{"id":647120,"date":"2026-08-24T12:19:25","date_gmt":"2026-08-24T12:19:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/647120\/"},"modified":"2026-08-24T12:19:25","modified_gmt":"2026-08-24T12:19:25","slug":"oriente-occidente-di-rampini-ucraina-niente-pace-senza-i-patriot-diplomazia-si-ma-anche-riarmo-difensivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/647120\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Ucraina, niente pace senza i Patriot: diplomazia s\u00ec, ma anche riarmo difensivo"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La guerra in Ucraina \u00e8 entrata in una fase paradossale<\/b>. Si parla di pace un po\u2019 pi\u00f9 di quanto si facesse qualche mese fa, mentre sul terreno quasi nulla indica che Putin abbia deciso di fermarsi. Anzi. La Russia continua la pressione nel Donbas, aumenta la produzione di missili, prepara secondo Kiev una nuova mobilitazione di truppe. L\u2019Ucraina resiste, colpisce sempre pi\u00f9 spesso in profondit\u00e0 il sistema logistico ed energetico russo, ma soffre di una carenza che pu\u00f2 diventare decisiva: la difesa contro i missili balistici. <b>L\u2019Occidente non fabbrica abbastanza armi difensive; i suoi nemici hanno ritmi di produzione ben pi\u00f9 sostenuti, e si tratta di armi offensive<\/b>. Chi vuole la pace e vuole favorire una soluzione diplomatica, dovrebbe spingere per il riarmo difensivo, l\u2019unico che pu\u00f2 riequilibrare i rapporti di forze e spianare la strada a un negoziato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 questo il contesto in cui Zelensky ha annunciato di avere consegnato ai negoziatori americani nuove proposte per mettere fine alla guerra. <b>Il contenuto dettagliato non \u00e8 stato reso pubblico<\/b>. Reuters riferisce per\u00f2 una frase del presidente ucraino che ne chiarisce la logica: gli Stati Uniti possono rafforzare la difesa dell\u2019Ucraina, anzitutto quella aerea, e contemporaneamente esercitare pressioni sulla Russia perch\u00e9 Mosca si prepari alla fine della guerra invece di prolungarla. <b>Quindi il nuovo piano non va letto solo come un\u2019offerta diplomatica<\/b>. \u00c8 anche un ragionamento militare. Zelensky dice in sostanza che una trattativa pu\u00f2 diventare seria solo modificando il calcolo costi-benefici di Putin.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La situazione sul campo non \u00e8 quella di un crollo ucraino. Ma neppure quella di una Russia prossima alla sconfitta. L\u2019avanzata russa procede con lentezza nell\u2019Est, pagando prezzi umani elevati. <b>Attorno a Kostiantynivka e agli altri capisaldi del Donbas gli ucraini continuano a opporre una resistenza efficace<\/b>. Zelensky sostiene addirittura che nel 2026 il territorio perduto e quello riconquistato potrebbero compensarsi. \u00c8 la valutazione di una parte belligerante, per\u00f2 serve a correggere l\u2019immagine di un fronte ucraino in disfacimento.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La guerra resta una gigantesca battaglia d\u2019usura. Ed \u00e8 proprio qui che emergono le differenze pi\u00f9 preoccupanti. L\u2019Ucraina ha sviluppato un\u2019industria innovativa dei droni e delle armi a basso costo. <b>I suoi attacchi estivi contro raffinerie, depositi e centri logistici russi hanno dimostrato che Kiev conserva una capacit\u00e0 offensiva rilevante<\/b>. L\u2019Institute for the Study of War ha documentato una campagna sistematica contro infrastrutture logistiche e industriali russe, mentre Mosca modifica la propria produzione di missili a lungo raggio per fabbricare soprattutto quelli pi\u00f9 capaci di penetrare le difese ucraine.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 una gara industriale prima ancora che tecnologica.<b> La Russia sembra prepararsi a combattere a lungo<\/b>. Secondo Zelensky, Putin attende le elezioni parlamentari russe di settembre per avviare in seguito una nuova mobilitazione di 300.000 uomini; nel 2027 il totale dei nuovi arruolati potrebbe arrivare a mezzo milione. Mosca nega. La parte meno controversa del quadro riguarda la produzione bellica: la Russia sta aumentando rapidamente il numero dei missili disponibili. <b>Reuters riferisce una capacit\u00e0 programmata di circa 1.300 missili balistici l\u2019anno<\/b>. \u00c8 qui che la guerra ucraina si collega a un problema molto pi\u00f9 grande: l\u2019America ha molte guerre potenziali da preparare, e non abbastanza missili per affrontarle tutte allo stesso tempo. Un\u2019analisi di Yaroslav Trofimov sul Wall Street Journal descrive una vulnerabilit\u00e0 che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata impensabile. Secondo una stima del Center for Strategic and International Studies citata dal Journal, <b>gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 consumato circa met\u00e0 delle scorte prebelliche di intercettori Patriot e Thaad, <\/b>oltre a un terzo dei missili offensivi a lungo raggio Tomahawk e JASSM.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Casa Bianca e il Pentagono contestano che esista una vera scarsit\u00e0. Ma altri dati raccolti da Trofimov sono difficili da ignorare. <b>Il CSIS stima che restino negli arsenali americani appena 800 Patriot<\/b>. Lockheed Martin ha consegnato nell\u2019ultimo anno 620 intercettori PAC-3 MSE, oltre il 20 per cento in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente: un\u2019accelerazione notevole per gli standard occidentali, insufficiente per\u00f2 rispetto alla crescita della minaccia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Russia da sola produrrebbe ormai pi\u00f9 di cento missili balistici al mese e altrettanti missili da crociera. <b>Aggiungendo Cina, Corea del Nord e Iran, la produzione di missili balistici dei principali avversari dell\u2019Occidente supera di parecchie volte quella occidentale degli intercettori<\/b>. Con una complicazione aritmetica: per abbattere un singolo missile balistico pu\u00f2 essere necessario lanciarne due o tre. Non \u00e8 un dettaglio tecnico. Pu\u00f2 influire sulle possibilit\u00e0 della pace. Per Putin la domanda non \u00e8 soltanto quanti soldati e quanti missili possiede la Russia. \u00c8 quanti Patriot l\u2019Occidente pu\u00f2 permettersi di consumare in Ucraina quando deve proteggere contemporaneamente Israele, le basi americane nel Golfo, gli alleati asiatici e potenzialmente Taiwan. <b>Nel 2026 Kiev dovrebbe ricevere appena 264 intercettori Patriot progettati negli Stati Uniti<\/b>, contro 364 nel 2025 e 675 nel 2023. Intanto gli attacchi russi sono diventati pi\u00f9 intensi. L\u2019Ucraina riesce a distruggere gran parte dei droni e molti missili da crociera, ma contro i vettori balistici la sua vulnerabilit\u00e0 aumenta. Zelensky ha indicato la scarsit\u00e0 dei Patriot come una causa dell\u2019aumento delle vittime.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La seconda contraddizione riguarda l\u2019Europa. Sul piano finanziario, l\u2019Europa ha ormai assunto una funzione dominante. <b>Il nuovo Ukraine Support Loan dell\u2019Unione europea vale 90 miliardi di euro destinati al bilancio e alla difesa di Kiev nel 2026 e 2027<\/b>. Nei soli mesi di maggio e giugno le istituzioni europee hanno assegnato quasi 11 miliardi: 4,3 miliardi di aiuti militari e 6,7 miliardi di sostegno finanziario e umanitario. Germania, Danimarca e Olanda hanno aggiunto nuovi consistenti stanziamenti. L\u2019Europa dunque pu\u00f2 pagare una parte crescente della guerra. Ma non riesce a fabbricare ci\u00f2 che compra. Nel primo semestre del 2026 gli europei hanno acquistato almeno tre miliardi di euro di armamenti da aziende americane per destinarli all\u2019Ucraina.<b> Sono circa il 30 per cento di tutto l\u2019aiuto militare europeo proveniente da nuove commesse industriali<\/b>. Ancora pi\u00f9 rivelatore \u00e8 il programma Nato PURL: oltre il 90 per cento degli armamenti forniti attraverso quel meccanismo proviene dagli arsenali militari statunitensi. Il Kiel Institute sintetizza il problema cos\u00ec: l\u2019Europa \u00e8 diventata il principale finanziatore dell\u2019Ucraina, ma continua a dipendere dall\u2019America per sistemi essenziali come il Patriot. <b>\u00c8 la nuova divisione del lavoro atlantica: l\u2019Europa mette sempre pi\u00f9 soldi<\/b>, l\u2019America conserva tecnologie insostituibili. Il problema sorge quando gli arsenali americani si svuotano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Washington ha reagito sul piano industriale. Il Pentagono ha firmato con Lockheed Martin un programma da 59 miliardi di dollari che dovrebbe triplicare la produzione dei Patriot PAC-3 entro il 2030; un altro contratto da 35 miliardi punta a quadruplicare gli intercettori Thaad.<b> Ma il 2030, visto da una trincea del Donbas, \u00e8 lontanissimo. In questo senso Putin gode di un vantaggio tipico delle guerre lunghe<\/b>. L\u2019apparato industriale russo \u00e8 gi\u00e0 organizzato secondo una logica bellica. Cina, Corea del Nord e Iran aumentano anch\u2019essi rapidamente la capacit\u00e0 produttiva militare. In Occidente gli investimenti stanno crescendo lentamente, e partono da economie e sistemi industriali che hanno vissuto per decenni in condizioni di pace.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un alto responsabile europeo citato da Trofimov riassume brutalmente l\u2019asimmetria: gli avversari dell\u2019Occidente pensano di essere gi\u00e0 in guerra, mentre l\u2019Occidente continua in parte a comportarsi come se non lo fosse. Questo spiega perch\u00e9 Zelensky lega la diplomazia ai Patriot. <b>Non basta invitare Putin a negoziare. Bisogna convincerlo che il tempo non lavora a suo favore<\/b>. Per ora Mosca continua a dare il segnale opposto. Il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov sostiene che la Russia \u00e8 pronta a considerare nuove idee di pace, purch\u00e9 tengano conto delle \u00abrealt\u00e0 sul terreno\u00bb. Nel linguaggio del Cremlino significa anzitutto accettare che la Russia controlla circa un quinto del territorio ucraino e riconoscere almeno una parte dei risultati ottenuti con l\u2019invasione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le nuove proposte di Zelensky sembrano quindi avere un obiettivo intermedio prima ancora della pace: dimostrare a Donald Trump che Kiev non \u00e8 l\u2019ostacolo al negoziato. <b>L\u2019amministrazione americana vuole poter presentare la fine della guerra come un successo diplomatico, ma i negoziati hanno prodotto finora pochissimo<\/b>. L\u2019altra guerra, quella contro l\u2019Iran, ha assorbito attenzione politica e risorse militari americane e ha indirettamente migliorato il potere contrattuale di Putin.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Zelensky combatte su due fronti diplomatici. Deve convincere Trump che l\u2019Ucraina \u00e8 pronta a trattare. E deve convincerlo che una trattativa condotta mentre Kiev perde progressivamente la capacit\u00e0 di difendere le proprie citt\u00e0 dai missili russi sarebbe una trattativa falsata. <b>Qui sta forse il significato pi\u00f9 importante del suo nuovo piano<\/b>. La pace non dipende soltanto dalla disponibilit\u00e0 dei due contendenti a sedersi intorno a un tavolo. Dipende dalla percezione che entrambi hanno del futuro. Se Putin crede che fra sei mesi avr\u00e0 pi\u00f9 uomini, pi\u00f9 missili e un\u2019Ucraina con meno Patriot, la sua ragione per fare concessioni oggi diminuisce. Se invece gli Stati Uniti e l\u2019Europa riescono a dimostrare che Kiev rester\u00e0 difendibile militarmente, la diplomazia acquista valore anche per lui.<b> Il vero negoziato di pace, prima ancora di cominciare a Mosca, Kiev o Washington<\/b>, passa dunque dalle catene di montaggio di Lockheed Martin e dell\u2019industria europea. Questa \u00e8 una guerra in cui il tempo si misura anche in missili prodotti al mese.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il paradosso politico pi\u00f9 sconcertante \u00e8 che l\u2019Occidente al proprio interno ha robuste correnti pacifiste che contrastano il riarmo, pur trattandosi per lo pi\u00f9 di un\u2019operazione difensiva: <b>Patriot e Thaad non sono armi fatte per attaccare l\u2019avversario, ma per neutralizzare i suoi attacchi missilistici<\/b>. Il riarmo occidentale \u00e8 lento, quello europeo langue, perch\u00e9 una parte dell\u2019opinione pubblica lo considera contrario alla pace. Dove il riarmo procede a ritmi ben pi\u00f9 sostenute, e con arsenali offensivi, il pacifismo non esiste o \u00e8 stato zittito da tempo.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-24T10:10:08+02:00\" content=\"2026-08-24\">24 agosto 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La guerra in Ucraina \u00e8 entrata in una fase paradossale. 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