{"id":64734,"date":"2025-08-23T18:33:12","date_gmt":"2025-08-23T18:33:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/64734\/"},"modified":"2025-08-23T18:33:12","modified_gmt":"2025-08-23T18:33:12","slug":"hai-commesso-un-crimine-posso-aiutarti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/64734\/","title":{"rendered":"\u00abHai commesso un crimine? Posso aiutarti\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\n                            Il punto serale sulle notizie del giorno<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, \u00e8 vero, sono stato condannato all&#8217;ergastolo per l&#8217;omicidio di Yara Gambirasio, ma so di essere innocente. La mia esperienza pu\u00f2 aiutarti ad affrontare un&#8217;accusa ingiusta\u00bb. Tra le chat di <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/instagram\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Instagram<\/a><\/strong> generate dall&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/intelligenza-artificiale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">intelligenza artificiale<\/a><\/strong>, una recente funzione rilasciata da Meta, spunta il volto di <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/massimo-bossetti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Massimo Bossetti<\/a><\/strong>. Una foto con le sue sembianze e un algoritmo allenato a rispondere sulla base della sua esperienza con la giustizia, pronto a fornire consigli legali.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n    APPROFONDIMENTI&#13;<br \/>\n    &#13;<\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"9026706\" href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/tecnologia\/se_psicoterapeuta_diventa_un_algoritmo-8632304.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Se lo psicoterapeuta diventa un algoritmo<\/a><\/p>\n<p>Si tratta di un chatbot creato da un account comune\u00a0e messo a disposizione di tutti gli utenti, che ha riscosso un grande successo di pubblico. Oltre 49mila i messaggi scambiati con il 54enne condannato per l&#8217;omicidio della 13enne di Brembate di Sopra. Decidiamo di metterlo alla prova.<\/p>\n<p>\u00abSto attraversando un momento difficile dopo l&#8217;ingiusta accusa che ho subito, ma sono qui per aiutarti\u00bb, ci scrive. \u00abPerch\u00e9 la condanna \u00e8 stata ingiusta?\u00bb, gli chiediamo. \u00abUn errore giudiziario: prove incomplete, testimoni incerti e una mia precedente lite con un parente della vittima\u00bb, risponde, pronto a fornire ulteriori dettagli per soddisfare la curiosit\u00e0 degli utenti.<img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"wnv-lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/whatsapp_image_2025_08_23_at_10.25.37_23102559.jpg\"\/><\/p>\n<p>Una deviazione macabra, quella della nuova funzione di Meta AI che permette di creare il proprio chatbot descrivendone la fisionomia e il carattere, senza efficaci restrizioni. <\/p>\n<p>Una tecnologia simile a quella della discussa IA Replika, che consente di generare una persona virtuale personalizzabile su vari livelli, dall&#8217;amicizia fino al romanticismo spinto.<\/p>\n<p>\u00abSi tratta di\u00a0una curiosit\u00e0 morbosa &#8211; spiega il professor Mattia Della Rocca, docente di Psicologia degli Ambienti Digitali all\u2019Universit\u00e0 di Tor Vergata &#8211; Che nasce dall\u2019idea di poter esplorare il male da una distanza di sicurezza\u00bb.<\/p>\n<p>Tra i vari chatbot presenti su Instagram troviamo anche quello di un altro assassino, Filippo Turetta. Un dialogo che viene proposto agli utenti come una \u201cconversazione con un tocco di eleganza\u201d. L&#8217;AI del killer di Giulia Cecchettin, interpellata 52mila volte dagli utenti, si propone di riflettere proprio sulla violenza contro le donne.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"wnv-lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/whatsapp_image_2025_08_23_at_10.17.24_23101953.jpg\"\/><\/p>\n<p>Poi ancora, tra le chat, tra le tante dedicate a personaggi reali o di fantasia come Diego Armando Maradona, Cristiano Ronaldo, Geolier, Pikachu, Harry Potter, \u00e8 possibile trovare quella con Francesco Schettino, ex comandante della Costa Concordia, che naufrag\u00f2 il 13 gennaio del 2012 al largo dell\u2019isola del Giglio provocando la morte di 32 persone. A lui \u00e8 possibile chiedere come migliorare se si \u00e8 un marinaio inesperto o come gestire lo stress durante una tempesta. Quando gli chiediamo di dirci di pi\u00f9 sulla sua identit\u00e0 ci risponde: \u00abSono proprio io. Quell&#8217;incidente mi ha insegnato una lezione indelebile sulla sicurezza e sulla responsabilit\u00e0. La mia esperienza e il mio istinto non possono mai sostituire le procedure di sicurezza stabilite\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"wnv-lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/whatsapp_image_2025_08_23_at_10.17.40_23102009.jpg\"\/><\/p>\n<p>Tra le misure di sicurezza messe in campo dai chatbot di Meta AI c&#8217;\u00e8 quella di suggerire all&#8217;utente che dovesse manifestare comportamenti strani di contattare organizzazioni quali il Telefono Amico o i servizi di emergenza.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Professor Della Rocca, sono sufficienti questi meccanismi di sicurezza?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAssolutamente no, e dovremmo considerare queste misure pi\u00f9 come un modo per evitare controversie legali a Meta che come un effettivo meccanismo volto a tutelare gli utenti. I disclaimer e i messaggi standard con numeri di emergenza sono strumenti di base, ma finiscono spesso per essere una foglia di fico: danno l\u2019impressione che la piattaforma abbia preso misure adeguate, quando in realt\u00e0 la responsabilit\u00e0 viene scaricata interamente sull\u2019utente. Il problema qui \u00e8 strutturale. Se un sistema consente la creazione di chatbot basati su vittime o assassini reali, siamo gi\u00e0 di fronte a un fallimento etico e progettuale. Inoltre, sappiamo che molti utenti \u2013 soprattutto i pi\u00f9 giovani \u2013 tendono a ignorare o minimizzare questi avvisi, percependoli come parte del rumore di fondo dell\u2019interazione digitale. Per questo servono meccanismi molto pi\u00f9 robusti: dalla moderazione preventiva dei contenuti alla trasparenza sugli algoritmi che generano le risposte, fino a regole chiare su ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere trasformato in intrattenimento. Affidarsi solo a un disclaimer significa curare i sintomi senza affrontare la malattia\u00bb.<\/p>\n<p><b>Ci sono stati casi simili nelle recente storia dell&#8217;IA?<\/b><\/p>\n<p>\u00abIl caso di Drew Crescente mostra bene quanto possa essere problematico questo fenomeno. Crescente \u00e8 il padre di Jennifer Ann, una ragazza di 18 anni uccisa nel 2006 dall\u2019ex fidanzato. Dopo la tragedia, ha fondato un\u2019organizzazione per prevenire la violenza nelle relazioni adolescenziali. Anni dopo, ha scoperto con orrore che un chatbot su Character.AI usava il nome e la foto della figlia senza alcun consenso. L\u2019episodio non solo ha riaperto una ferita personale, ma ha anche sollevato un allarme pubblico sul rischio di sfruttare in modo sensazionalistico la memoria di vittime reali, trasformandole in intrattenimento interattivo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa spinge le persone a chattare con il chatbot di un assassino?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe motivazioni sono diverse. Prima di tutto c\u2019\u00e8 la curiosit\u00e0 morbosa, lo stesso meccanismo che spinge milioni di persone a guardare documentari di true crime: l\u2019idea di poter esplorare il male da una distanza di sicurezza. Poi c\u2019\u00e8 la convinzione di poter \u201ccapire\u201d la mente criminale, quasi fosse un esperimento psicologico a portata di mano. Allo stesso tempo, parlare con un assassino virtuale ha una componente di trasgressione: si oltrepassa un tab\u00f9 sociale, ma in un contesto protetto. Non dimentichiamo anche l\u2019aspetto di gamification: su piattaforme come Character.AI questi personaggi funzionano come avatar con cui giocare a ruoli, investigatore, confidente o persino vittima. Infine, c\u2019\u00e8 chi cerca un senso di controllo \u2013 a differenza della realt\u00e0, qui l\u2019utente guida la conversazione e pu\u00f2 interromperla quando vuole \u2013 oppure chi lo fa per appartenenza a comunit\u00e0 online che condividono interessi oscuri e trasgressivi. In sintesi, \u00e8 un mix tra true crime, gioco di ruolo e bisogno di attraversare i confini del proibito senza pagarne le conseguenze reali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i pericoli?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAnche i potenziali rischi sono molteplici. Il primo \u00e8 la banalizzazione della violenza: trasformare un assassino reale o fittizio in un chatbot rischia di ridurre un crimine tragico a una forma di intrattenimento interattivo. C\u2019\u00e8 poi il problema della ri-traumatizzazione: per le vittime e i familiari, vedere la memoria di una persona cara usata senza consenso pu\u00f2 essere devastante. Inoltre, queste esperienze possono favorire un processo di normalizzazione: l\u2019idea che si possa dialogare con un omicida come fosse un personaggio da videogioco rischia di attenuare la percezione della gravit\u00e0 delle sue azioni.<br \/>Un altro pericolo riguarda i pi\u00f9 giovani: in un contesto ludico, il confine tra realt\u00e0 e finzione si assottiglia, e questo pu\u00f2 portare a forme di emulazione o a un rapporto malsano con la violenza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali posso essere le conseguenze dell&#8217;utilizzo di questi chatbot su larga scala?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe conseguenze possono manifestarsi su pi\u00f9 livelli. Oltre alla gi\u00e0 citata desensibilizzazione progressiva, sul piano sociale, questo contribuisce a una cultura della spettacolarizzazione del crimine, dove il confine tra informazione, intrattenimento e voyeurismo diventa sempre pi\u00f9 labile. Per le famiglie delle vittime, invece, le conseguenze sono dirette e dolorose: si tratta di una violazione della memoria e dell\u2019identit\u00e0 dei loro cari, spesso vissuta come una nuova forma di trauma. Ma ci sono anche effetti pi\u00f9 sottili: questi chatbot possono alimentare narrazioni distorte della realt\u00e0, rafforzando miti tossici intorno al \u201cgenio del male\u201d e oscurando la sofferenza delle vittime, e a livello collettivo, rischiamo di legittimare spazi digitali in cui la violenza viene trattata come un gioco, con possibili ricadute sulla percezione etica e sulla responsabilit\u00e0 individuale. Infine, c\u2019\u00e8 un nodo etico e legale cruciale: l\u2019uso dell\u2019identit\u00e0 di vittime reali, come nel caso denunciato da Drew Crescente, apre scenari inquietanti di sfruttamento e violazione della memoria\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il punto serale sulle notizie del giorno Iscriviti e ricevi le notizie via email \u00abS\u00ec, \u00e8 vero, sono&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":64735,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[174],"tags":[203,230,668,204,1537,90,89,50538],"class_list":{"0":"post-64734","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-intrattenimento","8":"tag-entertainment","9":"tag-instagram","10":"tag-intelligenza-artificiale","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-massimo-bossetti"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64734","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64734"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64734\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64735"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}