{"id":649019,"date":"2026-08-25T16:23:12","date_gmt":"2026-08-25T16:23:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/649019\/"},"modified":"2026-08-25T16:23:12","modified_gmt":"2026-08-25T16:23:12","slug":"digiuno-intermittente-dopo-i-60-anni-pause-troppo-lunghe-tra-i-pasti-potrebbero-diventare-un-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/649019\/","title":{"rendered":"Digiuno intermittente dopo i 60 anni: pause troppo lunghe tra i pasti potrebbero diventare un rischio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il digiuno intermittente<\/strong> non produce gli stessi effetti a <strong>35 e a 80 anni<\/strong>. Una ricerca del <strong>Karolinska Institute<\/strong> invita a considerare con maggiore cautela le lunghe pause alimentari negli anziani: chi lasciava abitualmente trascorrere tra <strong>14 e 24 ore<\/strong> tra due pasti accumulava <strong>malattie croniche<\/strong> pi\u00f9 rapidamente rispetto a chi manteneva un intervallo massimo compreso tra <strong>6 e 11 ore e mezza<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo studio, pubblicato sul <strong>Journal of Internal Medicine<\/strong>, ha seguito per circa <strong>15 anni<\/strong> <strong>2.981 adulti<\/strong> di almeno <strong>60 anni<\/strong>. L\u2019associazione era particolarmente evidente <strong>dopo i 78 anni<\/strong> e riguardava il numero complessivo di patologie, soprattutto quelle <strong>cardiovascolari e neuropsichiatriche<\/strong>. Non \u00e8 stata invece osservata la stessa relazione per le malattie <strong>muscoloscheletriche<\/strong>.<\/p>\n<p>Il dato <strong>non dimostra<\/strong> che il digiuno faccia ammalare. Segnala per\u00f2 che <strong>nell\u2019anziano<\/strong> una <strong>lunga pausa tra i pasti<\/strong> pu\u00f2 assumere un significato molto diverso da quello attribuito alle <strong>diete di moda<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019anziano il problema pu\u00f2 essere mangiare troppo poco<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019et\u00e0 <strong>diminuiscono appetito, gusto, olfatto e sensazione di sete<\/strong>. Possono aggiungersi <strong>difficolt\u00e0 nella masticazione e nella deglutizione<\/strong>, <strong>solitudine, depressione, farmaci, problemi economici<\/strong> e malattie che rendono faticosa la preparazione dei pasti.<\/p>\n<p>Una <strong>finestra alimentare molto breve<\/strong> pu\u00f2 quindi ridurre involontariamente <strong>calorie e proteine<\/strong>. Il rischio \u00e8 favorire <strong>perdita di peso, sarcopenia e fragilit\u00e0<\/strong>, tre condizioni capaci di <strong>diminuire autonomia<\/strong> e capacit\u00e0 di reagire a infezioni, ricoveri e interventi chirurgici.<\/p>\n<p>Il muscolo anziano risponde inoltre agli aminoacidi con minore efficienza, fenomeno chiamato <strong>resistenza anabolica<\/strong>. Per stimolare la sintesi proteica pu\u00f2 essere pi\u00f9 utile <strong>distribuire una quantit\u00e0 adeguata di proteine in diversi pasti<\/strong>, anzich\u00e9 concentrarla tutta in poche ore.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 l\u2019associazione \u00e8 pi\u00f9 forte dopo i 78 anni<\/strong><\/p>\n<p>Nella terza e quarta et\u00e0 <strong>diminuiscono le riserve fisiologiche<\/strong>. Un periodo senza cibo tollerato bene da una persona giovane pu\u00f2 pesare maggiormente su chi assume molti farmaci, presenta <strong>diabete, insufficienza renale, malattie cardiache<\/strong> o un principio di <strong>deterioramento cognitivo<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche la <strong>gestione delle terapie<\/strong> pu\u00f2 complicarsi. <strong>Insulina e alcuni ipoglicemizzanti<\/strong>, se non correttamente adattati, possono provocare <strong>ipoglicemia<\/strong>. <strong>Diuretici e caldo<\/strong> aumentano il rischio di <strong>disidratazione<\/strong>. Altri medicinali devono essere <strong>assunti durante o dopo i pasti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019associazione, non una condanna del digiuno<\/strong><\/p>\n<p>I partecipanti <strong>non erano stati assegnati casualmente<\/strong> a digiunare. \u00c8 possibile che le pause pi\u00f9 lunghe fossero una <strong>conseguenza, e non una causa<\/strong>, della malattia: una <strong>persona fragile<\/strong> pu\u00f2 saltare i pasti perch\u00e9 non ha fame o non riesce a cucinare.<\/p>\n<p>Il lavoro <strong>non consente<\/strong> quindi di affermare che ogni pausa notturna di <strong>12 o 14 ore<\/strong> sia pericolosa. Inoltre, il digiuno intermittente comprende <strong>protocolli molto diversi<\/strong>: dal semplice evitare gli spuntini serali fino a giornate intere con un apporto fortemente ridotto.<\/p>\n<p>Il messaggio pi\u00f9 corretto \u00e8 che <strong>oltre i 60 anni<\/strong>, e soprattutto in presenza di <strong>fragilit\u00e0<\/strong>, una dieta a tempo non dovrebbe essere iniziata copiando schemi trovati online. Prima di restringere la finestra alimentare occorre <strong>valutare peso, massa muscolare, stato nutrizionale, malattie e farmaci<\/strong>.<\/p>\n<p>Per molti anziani la priorit\u00e0 non \u00e8 mangiare in meno ore, ma <strong>assumere abbastanza proteine, fibre, liquidi e micronutrienti<\/strong>, preservando il <strong>piacere e la regolarit\u00e0 dei pasti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia essenziale<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carballo-Casla A et al.<\/strong> Studio sugli intervalli tra i pasti e l\u2019accumulo di multimorbilit\u00e0 negli anziani. <strong>Journal of Internal Medicine, 2026<\/strong>. Karolinska Institutet<\/p>\n<p><strong>ESPEN.<\/strong> Practical guideline: Clinical nutrition and hydration in geriatrics. <strong>Clinical Nutrition, 2022<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Manoogian ENC et al.<\/strong> Time-restricted eating for metabolic disease. <strong>Endocrine Reviews, 2022<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il digiuno intermittente non produce gli stessi effetti a 35 e a 80 anni. 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