{"id":648092,"date":"2026-08-25T02:20:26","date_gmt":"2026-08-25T02:20:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/648092\/"},"modified":"2026-08-25T02:20:26","modified_gmt":"2026-08-25T02:20:26","slug":"con-webb-la-nebulosa-del-leone-ruggisce-ancora-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/648092\/","title":{"rendered":"Con Webb, la Nebulosa del Leone ruggisce ancora \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>Due orecchie, un muso pronunciato e, al centro, una stella che ricorda il tipico naso a bottone del re della savana: sono questi i tratti che hanno valso a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nebulosa_Eschimese\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Ngc 2392<\/a> il soprannome di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Eskimo_Nebula\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Nebulosa del Leone<\/a>. Scoperta nel 1787 dall\u2019astronomo e compositore tedesco <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/William_Herschel\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">William Herschel<\/a>, Ngc 2392 si trova relativamente vicina alla Terra, a circa 6500 anni luce di distanza, e infatti risulta visibile, nella costellazione dei Gemelli, anche dal proprio giardino di casa con un piccolo telescopio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/STScI-01EVVP8RZA90C7S8VQPYR6DMEN.jpeg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"704985475\" data-slb-internal=\"0\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1784968\" class=\"wp-image-1784968 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"2000\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/STScI-01EVVP8RZA90C7S8VQPYR6DMEN.jpeg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1784968\" class=\"wp-caption-text\">La Nebulosa del Leone vista nel 2000 da Hubble nel visibile con la fotocamera Wfcp2. Crediti: Nasa, Andrew Fruchter and the Ero Team (Sylvia Baggett, Stsci; Richard Hook, St-Ecf; Zoltan Levay, Stsci)<\/p>\n<p>Per pi\u00f9 di due decenni il volto della Nebulosa del Leone \u00e8 rimasto impresso nelle immagini scattate da <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/hst\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Hubble<\/a> all\u2019inizio del 2000, e ora torna sotto i riflettori grazie al <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/jwst\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">James Webb Space Telescope<\/a> che, con la sua sensibilit\u00e0, ha rivelato nuovi dettagli finora rimasti indistinguibili.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1784886\" class=\"wp-image-1784886 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"2560\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/NIRCam_LionNebula-scaled.png\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1784886\" class=\"wp-caption-text\">La Nebulosa del Leone osservata da Webb con lo strumento NirCam. I resti della stella centrale sono responsabili della struttura della nebulosa, che comprende una bolla di gas ionizzato a forma di muso di leone e una \u201ccriniera\u201d di polvere. Crediti: Nasa, Esa, Csa, Stsci; elaborazione dell\u2019immagine: Alyssa Pagan (Stsci)<\/p>\n<p>A differenza di Hubble, che \u00e8 in grado di osservare nella parte visibile dello spettro elettromagnetico, Webb si occupa di rilevare la luce infrarossa grazie ai suoi due strumenti principali: NirCam e Miri, rispettivamente per le lunghezze d\u2019onda nel vicino e medio infrarosso. Per questo motivo le immagini pubblicate dalla Nasa sono due, una per ogni strumento. A prima vista, la struttura d\u2019insieme di Ngc 2392 non appare troppo diversa da quella immortalata da Hubble, ma \u00e8 nel dettaglio che Webb fa la differenza, evidenziando la presenza di grumi compatti di polvere e una foschia di gas ionizzato.<\/p>\n<p>Dietro l\u2019aspetto quasi familiare della Nebulosa del Leone si nasconde una delle fasi pi\u00f9 affascinanti dell\u2019evoluzione stellare. Ngc 2392 \u00e8 infatti una <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nebulosa_planetaria\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nebulosa planetaria<\/a>: ci\u00f2 che resta degli strati esterni espulsi da una stella ormai giunta alle ultime fasi della propria vita. Questi oggetti particolarmente scenografici, che spesso finiscono sugli sfondi dei nostri cellulari, si originano a partire da stelle di piccola massa che, quando non sono pi\u00f9 in grado di sostenersi attraverso le reazioni di fusione nel loro nucleo, diventano instabili e iniziano a pulsare, espellendo progressivamente nello spazio i loro strati pi\u00f9 esterni. Il materiale espulso forma cos\u00ec gusci di gas e polvere che, illuminati dalla radiazione della stella, danno vita alla nebulosa. Al centro rimane il nucleo stellare, estremamente caldo, noto comunemente come nana bianca.<\/p>\n<p>Il muso del leone, in particolare, \u00e8 una bolla di gas ionizzato che la nana bianca centrale sta \u201ccuocendo\u201d dall\u2019interno e che si espande nel tempo, distruggendo la polvere che incontra sul suo cammino. La criniera \u00e8 invece la parete interna di un guscio di polvere illuminato dalla stella stessa e i ciuffi, che sembrano peli arruffati, sono agglomerati di polvere abbastanza densi da essere sopravvissuti alla radiazione, facendo da schermo al materiale che si trova dietro di loro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1784900\" class=\"wp-image-1784900 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"984\" height=\"717\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Miri_LionNebula.png\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1784900\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019immagine nel medio infrarosso della nebulosa planetaria Ngc 2392 ripresa dal James Webb Space Telescope della Nasa mette in evidenza le diverse strutture di polvere. Una parte della polvere viene distrutta dalla radiazione della stella centrale, mentre alcuni filamenti riescono a sopravvivere. Crediti: Nasa, Esa, Csa, Stsci; elaborazione dell\u2019immagine: Alyssa Pagan (Stsci)<\/p>\n<p>Anche se i nostri telescopi sembrano \u201ccongelare\u201d la nebulosa in un istante, gli effetti della morte della stella proseguono incessantemente, con il vento stellare che arriva a toccare velocit\u00e0 superiori al milione di chilometri all\u2019ora, disperdendo sempre di pi\u00f9 i gas e le polveri che formano la nebulosa. Per questo motivo, gli astronomi stimano che tra circa diecimila anni \u2013 un tempo brevissimo su scala astronomica \u2013 la Nebulosa del Leone sar\u00e0 scomparsa.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Due orecchie, un muso pronunciato e, al centro, una stella che ricorda il tipico naso a bottone del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":648093,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":["post-648092","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-scienza-e-tecnologia","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-science","tag-science-and-technology","tag-scienceandtechnology","tag-scienza","tag-scienza-e-tecnologia","tag-scienzaetecnologia","tag-technology","tag-tecnologia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117153761089020494","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/648092","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=648092"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/648092\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/648093"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=648092"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=648092"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=648092"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}