{"id":648482,"date":"2026-08-25T08:58:19","date_gmt":"2026-08-25T08:58:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/648482\/"},"modified":"2026-08-25T08:58:19","modified_gmt":"2026-08-25T08:58:19","slug":"north-cape-4000-da-lessolo-a-capo-nord-in-bicicletta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/648482\/","title":{"rendered":"North Cape 4000, da Lessolo a Capo Nord in bicicletta"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LESSOLO<\/strong>. Ci sono viaggi, ci sono avventure che nascono quando la routine quotidiana si ferma e la mente comincia a sognare oltre il profilo delle montagne di casa. Per <strong>Devis Oberto Tarena, 49 anni<\/strong>, la molla \u00e8 scattata durante i mesi della pandemia. Mentre le giornate scorrevano tra l\u2019impegno civile per il comune di Lessolo (\u00e8 consigliere comunale a Lessolo, ndr) e il lavoro nel suo negozio di sanitari e piastrelle a Lessolo, gli occhi guardavano i video dei grandi viaggiatori, in particolare le avventure di <strong>Sergio Borroni<\/strong>, il medico milanese capace di attraversare, in sella alla sua bicicletta, i confini di oltre 100 paesi.<\/p>\n<p>Quel tempo sospeso<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 stato durante la pandemia che si \u00e8 accesa la scintilla per questi viaggi \u2013 racconta Devis \u2013 in quei giorni guardavo i video di Borroni, lasciavo correre l\u2019immaginazione e dentro di me cresceva il desiderio di mettermi in cammino\u00bb. Tra mete sognate e paesaggi quasi fantastici \u2013 come le strade della <strong>Patagonia cilena lungo la Carretera Austral<\/strong> o le distese abbaglianti di Uyuni in Bolivia \u2013 c\u2019\u00e8 una destinazione che resta fissa all\u2019orizzonte: <strong>Capo Nord<\/strong>, l\u2019estremo confine dove l\u2019Europa incontra l\u2019Artico. La sfida comincia cos\u00ec, sui pedali della <strong>North Cape 4000<\/strong>, la nota avventura di ultra-cycling che unisce Rovereto ai confini del mondo. Una corsa di <strong>4.000 chilometri partita da Rovereto il 25 luglio<\/strong> e che ha attraversato 8 nazioni per arrivare fino al Circolo Polare Artico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lasentinella.it\/galleria\/414166\/414167\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" width=\"1198\" height=\"593\" alt=\"North Cape 4000, da Lessolo a Capo Nord in bicicletta\" class=\"wp-image-414167 lazyload\" title=\"North Cape 4000, da Lessolo a Capo Nord in bicicletta\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/devis.jpg\" loading=\"lazy\"  \/><\/a><\/p>\n<p>Il Canavese a due ruote<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un territorio di forte tradizione ciclistica come il <strong>Canavese<\/strong>, dove l\u2019amore per i pedali si intreccia con la tenacia tipica della gente locale, la storia di Devis si distingue per un tratto profondamente umano. Non c\u2019\u00e8 la ricerca esasperata del cronometro n\u00e9 la smania del professionismo. Devis, legato alla <strong>sezione sportiva degli Alpini di Ivrea<\/strong> \u2013 con cui condivide lo spirito di gruppo legato al suo passato da alpino paracadutista \u2013 e sostenitore del <strong>Velo Club Eporediese<\/strong> di cui \u00e8 uno sponsor, si colloca con umilt\u00e0 tra gli appassionati. Per lui la bicicletta \u00e8 un mezzo per scoprire il mondo. E che mezzo. Un mezzo che sa di aria e di libert\u00e0, di fatica e di riflessione, di occhi pieni di paesaggi e di gambe affaticate.<\/p>\n<p>Partenza da Rovereto<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partito da solo da Rovereto, Devis ha scoperto fin dai primi chilometri che il valore pi\u00f9 grande di queste avventure risiede nelle <strong>relazioni umane<\/strong>. I primi giorni pedala insieme a due compagni incontrati per caso Moreno, l\u2019uomo d\u2019acciaio, e Giovanni, il bergamasco delle Langhe. Al secondo giorno i dispositivi di navigazione e il telefono si bloccano e la necessit\u00e0 di orientarsi si \u00e8 trasformata nell\u2019opportunit\u00e0 di aprirsi agli altri.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019incontro con lo spagnolo Pablo, il Toro di Salamanca ha segnato una svolta. Tra i due \u00e8 nata un\u2019amicizia profonda, costruita sulla fatica condivisa, sulle colazioni improvvisate e sulle piccole difficolt\u00e0 quotidiane. Pablo continuava a ripetergli con ironia che fare quattromila chilometri in sella richiede il fisico da corridore d\u2019ultra-distanza, ricevendo in risposta la solita battuta sorridente di Devis: \u00abSe arriviamo in fondo mi battezzi come vuoi e ti pago la cena\u00bb. Quel patto spontaneo li ha accompagnati lungo tutta l\u2019Europa centrale e settentrionale, trasformando una prova di resistenza in una straordinaria storia di amicizia.<\/p>\n<p>Non tutto facile<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel lungo nastro d\u2019asfalto tra <strong>Austria, Germania, Svezia e Norvegia<\/strong>, non sono mancati i momenti duri: vento contrario, temperature scese a sette gradi e piogge insistenti. Eppure, proprio nei passaggi pi\u00f9 complessi, \u00e8 emerso il lato pi\u00f9 romantico della manifestazione. Nelle cittadine attraversate, l\u2019accoglienza della gente \u00e8 stata sorprendente. Interi quartieri allestivano banchetti improvvisati offrendo caff\u00e8, frutta e integratori ai passanti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emblematico l\u2019incontro con una signora seduta a un tavolino di cartone lungo la strada: un punto ristoro spontaneo che per Devis e Pablo ha avuto il sapore della provvidenza. \u00abIn una piazzetta ci si \u00e8 parata davanti una signora con un tavolino e la scritta North Cape 4000 \u2013 ricorda Devis \u2013 ci ha offerto da bere e da mangiare. Le ho detto: \u201cHa un cuore enorme.\u201d E lei, candidamente: \u201cIn tutti i miei pellegrinaggi la gente mi ha sempre sostenuto. Aiutare voi adesso \u00e8 solo il mio modo per dire grazie.\u201d Attraversata la <strong>Svezia e le grandi foreste del Nord<\/strong>, l\u2019arrivo a Capo Nord \u00e8 giunto sotto la luce di un tramonto limpido.<\/p>\n<p>E infine la meta<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte al celebre mappamondo di ferro affacciato sul <strong>Mare di Barents<\/strong>, la fatica accumulata si \u00e8 sciolta in un abbraccio con Pablo. \u00abDevo ammettere che mi \u00e8 venuta spontanea una battuta: ho fatto 4.000 chilometri solo per vedere una struttura in ferro che poteva realizzarmi il mio fabbro. Ma era solo un modo per sdrammatizzare \u2013 conclude emozionato Devis, ricordando quegli attimi \u2013 subito dopo ho chiamato a casa e ho telefonato a <strong>Loris Malan, il mio preparatore, fondamentale per la riuscita di questa impresa<\/strong>: l\u00ec sono scoppiato in pianto liberatorio e mi sono lasciato andare a tutte le emozioni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro racconto del <strong>Canavese<\/strong>. Un racconto fatto di determinazione, rispetto per la natura e fiducia nel prossimo: la dimostrazione che, con la giusta costanza, il passo pi\u00f9 difficile resta sempre quello di trovare il coraggio di partire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"LESSOLO. 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