{"id":649000,"date":"2026-08-25T16:10:32","date_gmt":"2026-08-25T16:10:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/649000\/"},"modified":"2026-08-25T16:10:32","modified_gmt":"2026-08-25T16:10:32","slug":"federer-torna-agli-us-open-lemozione-di-musetti-e-la-sfida-con-agassi-e-mcenroe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/649000\/","title":{"rendered":"Federer torna agli Us Open: l&#8217;emozione di Musetti e la sfida con Agassi e McEnroe"},"content":{"rendered":"<p>                                L&#8217;Arthur Ashe Stadium ha ritrovato quello che era il Dio del tennis. E New York, ancora una volta, si \u00e8 inchinata al campione svizzero. Roger si \u00e8 poi allenato con l&#8217;azzurro e ha sfidato i due campioni in un match di esibizione<\/p>\n<p>            <a class=\"image is-50x50\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/collaboratori\/luigi-ansaloni\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                <img decoding=\"async\" class=\"is-rounded\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1774472354_735_omino.png\" alt=\"Luigi Ansaloni\"\/><br \/>\n            <\/a><\/p>\n<p>Collaboratore<\/p>\n<p>                    25 agosto &#8211; 17:44  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Sette anni dopo, l\u2019Arthur Ashe Stadium ha ritrovato quello che un tempo era l&#8217;assoluto re da quelle parti. E New York, ancora una volta, si \u00e8 inchinata a Roger Federer. Basta il suo nome per accendere lo stadio, per far tornare a galla ricordi che sembravano appartenere a un\u2019altra epoca. Venti Slam, cinque trionfi agli Us Open, una carriera che ha cambiato il tennis: quando Federer mette piede sul cemento di Flushing Meadows, il tempo sembra semplicemente fermarsi.<\/p>\n<p>    L&#8217;emozione di Musetti\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Dall\u2019altra parte della rete, Lorenzo Musetti, quello che da molti, per stile di gioco, \u00e8 considerato oggi il pi\u00f9 vicino al fuoriclasse svizzero. Un privilegio, pi\u00f9 che una semplice sessione di preparazione. Il carrarino, reduce dall\u2019ottimo percorso di Cincinnati e pronto al debutto nel tabellone principale degli Us Open, si \u00e8 ritrovato a palleggiare con l\u2019uomo che per una generazione intera ha rappresentato il tennis nella sua forma pi\u00f9 elegante, colui che il toscano ha sempre preso come eccezionale punto di riferimento.\u00a0\u201cOnorato di condividere il campo con il re\u201d. Poche parole, sui social, ma dentro c\u2019\u00e8 tutto, cos\u00ec come lo sguardo di Musetti all&#8217;ingresso in campo, in coda a Federer: un sorriso enorme, quasi incredulo. L\u2019emozione di Lorenzo, il rispetto per una leggenda, la consapevolezza di aver vissuto un momento che rester\u00e0 nella memoria. Per qualche minuto, il confine tra passato e presente \u00e8 sembrato svanire: da una parte Federer, dall\u2019altra uno dei giovani talenti pi\u00f9 eleganti del tennis.<\/p>\n<p>    roger\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Federer, intanto, non ha perso il sorriso. E nemmeno la voglia di parlare del suo tennis, quello che oggi rischia di diventare una rarit\u00e0. Il rovescio a una mano. \u201cSono ancora fiducioso che non sia la fine\u201d, ha detto in conferenza stampa. Un piccolo manifesto, quasi una promessa. Perch\u00e9 quella giocata che lui ha trasformato in arte sopravvive ancora, anche se sempre pi\u00f9 raramente, sui grandi palcoscenici.     \u201cMi fa piacere vedere i giocatori con il rovescio a una mano ottenere buoni risultati\u201d, ha raccontato Federer, ricordando gli anni della sua formazione: \u201cQuando ero ragazzino, i miei allenatori erano al 90% giocatori con il rovescio a una mano\u201d. Una tradizione che Musetti porta avanti con orgoglio e che, proprio in questi Us Open, potrebbe avere ancora un ultimo grande rappresentante capace di spingersi fino in fondo.     Roger ancora in campo &#8211; Federer scender\u00e0 ancora un campo sull&#8217;Ash. Lo svizzero in un evento speciale torner\u00e0 a incrociare la racchetta con Andy Roddick in un singolare al limite del set, con il killer point sul 40-40. Poi ancora in campo, stavolta in doppio, insieme a John McEnroe contro Roddick e Andre Agassi. Una parata di leggende, un pezzo di storia del tennis riportato al presente. E il pubblico dell\u2019Arthur Ashe lo sa. Per questo aspetta Federer come si aspetta qualcuno che non \u00e8 mai davvero andato via.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Arthur Ashe Stadium ha ritrovato quello che era il Dio del tennis. 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