{"id":648490,"date":"2026-08-25T09:04:17","date_gmt":"2026-08-25T09:04:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/648490\/"},"modified":"2026-08-25T09:04:17","modified_gmt":"2026-08-25T09:04:17","slug":"lalta-formazione-della-fondazione-opificio-questanno-il-focus-e-sulla-fotografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/648490\/","title":{"rendered":"L\u2019Alta Formazione della Fondazione Opificio: quest\u2019anno il focus \u00e8 sulla fotografia"},"content":{"rendered":"\n<p>In Italia il patrimonio di beni storico artistici \u00e8 molto ricco, ma un altro \u00abcapitale\u00bb \u00e8 altrettanto vario e importante: quello dei saperi e dei mestieri connessi al restauro, che una decina di anni fa ha corso il pericolo di assistere all\u2019estinzione di alcune specializzazioni. Gi\u00e0 nel XVI secolo il granduca di Toscana<strong> Ferdinando I de\u2019 Medici<\/strong> comprese quanto l\u2019arte delle pietre dure fosse importante per il prestigio della Signoria. Fu cos\u00ec che <strong>nel 1588 fond\u00f2 l\u2019Opificio come manifattura di corte<\/strong>, che continu\u00f2 la sua attivit\u00e0 anche sotto la dinastia dei Lorena. Con il Regno d\u2019Italia e la fine del Granducato di Toscana, \u00e8 venuto a mancare il principale committente dell\u2019Opificio che, grazie alla lungimiranza del nuovo direttore <strong>Edoardo Marchionni<\/strong>, ha progressivamente convertito la sua attivit\u00e0 in centro specializzato nel restauro, su scala nazionale e internazionale. L\u2019altra realt\u00e0 che ha dato origine al moderno Opd \u00e8 quella del <strong>Gabinetto Restauri della Soprintendenza delle Belle Arti di Firenze<\/strong>, fondato nel 1932 da <strong>Ugo Procacci, che lo ha reso il primo laboratorio di restauro moderno d\u2019Italia<\/strong> facendo ricorso alle indagini scientifiche come atto preliminare all\u2019intervento.<\/p>\n<p>In occasione dell\u2019<strong>alluvione di Firenze del 1966<\/strong>, il Gabinetto Restauri \u00e8 stato trasferito nella <strong>Fortezza da Basso<\/strong> (tuttora sede dei laboratori dell\u2019Opd) per la necessit\u00e0 di ospitare una gran quantit\u00e0 di opere da salvare, anche di grandissimo formato, ed \u00e8 diventato uno dei centri all\u2019avanguardia, sintetizzando tradizione e modernit\u00e0 tecnologica. Nel <strong>1975<\/strong>, con la legge istitutiva del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, l\u2019antico Opificio e il Gabinetto Restauri della Soprintendenza sono stati <strong>fusi in un\u2019unica entit\u00e0 con il nome di Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di restauro<\/strong>. L\u2019istituzione, che \u00e8 sempre stata rinomata e riconosciuta come un\u2019eccellenza in tutto il mondo, nel <strong>2016 <\/strong>si \u00e8 trovata a vivere una drammatica emergenza per mancanza di restauratori altamente qualificati e di personale con competenze amministrative aggiornate: la chiusura di quattro degli 11 Dipartimenti, il ridimensionamento della ricerca e la contrazione delle attivit\u00e0 della <strong>Scuola di Alta Formazione<\/strong>. \u00c8 qui che entra in gioco la <strong>Fondazione CR Firenze<\/strong>, che ha preso una decisione ancor pi\u00f9 meritoria, in quanto non facile in termini di ritorno d\u2019immagine: ha costituito una fondazione strumentale per contribuire attivamente alla valorizzazione e allo sviluppo dell\u2019Opificio delle Pietre Dure, affinch\u00e9 potesse continuare a essere leader mondiale nel campo del restauro e della scienza applicata al patrimonio culturale. Si tratta della <strong>Fondazione Opificio (FOP)<\/strong>, nata all\u2019inizio del 2018 (Fondazione CR Firenze e Ministero della Cultura avevano siglato il Protocollo d\u2019Intesa a fine 2016), quando la grave emergenza del terremoto aveva ulteriormente evidenziato l\u2019importanza dell\u2019Opificio, il cui ruolo all\u2019interno del<strong> Deposito per i Beni Culturali di Santo Chiodo<\/strong> (Spoleto, Pg) era, ed \u00e8, imprescindibile per la messa in sicurezza delle opere ricoverate. La Fondazione Opificio ha inoltre rappresentato la carta vincente ai fini della candidatura europea di <strong>Firenze a sede dell\u2019Agenzia del Restauro<\/strong>, infrastruttura di ricerca <strong>E-rihs-European Research Infrastructure for Heritage Science <\/strong>con 13 Paesi membri. La Fondazione Opificio \u00e8 un ente strumentale, un soggetto snello che entra in gioco a fianco del Ministero per garantire risorse altamente specializzate per lo svolgimento delle attivit\u00e0 di tutti gli 11 Dipartimenti, il passaggio generazionale (affiancando giovani al personale senior), programmi di ricerca innovativi, progetti speciali di respiro internazionale e iniziative di divulgazione e valorizzazione. Dal 2018 la FOP ha sostenuto pi\u00f9 di 50 operatori altamente specializzati fra ricercatori e restauratori a supporto di progetti specifici. E, non ultimo, nel 2025 la FOP ha avviato un <strong>programma formativo avanzato<\/strong>, rivolto ai professionisti del settore e articolato in seminari specializzati e workshop interdisciplinari sulla gestione e conservazione del patrimonio culturale tenuti da qualificati esperti italiani e stranieri.\u00a0<\/p>\n<p>La formazione si svolge sia in presenza, nella Fortezza da Basso, sia da remoto (i corsi teorici sono disponibili online e tramite videoregistrazioni on demand), modalit\u00e0 che ha registrato circa 300 partecipanti. Il programma di formazione, avviato con un focus sul restauro dell\u2019arte contemporanea che ha avuto un grandissimo successo, \u00e8 rivolto ai restauratori interessati a sviluppare competenze interdisciplinari nell\u2019ambito della prevenzione e della gestione del rischio, delle tecnologie di conservazione e diagnostica, di metodologie di restauro innovative e di politica culturale. Il prossimo settembre prenderanno avvio corsi teorico-pratici e workshop (della durata da 1 a 4 giorni e con l\u2019ottima novit\u00e0 dell\u2019introduzione dell\u2019inglese), con un\u2019offerta molto varia e al contempo con un focus sulla fotografia. In ordine di data questi i corsi teorico pratici: \u00abTalking about photograhy: <strong>Preservation or display strategy? Studies on reprinting photographic artworks by living artists<\/strong>\u00bb (<strong>21 settembre<\/strong>); \u00abTalking about Photography: <strong>dalla teoria alla pratica; l\u2019impiego dei gel nel restauro fotografico<\/strong>\u00bb (<strong>2 e 3 ottobre<\/strong>); \u00ab<strong>Metodi e strumenti per la redazione di piani di conservazione preventiva e programmata<\/strong>\u00bb (<strong>10 e 17 ottobre<\/strong>); \u00ab<strong>L\u2019uso delle gomme per la pulitura dry nel restauro: stato dell\u2019arte e approcci innovativi con strumenti autoprodotti<\/strong>\u00bb (<strong>24 ottobre<\/strong>); \u00abTalking about photography: <strong>Large Format color photography: the artist\u2019s, the conservator\u2019s, the handler\u2019s<\/strong>\u00bb (<strong>26 ottobre<\/strong>); \u00ab<strong>Green conservation methodologies against biodeterioration on stone and mortar materials<\/strong>\u00bb (<strong>14 e 21 novembre<\/strong>). Due i <strong>workshop<\/strong>, che richiedono la presenza: \u00ab<strong>Green conservation methodologies against biodeterioration on stone and mortar materials<\/strong>\u00bb (<strong>14 e 21 novembre<\/strong>) e \u00ab<strong>La conservazione dei supporti lignei: metodologie e prassi di restauro nell\u2019esperienza dell\u2019Opd<\/strong>\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In Italia il patrimonio di beni storico artistici \u00e8 molto ricco, ma un altro \u00abcapitale\u00bb \u00e8 altrettanto vario&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":648491,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":["post-648490","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117155349635643162","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/648490","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=648490"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/648490\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/648491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=648490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=648490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=648490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}