{"id":648700,"date":"2026-08-25T11:54:20","date_gmt":"2026-08-25T11:54:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/648700\/"},"modified":"2026-08-25T11:54:20","modified_gmt":"2026-08-25T11:54:20","slug":"svelato-un-mondo-invisibile-che-non-transita-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/648700\/","title":{"rendered":"Svelato un mondo invisibile che non transita \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>Un pianeta nascosto alla vista dei metodi di ricerca tradizionali, ma svelato grazie ai minimi dettagli della luce riflessa ed emessa dalla sua atmosfera. Si tratta del <a href=\"https:\/\/exoplanet.eu\/catalog\/kic_9139163_ab--12323\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">candidato esopianeta scoperto attorno a Kic 9139163<\/a>, una stella pulsante di tipo solare situata nella costellazione del Cigno. Lo studio, accettato per la pubblicazione sulla rivista internazionale Astronomy &amp; Astrophysics, \u00e8 frutto di una collaborazione di ricercatori di vari paesi (Italia, Stati Uniti, Spagna, Francia, Austria, Giappone) guidata dall\u2019Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). La particolarit\u00e0 di questo corpo celeste risiede nel fatto che si tratta di <strong>un pianeta non transitante<\/strong>: a causa dell\u2019inclinazione della sua orbita rispetto alla nostra linea di vista, l\u2019oggetto non si frappone mai direttamente tra noi e il disco della sua stella, non producendo quindi le classiche mini-eclissi (i cosiddetti transiti) usate solitamente per scoprire i mondi \u201calieni\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/con-label-ai-scaled.png\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1199511907\" data-slb-internal=\"0\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1784982\" class=\"wp-image-1784982 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1397\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/con-label-ai-scaled.png\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1784982\" class=\"wp-caption-text\">Il candidato esopianeta scoperto attorno a Kic 9139163, una stella pulsante di tipo solare situata nella costellazione del Cigno. Crediti: Inaf \/ realizzata con Ai Gemini<\/p>\n<p>Sebbene la maggior parte degli oltre seimila esopianeti noti sia stata individuata tramite il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Metodi_di_individuazione_di_pianeti_extrasolari#Transito\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">metodo del transito<\/a>, le leggi della geometria ci dicono che i pianeti non transitanti sono intrinsecamente molto pi\u00f9 numerosi nell\u2019universo, ma anche pi\u00f9 difficili da scovare. Per individuare questo compagno misterioso, le ricercatrici e i ricercatori hanno analizzato le cosiddette <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Phase_curve_(astronomy)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">curve di fase<\/a>, ovvero le minuscole variazioni periodiche della luminosit\u00e0 globale del sistema indotte dal pianeta che, muovendosi lungo la sua orbita strettissima, mostra progressivamente al telescopio la sua faccia diurna, illuminata, e poi quella notturna, riflettendo la luce della stella ospite.<\/p>\n<p>\u00abLa stragrande maggioranza dei pianeti nell\u2019universo non transita mai davanti alla propria stella dal punto di vista della Terra, risultando di fatto invisibile\u00bb, spiega <b>Sylvain N. Breton<\/b>, ricercatore dell\u2019Inaf e primo autore dello studio. \u00abGrazie all\u2019insieme di dati acquisiti con lo strumento <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/HARPS-N\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Harps-N<\/a> del Telescopio nazionale Galileo siamo riusciti a superare questo ostacolo geometrico: misurando con estrema precisione come la luce riflessa dal pianeta varia nel corso del suo viaggio orbitale, possiamo non solo scovare questi mondi sfuggenti, ma anche iniziare a caratterizzarne la struttura e l\u2019atmosfera, aprendo una finestra fondamentale su popolazioni planetarie finora quasi inaccessibili\u00bb.<\/p>\n<p>I dati raccolti indicano che<b> il pianeta \u00e8 un oggetto estremo: <\/b>compie un\u2019orbita completa intorno alla stella in appena 14 ore a una distanza ravvicinatissima. Ha una massa pari a circa 7,3 volte quella della Terra e un raggio 2,4 volte maggiore. La combinazione di questi parametri rivela una densit\u00e0 coerente con <b>un mondo composto per ben il 50 per cento da acqua<\/b>: un vero e proprio \u201cmondo d\u2019acqua bollente\u201d (hot water world, in inglese). Trovandosi cos\u00ec vicino alla stella, il pianeta \u00e8 tuttavia soggetto a <b>forze<\/b> <b>di<\/b> <b>marea<\/b> <b>estreme<\/b> che lo stanno guidando verso una rapida e inesorabile evoluzione orbitale, destinandolo, nel tempo, a essere ingoiato dalla sua stessa stella.<\/p>\n<p>Per confermare che il segnale fotometrico appartenesse davvero a un pianeta e non a una stella compagna o a una nana bruna, i ricercatori hanno integrato le osservazioni dei telescopi spaziali con la spettroscopia ad alta risoluzione condotta da Terra. Utilizzando <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/harps-n\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Harps-N<\/a>, lo spettrografo installato sul <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/tng\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Telescopio nazionale Galileo<\/a> dell\u2019Inaf, alle Isole Canarie, il team ha misurato le velocit\u00e0 radiali della stella, ponendo un vincolo preciso sulla massa del corpo celeste e confermandone la natura planetaria.<\/p>\n<p>Il pianeta si trova all\u2019interno del cosiddetto <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Deserto_nettuniano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">deserto nettuniano<\/a>, una misteriosa regione vicina alle stelle ospiti in cui i pianeti di dimensioni simili a Nettuno sono una rarit\u00e0, poich\u00e9 l\u2019intensa radiazione stellare tende a spogliare i pianeti dei loro strati gassosi. Eppure, questo mondo sembra avere un\u2019atmosfera incredibilmente dinamica. \u00abConfrontando i dati storici del telescopio spaziale Kepler con le nuove osservazioni di Tess a distanza di sei anni, abbiamo notato uno sfasamento inaspettato nella modulazione della luce riflessa\u00bb, continua Breton. \u00abQuesto ci indica che non stiamo guardando una fotografia statica, ma un\u2019atmosfera viva e mutevole, in cui dense nubi ad alta riflettivit\u00e0 si formano, evolvono e si spostano lungo i bordi pi\u00f9 freddi del pianeta\u00bb.<\/p>\n<p>Questa ricerca dimostra che l\u2019astrofisica moderna \u00e8 ormai in grado di caratterizzare l\u2019atmosfera e la struttura interna dei mondi alieni, indipendentemente dalla loro configurazione geometrica favorevole. Si tratta di un passo avanti anche in vista di <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/plato\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Plato<\/a>, una missione spaziale dell\u2019Agenzia spaziale europea il cui lancio \u00e8 previsto per il 2027. Il catalogo di Plato comprender\u00e0 infatti un numero significativo di sistemi analoghi a Kic 9139163, aprendo una nuova era nello studio della composizione e della statistica delle popolazioni planetarie della Via Lattea.<\/p>\n<p><b>Per saperne di pi\u00f9:<\/b><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un pianeta nascosto alla vista dei metodi di ricerca tradizionali, ma svelato grazie ai minimi dettagli della luce&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":648701,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":["post-648700","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-scienza-e-tecnologia","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-science","tag-science-and-technology","tag-scienceandtechnology","tag-scienza","tag-scienza-e-tecnologia","tag-scienzaetecnologia","tag-technology","tag-tecnologia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117156018072441310","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/648700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=648700"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/648700\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/648701"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=648700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=648700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=648700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}