{"id":646759,"date":"2026-08-24T07:10:52","date_gmt":"2026-08-24T07:10:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/646759\/"},"modified":"2026-08-24T07:10:52","modified_gmt":"2026-08-24T07:10:52","slug":"recensione-mostra-sui-fratelli-gioli-a-pisa-palazzo-blu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/646759\/","title":{"rendered":"Recensione mostra sui Fratelli Gioli a Pisa, Palazzo Blu"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/178p_federico-giannini.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Federico Giannini<\/a> (Instagram: <a href=\"https:\/\/instagram.com\/federicogiannini1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@federicogiannini1<\/a>), pubblicato il 23\/08\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Recensioni mostre        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-moderna.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte Moderna<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/macchiaioli.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Macchiaioli<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/novecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Novecento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/ottocento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ottocento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/palazzo-blu.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Palazzo Blu<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/pisa.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pisa<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/postmacchiaioli.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Postmacchiaioli<\/a> <\/p>\n<p>A Pisa, nelle sale di Palazzo Blu, la prima grande mostra dedicata a Francesco e Luigi Gioli restituisce il ruolo dei due fratelli nella pittura toscana di fine Ottocento. Una rilettura che porta alla luce la loro personale risposta alla rivoluzione dei macchiaioli. La recensione di Federico Giannini.<\/p>\n<p>Naturale, davanti alle opere di Francesco Gioli e di suo fratello Luigi, sperimentare un\u2019impressione di calma, di calma fresca e profumata. Come annusare il profumo dell\u2019erba tagliata, sentire lo scalpitio d\u2019un cavallo in lontananza, farsi accarezzare la pelle nuda dalla brezza che in primavera s\u2019alza alla sera sui campi. Non fosse che nei dipinti dei Gioli manca qualunque presagio di morte, si potrebbe quasi sospettare che i loro lavori siano come poesie di Pascoli tradotte in forme e colori. Pittura di campagna, pittura della sincerit\u00e0, pittura delle gioie agresti, pittura dell\u2019umilt\u00e0: ognuno trovi la formula che pi\u00f9 gli piace. La mostra che Pisa dedica ai Gioli, la prima monografica sui due fratelli (bench\u00e9 il curatore Stefano Renzoni abbia scelto di schermirsi facendo professione di sgradimento per questo termine, \u201cmonografica\u201d, che secondo lui, evidentemente, mal s\u2019addice al suo lavoro: preferisce, allora, parlare d\u2019una mostra di \u201cprecisazione\u201d, ma la qualit\u00e0 e la variet\u00e0 del materiale non possono che rassicurare sulla completezza di questa rassegna), \u00e8 una continua veduta di campagna che s\u2019intromette nelle sale di Palazzo Blu, una campagna che non chiede d\u2019esser spiegata e s\u2019ostina a fingere di non esser solo dipinta. Sta qui tutta la finezza della pittura dei Gioli, ma al contempo qui sta anche l\u2019eventuale limite. Limite percepito e probabilmente immaginario, come ogni limite che si rispetti, eppure rimarcato cos\u00ec spesso d\u2019aver quasi cancellato il nome dei due fratelli dalle continue antologie che a ogni stagione vengon compilate sui macchiaioli. \u00c8 che non eran stati due rivoluzionari, anzi: come dopo ogni rivoluzione si d\u00e0 una restaurazione, i Gioli potrebbero essere, almeno in apparenza, la restaurazione dopo la macchia. E forse per\u00f2 anche parlare di restaurazione sarebbe poco appropriato, perch\u00e9 non c\u2019era nei loro intenti alcun desiderio di ripristino dell\u2019ordine costituito (anzi: Luigi s\u2019era pi\u00f9 di tutti in Toscana schiuso a quel che arrivava dalla Francia, e ogni apertura alla Francia, nella Toscana di fine Ottocento, poteva passare come un tentativo d\u2019eversione). Semmai, si pu\u00f2 dire che cercarono un nuovo classicismo.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da dire che Francesco Gioli stesso percepiva una sorta di discontinuit\u00e0, si rendeva conto di non esser fatto della stessa argilla ribelle e sovversiva con cui eran stati impastati i var\u00ee Fattori e i var\u00ee Signorini, i var\u00ee Lega e i var\u00ee Banti. Il suo era per\u00f2 un mero cruccio anagrafico, perch\u00e9 Francesco Gioli rivendicava, e persino con una punta d\u2019orgoglio, i suoi propositi di restaurazione: \u201cIo che, per ragioni pur troppo di calendario, mi son trovato vicino all\u2019epoca battagliera dei macchiaioli e che sono sempre un convinto seguace dei loro principii, debbo far rilevare che la rivoluzione artistica iniziatasi verso la met\u00e0 dell\u2019800 in odio alle formule accademiche ha assunto fin da principio, per quanto riguarda la Toscana e in special modo la pittura, un carattere pi\u00f9 che altro di ricerca tecnica. Risalendo alle nostre tradizioni locali si volle tornare a certi principii che furono i capisaldi della antica pittura toscana e restaurare soprattutto il principio del chiaroscuro nei valori\u201d. Si sentiva, Francesco Gioli, un erede di Giotto, dell\u2019Angelico, di Masaccio, della pittura del Seicento, naturalmente dei macchiaioli. Questione d\u2019autocoscienza, dir\u00e0 subito il lettore. Dunque, questione di mitografia. La mostra di Pisa, allora, potrebbe esser letta come una lunga procedura di verifica, oltre che come un tentativo di nuova lettura, l\u2019inquadramento d\u2019un capitolo non trascurabile della storia dei macchiaioli e sin troppo negletto, una manovra per trovare un collocamento della stessa Pisa nelle vicende della macchia, vicende a cui peraltro non fu neppure cos\u00ec totalmente estranea.<\/p>\n<p>Anzi: di qualche rilievo per la macchia fu l\u2019appendice pisana, cos\u00ec la chiama il curatore Renzoni, della scuola di Staggia, e di qualche rilievo fu la pittura che gli ungheresi Mark\u00f3 praticarono in citt\u00e0 e nei suoi dintorni (K\u00e1roly senior impiant\u00f2 a Pisa una bottega che dur\u00f2 qualche anno e che favor\u00ec lo sviluppo d\u2019una scuola locale ch\u2019\u00e8 ancora da sottoporre a un accurato vaglio critico, mentre K\u00e1roly il Giovane, che della scuola di Staggia fu tra i pittori pi\u00f9 valenti e prolifici, elesse la campagna pisana a luogo privilegiato dei suoi esperimenti pi\u00f9 maturi). E se la citt\u00e0 di Pisa fu tenuta sostanzialmente sul margine dell\u2019assenza (pur con qualche significativa eccezione: in mostra s\u2019ammira una splendida veduta dei lungarni con Santa Maria della Spina di Lorenzo Gelati, e un\u2019irreale, arcadica, eccentrica veduta dell\u2019Arno con un bosco immaginario e la piazza dei Miracoli al suo limitare, opera di Egisto Chiavacci, pittore ancora d\u2019approfondire e che fu il prodotto di quella scuola formatasi sugli esempi di Mark\u00f3 senior), lo stesso non si pu\u00f2 dire per l\u2019agro pisano, per le campagne attorno a Coltano, per i boschi di San Rossore, per il litorale, tutti luoghi che mossero le curiosit\u00e0 di Giovanni Fattori, di Nino Costa, di Vincenzo Cabianca, di Odoardo Borrani (che pure era di Pisa, ma non avrebbe quasi mai dipinto la citt\u00e0 nei suoi lavori), di Stanislao Pointeau che della compagine macchiaiola fu il pi\u00f9 assiduo frequentatore di Pisa. Prima dei Gioli, dunque, Pisa \u00e8 una glossa, un\u2019annotazione quasi secondaria, e in mostra \u00e8 radunato quasi tutto quel che c\u2019\u00e8 da dire (e ch\u2019\u00e8 comunque gi\u00e0 tanto) e, al contrario, quel che manca nelle sale (qualche cosa del Fattori pisano, qualche pezzo di Nino Costa, o quel caposaldo che sono i Cammelli di San Rossore di Odoardo Borrani) \u00e8 adeguatamente evocato dal catalogo. Questa Pisa placida, rurale, sognata, questa Pisa lontana dalla citt\u00e0 universitaria, dalla citt\u00e0 risorgimentale, dalla citt\u00e0 mazziniana, precisamente questa Pisa lambita da una metamorfosi agreste, fu la Pisa di Francesco Gioli e di Luigi Gioli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" title=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/allestimenti-mostra-fratelli-gioli-pisa-1.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra \u2019800 e \u2019900. Foto: Palazzo Blu&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" title=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/allestimenti-mostra-fratelli-gioli-pisa-2.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra \u2019800 e \u2019900. Foto: Palazzo Blu&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" title=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/allestimenti-mostra-fratelli-gioli-pisa-3.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra \u2019800 e \u2019900. Foto: Palazzo Blu&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" title=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/allestimenti-mostra-fratelli-gioli-pisa-4.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra \u2019800 e \u2019900. Foto: Palazzo Blu&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" title=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/allestimenti-mostra-fratelli-gioli-pisa-5.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra \u2019800 e \u2019900. Foto: Palazzo Blu&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" title=\"Allestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra '800 e '900. Foto: Palazzo Blu\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/allestimenti-mostra-fratelli-gioli-pisa-6.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra I fratelli Gioli. E la pittura a Pisa tra \u2019800 e \u2019900. Foto: Palazzo Blu&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Lorenzo Gelati, Lungarni di Pisa (1850-1860 circa; olio su tela, 28 x 47 cm; Collezione privata)\" title=\"Lorenzo Gelati, Lungarni di Pisa (1850-1860 circa; olio su tela, 28 x 47 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/lorenzo-gelati-lungarni.jpg\" width=\"750\" height=\"435\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nLorenzo Gelati, Lungarni di Pisa (1850-1860 circa; olio su tela, 28 x 47 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Egisto Chiavacci, Veduta di Pisa, dettaglio (1840-1850 circa; olio su tela, 71,5 x 99,5 cm; Pisa, Opera della Primaziale Pisana)\" title=\"Egisto Chiavacci, Veduta di Pisa, dettaglio (1840-1850 circa; olio su tela, 71,5 x 99,5 cm; Pisa, Opera della Primaziale Pisana)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/egisto-chiavacci-veduta-di-pisa.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nEgisto Chiavacci, Veduta di Pisa, dettaglio (1840-1850 circa; olio su tela, 71,5 x 99,5 cm; Pisa, Opera della Primaziale Pisana)&#13;<\/p>\n<p>Preparato dunque il terreno, e introdotto il pubblico alla famiglia Gioli con alcuni dipinti d\u2019entrambi i fratelli che restituiscono coi colori la loro villa di Fauglia, laboratorio centrale dei loro intendimenti classicisti (oltre che col ritratto di Francesco Gioli, presentato nelle sue fedeli sembianze di gentiluomo di campagna, con quello della moglie Matilde cui spett\u00f2 l\u2019incarico non meno importante di fare della villa di Fauglia un ritrovo d\u2019artisti e letterati, con quello di Luigi che rivela invece il suo temperamento pi\u00f9 indocile, e con quello d\u2019un giovanissimo Giuseppe, il pi\u00f9 piccolo dei fratelli Gioli, piegato sui banchi di scuola), la mostra diventa un ordinatissimo dispiegamento della controrivoluzione dei fratelli Gioli. Si comincia con Francesco, al quale \u00e8 dedicata tutta una sala per mostrare al visitatore itinerario ed esiti della sua ricerca, una ricerca il cui centro \u00e8 la campagna toscana, quella pisana in particolare, un universo ch\u2019\u00e8 indagato, scrive il curatore, \u201ccon grande solerzia espressiva [\u2026] dandone un\u2019interpretazione mai febbrile, ma semmai resa quieta da un occhio conciliato con la natura e con gli uomini\u201d. Una campagna quieta che vive d\u2019un armonioso bilanciamento tra le ragioni dell\u2019essere umano e quelle di ci\u00f2 che gli sta attorno, dove i banchi d\u2019un rivo in cui si specchia un cielo lattiginoso offrono accoglienza a un ordinato filare di betulle e a un bambino che pesca (Sul fiume), dove un vecchio contadino assume la monumentalit\u00e0 d\u2019un telamone e diventa memoria della campagna, nume guardiano, custode della terra (Il nonno cieco), dove l\u2019episodio par quasi anteporre l\u2019idea alla verit\u00e0 (A Castiglioncello), dove quasi cancellata appare ogni traccia di fatica, dove non esiste dramma, dove non esiste durezza (Scena di vita rurale. Un incontro), dove il lavoro entra quasi per finta, sostituito da una sorta di liturgia campestre, silvana, marina (Pesca a sciabica), e dove tutto \u00e8 trasfigurato in una specie d\u2019Arcadia toscana popolata da campagnoli, madri, prole che paiono pi\u00f9 cortei pagani di divinit\u00e0 silvestri che contadini a riposo (Fiori di campo), fino ad arrivare all\u2019elegia pi\u00f9 limpida e scoperta (Addio all\u2019estate).<\/p>\n<p>\u00c8 una campagna certo filtrata dall\u2019occhio d\u2019un possidente agiato, e occorrer\u00e0 farsene una ragione, occorrer\u00e0 rendersi conto che quel che vediamo nei dipinti di Francesco Gioli corrisponde pi\u00f9 a un suo sentimento della campagna, pi\u00f9 o meno preciso, che a un tentativo di realt\u00e0, per quanto il maggiore dei fratelli avesse subito, informato com\u2019era degli sviluppi della pittura europea, l\u2019ascendente della pittura francese di cinquanta-sessant\u2019anni prima: \u00e8 come vedere un Bastien-Lepage che conserva intatta una sincerit\u00e0 d\u2019ispirazione e d\u2019intenti, e che viene tuttavia epurato dalle sue punte pi\u00f9 radicali e che non manca di confrontarsi con la rivoluzione dei macchiaioli serbandone, in certa misura, il temperamento, la tecnica, i fondamenti. N\u00e9 mancava, a Francesco Gioli, la misura d\u2019un sentimento di tranquilla intimit\u00e0 borghese che, tolta qualche eccezione (Silvestro Lega su tutti), non era molto di casa fra gli altri macchiaioli: ecco, quel \u201clessico famigliare\u201d cui la mostra dedica tutta una sala, quella dichiarazione di felicit\u00e0 nel banale quotidiano che impregna alcuni dei dipinti pi\u00f9 poetici di Francesco Gioli (e che s\u2019esprime soprattutto nei ritratti dei familiari: quello della moglie Matilde coi bambini, quello della figlia Fernanda con la bambola, o quello dei due innamorati sulla scogliera, probabile ritratto di Fernanda un poco pi\u00f9 grandicella assieme al fidanzato), \u00e8 un altro degli elementi che distinguono Francesco da suo fratello Luigi, che fu pittore d\u2019altro temperamento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Antonio Ciseri (?), Ritratto di Francesco Gioli (1870 circa; olio su tela, 99 x 79 cm; Pisa, Fondazione Pisa, Palazzo Blu)\" title=\"Antonio Ciseri (?), Ritratto di Francesco Gioli (1870 circa; olio su tela, 99 x 79 cm; Pisa, Fondazione Pisa, Palazzo Blu)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/antonio-ciseri-ritratto-francesco-gioli.jpg\" width=\"750\" height=\"916\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAntonio Ciseri (?), Ritratto di Francesco Gioli (1870 circa; olio su tela, 99 x 79 cm; Pisa, Fondazione Pisa, Palazzo Blu)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Eugenio Cecconi, Ritratto di Luigi Gioli (1877; china su carta, 250 x 190 mm; Collezione privata)\" title=\"Eugenio Cecconi, Ritratto di Luigi Gioli (1877; china su carta, 250 x 190 mm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/eugenio-cecconi-ritratto-di-luigi-gioli.jpg\" width=\"750\" height=\"1004\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nEugenio Cecconi, Ritratto di Luigi Gioli (1877; china su carta, 250 x 190 mm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Francesco Gioli, Sul fiume (1890 circa; olio su tavola, 55 x 32 cm; Collezione privata)\" title=\"Francesco Gioli, Sul fiume (1890 circa; olio su tavola, 55 x 32 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/francesco-gioli-sul-fiume.jpg\" width=\"750\" height=\"1181\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFrancesco Gioli, Sul fiume (1890 circa; olio su tavola, 55 x 32 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Francesco Gioli, Il nonno cieco (1880; olio su tela, 204 x 121 cm; Pisa, Museo di Palazzo Reale, inv. 2252)\" title=\"Francesco Gioli, Il nonno cieco (1880; olio su tela, 204 x 121 cm; Pisa, Museo di Palazzo Reale, inv. 2252)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/francesco-gioli-il-nonno-cieco.jpg\" width=\"750\" height=\"1243\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFrancesco Gioli, Il nonno cieco (1880; olio su tela, 204 x 121 cm; Pisa, Museo di Palazzo Reale, inv. 2252)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Francesco Gioli, A Castiglioncello (1905; olio su tela, 51 x 140 cm; Collezione privata)\" title=\"Francesco Gioli, A Castiglioncello (1905; olio su tela, 51 x 140 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/francesco-gioli-a-castiglioncello.jpg\" width=\"750\" height=\"274\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFrancesco Gioli, A Castiglioncello (1905; olio su tela, 51 x 140 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Francesco Gioli, Scena di vita rurale. Un incontro, dettaglio (1874; olio su tela, 82,8 x 137 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d'Arte Moderna  di Palazzo Pitti)\" title=\"Francesco Gioli, Scena di vita rurale. Un incontro, dettaglio (1874; olio su tela, 82,8 x 137 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d'Arte Moderna  di Palazzo Pitti)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/francesco-gioli-un-incontro.jpg\" width=\"750\" height=\"422\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFrancesco Gioli, Scena di vita rurale. Un incontro, dettaglio (1874; olio su tela, 82,8 x 137 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d\u2019Arte Moderna di Palazzo Pitti)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Francesco Gioli, Pesca a sciabica (1887; olio su tela, 80 x 140 cm; Collezione privata). Su concessione di 800\/900 Artstudio, Livorno-Lucca\" title=\"Francesco Gioli, Pesca a sciabica (1887; olio su tela, 80 x 140 cm; Collezione privata). Su concessione di 800\/900 Artstudio, Livorno-Lucca\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/francesco-gioli-sciabica.jpg\" width=\"750\" height=\"343\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFrancesco Gioli, Pesca a sciabica (1887; olio su tela, 80 x 140 cm; Collezione privata). Su concessione di 800\/900 Artstudio, Livorno-Lucca. Foto: Gronchi Foto Arte&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Francesco Gioli, Fiori di campo (1896; olio su tela, 152 X 76,8 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d'Arte Moderna  di Palazzo Pitti)\" title=\"Francesco Gioli, Fiori di campo (1896; olio su tela, 152 X 76,8 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d'Arte Moderna  di Palazzo Pitti)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/francesco-gioli-fiori-di-campo.jpg\" width=\"750\" height=\"1485\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFrancesco Gioli, Fiori di campo (1896; olio su tela, 152 X 76,8 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d\u2019Arte Moderna di Palazzo Pitti)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Francesco Gioli, Addio all'estate (Addio alle rondini, Fauglia) (1900; olio su tela, 63 x 190 cm; Collezione privata)\" title=\"Francesco Gioli, Addio all'estate (Addio alle rondini, Fauglia) (1900; olio su tela, 63 x 190 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/francesco-gioli-addio-all-estate.jpg\" width=\"750\" height=\"292\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFrancesco Gioli, Addio all\u2019estate (Addio alle rondini, Fauglia) (1900; olio su tela, 63 x 190 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Francesco Gioli, Ritratto di Fernanda Gioli con una bambola (1877 circa; olio su tela, 66 x 44 cm; Collezione privata)\" title=\"Francesco Gioli, Ritratto di Fernanda Gioli con una bambola (1877 circa; olio su tela, 66 x 44 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/francesco-gioli-ritratto-fernanda-gioli-bambola.jpg\" width=\"750\" height=\"937\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nFrancesco Gioli, Ritratto di Fernanda Gioli con una bambola (1877 circa; olio su tela, 66 x 44 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p>Un temperamento, si potrebbe dire, meno inquadrato. Meno lineare. Meno cotrollato. Luigi Gioli fu pittore di paesaggio, pittore di cavalli, talvolta pittore di vedute urbane, pittore di luci, d\u2019atmosfere e d\u2019impressioni nel grande formato (l\u2019Albereta di pioppi, forse il suo miglior dipinto in mostra, \u00e8 un sogno di lievi bagliori crepuscolari che cercan di conquistare le foglie d\u2019un boschetto), incline al bozzettistico nel formato piccolo, dacch\u00e9 pi\u00f9 aperto del fratello, e probabilmente pi\u00f9 d\u2019ogni altro toscano del suo tempo, alla lezione degl\u2019impressionisti. Un artista capace d\u2019intingere il suo pennello in un\u2019abbacinante luce meridiana (Un albero, Chiesa di San Martino a Pisa), capace dei tagli e degli scorci pi\u00f9 arditi e pi\u00f9 inusuali (L\u2019Arena di Pisa, o la Via del passeggio a Livorno dove il soggetto non \u00e8 tanto la strada, quanto semmai il cavallo ch\u2019entra, incurante di tutto, nell\u2019inquadratura), fin quasi a disinteressarsi di quello che dovrebbe essere il soggetto del dipinto (Chiesa di San Nicola a Pisa), capace d\u2019amare la sperimentazione al punto d\u2019abbandonare la macchia e dedicarsi de temps en temps a qualche esperimento divisionista (I pagliai), capace d\u2019accendersi d\u2019un amore impetuoso per il paesaggio quando il paesaggio diventa possibilit\u00e0 (Bocca d\u2019Arno). Nella pittura di Luigi Gioli un albero \u00e8 un albero, e ci potremmo contentare di non chiedergli altro, ma pu\u00f2 diventare un problema di luce. Un cavallo \u00e8 un cavallo, ma pu\u00f2 diventare qualcosa che arriva troppo presto o troppo tardi. Una chiesa \u00e8 una chiesa, ma pu\u00f2 diventare una circostanza. Un fiume \u00e8 un fiume, ma pu\u00f2 diventare un sentimento.<\/p>\n<p>Luigi Gioli \u00e8 allora artista che, al pari del fratello Francesco, cos\u00ec bramoso di rifuggire ogn\u2019istinto conservatore cercando la possibilit\u00e0 d\u2019una mediazione nel suo classicismo campagnolo, finisce per tentare la sintesi con la modernit\u00e0 europea lavorando sulla luce, sull\u2019impressione, sul movimento, e non \u00e8 neppure detto che ci riesca, o che riesca a portare fino in fondo i suoi propositi, ma forse \u00e8 da trovare in questa insufficienza la misura del suo successo, in questa sensibilit\u00e0 cos\u00ec diversa da quella del fratello eppure cos\u00ec identica (s\u2019indugi, a tale proposito, sulla sala coi disegni, la sezione curata da Bianca Cerrina Feroni con cui s\u2019\u00e8 indagata per la prima volta la produzione grafica dei due: si far\u00e0 fatica a trovare grosse dissonanze, se non a livello di soggetti), in questo suo allontanarsi dall\u2019ombra rassicurante della macchia senza per\u00f2 mai volerla abbandonare del tutto. E si pu\u00f2 per\u00f2 dire che, rispetto al fratello, Luigi \u201capr\u00ec davvero\u201d, argomenta Renzoni, \u201cla strada alla futura tradizione pittorica locale del XX secolo, anche perch\u00e9 quel metodo suo fotografico e corrosivo di raffigurare le vedute urbane lo applic\u00f2 anche alla raffigurazione di luoghi desueti, eccentrici, fuori dalle cartoline ottocentesche\u201d. Luigi fin\u00ec allora col diventare forse il pi\u00f9 francese dei toscani.<\/p>\n<p>\u00c8 stato Luigi pi\u00f9 di Francesco, del resto, a formare attorno a s\u00e9 un seguito, che la mostra indaga nelle ultime sale, sale che potrebbero sembrare quasi un supplemento, una coda accessoria, un riempitivo (sensazione, certo, favorita dal fatto che la qualit\u00e0 di quel che si vede nel finale \u00e8 parecchio discontinua), ma son forse altrettanto necessarie nella loro dimensione di verifica storica della pittura dei Gioli, oltre che nella loro apertura a nuove ipotesi di lavoro, nei loro suggerimenti per nuove incursioni: ecco allora una sezione sulla \u201cScuola di Bocca d\u2019Arno\u201d, pagina di storia dell\u2019arte di fine Ottocento tuttora da compilare ma ch\u2019\u00e8 possibile individuare in quella cerchia che si form\u00f2 attorno a Nino Costa sul finire del secolo e che trov\u00f2 il suo maggior riferimento in Luigi Gioli, che possiamo immaginare come una specie di direttore di questa scuola capace di traghettare la macchia verso il divisionismo e ch\u2019ebbe nello scintillante e fin troppo trascurato Guglielmo Amedeo Lori il suo prodotto di maggior pregio (il Tramonto sull\u2019Arno, la veduta notturna di Manarola, quella delle Apuane da Pisa sono da includere tra quanto di meglio Lori abbia saputo dipingere, sono movimenti musicali che assumono le sembianze di brani paesistici). Ed ecco, sul finire della mostra il capitolo conclusivo sulla \u201ceredit\u00e0 pisana\u201d, su quei pittori che, ci spiega il curatore Renzoni, \u201cseppero meditare sulla pittura dei Gioli, ed in particolari di Luigi\u201d: nomi che dicon poco (Spartaco Carlini, Umberto Vittorini, Giovanni Chiaramonti, Salvatore Pizzarello, Ferruccio Pizzanelli) perch\u00e9 ancora poco studiati, eppure evidenza del fatto che quella controrivoluzione ha avuto il suo seguito.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Luigi Gioli, Albereta di pioppi (1899; olio su tela, 210 x 127 cm; Pisa, Fondazione Pisa, Palazzo Blu)\" title=\"Luigi Gioli, Albereta di pioppi (1899; olio su tela, 210 x 127 cm; Pisa, Fondazione Pisa, Palazzo Blu)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/luigi-gioli-albereta-di-pioppi.jpg\" width=\"750\" height=\"1262\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nLuigi Gioli, Albereta di pioppi (1899; olio su tela, 210 x 127 cm; Pisa, Fondazione Pisa, Palazzo Blu)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Luigi Gioli, Chiesa di San Martino a Pisa (1910-1920 circa; olio su tela, 31 x 44,5 cm; Pisa, Fondazione Pisa, Palazzo Blu)\" title=\"Luigi Gioli, Chiesa di San Martino a Pisa (1910-1920 circa; olio su tela, 31 x 44,5 cm; Pisa, Fondazione Pisa, Palazzo Blu)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/luigi-gioli-chiesa-san-martino.jpg\" width=\"750\" height=\"511\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nLuigi Gioli, Chiesa di San Martino a Pisa (1910-1920 circa; olio su tela, 31 x 44,5 cm; Pisa, Fondazione Pisa, Palazzo Blu)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Luigi Gioli, L'arena di Pisa (1878; olio su tela, 51 x 42 cm; Collezione privata)\" title=\"Luigi Gioli, L'arena di Pisa (1878; olio su tela, 51 x 42 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/luigi-gioli-arena-di-pisa.jpg\" width=\"750\" height=\"897\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nLuigi Gioli, L\u2019arena di Pisa (1878; olio su tela, 51 x 42 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Luigi Gioli, Via del passeggio a Livorno (Hotel Palazzo) (1885; olio su tela, 50,5 x 80,5 cm; Collezione privata)\" title=\"Luigi Gioli, Via del passeggio a Livorno (Hotel Palazzo) (1885; olio su tela, 50,5 x 80,5 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/luigi-gioli-via-passeggio-livorno.jpg\" width=\"750\" height=\"467\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nLuigi Gioli, Via del passeggio a Livorno (Hotel Palazzo) (1885; olio su tela, 50,5 x 80,5 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Luigi Gioli, I pagliai (1916; olio su tela, 50 x 70 cm; Collezione privata)\" title=\"Luigi Gioli, I pagliai (1916; olio su tela, 50 x 70 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/luigi-gioli-i-pagliai.jpg\" width=\"750\" height=\"579\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nLuigi Gioli, I pagliai (1916; olio su tela, 50 x 70 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Luigi Gioli, Bocca d'Arno (1920 circa; olio su tavola, 30 x 45 cm; Collezione privata)\" title=\"Luigi Gioli, Bocca d'Arno (1920 circa; olio su tavola, 30 x 45 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/luigi-gioli-bocca-d-arno.jpg\" width=\"750\" height=\"441\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nLuigi Gioli, Bocca d\u2019Arno (1920 circa; olio su tavola, 30 x 45 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Guglielmo Amedeo Lori, Il fortino di Bcoca d'Arno (1905 circa; olio su tela, 45,5 x 95,5 cm; Collezione privata). Su concessione di 800\/900 Artstudio, Livorno-Lucca\" title=\"Guglielmo Amedeo Lori, Il fortino di Bcoca d'Arno (1905 circa; olio su tela, 45,5 x 95,5 cm; Collezione privata). Su concessione di 800\/900 Artstudio, Livorno-Lucca\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/guglielmo-amedeo-lori-fortino-bocca-d-arno.jpg\" width=\"750\" height=\"345\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGuglielmo Amedeo Lori, Il fortino di Bcoca d\u2019Arno (1905 circa; olio su tela, 45,5 x 95,5 cm; Collezione privata). Su concessione di 800\/900 Artstudio, Livorno-Lucca&#13;<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 ovvio, si potr\u00e0 obiettare che qualsiasi imbrattatele di provincia pu\u00f2 avere il suo seguito a patto d\u2019esser sufficientemente carismatico, e che il radunarsi d\u2019una scuola attorno a un artista non necessariamente \u00e8 segno di rilevanza. Avran pensato cos\u00ec tutti quelli che, cent\u2019anni fa, avevano scambiato la campagna dei Gioli per una cartolina, il loro sentimento della natura per angustia mentale, la loro pacatezza per bonomia. Ugo Ojetti, per esempio: i Gioli, al pari di Niccol\u00f2 Cannicci, di Adolfo Tommasi, di Egisto Ferroni, van messi a capo d\u2019una \u201climpida e schietta e mite scuola toscana\u201d di \u201csereni pittori georgici che non uscivan mai dalla loro terra, anzi dalla valletta o dalla collina dove erano nati\u201d. Oppure, ancora, Ardengo Soffici, che nominava Cannicci, Francesco Vinea e Raffaello Sorbi per annoverarli tra quelle \u201ccomparse del macchiaiolismo\u201d che andavano tutt\u2019al pi\u00f9 compatite, perdonate. E Carlo Carr\u00e0: \u201c\u00c8 pittura senza problemi, non soltanto perch\u00e9 il carattere illustrativo e aneddotico ne ostacoli la risoluzione, ma perch\u00e9 in quella materia i rapporti non possono delinearsi e rarefarsi nel disegno, che non \u00e8 mai architetturale\u201d. Si potrebbe replicare con l\u2019importanza in cui i Gioli, specie Francesco, furono tenuti quand\u2019erano ancora in vita, invitati alle Biennali di Venezia, aggiornati, coinvolti nei dibattiti, frequentatori d\u2019esposizioni nazionali. La vera risposta per\u00f2 probabilmente sta altrove.<\/p>\n<p>L\u2019originalit\u00e0 della pittura di Francesco Gioli e di Luigi Gioli non sta tanto nella loro novit\u00e0, e ancor meno sta in un qualche proposito di rinnovamento che probabilmente mai avvertirono. Di Francesco si scrisse che s\u2019era messo al servizio delle infinit\u00e0 paniche, che aveva voluto intendere e penetrare col suo fare quotidiano i misteri del cielo, della natura ch\u2019ebbe quasi per maestra. Francesco Gioli \u00e8 allora artista della purezza, d\u2019una purezza che sembra immune al tempo e agli occhi, \u00e8 artista della natura pacificata, della macchia trasfigurata in accordo musicale. Luigi Gioli, pi\u00f9 irrequieto, \u00e8 artista dell\u2019immediatezza, della mediazione, dell\u2019effetto, \u00e8 artista pacatamente indirizzato alla modernit\u00e0. Entrambi son stati eredi freschi, eredi sicuri.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.mostralesignoredellarte.it\/\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Palazzo Cucchiari - Signore\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Palazzo Cucchiari - Signore&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1787555449_357_banner finestre sull arte2.jpg\" alt=\"Le Signore dell'Arte - Palazzo Cucchiari, Carrara - dal 27 giugno al 25 ottobre 2026\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Palazzo Cucchiari - Signore', 1);\" title=\"Le Signore dell'Arte - Palazzo Cucchiari, Carrara - dal 27 giugno al 25 ottobre 2026\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a>\t<\/p>\n<p>\t\t\t\t<img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/federico-giannini.jpg\" title=\"Federico Giannini\" alt=\"Federico Giannini\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autore di questo articolo: <strong>Federico Giannini<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Massa nel 1986, si \u00e8 laureato nel 2010 in Informatica Umanistica all\u2019Universit\u00e0 di Pisa. Nel 2009 ha iniziato a lavorare nel settore della comunicazione su web, con particolare riferimento alla comunicazione per i beni culturali. Nel 2017 ha fondato con Ilaria Baratta la rivista Finestre sull\u2019Arte. Dalla fondazione \u00e8 direttore responsabile della rivista. Nel 2025 ha scritto il libro Vero, Falso, Fake. Credenze, errori e falsit\u00e0 nel mondo dell&#8217;arte (Giunti editore). Collabora e ha collaborato con diverse riviste, tra cui Art e Dossier e Left, e per la televisione \u00e8 stato autore del documentario Le mani dell\u2019arte (Rai 5) ed \u00e8 stato tra i presentatori del programma Dorian \u2013 L\u2019arte non invecchia (Rai 5). Al suo attivo anche docenze in materia di giornalismo culturale all&#8217;Universit\u00e0 di Genova e all&#8217;Ordine dei Giornalisti, inoltre partecipa regolarmente come relatore e moderatore su temi di arte e cultura a numerosi convegni (tra gli altri: Lu.Bec. Lucca Beni Culturali, Ro.Me Exhibition, Con-Vivere Festival, TTG Travel Experience).<\/p>\n<p>Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n    <\/p>\n<p>    <script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Giannini (Instagram: @federicogiannini1), pubblicato il 23\/08\/2026 Categorie: Recensioni mostre \/ Argomenti: Arte Moderna &#8211; Macchiaioli &#8211;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":646760,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,11183,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,168718,16631,27169,101522,3124,327073],"class_list":["post-646759","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arte-moderna","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-macchiaioli","tag-novecento","tag-ottocento","tag-palazzo-blu","tag-pisa","tag-postmacchiaioli"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117149251009548228","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/646759","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=646759"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/646759\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/646760"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=646759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=646759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=646759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}