{"id":649709,"date":"2026-08-26T02:17:20","date_gmt":"2026-08-26T02:17:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/649709\/"},"modified":"2026-08-26T02:17:20","modified_gmt":"2026-08-26T02:17:20","slug":"secchezza-vaginale-cause-e-soluzioni-oltre-la-menopausa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/649709\/","title":{"rendered":"Secchezza vaginale: cause e soluzioni oltre la menopausa"},"content":{"rendered":"<p><strong>Milioni di persone si sottopongono ogni anno al classico esame del colesterolo LDL per valutare il rischio cardiovascolare, ma un nuovo studio della Northwestern University suggerisce che non sia il test pi\u00f9 efficace. La ricerca, pubblicata sulla rivista JAMA, ha confrontato tre strategie per guidare le terapie ipocolesterolemizzanti e ha scoperto che l\u2019esame dell\u2019apolipoproteina B (apoB) previene pi\u00f9 infarti e ictus rispetto al colesterolo LDL e non-HDL. Non solo: lo studio dimostra per la prima volta che utilizzare l\u2019apoB per guidare le decisioni terapeutiche \u00e8 anche conveniente dal punto di vista dei costi sanitari. Un risultato che arriva in un momento in cui le nuove linee guida internazionali raccomandano di iniziare le terapie ipocolesterolemizzanti sempre pi\u00f9 precocemente.<\/strong><\/p>\n<p>Di Lavinia Giganti, giornalista, in collaborazione con la <a href=\"https:\/\/ginecologiasiena.it\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dr.ssa Anna Bernabei Biondi Santi<\/a>, ginecologa | Dossier Salute<\/p>\n<p><strong>IN SINTESI<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Uno studio della Northwestern University, pubblicato su JAMA, ha simulato il percorso terapeutico di 250.000 adulti statunitensi.<\/li>\n<li>Il test dell\u2019apolipoproteina B (apoB) ha prevenuto pi\u00f9 infarti e ictus rispetto ai tradizionali esami di colesterolo LDL e non-HDL.<\/li>\n<li>\u00c8 il primo studio a dimostrare che intensificare le terapie in base all\u2019apoB \u00e8 anche conveniente dal punto di vista costi-benefici per i sistemi sanitari.<\/li>\n<li>L\u2019apoB conta il numero totale di particelle aterogene nel sangue, offrendo una misura pi\u00f9 diretta del rischio cardiovascolare rispetto al solo LDL.<\/li>\n<li>Nonostante le evidenze, il test dell\u2019apoB non \u00e8 ancora incluso nei pannelli lipidici di routine e richiede un prelievo aggiuntivo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Lo studio: un modello su 250mila adulti americani<\/p>\n<p>Il gruppo di ricerca, guidato da Ciaran Kohli-Lynch, docente di Medicina preventiva alla Northwestern University Feinberg School of Medicine, ha costruito un modello computazionale che simula il percorso clinico di 250.000 adulti statunitensi idonei alla terapia con statine ma senza una malattia cardiovascolare pregressa.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno confrontato tre strategie per decidere quando intensificare la terapia ipocolesterolemizzante: il colesterolo LDL (obiettivo inferiore a 100 mg\/dL), il colesterolo non-HDL (obiettivo inferiore a 118 mg\/dL) e l\u2019apoB (obiettivo inferiore a 78,7 mg\/dL). Quando i pazienti simulati non raggiungevano l\u2019obiettivo assegnato, il trattamento veniva intensificato prima con statine pi\u00f9 potenti e poi, se necessario, con l\u2019aggiunta di ezetimibe.<\/p>\n<p>Il modello ha seguito ciascuna strategia lungo l\u2019intero arco di vita dei pazienti simulati, stimando il numero di infarti e ictus, l\u2019aspettativa di vita, la qualit\u00e0 della vita e i costi sanitari complessivi. Lo studio \u00e8 stato pubblicato sulla rivista JAMA nell\u2019aprile 2026.<\/p>\n<p>Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte negli Stati Uniti, oltre che una delle voci di spesa sanitaria pi\u00f9 rilevanti. Con il tempo, le particelle di colesterolo che si depositano nelle pareti arteriose formano placche che restringono i vasi sanguigni, aumentando il rischio di infarto e ictus. Comprendere quale esame guida con maggiore precisione le scelte terapeutiche non \u00e8 quindi solo una questione clinica, ma anche di sanit\u00e0 pubblica.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019apoB sarebbe pi\u00f9 accurato del colesterolo LDL<\/p>\n<p>Da decenni i medici si affidano al colesterolo LDL, il cosiddetto \u201ccolesterolo cattivo\u201d, per stimare il rischio cardiovascolare e decidere quando iniziare o intensificare una terapia. Il colesterolo non-HDL offre un quadro leggermente pi\u00f9 ampio, ma nessuno dei due esami conta direttamente il numero di particelle aterogene circolanti nel sangue.<\/p>\n<p>L\u2019apoB, al contrario, \u00e8 la proteina strutturale presente su ciascuna di queste particelle: misurarla equivale quindi a contare il numero effettivo di particelle potenzialmente dannose, indipendentemente dalla quantit\u00e0 di colesterolo che trasportano. \u201cLa ricerca dimostra chiaramente che l\u2019apoB \u00e8 pi\u00f9 efficace nell\u2019identificare chi \u00e8 a rischio, perch\u00e9 conta il numero totale di particelle dannose nel sangue\u201d, ha spiegato Kohli-Lynch.<\/p>\n<p>Nella simulazione, guidare il trattamento in base all\u2019apoB ha costantemente sovraperformato le strategie basate su LDL e non-HDL, migliorando gli esiti di salute complessivi e prevenendo un numero maggiore di eventi cardiovascolari nell\u2019arco della vita dei pazienti.<\/p>\n<p>Alcuni studi precedenti avevano gi\u00e0 suggerito la superiorit\u00e0 dell\u2019apoB nella stima del rischio cardiovascolare, ma nessuno aveva finora dimostrato in modo cos\u00ec completo che intensificare la terapia sulla base di questo parametro fosse anche conveniente in termini di costo-efficacia per i sistemi sanitari, e non solo pi\u00f9 accurato dal punto di vista clinico.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019apoB non \u00e8 ancora un esame di routine<\/p>\n<p>Nonostante le crescenti evidenze a favore dell\u2019apoB, il test non fa ancora parte del pannello lipidico standard eseguito dalla maggior parte dei laboratori. Una delle ragioni principali, secondo Kohli-Lynch, \u00e8 che la misurazione dell\u2019apoB richiede un prelievo aggiuntivo rispetto al normale esame del colesterolo, con un conseguente aumento di costi e complessit\u00e0 organizzativa.<\/p>\n<p>Lo studio della Northwestern University \u00e8 il primo ad affrontare direttamente questo aspetto, dimostrando che il costo aggiuntivo del test \u00e8 giustificato dai benefici ottenuti: l\u2019approccio guidato dall\u2019apoB si \u00e8 infatti rivelato conveniente per i sistemi sanitari, oltre che pi\u00f9 efficace nel prevenire eventi cardiovascolari.<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 particolarmente attuale perch\u00e9 le nuove linee guida internazionali sulla dislipidemia, pubblicate nel 2026 da numerose societ\u00e0 scientifiche, riconoscono che l\u2019apoB potrebbe riflettere il rischio cardiovascolare meglio del colesterolo LDL e non-HDL, pur senza ancora raccomandarlo come obiettivo primario per intensificare la terapia. Le stesse linee guida raccomandano inoltre di iniziare le terapie ipocolesterolemizzanti a un\u2019et\u00e0 pi\u00f9 precoce per un numero maggiore di pazienti, rendendo ancora pi\u00f9 importante individuare correttamente chi trarrebbe il massimo beneficio da un trattamento intensivo.<\/p>\n<p>Gli autori sottolineano comunque che lo studio non ha valutato se l\u2019apoB debba sostituire del tutto gli esami tradizionali per decidere chi debba iniziare una terapia ipocolesterolemizzante, ma si \u00e8 concentrato specificamente sul suo ruolo nel guidare l\u2019intensificazione del trattamento in chi \u00e8 gi\u00e0 idoneo a riceverlo. Si tratta di un ambito che, secondo i ricercatori, meriter\u00e0 ulteriori approfondimenti nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Domande frequenti\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Milioni di persone si sottopongono ogni anno al classico esame del colesterolo LDL per valutare il rischio cardiovascolare,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":649710,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[358396,239,1537,90,89,5868,240,339191,358397],"class_list":["post-649709","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-atrofia-vulvovaginale","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-menopausa","tag-salute","tag-secchezza-vaginale","tag-sindrome-genitourinaria"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117159411767894605","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/649709","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=649709"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/649709\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/649710"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=649709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=649709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=649709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}