{"id":646991,"date":"2026-08-24T10:31:10","date_gmt":"2026-08-24T10:31:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/646991\/"},"modified":"2026-08-24T10:31:10","modified_gmt":"2026-08-24T10:31:10","slug":"mariam-abu-dagga-la-giornalista-uccisa-nel-raid-sullospedale-di-gaza-linchiesta-a-un-anno-dalla-morte-la-telecamera-era-di-reuters-non-di-hamas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/646991\/","title":{"rendered":"Mariam Abu Dagga, la giornalista uccisa nel raid sull&#8217;ospedale di Gaza. L&#8217;inchiesta a un anno dalla morte: \u00abLa telecamera era di Reuters, non di Hamas\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Greta Privitera<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Un anno dopo, l&#8217;Indipendent analizza foto e immagini dei due raid che hanno ucciso la fotoreporter e altri cinque colleghi, confutando la versione dell&#8217;esercito israeliano<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Domani<b> <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_agosto_25\/lettera-testamento-mariam-abu-dagga-giornalista-uccisa-gaza-e5f199d7-cb9d-443d-ac94-44f5f4069xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mariam Abu Dagga<\/a><\/b> \u00e8 morta da un anno. Al Nasser Hospital di Khan Younis c&#8217;\u00e8 una scala esterna che, fra un bombardamento e l&#8217;altro, i giornalisti di Gaza usano per telefonare, inviare immagini, aspettare notizie. <b>Il 25 agosto dell&#8217;anno scorso un carro armato israeliano spara l\u00ec due volte. <\/b>Il primo colpo uccide Hussam al-Masri, cameraman della Reuters. Il secondo arriva pochi minuti dopo, quando intorno al suo corpo ci sono i soccorritori e i colleghi convinti di poterlo salvare.<b> Muore Mariam, fotoreporter di Independent Arabia e collaboratrice dell&#8217;Associated Press<\/b>. Con lei, almeno altre ventidue persone. Fra loro Mohammed Salama di Al Jazeera, Ahmed Abu Aziz di Quds Feed, Moaz Abu Taha, freelance.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un anno dopo, Independent e Independent Arabia ricostruiscono cosa \u00e8 successo su quella scala minuto per minuto<\/b>, incrociando decine di testimonianze, video e fotografie. <b>L&#8217;esercito israeliano aveva sostenuto di avere colpito una telecamera piazzata da Hamas<\/b>. L&#8217;inchiesta mostra altro. La telecamera era di Reuters, era quella di Hussam, lasciata accanto al suo corpo dopo il primo raid. Quel punto della scala era frequentato ogni giorno dalla stampa locale, era un luogo visibile, conosciuto, anche dai soldati che presidiavano la zona da mesi. <b>I reporter parlano di prove di possibili crimini di guerra.<\/b> L&#8217;esercito non entra nel merito, dice solo che l&#8217;indagine interna, quella dello Stato maggiore, \u00e8 ancora aperta. Il Committee to Protect Journalists ha gi\u00e0 classificato la morte di Mariam come un omicidio mirato, una giornalista uccisa per il suo lavoro.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il giorno dopo il raid abbiamo parlato con Salma Kaddoumi. \u00c8 la migliore amica di Mariam, anche lei giornalista, anche lei freelance. La sera precedente alla sua morte, la fotoreporter le aveva chiesto di dormire con lei al Nasser. Salma era a Nord, dietro alle evacuazioni. \u00ab<b>Ti richiamo<\/b>\u00bb, le aveva detto. Si erano salutate promettendosi di trovare presto un momento. Il mattino seguente cominciano a circolare i video del raid. \u00abEra mia sorella maggiore\u00bb, ci ha detto Salma. \u00ab<b>Ci sentivamo quasi tutti i giorni. Ci dicevamo come muoverci, ci passavamo nomi e contatti. E parlavamo di noi<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oggi, a un anno di distanza, la giornalista palestinese ricorda quella telefonata come l&#8217;ultima bella di questi mesi. <b>Mariam aveva iniziato a lavorare come giornalista nel 2018, durante la Grande marcia del ritorno<\/b>. Dall&#8217;ottobre del 2023 raccontava la fame, le evacuazioni, le famiglie che cercavano i propri morti tra le macerie della Striscia. Il Nasser era la sua base. Dodici giorni prima di essere uccisa aveva visto morire Anas al-Sharif e altri quattro colleghi. \u00ab<b>Mi aveva detto, e se domani toccasse a noi<\/b>\u00bb, raccontava Salma. \u00abAveva un figlio. Per lei continuare a fare questo lavoro era una scelta ancora pi\u00f9 difficile\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ghaith, il figlio, vive negli Emirati con il padre.<\/b> Mariam lo ha fatto evacuare all&#8217;inizio della guerra, pensando che la distanza sarebbe durata poco. Non lo rivedr\u00e0 pi\u00f9. Nel frattempo ha perso la madre, malata di cancro, senza cure. La casa di famiglia \u00e8 stata bombardata. Al padre Riyad ha donato un rene. \u00c8 un uomo con undici figli e cinquanta nipoti, e questo conflitto gli ha portato via chi ama.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Siamo riusciti a parlare anche con lui, il giorno dopo la morte di Mariam. <b>Non chiedeva vendetta. Chiedeva che la guerra finisse. \u00abVogliamo vivere come tutti\u00bb, ci ha detto.<\/b> \u00abSappiamo che nelle guerre si perde e basta. La pace \u00e8 il nostro desiderio\u00bb. Di Mariam ricordava la bambina che lo seguiva ovunque, che faceva domande, che voleva diventare giornalista. \u00abEra dolce come il miele. Dopo la morte di sua madre si \u00e8 presa cura di me\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A Gaza le giornaliste sono poche e si conoscono tutte. Salma dice che lavorano senza dormire, correndo fra ospedali e macerie, spesso senza mangiare.<\/b> \u00abIn nome di Mariam non smetteremo mai\u00bb. Alla versione israeliana secondo cui i civili non vengono presi di mira, oppone una domanda. Se chi colpisce sa che dopo il primo raid arrivano soccorritori e giornalisti, perch\u00e9 colpire una seconda volta?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questi stessi giorni torna a fare notizia un altro nome, quello di <b>Hind Rami Iyad Rajab, cinque anni, uccisa il 29 gennaio 2024 mentre fuggiva da Gaza<\/b> <b>City <\/b>su una Kia nera con sei parenti. Per due anni e mezzo Israele ha negato ogni responsabilit\u00e0 diretta. Solo in questi giorni, dopo un rapporto dell&#8217;Onu che lo scorso settembre ha citato il caso Rajab, l&#8217;esercito israeliano ha ammesso per la prima volta di aver sparato su quell&#8217;auto e ha aperto un&#8217;indagine penale.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dall&#8217;inizio della guerra il Committee to Protect Journalists conta almeno 207 giornalisti palestinesi uccisi a Gaza<\/b>, mai cos\u00ec tanti in nessun altro conflitto da quando l&#8217;organizzazione tiene il conto, dal 1992. Mariam riceve postuma l&#8217;International Press Freedom Hero Award. Il suo ritratto viene portato nel Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu dall&#8217;ambasciatore algerino.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-24T11:26:05+02:00\">24 agosto 2026 ( modifica il 24 agosto 2026 | 11:26)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Greta Privitera Un anno dopo, l&#8217;Indipendent analizza foto e immagini dei due raid che hanno ucciso la&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":646992,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[34165,52649,839,3357,63336,631,2865,357117,357118,357119,394,3591,14,52647,164,165,3669,1690,7088,773,825,15468,2716,84368,944,73,4348,357120,357121,807,77,75,52695,12272,51,950,7696,357122,1302,13844,760,357123,13767,4045,775,32402,52650,52651,166,964,54239,7,15,13814,8687,7229,13552,38494,96,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":["post-646991","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-abu","tag-abu-dagga","tag-almeno","tag-arabia","tag-chiedeva","tag-cinque","tag-colleghi","tag-committee","tag-committee-to","tag-committee-to-protect","tag-conflitto","tag-corpo","tag-cronaca","tag-dagga","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-distanza","tag-domani","tag-dormire","tag-esercito","tag-esercito-israeliano","tag-evacuazioni","tag-figlio","tag-fotoreporter","tag-freelance","tag-gaza","tag-giornalista","tag-giornalista-uccisa","tag-giornalista-uccisa-raid","tag-giornalisti","tag-guerra","tag-hamas","tag-hussam","tag-immagini","tag-inchiesta","tag-indagine","tag-independent","tag-independent-arabia","tag-inizio","tag-inizio-guerra","tag-israeliano","tag-journalists","tag-macerie","tag-madre","tag-maggiore","tag-mariam","tag-mariam-abu","tag-mariam-abu-dagga","tag-mondo","tag-morte","tag-nasser","tag-news","tag-notizie","tag-raid","tag-reuters","tag-salma","tag-scala","tag-telecamera","tag-uccisa","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/646991","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=646991"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/646991\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/646992"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=646991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=646991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=646991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}