{"id":646377,"date":"2026-08-23T23:35:16","date_gmt":"2026-08-23T23:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/646377\/"},"modified":"2026-08-23T23:35:16","modified_gmt":"2026-08-23T23:35:16","slug":"che-cosa-mangiano-i-batteri-intestinali-quando-nella-dieta-manca-la-fibra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/646377\/","title":{"rendered":"Che cosa mangiano i batteri intestinali quando nella dieta manca la fibra?"},"content":{"rendered":"<p>Nutriti soprattutto con ci\u00f2 che sfugge alla nostra digestione, i batteri intestinali possono, quando la fibra scarseggia, cambiare dispensa e utilizzare le proteine secrete dallo stesso organismo, comprese quelle delle mucine che proteggono l\u2019intestino. \u00c8 questa la sorprendente conclusione di uno studio pubblicato su <strong>PNAS<\/strong> da ricercatori di Princeton e del Ludwig Institute for Cancer Research: il menu offerto ai microbi non determina soltanto quali specie prosperano, ma contribuisce anche a stabilire quali molecole esse riverseranno nel nostro organismo.<\/p>\n<p>A scanso di equivoci, non significa che il microbiota cominci improvvisamente a \u201cdivorare\u201d la parete intestinale. Le mucine sono i principali componenti dello strato protettivo secreto nell\u2019intestino e alcuni batteri possono sfruttarne le proteine come nutrimento. Per intenderci, \u00e8 come se una comunit\u00e0, esaurite le provviste consegnate dall\u2019esterno, ricorresse ai materiali disponibili nel deposito che la ospita: cambia la materia prima e cambia, di conseguenza, anche ci\u00f2 che esce dalla sua officina metabolica.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 potuto seguire un percorso tanto minuto? Gli scienziati hanno somministrato ai topi proteine contrassegnate con isotopi stabili \u2014 marcatori non radioattivi che funzionano come una firma chimica \u2014 e hanno poi cercato quella firma negli atomi dei metaboliti, cio\u00e8 delle sostanze prodotte durante le trasformazioni biochimiche. Il procedimento ha permesso di separare due strade che, a prima vista, avrebbero potuto confondersi: quella alimentata dalle proteine dell\u2019ospite e quella sostenuta dalle proteine del cibo sfuggite alla digestione nell\u2019intestino tenue.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108365\/carie-allo-stadio-iniziale-quale-dentifricio-ripara-davvero-lo-smalto-il-test-su-66-denti.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_23\/ChatGPT_Image_23_ago_2026__21_47_49-1787514600725.png--carie_iniziali__quale_dentifricio_ripara_davvero_lo_smalto__il_test_su_66_denti.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>La prima strada conduceva in misura importante ai composti derivati dalla tirosina, fra i quali il solfato di fenolo e il solfato di p-cresolo. Si tratta di <strong>tossine uremiche<\/strong>, molecole che possono accumularsi soprattutto quando i reni non riescono a eliminarle adeguatamente e che precedenti ricerche hanno associato a esiti clinici meno favorevoli. Le proteine alimentari resistenti alla digestione alimentavano invece il percorso della fenilalanina, favorendo la produzione di 3-fenilpropionato e acido ippurico, inseriti dagli studi in un profilo metabolico associato a condizioni di salute migliori. Associato, precisiamo, non vuol dire necessariamente benefico: n\u00e9 basta a dimostrare un effetto protettivo.<\/p>\n<p>Ma ecco il passaggio decisivo. Quando la fibra era disponibile, diminuivano sia la degradazione batterica delle proteine secrete dall\u2019ospite sia la produzione dei metaboliti derivati dalla tirosina. La fibra agiva dunque come uno scambio sui binari: non arrestava il metabolismo microbico, ma lo indirizzava verso altre risorse. I livelli di quei composti risultavano inoltre correlati alla presenza delle Oscillospiraceae, famiglia comprendente batteri capaci di utilizzare le mucine; non si \u00e8 individuato, quindi, un singolo colpevole, bens\u00ec una comunit\u00e0 che riorganizza il proprio lavoro secondo il nutrimento disponibile.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108332\/diabete-perche-ossa-apparentemente-normali-possono-essere-piu-fragili.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_23\/ChatGPT_Image_23_ago_2026__09_53_02-1787471738677.png--diabete__perche_ossa_apparentemente_normali_possono_essere_piu_fragili.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Lo studio porta per\u00f2 alla ribalta un secondo ingrediente, meno noto e assai interessante. Alcune proteine vegetali non vengono digerite completamente nell\u2019intestino tenue, raggiungono il colon e l\u00ec diventano materia prima per i microbi. Gli autori le hanno chiamate <strong>Prif<\/strong> (proteins imitating fiber), vale a dire \u201cproteine che imitano la fibra\u201d. Il nome non deve trarre in inganno: non svolgono la medesima funzione della fibra, ma possono collaborare con essa. La fibra riduce il ricorso alle proteine dell\u2019ospite; le Prif, dal canto loro, forniscono materiale per produrre un diverso insieme di metaboliti.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 spiega perch\u00e9 un alimento vegetale non possa essere considerato soltanto come la somma delle cifre stampate sull\u2019etichetta. Fibra e proteine resistenti alla digestione potrebbero operare insieme, modificando non solo la composizione della popolazione batterica, ma anche la sua attivit\u00e0 chimica: chi viene nutrito, con quale sostanza e per produrre che cosa. \u00c8 un meccanismo pi\u00f9 complesso della semplice conta dei nutrienti.<\/p>\n<p>Per ora, tuttavia, non si pu\u00f2 trasformare questa osservazione in una prescrizione clinica. La ricerca \u00e8 stata condotta prevalentemente nei topi e non dimostra che aumentare la fibra riduca nell\u2019uomo le malattie o le tossine uremiche; n\u00e9 consente di indicare una dose precisa di Prif. Rafforza, piuttosto, l\u2019indicazione gi\u00e0 consolidata a privilegiare alimenti naturalmente ricchi di fibra \u2014 legumi, cereali integrali, verdura, frutta e frutta secca \u2014 mentre l\u2019<strong>EFSA<\/strong> considera adeguato per un adulto un apporto quotidiano di 25 grammi. Ogni pasto, insomma, non alimenta soltanto noi: prepara anche la dispensa dei nostri batteri. E da quella dispensa dipender\u00e0 ci\u00f2 che essi produrranno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_23_ago_2026,_22_46_39-1787518010680.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Jenna E. AbuSalim et al., \u201cDigestion-resistant proteins support the healthy metabolite profiles associated with plant-based diets\u201d, Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), vol. 123, n. 32, e2605226123. DOI: 10.1073\/pnas.2605226123.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pnas.org\/doi\/10.1073\/pnas.2605226123\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nutriti soprattutto con ci\u00f2 che sfugge alla nostra digestione, i batteri intestinali possono, quando la fibra scarseggia, cambiare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":646378,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[23358,52646,29435,239,1537,90,89,356744,356747,356745,145365,356746,119049,356748,240],"class_list":["post-646377","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-colon","tag-efsa","tag-fibra","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-ludwig-institute-for-cancer-research","tag-mucine","tag-oscillospiraceae","tag-pnas","tag-prif","tag-princeton","tag-proteine-resistenti","tag-salute"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117147450853671120","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/646377","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=646377"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/646377\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/646378"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=646377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=646377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=646377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}