{"id":646765,"date":"2026-08-24T07:18:14","date_gmt":"2026-08-24T07:18:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/646765\/"},"modified":"2026-08-24T07:18:14","modified_gmt":"2026-08-24T07:18:14","slug":"salute-mentale-degli-studenti-lesposizione-prolungata-al-digitale-aumenta-i-rischi-anche-tra-gli-universitari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/646765\/","title":{"rendered":"Salute mentale degli studenti: l&#8217;esposizione prolungata al digitale aumenta i rischi (anche) tra gli universitari"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Francesca Morelli<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-25\">Da un&#8217;analisi condotta su oltre 46.000 studenti (tra i 18 e 25 anni) da un gruppo di ricercatori americani \u00e8 emerso che raddoppiano i pensieri suicidari soprattutto tra gli uomini<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non solo per i pi\u00f9 piccoli. <b>L\u2019eccesiva esposizione on line, soprattutto se associata a episodi di cyberbullismo, pu\u00f2 avere importanti ripercussioni sulla salute mentale anche degli studenti universitari<\/b>, ad esempio aumentando le probabilit\u00e0 di pensieri suicidari. \u00c8 quanto suggerisce una recente ricerca americana, della <b>Boston University Chobanian &amp; Avedisian School of Medicine<\/b>, che ha considerato oltre al tempo di navigazione di varie piattaforme digitali come social media, videogiochi, anche il genere dell\u2019utilizzatore che si rivela un importante indicatore di rischio.<\/p>\n<p>    Lo studio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019analisi \u00e8 stata condotta sulla base di dati di un ampio sondaggio nazionale, l\u2019<b>Healthy Minds Study<\/b>, ovvero una coalizione di ricercatori della Boston University, Universit\u00e0 della California, di Los Angeles, del Michigan e la Wayne State University, che ha coinvolto <b>oltre 46.000 studenti americani di et\u00e0 compresa tra 18 e 25 anni<\/b>. Ai partecipanti \u00e8 stato chiesto di riferire quanto tempo trascorressero online al di fuori della scuola o del lavoro, quindi per scopi non didattici, accademici o professionali, ma per pura navigazione, gaming o chattare, al fine valutare una possibile relazione con lo sviluppo di problematiche psico-emotive. \u00c8 emerso tra<b> gli universitari che passano pi\u00f9 di tre ore al giorno online, davanti agli schermi digitali in generale, un rischio superiore di circa 45% di avere pensieri di suicidio, ma che pu\u00f2 a toccare punte del 77% in caso si precedenti episodi di ostilit\u00e0 o molestie subite in rete.<\/b> Il dato e il tema dell\u2019indagine destano attenzione, considerando che i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) americani, riferiscono tassi di suicidi tra i giovani di et\u00e0 compresa tra i 10 e i 24 anni aumentati del 62% dal 2007 al 2021, posizionandosi come seconda causa di morte tra i giovani nel 2021.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    L&#8217;identikit di chi \u00e8 pi\u00f9 a rischio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un aspetto interessante riguarda anche <b>l\u2019identit\u00e0 o il genere sessuale dell\u2019utilizzatore<\/b> che rappresenterebbe un <b>fattore condizionante allo sviluppo di pensieri suicidari<\/b>, con alcune particolarit\u00e0. Mettendo a confronto questi modelli con diverse categorie di popolazione (uomini cisgender, donne cisgender cio\u00e8 persone che si identificano pienamente con il sesso biologico alla nascita (maschile o femminile); studenti transgender, la cui identit\u00e0 di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita; soggetti non conformi al genere), e tenuto conto di <b>altri fattori importanti come depressione, sonno e stress finanziario<\/b>, si \u00e8 osservato che le molestie online erano associate a un rischio maggiore in tutti i gruppi di genere, mentre il tempo trascorso online presentava una relazione pi\u00f9 forte tra gli uomini cisgender.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ovvero coloro che, fra questi, trascorrevano <b>pi\u00f9 di tre ore al giorno online avevano quasi il doppio delle probabilit\u00e0 di riferire ideazione suicidaria, rispetto a chi ne faceva un uso minimo<\/b>. \u00abIl risultato emerso tra gli uomini cisgender \u2013 ha dichiarato <b>Seungbin Oh, professore assistente di psichiatria alla Boston University e fra gli autori della ricerca<\/b> \u2013 \u00e8 particolarmente significativo poich\u00e9 si discosta da gran parte degli studi precedenti, prevalentemente incentrati su ragazze e giovani donne, considerate pi\u00f9 vulnerabili ai danni digitali. I nostri dati indicano che, potenzialmente, si sta trascurando un importante rischio per la salute mentale tra i giovani uomini, in funzione delle esperienze digitali. Fascia di popolazione, dunque, meritevole di pi\u00f9 attenzione pubblica e clinica\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo studio ha, inoltre, una ulteriore rilevanza. Per molti studenti universitari, oggi le piattaforme online rappresentano uno strumento per la costruzione dell&#8217;identit\u00e0, la connessione sociale e l&#8217;espressione emotiva. Tuttavia, questi <b>spazi digitali possono anche essere fonte di stress, sottile e cumulativo, dovuto al costante confronto sociale, all\u2019esclusione, alle molestie<\/b> &#8211; come gi\u00e0 accennato \u2013 o generare un sovraccarico digitale. Poich\u00e9 il suicidio \u00e8, da lunga data, una delle principali cause di morte tra i giovani adulti, l\u2019attenzione della ricerca \u00e8 puntata a indagare le dinamiche e i meccanismi delle nuove forme di disconnessione sociale, tra cui l&#8217;ostilit\u00e0 online o l&#8217;esposizione cronica agli schermi, come possibili \u201camplificatori\u201d di questo rischio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019auspicio dei ricercatori \u00e8 che le evidenze dello studio attuale, possano incoraggiare i professionisti della salute mentale, in particolare coloro che lavorano con gli studenti universitari, a considerare anche la vita e il tempo digitale come parte della valutazione della salute mentale sfruttando, ad esempio un set di domande molto mirato: &#8220;Quanto tempo trascorri online?&#8221;, &#8220;Hai avuto esperienze angoscianti online di recente?&#8221;. Botta e risposta che potrebbero diventare semplici ma significative integrazioni ai colloqui iniziali di valutazione e approccio allo studente.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre questi ultimi potrebbero ricavarne un aiuto prezioso per capire come le proprie abitudini online possano influenzare l&#8217;umore, il sonno e il senso di appartenenza. I ricercatori suggeriscono, infine, altre possibili iniziative e politiche da attivare: in particolare creare degli spazi in cui i giovani uomini, risultati i pi\u00f9 esposti a rischi dell\u2019on line, possano confrontarsi, parlare apertamente delle loro esperienze digitali e darsi mutuo aiuto senza il timore di essere stigmatizzati.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La raccomandazione, all\u2019iniziale percezione di un disagio psicologico, di un momento di crisi o difficolt\u00e0 emotiva, \u00e8 di parlarne con i propri referenti e persone di fiducia (medico curante, specialista) o recarsi presso i centri di ascolto e aiuto presenti all\u2019interno delle stesse Universit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-figli-genitori\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_salute\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1753719611_813_app.png\"\/><\/p>\n<p>L&#8217;App di <strong>Figli &amp; Genitori<\/strong>, il tuo supporto quotidiano per crescere un figlio<\/p>\n<p>SCOPRI E SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/components2.corriereobjects.it\/rcs_cor_corriere-genitori-figli-layout\/v1\/assets\/img\/ext\/fg.svg\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-24T06:45:03+02:00\">24 agosto 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Francesca Morelli Da un&#8217;analisi condotta su oltre 46.000 studenti (tra i 18 e 25 anni) da un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":646766,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[24,2017,5143,24522,2109,18265,356982,1052,356981,28051,2781,2491,728,4916,8792,2429,52570,16379,1230,18508,333751,7504,2152,28054,2437,1598,356984,239,7808,159383,48,2666,1537,90,89,14453,2163,356985,29456,964,356986,272,17755,23892,71249,1315,24920,18830,2095,57373,11672,614,4233,2441,240,2089,2258,5926,72389,2128,57368,48576,2106,4412,356983],"class_list":["post-646765","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-aiuto","tag-americani","tag-analisi","tag-analisi-condotta","tag-attenzione","tag-boston","tag-boston-university","tag-centri","tag-cisgender","tag-compresa","tag-condotta","tag-confronto","tag-dati","tag-digitale","tag-digitali","tag-donne","tag-emerso","tag-emotiva","tag-episodi","tag-esperienze","tag-esperienze-digitali","tag-esposizione","tag-eta","tag-eta-compresa","tag-genere","tag-giovani","tag-giovani-uomini","tag-health","tag-identita","tag-identita-genere","tag-importante","tag-importanti","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-line","tag-mentale","tag-mentale-studenti","tag-molestie","tag-morte","tag-morte-giovani","tag-nascita","tag-navigazione","tag-on","tag-on-line","tag-online","tag-ostilita","tag-ovvero","tag-pensieri","tag-pensieri-suicidari","tag-possano","tag-ricerca","tag-ricercatori","tag-rischio","tag-salute","tag-salute-mentale","tag-sociale","tag-studenti","tag-studenti-universitari","tag-studio","tag-suicidari","tag-universitari","tag-university","tag-uomini","tag-uomini-cisgender"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/646765","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=646765"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/646765\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/646766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=646765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=646765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=646765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}