{"id":64782,"date":"2025-08-23T19:04:13","date_gmt":"2025-08-23T19:04:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/64782\/"},"modified":"2025-08-23T19:04:13","modified_gmt":"2025-08-23T19:04:13","slug":"il-giallo-di-jimmy-ruggeri-il-fratello-dellex-presidente-dellatalanta-ucciso-a-colpi-di-pistola-12-anni-senza-soluzioni-la-sorella-cercheremo-sempre-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/64782\/","title":{"rendered":"Il giallo di Jimmy Ruggeri, il fratello dell&#8217;ex presidente dell&#8217;Atalanta ucciso a colpi di pistola: 12 anni senza soluzioni. La sorella: \u00abCercheremo sempre la verit\u00e0\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Armando Di Landro<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">L&#8217;esecuzione con modalit\u00e0 mafiose nel 2013 a Castelli Calepio. Nessuna pista ha portato a risultati. Il fratello maggiore era morto cinque mesi prima dopo 5 anni in coma per un&#8217;emorragia cerebrale. Chi ingaggi\u00f2 i due killer in moto?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il Corriere della Sera ricostruisce sulle sue pagine alcuni gialli, noti e meno noti, della cronaca nera italiana. Oggi la puntata dell&#8217;omicidio di Gian Mario Ruggeri, a Castelli Calepio, Bergamo, nel 2025.\u00a0<\/p>\n<p>In un memoriale disordinato scriveva cos\u00ec: \u00abFaranno di tutto per cancellarmi\u00bb. \u00abIl loro cinismo e il fatto che non mi dicano pi\u00f9 niente mi preoccupa\u00bb. \u00abDevo stare ben attento\u00bb. E tra una frase e l\u2019altra inseriva anche qualche appunto sui problemi in azienda: \u00abPagato Equitalia, 188.000\u00bb. <b>Parole messe nero su bianco in un malloppo di fogli che Gian Mario Ruggeri consegn\u00f2 alla sorella Roberta qualche settimana prima che due killer, <\/b>sicari professionisti, gli togliessero la vita: era il 28 settembre del 2013, un sabato. Alle 8.45 Gian Mario, 44 anni, Jimmy per familiari e amici, stava per entrare nella palestra Castelgym di Castelli Calepio, non lontano da casa sua a Telgate, zona di capannoni e vigne a est di Bergamo. Aveva appena tolto la borsa dalla sua Range Rover, quando due sconosciuti in sella a una moto nera, con le tute scure e il casco integrale, lo avvicinarono. Il passeggero spar\u00f2 cinque colpi di calibro 9 con la mano ferma, uno arriv\u00f2 dritto alla nuca. Jimmy mor\u00ec in pochi secondi. Nessun errore, nessuna traccia. Un giallo che dura da allora. \u00ab\u00c8 stata una delle pi\u00f9 chiare esecuzioni in stile mafioso che si siano verificate a Bergamo e in Lombardia\u00bb commenta l\u2019avvocato Benedetto Maria Bonomo, che assiste Marizzia Ruggeri, per tutti Roberta: da 12 anni chiede di indagare in ogni direzione.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per Bergamo fu un boato<b>. Gian Mario Ruggeri non era uno qualsiasi, o meglio, era l\u2019uomo un po\u2019 in ombra di una delle famiglie pi\u00f9 in vista,<\/b> fratello da parte di padre di Ivan Ruggeri, l\u2019ex presidente dell\u2019Atalanta. 25 anni di differenza. Ivan gli aveva voluto un gran bene, l\u2019aveva tenuto con s\u00e9 a lavorare, da manager, nell\u2019azienda di famiglia, la Ruggeri Polimeri. Poi il presidente, un burbero buono che per l\u2019Atalanta voleva spendere ma mai spandere ed esagerare (15 anni alla guida, 10 in serie A, 5 in B), si ammal\u00f2: un\u2019emorragia cerebrale a gennaio 2008, il coma profondo fino al decesso, il 6 aprile del 2013. Cinque anni di irreversibile calvario, il club ceduto a Antonio Percassi nel 2010, i figli Alessandro e soprattutto Francesca che lo sostituirono alla guida delle aziende di famiglia. E Jimmy? Anche lui rivestiva ruoli semiapicali, da manager. Ma, certo, con il suo stile,  perch\u00e9 era uno che la vita la tirava per il collo: il vizio per la cocaina mai nascosto, le nottate in discoteca, niente matrimonio e relazioni durature, tante avventure da Don Giovanni. E poi, in azienda, era Jimmy l\u2019uomo che giocava sul filo del rasoio, era finito in capo a lui un giro di frode fiscale, tanto che quindici giorni dopo l\u2019omicidio avrebbe dovuto testimoniare in un processo a Vicenza, dove lui aveva gi\u00e0 patteggiato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un giallo mai risolto, anche per il pm che quella mattina si present\u00f2 sul posto: Carmen Pugliese, una che sui delitti aveva sempre ottenuto risultati. <b>Ma  su Jimmy, il buio.  Il suo profilo, le sue abitudini, i suoi vizi, in realt\u00e0 racchiudevano gi\u00e0 tutte le piste da seguire. <\/b> Il mondo delle false fatturazioni: un vertice con la Procura di Vicenza non aiut\u00f2 molto e negli anni successivi anche l\u2019ipotesi su un possibile mandante, un uomo a capo di un giro di frode ingente tra le valli bergamasche e il lago d\u2019Iseo, tramont\u00f2. A proposito di esecuzioni mafiose, tra l\u2019altro, solo tre anni dopo, a maggio 2016, a Costa Volpino spar\u00ec nel nulla tale Fabrizio Garatti, un caso di \u00ablupara bianca\u00bb. Era un ex trafficante di droga che nel pollaio del padre nascondeva un milione in contanti e che negli ultimi anni si dedicava anche lui, con profitto, alle false fatturazioni. Non fu mai stabilito un legame tra i due casi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Jimmy aveva debiti per la cocaina? Non erano mai emersi problemi di questo tipo,<\/b> aveva sempre avuto le entrate per gestire i suoi vizi. \u00c8 da considerare, infine, una coincidenza, il fatto che il delitto sia avvenuto cinque mesi dopo la scomparsa di Ivan Ruggeri, la vera anima delle fortune di famiglia? Per Jimmy era forse venuta meno una garanzia, una sicurezza agli occhi di nemici che sapeva di avere ma che fino a quel momento erano rimasti al loro posto: pu\u00f2 essere, ma chi? Prima di essere ucciso, all\u2019ex fidanzata Jessica Rota Gian Mario aveva rivelato, dopo una telefonata: \u00ab\u00c8 una chiamata che non avrei mai voluto ricevere\u00bb. \u00c8 probabile che gli inquirenti abbiano saputo chi ci fosse all\u2019altro capo del telefono, ma anche in quel caso, nulla \u00e8 maturato. Come \u00e8 stato anni dopo, quando la sorella Roberta, a Quarto grado, raccont\u00f2 di nuovo tutta la storia di Jimmy. Arrivarono delle minacce, sempre al telefono: \u00abBasta insistere con questa storia&#8230;\u00bb. La chiamata era intestata alle utenze di un call center di Milano, ma la richiesta degli inquirenti di avere i tabulati arriv\u00f2 in ritardo: tutti i dati erano gi\u00e0 stati cancellati.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSono emerse tante piste \u2014 <b>commenta l\u2019avvocato Bonomo, legale di  esperienza  \u2014, ma nessuna ha portato a un risultato concreto\u00bb. <\/b>La Procura, dopo 12 anni con il fascicolo aperto senza iscritti, sarebbe pronta a chiedere l\u2019archiviazione: \u00abPossiamo sperare \u2014 aggiunge \u2014 che  qualcuno abbia l\u2019interesse a parlare, o che ci sia un collaboratore di giustizia, legato a quel mondo dal quale sono arrivati i killer, che possa smuovere qualcosa\u00bb. \u00abAbbiamo collaborato in ogni modo alle indagini, abbiamo fornito tutto il materiale e tutti gli spunti che potevamo \u2014 conclude Roberta Ruggeri \u2014. Dopo una richiesta di archiviazione potremmo vedere gli atti e capire su cosa ha lavorato la Procura: <b>anche allora tenteremo di dare una mano, cercheremo sempre la verit\u00e0\u00bb.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Jimmy indossava spesso gli occhiali scuri: <\/b>cos\u00ec viene ritratto dietro Ivan e Giacinto Facchetti, a Bergamo, durante un\u2019Atalanta-Inter. Sotto l\u2019ala del fratello sedeva vicino ai personaggi pi\u00f9 in vista del calcio italiano. Nell\u2019ombra nascondeva un segreto, una realt\u00e0 lontana dai riflettori, che gli \u00e8 costata la vita a 44 anni.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-08-23T15:18:36+02:00\">23 agosto 2025 ( modifica il 23 agosto 2025 | 15:18)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Armando Di Landro L&#8217;esecuzione con modalit\u00e0 mafiose nel 2013 a Castelli Calepio. 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