{"id":647769,"date":"2026-08-24T21:11:18","date_gmt":"2026-08-24T21:11:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/647769\/"},"modified":"2026-08-24T21:11:18","modified_gmt":"2026-08-24T21:11:18","slug":"il-paesaggio-sicano-diventa-visione-a-santo-stefano-quisquina-la-personale-di-peppe-rizzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/647769\/","title":{"rendered":"Il paesaggio Sicano diventa visione: a Santo Stefano Quisquina la personale di Peppe Rizzo"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n     &#13;<br \/>\n        &#13;<\/p>\n<p>La Sicilia di Peppe Rizzo non \u00e8 una terra da cartolina n\u00e9 un paesaggio immobile. \u00c8 una materia inquieta: gli alberi diventano corpi, il vento si fa gesto, la luce apre varchi nelle cose conosciute. Da questa tensione nasce \u201cVisioni\u201d, la personale inaugurata il 9 agosto all\u2019Hub Turistico di Santo Stefano Quisquina, promossa dall\u2019associazione Via delle rondini e visitabile fino al 13 settembre.<\/p>\n<p>La mostra riunisce un nucleo di lavori recenti, realizzati tra il 2023 e il 2026, e rende leggibile la continuit\u00e0 di una ricerca che Rizzo porta avanti da pi\u00f9 di quattro decenni. La sua pittura procede per strati, sovrapposizioni, ripensamenti: ogni immagine conserva la freschezza del gesto ma rifiuta una forma definitiva. La quiete dei paesaggi \u00e8 solo apparente; sotto le pennellate pi\u00f9 calme affiora un movimento interiore, un continuo passaggio tra luce e ombra, permanenza e trasformazione.<\/p>\n<p>Il valore di \u201cVisioni\u201d sta anche nel sottrarre il paesaggio siciliano alla cartolina e alla nostalgia. Nei dipinti di Rizzo una montagna diventa una condizione, un cielo pu\u00f2 contenere insieme ansia e desiderio di volo, gli alberi assumono la presenza di corpi solitari e tenaci. La Sicilia interna non \u00e8 dunque un fondale pittoresco, ma una lingua capace di interrogare questioni universali: il rapporto tra identit\u00e0 e cambiamento, l\u2019appartenenza, lo spaesamento, la libert\u00e0 e la resistenza di chi resta senza rinunciare a trasformarsi.<\/p>\n<p>Nato a Santo Stefano Quisquina nel 1954, dove vive e lavora, Peppe Rizzo si forma nella Palermo degli anni Settanta, frequentando il liceo artistico e la Locanda degli Elfi, laboratorio creativo della scena underground cittadina animato, tra gli altri, da Fabrizio Lupo, Franco Scaldati, Ninni Truden e Toni Costagliola. Dalle iniziali visioni simboliste e psichedeliche, il suo percorso si \u00e8 orientato verso una ricerca poetica sul paesaggio, riconoscibile per raffinatezza tecnica e coerenza espressiva. Dal 1980 le sue opere sono state presentate in mostre personali e collettive a Bergamo, Palermo, Roma e in diversi centri della Sicilia.<\/p>\n<p>Accompagna la mostra il <a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1a2PdI3Dci8pAMFHyIKYRTpNTCUZAMvr7\/view?usp=drive_link\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">catalogo \u201cVisioni\u201d<\/a>, pubblicato dalle Edizioni delle rondini nella collana \u201cZag\u00e0ra\u201d, con un testo di Salvatore Presti e la postfazione \u201cGli alberi ipnotici\u201d di Salvatore Ferlita. Il volume approfondisce la centralit\u00e0 della luce, del viaggio e del processo creativo nella pittura di Rizzo e legge gli elementi naturali, in particolare gli alberi, come metafore di radicamento, memoria e ostinata resistenza. Il progetto grafico \u00e8 di Valerio Rabante, le fotografie di Christian Reina.<\/p>\n<p> &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; La Sicilia di Peppe Rizzo non \u00e8 una terra da cartolina n\u00e9 un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":647770,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,626,204,1537,90,89,1617],"class_list":["post-647769","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-eventi","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mostre"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117152545930560295","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/647769","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=647769"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/647769\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/647770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=647769"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=647769"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=647769"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}