26\u00aa edizione. In particolare ha ingaggiato una influencer catalana, Erola Jons, per fornire contenuti social del backstage della corsa. Perch\u00e9 hanno scelto Jons? Perch\u00e9 ha 3 milioni di follower su Instagram, e questo dev\u2019essere sembrato un buon modo per portare al ciclismo un pubblico nuovo, magari pi\u00f9 giovane, certamente meno avvezzo a salite, volate e watt.<\/p>\n<p>        PUNTA SUBITO POGACAR\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Jons \u00e8 stata ingaggiata per tutte e 21 le tappe della corsa, ma \u00e8 bastata la prima a scatenare il caos. Cronometro di apertura nel Principato di Monaco. In una diretta su YouTube condivisa dalla stessa Vuelta (che comunque ha totalizzato appena 4.000 visualizzazioni, piccolo segnale che dovrebbe dirci che la ragazza non sembra essere quello che il pubblico del ciclismo cercava), Jons fa la sciocchina e cerca in tutti i modi di richiamare l&#8217;attenzione di Tadej Pogacar mentre \u00e8 seduto nel pullman della squadra e poi sul lato interno del podio mentre aspetta la cerimonia di premiazione. Per ottenere la sua attenzione, Jons arriva persino a chiamarlo &#8220;Pogach\u00ectar&#8221;. Quando il leader della corsa si avvicina &#8211; probabilmente stentando a credere a quello che ha sentito &#8211; Erola gli fa i complimenti per la vittoria e appena lui (sempre gentile) ringrazia, sgancia la prima domanda. &#8220;Perch\u00e9 iperventili ogni volta che mi vedi?&#8221;. La faccia stupefatta di Pogacar vale pi\u00f9 di qualsiasi risposta. Idem quando lei insiste: &#8220;Grande Pogach\u00ectar, porta anche me a fare un giro&#8221; (una vuelta, in spagnolo). Avete capito bene: Jons ci ha provato con Pogacar.<\/p>\n<p>        LE GIORNALISTE SI OFFENDONO\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Le reazioni non hanno tardato ad arrivare alla tiv\u00f9 spagnola e sui canali social della Vuelta. Su TVE, Carlos de Andr\u00e9s ha coinvolto le colleghe giornaliste che si sono sentite offese dopo anni di lotta per ritagliarsi uno spazio in uno sport tradizionalmente maschile. &#8220;Spero che anche l&#8217;organizzazione reagisca a tutto questo e si renda conto che forse non \u00e8 stata la migliore idea che potessero avere. Non mi sognerei mai di andare da Pogacar e dirgli: &#8216;Dai, Pogach\u00ectar&#8217;. Stiamo parlando con una delle figure pi\u00f9 importanti dello sport mondiale. Non \u00e8 come un tizio qualsiasi che passa di l\u00ec e io cerco di fare una battuta. Non conoscevo questa ragazza e spero che non le venga in mente di fare altre sciocchezze del genere&#8221;. Anche perch\u00e9 le reazioni sotto i video di Jons sono i classici commenti sessisti. La colpa non \u00e8 sua: Erola, che \u00e8 laureata in Economia e Management, si \u00e8 costruita una carriera da influencer in appena tre anni mettendo in imbarazzo gli uomini per strada, flirtando con loro nelle biblioteche (con la telecamera nascosta), e non fermandosi nemmeno quando un ragazzo che l\u2019aveva riconosciuta per sfuggirle \u00e8 corso via e ha attraversato col rosso rischiando la vita. La colpa non \u00e8 sua, ma di chi ha pensato che potesse dare qualcosa al ciclismo, e alla Vuelta.<\/p>\n<p>        E ORA?\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Sui social si stanno moltiplicando gli appelli perch\u00e9 la collaborazione di Jons venga interrotta. Certo, i suoi video hanno avuto una grande eco, ma per motivi del tutto negativi. E Laura Meseguer, giornalista spagnola che lavora a Eurosport, \u00e8 stata molto severa nel suo post sui social (chi di social ferisce\u2026). &#8220;Molte donne hanno trascorso anni a lottare per ampliare il nostro spazio in uno sport dominato dagli uomini, affinch\u00e9 veniamo trattate con rispetto e abbiamo le stesse opportunit\u00e0 di tutti gli altri. \u00c8 un grave errore assumere qualcuno che non conosce affatto lo sport, il cui contenuto si baser\u00e0 su questa serie di commenti sessisti da cui noi donne cerchiamo di liberarci da decenni!!! \u00c8 una mancanza di rispetto nei nostri confronti, nei confronti delle professioniste che lavorano qui e, soprattutto, nei confronti dei ciclisti. Nessuno dovrebbe essere costretto a essere trattato come un oggetto, n\u00e9 le donne n\u00e9 gli uomini&#8221;. Alla tiv\u00f9 spagnola durante la seconda tappa hanno detto che l\u2019organizzazione della Vuelta ha dato un avvertimento a Jons. Ma non si capisce cosa possa fare: il suo metodo \u00e8 quello, \u00e8 per quello che \u00e8 diventata popolare, \u00e8 per quello che funziona. Se cambia non \u00e8 pi\u00f9 lei.<\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/gazzaplay.gazzetta.it\/?intcmp=cta_articolo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Quanto ne sai di sport? Metti alla prova la tua abilit\u00e0 e gioca su GazzaPlay<\/a><\/p>\n<p>        COESISTENZA DIFFICILE\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Il caso dell\u2019influencer alla Vuelta scoperchia un tema che ormai non si pu\u00f2 pi\u00f9 rimandare: come coniugare il racconto dello sport con i nuovi formati digitali senza che lo spettacolo finisca per oscurare il rispetto per i suoi protagonisti. Nel ciclismo, come in tutti gli altri sport, gli spazi concessi a chi racconta l\u2019evento al pubblico si riducono continuamente. Avere accesso al retropodio \u00e8 un privilegio assoluto, e qualunque giornalista avesse questa opportunit\u00e0 cercherebbe di sfruttarla facendosi notare meno possibile e cercando di capire il momento migliore per fare le sue domande, rispettando il fatto che i corridori hanno appena concluso la loro gara e il loro stato d\u2019animo \u00e8 ovviamente alterato. Ci sono momenti in cui gli atleti hanno bisogno del loro spazio, e un giornalista lo sa. Oltretutto a Monaco nel retropodio c\u2019era anche Joshua Tarling, il corridore inglese che una settimana fa ha perso il fratello diciannovenne, investito da un automobilista che era entrato sul percorso di gara. Non era proprio il momento di dire cretinate.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Erola Jons, che vanta 3 milioni di follower su Instagram, sta producendo contenuti poco convenzionali: i click fioccano,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":646207,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1456],"tags":[2748,356661,356662,2201,2109,1824,2905,2715,91223,4539,13583,1276,1825,2429,6018,356654,356656,1685,16355,629,4348,236183,3369,2734,230,1537,90,89,356653,2051,20782,1354,3457,856,23,1931,356655,179,14522,1920,28609,356657,1270,11835,356658,1686,8383,8041,356659,3462,245,244,11340,1531,62148,356660,4412,62562,2392,91762,14374],"class_list":["post-646206","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ciclismo","tag-accesso","tag-accesso-retropodio","tag-accesso-retropodio-privilegio","tag-appena","tag-attenzione","tag-ciclismo","tag-colpa","tag-commenti","tag-commenti-sessisti","tag-confronti","tag-contenuti","tag-corsa","tag-cycling","tag-donne","tag-dovrebbe","tag-erola","tag-erola-jons","tag-follower","tag-follower-instagram","tag-gara","tag-giornalista","tag-giornaliste","tag-giro","tag-influencer","tag-instagram","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-jons","tag-migliore","tag-monaco","tag-ne","tag-opportunita","tag-organizzazione","tag-pensato","tag-pogacar","tag-pogachitar","tag-pubblico","tag-qualsiasi","tag-ragazza","tag-reazioni","tag-retropodio","tag-rispetto","tag-rosso","tag-sessisti","tag-social","tag-spagnola","tag-spazio","tag-spazio-sport","tag-spero","tag-sport","tag-sports","tag-tadej","tag-tadej-pogacar","tag-tivu","tag-tivu-spagnola","tag-uomini","tag-venga","tag-video","tag-visualizzazioni","tag-vuelta"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/646206","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=646206"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/646206\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/646207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=646206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=646206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=646206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}