{"id":648057,"date":"2026-08-25T01:43:35","date_gmt":"2026-08-25T01:43:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/648057\/"},"modified":"2026-08-25T01:43:35","modified_gmt":"2026-08-25T01:43:35","slug":"alice-de-andre-mio-padre-mi-vede-come-una-figura-materna-ho-sempre-sentito-di-doverlo-salvare-il-cognome-de-andre-e-un-onore-ma-porta-con-se-aspettative-e-pregiudizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/648057\/","title":{"rendered":"Alice De Andr\u00e9: \u00abMio padre mi vede come una figura materna. Ho sempre sentito di doverlo salvare. Il cognome De Andr\u00e9 \u00e8 un onore, ma porta con s\u00e9 aspettative e pregiudizi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-dropcap body dropcap\"><strong>Alice De Andr\u00e9<\/strong> su un palco \u00e8 sempre uno spettacolo. Dallo scorso febbraio \u00e8 in tour col suo <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/alice-de-andre-nipote-fabrizio-cantare-non-tradizione-famiglia-non-siamo-salumificio\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">primo monologo teatrale, Alice non canta De Andr\u00e9,<\/a> da lei scritto e interpretato, per raccontare la sua storia e il legame con il cognome del nonno Fabrizio e del pap\u00e0 Cristiano, di cui \u00e8 la quartogenita, \u00abnon quella che \u00e8 andata al Grande Fratello\u00bb. Noi l&#8217;abbiamo seguita in un incontro pubblico durante <a data-offer-url=\"https:\/\/www.bolognaestate.it\/objects\/tutto-esaurito-il-festival-dello-stress2026\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/www.bolognaestate.it\/objects\/tutto-esaurito-il-festival-dello-stress2026&quot;}\" href=\"https:\/\/www.bolognaestate.it\/objects\/tutto-esaurito-il-festival-dello-stress2026\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tutto Esaurito &#8211; Il Festival dello Stress<\/a>, a Bologna, lo scorso giugno: **Lo stress di&#8230; avere un nome pesante **\u00e8 il titolo della serata, ma lei questo stress non lo sente. Lo dice dopo pochi minuti sul palco dove \u00e8 accompagnata dalla psichiatra e psicoterapeuta Nicola Rossi oltre che dal giornalista Emilio Marrese. <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/alice-de-andre-concerto-tributo-matteo-salvini-prima-fila-de-andre-sia-santino-nazionale-quello-che-ascoltiamo-senza-ricordare-cosa-diceva-realmente\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Prima delle polemiche dell&#8217;estate<\/a> c&#8217;\u00e8 comunque tanta famiglia e insieme tanto teatro, passando per il bullismo subito e i pregiudizi. \u00abIl lavoro \u00e8 una parte fondamentale della mia vita. Io lavoro costantemente, \u00e8 una cosa che mi piace. Lo vivo quasi come tempo libero. Potermi mettere via a scrivere, riflettere su delle cose, mettere i miei pensieri, pensare a uno spettacolo. Amo follemente il mio lavoro, \u00e8 una cosa che riempie tanto il mio tempo, \u00e8 una cosa di cui parlo tanto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E stare su un palco con uno psichiatra non \u00e8 un problema.<\/strong><br \/>\u00abHo cominciato da bambina, ho avuto un&#8217;infanzia particolare. Ho continuato questo tipo di percorso cambiando interlocutore, ho fatto una piccola pausa intorno ai vent&#8217;anni e l&#8217;ho poi ripreso. Io trovo che sia una cosa fondamentale, non bisogna avere dei grandi problemi, dei grandi traumi o dei grandi dolori per andare in psicanalisi. Si tratta di in momento, un&#8217;ora che ti concedi per liberarti da tutte quelle cose che ti trascini dietro e avere una persona che ti ascolta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 una lotta per affrancarsi dalla famiglia in tante persone. Lei a che punto \u00e8 di questo percorso?<\/strong><br \/>\u00abSono arrivata a un punto, credo, di accettazione, nel senso che ho attraversato varie fasi. All&#8217;inizio non mi rendevo conto di che cosa significasse portare un cognome cos\u00ec. Per me era normale e mi chiedevo perch\u00e9 questo cognome avrebbe dovuto crearmi degli ostacoli. \u00c8 una cosa talmente bella, l&#8217;ho sempre vissuto con grande orgoglio e con grande amore. Appena sono entrata un po&#8217; nel mondo del lavoro mi sono resa conto in realt\u00e0 di quanti pregiudizi ci si porta dietro ad avere un cognome del genere. So auante aspettative questo cognome crea. Ho visto la sofferenza di mio pap\u00e0. C&#8217;\u00e8 stata una fase di rifiuto, di volermi staccare completamente. Nel farlo mi sono resa conto di quanto in realt\u00e0 quella parte l\u00ec sia fondamentale per me. Non la voglio rinnegare e quindi trovo il modo di portarla con me e di renderla mia. Mio pap\u00e0 l&#8217;ha fatto con il tour De Andr\u00e9 canta De Andr\u00e9: ha preso le canzoni di mio nonno e ci ha messo una sua veste, riarrangiando la parte musicale, \u00e8 il suo modo di tenerlo con s\u00e9. Io lo sto portando a teatro con le mie parole, lo sto portando nel mio mondo. Portare un cognome del genere e fingere che non ci sia \u00e8 poco utile e, mi permetto di dire, secondo me anche un po&#8217; insensato. Ho trovato il modo di girarlo a mio favore e di tenerlo con me. Anche perch\u00e9 voglio tenerlo con me. La chiamerei una fase di accettazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E quindi \u00e8 anche un progetto?<\/strong><br \/>\u00abUn progetto. S\u00ec. Artistico. E c&#8217;\u00e8 altro, ci sono anch&#8217;io. Tutti i lavori che faccio, che ho fatto, ci sono sempre io. C&#8217;\u00e8 la mia identit\u00e0. Dopo questo spettacolo mi piacerebbe comunque rimanere a teatro e raccontare, parlare di me. Sento molto l&#8217;esigenza adesso di stare io su un palco e di raccontare una cosa mia, una mia esperienza, un mio punto di vista, che pu\u00f2 essere anche il punto di vista di una trentenne in una societ\u00e0 come la nostra. Sto buttando gi\u00f9 delle idee, ma almeno per un anno vorrei portare ancora in giro Alice non canta De Andr\u00e9. All&#8217;inizio avevo la paura del giudizio, paura che quello che sto dicendo non venga compreso. Mi piace tanto parlare e ci tengo che quello che dico venga capito. Sono d&#8217;accordo col fatto che l&#8217;arte deve essere interpretabile, ma quando scrivi un tuo monologo, sei tu che racconti la tua storia, non stai interpretando un personaggio. Era la prima volta per me salire su un palco senza interpretare un personaggio, sentivo tanto il bisogno di essere compresa e vista, oltre alla paura di toccare un mostro sacro. Quando ho fatto lo spettacolo a Tempio Pausania in Sardegna, dove sono nata e dove mio nonno ha scelto di vivere, sono salita sul palco e vedevo proprio gli sguardi di giudizio. Quando sei su un palco aspetti la reazione, la risata, l&#8217;applauso. Quando arriva quel silenzio, denso, nel momento giusto, capisci che il pubblico \u00e8 l\u00ec con te. E allora li hai presi. Quella \u00e8 una soddisfazione incredibile. Quando ho visto che queste cose entravano, che queste magie si creavano, allora ho iniziato a divertirmi di pi\u00f9 anch&#8217;io. L&#8217;ultima data che ho fatto a Torino prima dell&#8217;estate me la sono goduta, sono salita scalza e mi sono divertita come una pazza\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alice De Andr\u00e9 su un palco \u00e8 sempre uno spettacolo. 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