{"id":649353,"date":"2026-08-25T20:51:22","date_gmt":"2026-08-25T20:51:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/649353\/"},"modified":"2026-08-25T20:51:22","modified_gmt":"2026-08-25T20:51:22","slug":"la-fine-di-oak-street-spietati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/649353\/","title":{"rendered":"LA FINE DI OAK STREET &#8211; Spietati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La carriera di David Robert Mitchell inizia a somigliare, nel bene e (speriamo non troppo) nel male, a quella di Richard Kelly. Togliendo provvisoriamente dall\u2019equazione l\u2019esordio, il gi\u00e0 interessante e riuscito <a href=\"https:\/\/spietati.it\/the-myth-of-the-american-sleepover\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>The Myth of The American Sleepover<\/strong><\/a> (sguardo notturno e delicato sull\u2019adolescenza), potremmo instaurare degli stringenti parallelismi. <a href=\"https:\/\/spietati.it\/it-follows\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>It Follows<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/spietati.it\/donnie-darko\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Donnie Darko<\/strong><\/a> erano due film di genere che evadevano dal genere per dotarsi di una spiccata personalit\u00e0\/originalit\u00e0 che li qualificava come autoriali; in <a href=\"https:\/\/spietati.it\/under-the-silver-lake\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Under The Silver Lake<\/strong><\/a> e <strong>Southland Tales<\/strong> i due registi sembravano subito crederci (forse un po\u2019 troppo) e confezionavano due ambiziosi sogni distopico\/paranoidi intrisi, specialmente quello di Mitchell, di riferimenti letterari piuttosto precisi ed evidenti (Pynchon su tutti) e di molta cinefilia pi\u00f9 o meno esibita [tra parentesi quadre: uno dei riferimenti espliciti di Mitchell sembra proprio Kelly, anche ne La Fine Di Oak Street i liquidi varchi temporali sono molto donniedarkiani]; <strong>La Fine di Oak Street<\/strong> e <a href=\"https:\/\/spietati.it\/the-box\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>The Box<\/strong><\/a>, infine, segna(va)no il tentativo di tornare a un cinema meno ambizioso e pi\u00f9 \u201ccommerciale\u201d ma comunque riconoscibile.<br \/><strong>La Fine di Oak Street<\/strong>, in particolare, sembra un deciso detour rispetto alla filmografia precedente. Perfino troppo. Come si passa da un (a mio avviso interessantissimo) oggetto libero e coraggioso fino all\u2019autodistruttivo come<strong> Under The Silver Lake<\/strong> a un tranquillo, estivo film per famiglie che torna sul luogo di un delitto ormai risaputo fino all\u2019esaurimento come \u201cla nostalgia eighties\u201d? Perch\u00e9 a un primo sguardo, sembra esattamente questo, col nume tutelare di JJ Abrams (<strong>Super 8<\/strong>) a incoraggiare la pigrizia critica. E sicuramente in parte lo \u00e8. Il film \u00e8 ambientato nel 1982, ci sono i bambini\/ragazzini con le BMX, i bulletti, le famiglie con i genitori in crisi, i cani che abbaiano alle luci misteriose e, insomma, ci siamo capiti. Non solo. Volendo\/dovendo prendere Spielberg come referente \u2013 e metareferente \u2013 privilegiato (ma non unico: tra gli altri, almeno il nome di Zemeckis va fatto), anche la dilatazione nineties di \u201cquel cinema l\u00ec\u201d, ossia <strong>Jurassic Park<\/strong> (citato spesso al fotogramma), sembra chiarire il senso dell\u2019operazione al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, non tutto forse \u00e8 cos\u00ec chiaro come sembra e conviene vincere la citata pigrizia per azzardare qualche lettura un po\u2019 pi\u00f9 articolata (anche se potrebbe essere semplice sovrainterpretazione). I fratelli Duffer ci hanno (di)mostrato \u2013 almeno nelle prime stagioni di <strong>Stranger Things<\/strong> \u2013 che i meccanismi della nostalgia non vanno solo riprodotti ma bisogna anche farli funzionare con sincerit\u00e0 e dedizione. Mitchell fa una cosa diversa. Il suo non sembra un semplice film-revival mirato all\u2019intrattenimento nostalgico ma piuttosto un assemblaggio di elementi. Un \u201cfilm alla Spielberg\u201d scomposto, quasi molecolare, che teoricamente ha lo stesso sapore dell\u2019originale ma, di fatto, non ce l\u2019ha. Gli ingredienti ci sarebbero tutti ma non c\u2019\u00e8 amalgama n\u00e9 calore: siamo sempre sul punto di emozionarci, di (sor)ridere, di lasciarci andare ma qualcosa va puntualmente, costantemente storto e ci lascia interdetti, tra il distante e il dubbioso. Una specie di tuffo nel passato in cui ci si rende conto che quel passato non \u00e8 poi cos\u00ec bello come ce lo ricordavamo.<br \/>Il risultato \u00e8 che <strong>La Fine Di Oak Street<\/strong> riesce a ritagliarsi un suo spazio, a dotarsi di una sua personalit\u00e0, a innestare un mood piuttosto preciso e definito. Magari per eterogenesi di fini, ma lo fa. E, tra le altre cose, contribuisce a certificare che questa riscoperta dei magnifici anni \u201980 sta iniziando a sclerotizzarsi (rectius: ha rotto i coglioni). E forse non \u00e8 un caso che Spielberg himself, con <strong>Disclosure Day<\/strong>, abbia in un certo senso voluto chiarire chi e perch\u00e9 pu\u00f2 permettersi di riproporre quell\u2019immaginario del quale \u00e8 stato uno dei principali artefici e che ormai sembra diventato un ready-made usurato per il troppo, scriteriato (ri)utilizzo.<br \/>Rimane l\u2019incognita Mitchell, che a onor del vero rimane anche registicamente riconoscibile \u2013 la teoria del pedinamento visivo, del guardarsi intorno con circospezione con inquadrature e movimenti di macchina (spesso panoramici) che rendono il profilmico minaccioso, tornano anche qui a mo\u2019 di marchio di fabbrica \u2013 ma a questo punto \u00e8 difficile immaginare un futuro registico. Quattro film in 16 anni di carriera, un solo acuto certificato (<strong>It Follows<\/strong>) e un (molto) interessante tentativo autoriale (<strong>Under The Silver Lake<\/strong>) risalente a 8 anni fa cominciano a preoccupare un po\u2019. Richard Kelly, che come si diceva in apertura, aveva avuto una carriera tutto sommato simile, a oggi \u00e8 purtroppo scomparso dai radar. Ci auguriamo che <strong>La Fine di Oak Street <\/strong>non sia la fine di David Robert Mitchell e non diventi il suo The Box.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La carriera di David Robert Mitchell inizia a somigliare, nel bene e (speriamo non troppo) nel male, a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":649354,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1442],"tags":[1674,337399,172539,203,358250,172541,454,204,1537,90,89,358251,337420,358252,358253,358254,1521],"class_list":["post-649353","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-film","tag-anne-hathaway","tag-christian-convery","tag-david-robert-mitchell","tag-entertainment","tag-erin-benach","tag-ewan-mcgregor","tag-film","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-john-axelrad","tag-maisy-stella","tag-maya-shimoguchi","tag-michael-giacchino","tag-michael-gioulakis","tag-movies"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117158129694149775","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/649353","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=649353"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/649353\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/649354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=649353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=649353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=649353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}