{"id":649835,"date":"2026-08-26T04:34:36","date_gmt":"2026-08-26T04:34:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/649835\/"},"modified":"2026-08-26T04:34:36","modified_gmt":"2026-08-26T04:34:36","slug":"generazione-bit-lovecraft-made-in-ukraine-i-figli-di-bioshock-david-lynch-e-john-carpenter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/649835\/","title":{"rendered":"Generazione bit: Lovecraft made in Ukraine, i figli di Bioshock, David Lynch e John Carpenter"},"content":{"rendered":"<p><strong>THE SINKING CITY 2 (Frogwares, per Pc, Ps5 e Xbox Series)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/01_SinkingCity2-1787681404985.jpg\" alt=\"\" width=\"701\" height=\"394\" caption=\"true\"\/>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Si torna nel <strong>New England<\/strong> trasfigurato dall\u2019immaginario <strong>lovecraftiano<\/strong> dove lo studio ucraino <strong>Frogwares<\/strong>, con casa madre a <strong>Kiev<\/strong> e sede sussidiaria a <strong>Dublino<\/strong>, aveva gi\u00e0 accompagnato nel 2019, tra i misteri inquietanti di <strong>The Sinking City<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019action adventure in terza persona era ambientato nella remota e isolata <strong>Oakmont<\/strong>, dedita da tempo immemore ad arcani culti e rifugio anche i superstiti del diruto porto peschereccio di <strong>Innsmouth<\/strong>, tra le localit\u00e0 pi\u00f9 celebri della geografia inventata dal <strong>Solitario di Providence<\/strong>.<\/p>\n<p>Il sequel indipendente (ma i pi\u00f9 sagaci scoveranno connessioni con il titolo precedente, del quale si ricorda anche il protagonista, il veterano <strong>Charles Reed<\/strong>) <strong>The Sinking City 2<\/strong> porta invece adesso nella vicina <strong>Arkham<\/strong>, citata da Lovecraft fin dal debutto del suo fittizio Massachusetts nel racconto Il terribile vecchio del 1920 e poi presenza ricorrente, anche perch\u00e9 vi si trova la fittizia <strong>Miskatonic University<\/strong>, centro accademico d\u2019eccellenza, fornito di una biblioteca dall\u2019incredibile raccolta di libri dell\u2019occulto, compresa una rarissima copia del <strong>Necronomicon<\/strong>.<\/p>\n<p>Per <strong>Frogwares<\/strong>, del resto, il rapporto con l\u2019opera di grandi scrittori \u00e8 una costante, avendo esordito felicemente con le indagini di <strong>Sherlock Holmes<\/strong>, riuscendo a ricreare attorno ai popolari personaggi di <strong>Arthur Conan Doyle<\/strong> un contesto credibile, imbastendo storie originali, ma plausibili e coerenti con il mondo narrativo dello scrittore britannico. Una magia che si rinnova con i due <strong>The Sinking City<\/strong>, dove non si tratta per\u00f2 di risolvere gialli classici con metodo deduttivo in giro per il mondo, come nella serie incentrata sul detective del 221B di Baker Street a Londra, che tra l\u2019altro aveva gi\u00e0 incrociato i miti di Cthulhu nel 2006 con <strong>Sherlock Holmes: The Awakened<\/strong>.<\/p>\n<p>Veniva introdotto l\u2019elemento <strong>soprannaturale<\/strong> che \u00e8 preponderante nei due titoli pi\u00f9 propriamente <strong>lovecraftiani<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>The Sinking Cty 2<\/strong> compie un passo avanti nella direzione del <strong>survival<\/strong>, lasciando pi\u00f9 in secondo piano il discorso <strong>investigativo<\/strong>, che era al cuore di The Sinking City, nonch\u00e9 in generale della pluripremiata produzione di Frogwares.<\/p>\n<p>Le due cittadine dimenticate, <strong>Oakmont<\/strong> e <strong>Arkhan<\/strong>, oltre alla collocazione cronologica negli <strong>anni Venti<\/strong> del secolo scorso, hanno in comune l\u2019incomprensibile fenomeno di un\u2019<strong>alluvione<\/strong> prodigiosa, dalle valenza anche simboliche, che progressivamente va sommergendo tutto.<\/p>\n<p><strong>Arkham<\/strong> \u00e8 una citt\u00e0 fantasma, non segnata sulle mappe, e per il governatore del Massachusetts non \u00e8 arduo sostenere l\u2019<strong>8 agosto 1929<\/strong> che le notizie sulle vittime causate dall\u2019inondazione siano mere falsit\u00e0. Nel frattempo la stessa <strong>Miskatonic University<\/strong> ha subito danni.<\/p>\n<p>Proprio da uno dei suoi volumi l\u2019avventuriero <strong>Calvin Rafferty<\/strong> aveva tratto le formule per il rituale di accesso alla <strong>Terra del sogno<\/strong>, eseguito insieme alla sua compagna, la docente universitaria <strong>Faye Bennett<\/strong>, rimasta per\u00f2 intrappolata in uno stato comatoso, dal quale occorre trovare il modo di risvegliarla.<\/p>\n<p>Comincia cos\u00ec la disperata corsa di <strong>Calvin<\/strong>, tra le acque implacabili e i vermi parassiti <strong>Slither<\/strong> che uccidono e rianimano i cadaveri come docili zombi, lungo una strada costellata di incontri spaventosi e spiazzanti, micidiali pericoli e l\u2019impressione che tutto sfugga quando la soluzione sembra ormai a portata di mano, quasi in una beffa del destino.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 con molta abilit\u00e0 che si viene catturati dentro le maglie di un incubo, grazie a una ricostruzione dalla forte atmosfera, dove anche il silenzio si rivela un potente mezzo espressivo, per comunicare il senso di <strong>angoscia<\/strong>, di <strong>solitudine<\/strong>, di fragilit\u00e0 provato dall\u2019uomo di fronte all\u2019irrompere di <strong>abomini millenari<\/strong>, per i quali gli altri esseri viventi sono al massimo strumenti da usare e sacrificare per ottenere ulteriori scopi.<\/p>\n<p>La <strong>tavolozza livida<\/strong> e la <strong>colonna sonora<\/strong>, cupa e malinconica (come l\u2019architettura e gli arredi comunque con richiami fedeli al periodo considerato, la ruggente <strong>Jazz Age<\/strong>), convergono nel trasmettere il peso opprimente di un <strong>terrore cosmico<\/strong> al quale \u00e8 difficile sottrarsi.<\/p>\n<p>Eppure <strong>Calvin<\/strong> si batte, non si arrende, vuole annullare gli effetti di quel tentativo riuscito solo in parte di varcare le soglie dell\u2019ignoto.<\/p>\n<p>A sbarrargli il passo \u00e8 un ricco campionario di <strong>mostruosit\u00e0<\/strong> rielaborate dalle pagine dello scrittore, contro le quali imparare la strategia adeguata per riuscire a eliminare rapidamente i nemici, senza interrompere il ritmo di un\u2019<strong>esplorazione dinamica<\/strong>, dove verificare con attenzione i segreti celati in ogni anfratto.<\/p>\n<p>Far luce sugli indizi sparsi non \u00e8 indispensabile, ma pu\u00f2 essere remunerativo, in termini di <strong>bonus<\/strong> e di <strong>scoperte<\/strong>, utili o semplicemente emozionanti che siano.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infine un aspetto sottolineato dal <strong>team ucraino<\/strong> che rende The Sinking City 2 un titolo a s\u00e9: \u00e8 stato concepito e realizzato in un <strong>Paese in guerra<\/strong>, sopportando disagi e privazioni, ma per molti degli sviluppatori &#8211; spiegano &#8211; <strong>creare videogiochi<\/strong> non \u00e8 soltanto la loro passione, ma la loro maniera di cercare di aggrapparsi alla <strong>normalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>TWISTED TOWER (3D Realms, per Pc)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/02_TwistedTower-1787681436868.jpg\" alt=\"\" width=\"701\" height=\"395\" caption=\"true\"\/>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Dal cinema (il b-movie <strong>Carnival of Souls<\/strong>, del 1962, diventato Oltreoceano un cult per le maratone di Halloween) ai videogiochi il genere <strong>horror<\/strong> ha trovato un\u2019ambientazione particolarmente congeniale nei <strong>parchi dei divertimenti<\/strong>, con una predilezione speciale per le <strong>strutture abbandonate<\/strong> da tempo, che non sembrano proprio voler interrompere i legami con il loro vivace e movimentato passato.<\/p>\n<p>Nell\u2019avventura d\u2019azione fps <strong>Twisted Tower<\/strong> le <strong>attrazioni<\/strong> risalgono agli <strong>anni Cinquanta<\/strong> del secolo scorso ed \u00e8 il loro aspetto a colpire in primis, per una sorta di <strong>d\u00e9j\u00e0 vu<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Sviluppato inizialmente in solitaria da Thomas Brush<\/strong> (pluripremiato per l\u2019acclamata, emozionante avventura <strong>Pinstripe<\/strong>, nonch\u00e9 per gli indie <strong>Coma<\/strong> e <strong>Skinny<\/strong>), poi con il suo piccolo studio <strong>Atmos Games<\/strong>, Twisted Tower \u00e8 nato, nelle parole dell\u2019autore della Carolina del Sud, come un omaggio a <strong>Bioshock<\/strong>, a <strong>Willy Wonka<\/strong> e al <strong>mascot horror<\/strong>, esplicitando ulteriormente il concetto suggerendo l\u2019immagine di Willy Wonka calato in un gioco inquietante in stile <strong>Disney World<\/strong>.<\/p>\n<p>Un modo per unire insieme un videogame amatissimo (<strong>Bioshock di Ken Levine<\/strong>, il celebrato direttore creativo che aveva pubblicamente apprezzato Twisted Tower quando nel <strong>2025<\/strong> era uscita la <strong>demo<\/strong>), il posto prediletto sulla faccia della Terra, ossia <strong>Disney World<\/strong>, e uno dei suoi film preferiti, <strong>Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato<\/strong>.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 un originale dispiegarsi di creativit\u00e0 dove i toni da fiaba sono deformati in incubi spaventosi, con un ritmo che non concede pause perch\u00e9 il protagonista ha un importante obiettivo da raggiungere: salvare la ragazza di cui \u00e8 innamorato dalle grinfie dello sfuggente <strong>Mr. Twister<\/strong>, che l\u2019ha imprigionata nella <strong>Twisted Tower<\/strong>, una struttura labirintica a pi\u00f9 piani caratterizzata appunto da <strong>torri a spirale<\/strong> e dall\u2019estetica ispirata all\u2019<strong>Art D\u00e9co<\/strong>.<\/p>\n<p>Una trappola infestata di <strong>pupazzi<\/strong> impazziti e disposti a tutto pur di eliminare l\u2019intruso dal loro regno, con <strong>Mr. Twister<\/strong> che invece incalza, sprona, orienta e disorienta il giovane, rivelando di conoscerlo forse un po\u2019 troppo bene, come se lo sorvegliasse da anni, ma forse ci\u00f2 che sembra non coincide con la realt\u00e0. Di sicuro non basta nascondersi: i nemici vanno a uno a uno affrontati, per uscire il prima possibile insieme a <strong>Charlotte<\/strong> da questa prigione grondante di malvagia inventiva.<\/p>\n<p>Chi ha voluto una costruzione cos\u00ec ambiziosa e ormai in rovina? Perch\u00e9 i pupazzi si sono trasformati in spietati assassini sanguinari? Proiettati in una sorta di <strong>Grand Guignol<\/strong> macabro e truculento, ma armati di determinazione e di un <strong>arsenale<\/strong> rinvenuto in loco, adattando gli stessi giocattoli, si compie un percorso di ascesi che mina le proprie certezze, svela chi siamo mentre stiamo andando verso una meta &#8211; la <strong>cima dell\u2019edificio<\/strong> &#8211; dove ci attendono sorprese che probabilmente non abbiamo prefigurato.<\/p>\n<p>Del resto, sta nel gioco delle parti: entrare in un luna park per sperimentare qualcosa che va contro le leggi della fisica o per provare brividi di soprassalto, prendendosi una mini vacanza dalla quotidianit\u00e0. Con la penna intinta di <strong>humour nero<\/strong>, Twisted Tower si diverte pure a intessere doppi sensi e battute, a sfoggiare <strong>clown<\/strong> decisamente disturbanti, con il protagonista costretto a vestire suo malgrado i panni di un <strong>eroe<\/strong> tutto d\u2019un pezzo che riduce a brandelli ogni cosa che si muove, spinto dal cuore in tumulto e con la mente distratta dagli indizi che il fantomatico <strong>Mr. Twister<\/strong> centellina con calcolata abilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>DENSHATTACK! (Fireshine Games, per Pc e console)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/03_Denshattack-1787681467908.jpg\" alt=\"\" width=\"708\" height=\"398\" caption=\"true\"\/>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Inarrestabili le mirabolanti evoluzioni di <strong>Denshattack!<\/strong>, uscito per <strong>Pc e console<\/strong>, con contenuti aggiuntivi scaricabili che, a parte le <strong>quattro skin<\/strong> per personalizzare i convogli ferroviari a seconda delle stagioni, variano da una piattaforma all\u2019altra. <strong>Esclusiva su Ps5<\/strong> \u00e8 <strong>Denshattack! &#8211; Il caro vecchio stereo<\/strong>, dal tema <strong>r\u00e9tr\u00f2classico<\/strong> ispirato ai <strong>boombox<\/strong> d\u2019antan, i radioregistratori portatili dai grandi altoparlanti tipici degli anni Ottanta, tra gli status symbol della cultura di strada, in piena sintonia con lo spirito del videogame. Sviluppato dallo studio indie spagnolo <strong>Undercoders<\/strong>, con sede a <strong>Barcellona<\/strong> e una passione smisurata per il <strong>Paese del Sol Levante<\/strong>, <strong>Denshattack!<\/strong> &#8211; parola macedonia, formata dall\u2019unione del termine giapponese <strong>densha<\/strong>, ossia treno elettrico, e <strong>attack<\/strong>, attacco, che \u00e8 anche lo sport \u2014 \u00e8 proprio su questo che si basa lo sport principale in voga nel domani distopico immaginato nel gioco &#8211; pesca infatti dal folclore e dalle sottoculture giovanili per disegnare un\u2019esperienza frizzante e coinvolgente, scandita da una <strong>colonna sonora esorbitante<\/strong> alla quale hanno contribuito <strong>pi\u00f9 di venti compositori e artisti<\/strong>, tra cui <strong>Miyachi<\/strong>, <strong>Ironmouse<\/strong>, <strong>The Do Do Do\u2019s<\/strong>, <strong>Tee Lopes<\/strong>, nonch\u00e9 alcuni dei musicisti che hanno firmato musiche di forte impatto per i videogame, come <strong>Takenobu Mitsuyoshi<\/strong> (Virtua Fighter 2, Shenmue e altri titoli Sega), <strong>Richard Jacques<\/strong> (Jet Set Radio), <strong>Shoji Meguro<\/strong> (Persona) e <strong>Harumi Fujita<\/strong> (Punky Skunk, Street of Rage 4 e altri titoli Capcom) a creare la giusta atmosfera. Con la sua banda di graffitari che sfrecciano sugli skateboard in una <strong>Tokyo del futuro<\/strong>, <strong>Jet Set Radio<\/strong> \u00e8 anche un riferimento fondamentale per <strong>Denshattack!<\/strong> esplicitato dagli stessi autori, specialmente per l\u2019estetica, mentre le dinamiche sono debitrici a concentrati di energia quali <strong>Tony Hawk\u2019s Pro Skater<\/strong> e <strong>SSX<\/strong>. Nella visione fantascientifica di <strong>Denshattack!<\/strong> il <strong>Giappone<\/strong> sperimenta gli effetti di una <strong>catastrofe ambientale<\/strong> alla quale un potere dispotico ha risposto esacerbando al massimo le differenze sociali. Per i pi\u00f9 abbienti sono state predisposte <strong>bolle di vivibilit\u00e0<\/strong> e aria respirabile nelle citt\u00e0 protette da cupole. Il resto della popolazione, sempre pi\u00f9 povera, si arrabatta ai margini, dove stanno emergendo manipoli di ribelli che a colpi di <strong>ollie, kickflip, grind<\/strong> e la gamma di acrobatici trick si contendono il dominio di quelle terre di nessuno. Nel caso della protagonista <strong>Emi<\/strong> il fine \u00e8 pi\u00f9 nobile e ha a che vedere con il riscatto dell\u2019intero arcipelago, che impariamo a conoscere, in questo suo doppio sgargiante, bizzarro e desolato, mentre la ragazza, alla guida di un <strong>wan-man ka<\/strong>, un piccolo treno di uno o due vagoni dove ogni incombenza spetta all\u2019unico addetto, ossia il conducente, effettua consegne di ramen in tutto il Paese. La sua base \u00e8 nella prefettura di <strong>Oita<\/strong>, ma insieme a lei si risale dalla meridionale isola di <strong>Kyushu<\/strong> fino alla settentrionale <strong>Hokkaido<\/strong>, tra lande illuminate a sprazzi dalle neglette vestigia del passato. Se il male assoluto sembra allignare nella <strong>megacorporazione<\/strong> che preserva linde e accoglienti le metropoli dei super ricchi, ciascuna regione \u00e8 comunque lasciata allo sbando, dominata da un\u2019organizzazione di fuorilegge con a capo un combattente portentoso. Per la protagonista si configura un doppio viaggio di scoperta di s\u00e9, del movimento che vuole cambiare lo squallore di quel mondo e della stessa geografia di uno Stato ridotto a monadi pressoch\u00e9 autosufficienti collegate dalla linea ad alta velocit\u00e0. Intanto <strong>Emi<\/strong> si cimenta con il suo mezzo nella spericolata competizione su binari abbandonati con avversari agguerriti, imparando nuove tecniche e migliorando le sue abilit\u00e0 con la locomotrice che si comporta come uno skate. <strong>David Jaumandreau<\/strong>, il fondatore di Undercoders e regista di <strong>Denshattack!<\/strong>, ha spiegato di aver voluto rendere omaggio alle linee dei treni locali, sui quali \u00e8 sempre salito con piacere, magari con la compagnia di appena un altro passeggero oppure in completa solitudine, nelle numerose trasferte in <strong>Giappone<\/strong>, dove ha accompagnato anche il suo team in visita al museo ferroviario <strong>SCMaglev and Railway Park di Nagoya<\/strong>. Emerge ovunque l\u2019amore per i <strong>manga<\/strong>, dalle cui pagine sembrano tratti tanti dei personaggi del videogame, in un florilegio di reinvenzioni che comprende le <strong>sukeban<\/strong>, leader femminili di una gang, qui in azione tra le dune del deserto di <strong>Tottori<\/strong>, i <strong>rockabilly<\/strong> sull\u2019isola di <strong>Shikoku<\/strong>, le <strong>gyaru<\/strong> dai capelli tinti, dalla marcata abbronzatura e dal trucco pesante associate a <strong>Fukuoka<\/strong> nel <strong>Kyushu<\/strong>, i <strong>bosozoku<\/strong> in sella alle loro moto nel <strong>Kansai<\/strong>. I caratteri di ciascun gruppo riecheggiano nei boss fusi con altri elementi della cultura pop nipponica, come nella temuta influencer <strong>gyaru<\/strong> che per combattere, fondendosi con i treni della sua cerchia, si trasforma, simile nel processo di metamorfosi a un <strong>anime<\/strong> come <strong>Sailor Moon<\/strong> o ai <strong>Sentai<\/strong> visti in tv, in un <strong>mecha<\/strong> che incarna l\u2019essenza della ragazza magica, ulteriore sottogenere del fantasy nipponico, conservando fin nei dettagli la vistosit\u00f9 tipica di una <strong>gyaru<\/strong>. La stessa articolazione della storia, per capitoli suggellati da un finale catartico che mette alla prova quanto acquisito sino a quel momento, ricalca i classici <strong>anime shonen<\/strong>, in origine destinato ai ragazzi dai dodici ai diciotto anni, ma diventato presto un genere trasversale, apprezzato anche dalle adolescenti e dagli adulti.<\/p>\n<p><strong>MONSTERS ARE COMING! (Raw Fury, per Pc e Xbox Series)<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_MonstersAreComing-1787681499778.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"391\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p><strong>In fuga<\/strong>, da un nemico inesorabile che pu\u00f2 attaccare da qualsiasi direzione. Solo che, se a scappare \u00e8 addirittura una <strong>citt\u00e0<\/strong>, dotata di movimento come fosse un mezzo su ruote, la faccenda si complica inevitabilmente.<\/p>\n<p>Per dar corpo all\u2019idea accarezzata da tempo dal game director <strong>Edouard Gaudel<\/strong>, lo studio francese <strong>Ludogram<\/strong> ha concepito per <strong>Monsters Are Coming!<\/strong> una tipologia sui generis dove le caratteristiche di un <strong>survivor roguelite<\/strong> si fondono con quelle di uno strategico <strong>tower defense<\/strong> e di un <strong>city builder<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019ispirazione era venuta a Gaudel quando da ragazzo aveva letto il romanzo <strong>Mondo alla rovescia<\/strong> dello scrittore britannico <strong>Christopher Priest<\/strong>. Nel letterario Mondo alla rovescia la citt\u00e0 che si sposta suggerisce considerazioni su come la percezione della realt\u00e0 arrivi per gli abitanti a plasmare la stessa realt\u00e0. Per Gaudel era la <strong>citt\u00e0 mobile<\/strong> in s\u00e9 a offrire spunti formidabili, come confermato dal successo di <strong>Monsters Are Coming!<\/strong>, che, dopo l\u2019esordio su <strong>PC<\/strong>, \u00e8 approdato ora su <strong>Xbox Series<\/strong>, in concomitanza con un nuovo aggiornamento che introduce tra gli eroi l\u2019imprevedibile personaggio del <strong>Joker<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Joker richiede di adattarsi di volta in volta alle circostanze pi\u00f9 che pianificare attentamente in anticipo ogni mossa. Al contrario, l\u2019inedito modello di municipio, la <strong>X-Fortress<\/strong>, \u00e8 governato da un ordine preciso, da studiare e applicare in relazione alle sinergie con gli edifici adiacenti e il resto della citt\u00e0. L\u2019edizione per la console Microsoft comprende inoltre le aggiunte e i miglioramenti fin qui usciti, che hanno portato ad ampliare opportunit\u00e0 e orizzonti di <strong>Monsters Are Coming!<\/strong>.<\/p>\n<p>Inizialmente c\u2019era unico eroe, la <strong>Guardia<\/strong>, avvolto in un mantello con cappuccio, a personificare una persona senza nessuna speciale qualit\u00e0, ma decisa a impegnarsi a protezione della citt\u00e0 per la salvezza dei suoi concittadini, costi quel che costi, innalzando una <strong>torcia<\/strong> accesa, emettitrice di luce contro il buio dilagante. L\u2019elenco si \u00e8 poi allungato, con il sopraggiungere del <strong>Re<\/strong>, del <strong>Golem<\/strong>, del <strong>Sindaco<\/strong>, del <strong>Taglialegna<\/strong>, del <strong>Leprecauno<\/strong> (il folletto irlandese), del <strong>Mulo<\/strong>, ciascuno con una propria torcia personalizzata.<\/p>\n<p>Sul perch\u00e9 la citt\u00e0 non possa fermarsi prima di aver raggiunto il rifugio sicuro dell\u2019<strong>Arca<\/strong> e aver sconfitto il <strong>demone<\/strong> che ne sbarra l\u2019accesso, pesano le <strong>orde di mostri<\/strong> che, come in <strong>Vampire Survivor<\/strong> o in <strong>Dome Keeper<\/strong>, si susseguono a ondate incessanti. Figli delle tenebre, si materializzano come silhouette nere dagli occhi rossi. Per contrastarle al piccolo eroe non resta che scendere nell\u2019agone, ottenendo a ogni <strong>vittoria<\/strong> la possibilit\u00e0 di <strong>irrobustirsi<\/strong> e <strong>potenziare l\u2019equipaggiamento<\/strong>, mentre si devono fortificare le strutture di difesa approvvigionandosi nella natura dei materiali adatti allo scopo, <strong>espandere la citt\u00e0<\/strong> e portare a termine remunerative missioni secondarie.<\/p>\n<p>Il lavoro \u00e8 tanto, ma il <strong>mondo in miniatura<\/strong> elegantemente cesellato, che splende nella sua <strong>variet\u00e0<\/strong>, aiuta a immergersi nell\u2019opera con rinnovato entusiasmo.<\/p>\n<p><strong>CULTIC (3D Realms, per Pc, Ps5 e Xbox Series)<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/05_Cultic-1787681531566.jpg\" alt=\"\" width=\"702\" height=\"395\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p>Opera di un unico sviluppatore, <strong>Jason Smith, alias Jasozz Games<\/strong>, dal <strong>2022<\/strong> quando \u00e8 apparso su computer, il videogame <strong>Cultic<\/strong> \u00e8 arrivato a conquistare una consolidata platea di cultori degli <strong>sparatutto in soggettiva<\/strong>, che adesso si \u00e8 ulteriormente allargata con l\u2019arrivo delle versioni per <strong>Ps5<\/strong> e <strong>Xbox Series<\/strong>, nelle quali si trovano riuniti <strong>Cultic: Chapter One<\/strong> e <strong>Cultic: Chapter Two<\/strong>.<\/p>\n<p>Completata la storia, ci si pu\u00f2 poi cimentare con il <strong>Survival Mode<\/strong>, per un totale di <strong>ventitr\u00e9 mappe<\/strong>.<\/p>\n<p>Il protagonista \u00e8 un <strong>ex poliziotto<\/strong> caduto in disgrazia, il <strong>Detective<\/strong>, che in <strong>Chapter Two<\/strong> si trova a collaborare con un alleato, pur rimanendo lui il personaggio principale.<\/p>\n<p>Comunque sia, in <strong>Chapter One<\/strong> il <strong>Detective<\/strong>, finito in una fossa comune di cadaveri mentre indagava su un indizio promettente, si rialza animato da propositi di vendetta e comincia a fare piazza pulita della <strong>setta<\/strong> responsabile della scia di sangue nella cittadina di <strong>New Grandewel<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli omicidi hanno a che vedere con lo strano <strong>culto<\/strong> e al protagonista non resta che imbracciare il suo <strong>arsenale<\/strong> per eliminare, salendo di livello gerarchico in livello gerarchico, quei folli sanguinari e insidiosi.<\/p>\n<p><strong>Cultic<\/strong> si staglia, truculento e spietato, come gioco in s\u00e9, ma anche per la sua fisionomia di <strong>fps<\/strong> di oggi ispirato ai capolavori d\u2019antan.<\/p>\n<p>Titoli come l\u2019horror <strong>Blood<\/strong>, esponente di spicco della turbinosa stagione degli <strong>anni Novanta<\/strong>, dei quali <strong>Cultic<\/strong> riprende non solo un genere allora molto in voga, ma la stessa estetica della vecchia <strong>grafica pixel<\/strong>, agli albori del <strong>3D<\/strong>, resa con effetti di luce realistici su una tavolozza livida, che d\u00e0 il senso di un progressivo squallore, opprimente e senza redenzione, nel quale per\u00f2 riescono a farsi largo squarci di infinito, nel cielo stellato e negli angoli di natura, piccoli dettagli significativi.<\/p>\n<p>All\u2019<strong>ambientazione negli anni Sessanta<\/strong> si collegano direttamente le armi e gli ordigni incendiari o esplosivi, andando anche pi\u00f9 a ritroso, tipo asce (molto versatili poich\u00e9 si possono recuperare pi\u00f9 o meno intatte), molotov e candelotti di dinamite (utili pure per stanare i nemici), la pistola semiautomatica tedesca <strong>Mauser C96<\/strong> (in servizio fino al 1961), il mitra britannico <strong>Sten Mk V<\/strong>, la carabina <strong>Winchester Model 1892<\/strong> detta <strong>Mare\u2019s Leg<\/strong>, resa celebre dalla serie tv western Wanted: Dead or Alive con il cacciatore di taglie <strong>Steve Mc Queen<\/strong> in onda dal 1958 al 1961, il fucile <strong>FG 42<\/strong> il revolver <strong>Smith &amp; Wesson Model 19<\/strong>, in produzione dal 1957, e altri esemplari, sempre rielaborati sulla base di manufatti esistenti.<\/p>\n<p>Gli <strong>adepti<\/strong>, distinguibili per grado sulla base del colore della tunica e del cappuccio, schierano contro il <strong>Detective<\/strong> altrettanto micidiali <strong>mitragliatrici<\/strong> e <strong>fucili a pompa<\/strong>, sotto i colpi e le raffiche dei quali \u00e8 difficile finire a pezzi.<\/p>\n<p>Se non si muore, ci sono le <strong>lancette del tempo<\/strong> a incombere, per cui si deve agire con accortezza e rapidit\u00e0.<\/p>\n<p>La <strong>fluidit\u00e0 dei movimenti<\/strong> aiuta, potendo correre, saltare, tirare calci e lanciarsi in velocissime scivolate, ma \u00e8 soprattutto l\u2019<strong>atmosfera<\/strong> a coinvolgere, nell\u2019alternarsi di <strong>dedali claustrofobici<\/strong> e <strong>radure<\/strong> dall\u2019ampio respiro, <strong>fortezze imprendibili<\/strong> e <strong>lugubri rovine<\/strong>, dove se ne stanno in agguato <strong>fanatici umani<\/strong> e <strong>creature soprannaturali<\/strong>, da attaccare a distanza ravvicinata o puntando il mirino da lontano.<\/p>\n<p><strong>Cultic<\/strong> invoglia a sperimentare, adattando la tattica che riteniamo pi\u00f9 adatta per ogni differente situazione, concedendo piena libert\u00e0 in quello che si sviluppa come un <strong>thriller ad alta tensione<\/strong>, la cui <strong>colonna sonora<\/strong> celebra altri memorabili cult, stavolta cinematografici, negli echi che rimandano ai film di <strong>John Carpenter<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>SERVANT OF THE LAKE (Rusty Lake, per Pc, iOs e Android)<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/06_ServantOfTheLake-1787681560788.jpg\" alt=\"\" width=\"703\" height=\"395\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p>A <strong>undici anni dall\u2019esordio<\/strong>, con ormai <strong>diciannove titoli<\/strong> all\u2019attivo (e altri in preparazione), la <strong>saga di Rusty Lake<\/strong> \u00e8 arrivata a risalire alle sue origini con il <strong>prequel di ampio respiro Servant of the Lake<\/strong>, che conduce ancora pi\u00f9 a ritroso rispetto agli eventi di <strong>Rusty Lake: Roots (2016)<\/strong>, dove si stagliava per la prima volta il profilo elegante di <strong>casa Vanderboom<\/strong>. Adesso, in <strong>Servant of the Lake<\/strong>, \u00e8 sia sfondo che una sorta di co-protagonista, testimone di macabri esperimenti tesi a valicare confini inviolabili. \u00c8 lo stesso contrasto cui si assiste su diversi piani nell\u2019opera dello <strong>studio olandese Rusty Lake<\/strong>, stesso nome della serie di rompicapo punta e clicca, stesso nome per <strong>sviluppatore ed editore<\/strong>. L\u2019estetica \u00e8 linda, essenziale, dai tratti di levigata raffinatezza, in piena sintonia con la cornice <strong>ottocentesca<\/strong> di <strong>Servant of the Lake<\/strong>, ma nella sua rappresentazione pu\u00f2 irrompere inatteso un elemento che discende nel disgustoso, nel raccapricciante, come se niente fosse.<\/p>\n<p><strong>Analogamente<\/strong>, da neoassunti tra la servit\u00f9 per un lungo, lunghissimo weekend, ci ritroviamo a eseguire inizialmente incarichi molto semplici, di ordinaria quotidianit\u00e0, dove al massimo si affaccia una nota bizzarra, ma procedendo aumenta vertiginosamente il contatto con qualcosa di lugubre, disturbante, che tinge di orrore, e di grottesco, le giornate nella <strong>magione dei Vanderboom<\/strong>. Non \u00e8 necessario conoscere la storia dei discendenti per immergersi nella trama di <strong>Servant of the Lake<\/strong>, ma i fan dell\u2019<strong>universo narrativo<\/strong> costruito dal team di Amsterdam hanno qualche ragione in pi\u00f9 per appassionarsi, perch\u00e9 arrivano molteplici risposte, si precisano fatti, si incrocia per la prima volta lo sguardo di personaggi destinati a pesare sul futuro della stirpe. Gli enigmi da superare per proseguire nel disvelamento dei segreti accuratamente celati nell\u2019edificio in riva al lago sono i pi\u00f9 vari per tipologia, con livello di difficolt\u00e0 crescente, ma gli sviluppatori hanno pensato a tutto, pure a evitare che qualcuno rimanesse bloccato e hanno messo a disposizione un <strong>walkthrough<\/strong> con le soluzioni.<\/p>\n<p>Al centro abbiamo i personaggi dei fratelli <strong>Aldous, William e Alexandra Vanderboom<\/strong>. Quest\u2019ultima raggiunge Aldous accompagnata dal figlio <strong>James<\/strong> in fasce, il quale, diventato adulto, in <strong>Rusty Lake: Roots<\/strong> si trasferisce nel 1860 nella dimora ereditata dallo zio <strong>William<\/strong>, piantando un seme in giardino secondo le volont\u00e0 del parente defunto e cambiando cos\u00ec per sempre l\u2019esistenza sua e delle generazioni successive. In <strong>Roots<\/strong> si seguono in particolare le vicende dei figli e dei nipoti. \u00c8 un dischiudersi progressivo del vaso di Pandora che appariva spalancato nella serie interconnessa <strong>Cube Escape<\/strong>, sempre ambientata nei pressi del <strong>lago Rusty<\/strong>, ma cronologicamente pi\u00f9 vicina a noi, con i primi due episodi dedicati alla vita e alla morte di <strong>Laura Vanderboom<\/strong>, oggetto dell\u2019<strong>indagine del detective Dale Vandermeer<\/strong>. Nomi di battesimo, <strong>Laura<\/strong> e <strong>Dale<\/strong>, pescati non a caso da <strong>Twin Peaks<\/strong>, riferimento anche per la scelta del luogo isolato nella provincia e per la cortina surreale avvolta attorno agli accadimenti. Laura era figlia di Rose, a sua volta figlia di Albert, terzogenito di James. Con Laura dunque un cerchio si chiude, ma \u00e8 in <strong>Servant of the Lake<\/strong> che si comincia a capire come era cominciato, tra gli scenari evocativi dipinti su tela dal pittore <strong>Johan Scherft<\/strong>, che gi\u00e0 in passato aveva contribuito a definire figurativamente un ricco immaginario. In <strong>Servant of the Lake<\/strong> ha dipinto anche il ritratto dei <strong>tre fratelli Vanderboom<\/strong>, permettendo di guardare negli occhi gli artefici di sogni folli e ambizioni smisurate trasformati in incubi reali, comunque assecondati da chi \u00e8 venuto dopo di loro, come se non ci fosse una via di fuga, n\u00e9 uno spiraglio di redenzione. Con la grande <strong>magione<\/strong> muta, eppure eloquente, osservatrice, capace di ammaliare e avvincere nelle maglie di intrighi inquietanti, davanti a uno specchio d\u2019acqua tranquillo e malinconico, che riflette il lato oscuro di un\u2019<strong>umanit\u00e0<\/strong> indecifrabile nei suoi slanci, nelle sue miserie, nei suoi atti esecrabili, compiuti sulla spinta vana di superare i limiti di una comune finitudine.<\/p>\n<p><strong>LEDGERBOUND (OmniMegaSuperCorp, per Pc e Mac)<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/07_Ledgerbound-1787681590677.jpg\" alt=\"\" width=\"703\" height=\"395\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p>La strada per il <strong>fantasy epico<\/strong> \u00e8 pavimentata di\u2026 eroi? Anche, ma per <strong>OmniMegaSuperCorp<\/strong>, al debutto con <strong>Ledgerbound<\/strong>, conta soprattutto molta, molta <strong>ironia<\/strong>, in un titolo <strong>satirico<\/strong> che si fa beffe non tanto di un genere, quanto di una societ\u00e0, la nostra, prendendo di mira il sistema di organizzazione del lavoro in aziende come potrebbero essere le compagnie di assicurazione dove non sembra valere il motto: <strong>Il cliente ha sempre ragione<\/strong>.<\/p>\n<p>A vessare i tapini di turno si \u00e8 dedicata anima e corpo la stessa protagonista <strong>Rayna<\/strong>, occupata come <strong>perito<\/strong> della <strong>Heroes Unite Life Group<\/strong>, che offre pacchetti ai tanti eroi all\u2019opera in questa variante fantasiosa della realt\u00e0, dove convivono uomini, mostri, animali antropomorfi. Rayna, dovendo liquidare i sinistri, eccelle nel negare i risarcimenti, abile nell\u2019escogitare a incontrovertibile giustificazione la <strong>negligenza dell\u2019assicurato<\/strong>.<\/p>\n<p>Il problema sorge quando una forza sconosciuta uccide il <strong>trio di supereroi pi\u00f9 potenti al mondo<\/strong>, gettando il pianeta nel terrore di cosa possa aver potuto eliminare figure ritenute quasi immortali. La <strong>Heroes Unite Life Group<\/strong> \u00e8 di fronte a un dilemma, se possibile, ancora pi\u00f9 concreto: i tre, vista la bassissima probabilit\u00e0 dell\u2019evento, avevano una <strong>polizza di proporzioni colossali<\/strong> e rispettarla equivarrebbe alla <strong>bancarotta<\/strong> per la ditta e l\u2019addio di ogni sogno per Rayna.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima capisce che ha ben poche scelte: deve <strong>sconfiggere quel nemico misterioso<\/strong> salvando cos\u00ec la compagnia, dimostrando cos\u00ec ancora una volta che i <strong>supereroi<\/strong> hanno sbagliato, erano impreparati, non hanno diritto a niente, perch\u00e9 se anche <strong>Rayna<\/strong> \u00e8 stata in grado di sbaragliare il male, ci sarebbero dovuti riuscire pure loro.<\/p>\n<p>\u00c8 la premessa per un susseguirsi esilarante di trovate, in un gioco che travalica e mischia i generi, sfoggiando l\u2019animo di un <strong>rpg tattico<\/strong> dall\u2019impronta narrativa che pu\u00f2 trasformarsi in una <strong>simulazione di appuntamenti<\/strong> pi\u00f9 o meno romantici con una galleria di pretendenti davvero unica, ad alimentare una <strong>ridda di allusioni<\/strong> a dir poco piccanti in un titolo che si diverte a sovvertire e <strong>dissacrare<\/strong> ogni regola.<\/p>\n<p>Comunque la volonterosa Rayna non ha minuti da sprecare e si getta subito nella mischia, solo che le sue imprese iniziali, con funzione anche di un tutorial, si concludono inesorabilmente con la sconfitta. Per fortuna c\u2019\u00e8 <strong>Jazz<\/strong>, la <strong>responsabile delle risorse umane<\/strong>, nonch\u00e9 rampolla del capo della Heroes Unite Life Group, una <strong>dragonessa<\/strong> prepotente, senza peli sulla lingua, che calpesta di continuo i diritti dei dipendenti incurante del regolamento interno, ma che si rivela una <strong>valida alleata<\/strong> nel gestire molteplici situazioni.<\/p>\n<p>Rigida ed efficiente nel predisporre l\u2019<strong>agenda<\/strong>, non concede sgarri rispetto a quanto stabilito in una comica, paradossale estrinsecazione delle follie della <strong>burocrazia<\/strong> nelle sue derive estreme. Anche salvare il mondo richiede la sua dose di <strong>scartoffie<\/strong>, che Rayna deve compilare debitamente persino di fronte alla perdita dei compagni di avventura.<\/p>\n<p>Tra una battaglia e l\u2019altra, disputate su una <strong>griglia<\/strong>, dove a rappresentare i personaggi sono <strong>segnaposti disegnati a mano<\/strong>, con un sistema a <strong>turni alla Fire Emblem<\/strong> e il risultato decretato da un meccanismo del tipo <strong>sasso-carta-forbice<\/strong>, c\u2019\u00e8 lo spazio contemplato dal contratto per tirare qualche respiro di sollievo, ovviamente non prima di aver assolto ogni obbligo amministrativo e comunque si parla di <strong>pause serali<\/strong> entro un lasso limitato, da adoperare per <strong>migliorarsi<\/strong> sotto il profilo della capacit\u00e0 offensive e dell\u2019<strong>equipaggiamento<\/strong> oppure per approfondire la conoscenza dei membri del gruppo ingaggiato al nostro fianco, senza mai dimenticare che, dovesse mai sbocciare qualcosa di serio, il legame va sottoposto all\u2019approvazione dell\u2019azienda.<\/p>\n<p>I personaggi, interamente <strong>doppiati (in inglese)<\/strong>, contribuiscono con le loro aspirazioni, biografie e maldestrezze al tono da commedia nera del videogame, il cui regista e sceneggiatore, nonch\u00e9 cofondatore di OmniMegaSuperCorp, <strong>Russ Nickel<\/strong>, e altri componenti del team sono ex di <strong>Arrowhead Studios<\/strong>, dove avevano lavorato in ruoli principali allo sparatutto <strong>Helldivers II<\/strong>, che metteva ferocemente alla berlina il militarismo, i totalitarismi, la propaganda. Una palestra che evidentemente ha fatto scuola.<\/p>\n<p><strong>DUSKFADE (Fireshine Games, per Pc e console)<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/08_Duskfade-1787681614337.jpg\" alt=\"\" width=\"702\" height=\"395\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p>Tutto ruota attorno al tema del tempo e degli onnipresenti strumenti per misurarlo, riscontrabili persino in Minutero, la spada a forma di lancetta da orologio impugnata dal protagonista di Duskfade, il platform d\u2019azione 3D del madrileno Weird Beluga Studio. Zirian \u00e8 un ragazzino, che lotta per salvare la sorella ghermita da Angoscia, cercando di raggiungere la misteriosa Torre dell\u2019Orologio e di spezzare le catene del tempo. Pensato per essere adatto a ogni et\u00e0, Duskfade si presta a diversi livelli di lettura, che per gli adulti comprendono la riflessione sui ricordi come lacci opprimenti che avvincono al passato, ma anche sul valore della famiglia, sulla forza dell\u2019amore per riuscire a superare le difficolt\u00e0, sul potere della speranza, sul dolore per la perdita, sulla necessit\u00e0 di imparare a elaborare le emozioni e sui tentativi per superare il lutto. Dal punto di vista stilistico, il videogame si ascrive al clockpunk, variante retrofuturistica del cyberpunk e con aspetti in comune con lo steampunk in quanto entrambi evocativi della prima et\u00e0 moderna. All\u2019energia prodotta col vapore (steam), il clockpunk sostituisce per\u00f2 ingegnosi ingranaggi meccanici come quelli appunto utilizzati, dal Rinascimento agli albori dell\u2019Illuminismo, negli orologi (clock). Questi ultimi, nel caso di Duskfade, sono comunque parte fondamentale dello sviluppo narrativo e delle dinamiche del gioco, programmaticamente inserito nel solco delle avventure d\u2019azione della stagione d\u2019oro di Playstaton 2, cui il team spagnolo ha voluto tributare un affettuoso omaggio, citando espressamente Jak and Daxter e Ratchet &amp; Clank per il gameplay, Kingdom Hearts per l\u2019arte e l\u2019atmosfera, senza dimenticare pietre miliari dei platform quali Mario Odyssey e Astro Bot. Costruito da elusivi Mastri Orologiai, il mondo molto vario e tutto disegnato a mano di Duskfade, dove si passa da maestose foreste a dune desertiche, a vivaci profondit\u00e0 sottomarine, \u00e8 perennemente al crepuscolo, sull\u2019orlo di precipitare nel buio perenne. Ogni area, che presenta sfide peculiari, va esplorata accuratamente per scoprire segreti nascosti, anche tornando sui propri passi e andando anche al di l\u00e0 del percorso principale, in alcuni tratti del quale si sfreccia su binari lanciati in bilico a compiere grind acrobatici. La velocit\u00e0 nei movimenti, aiutati da un rampino e dall\u2019abilit\u00e0 nel volo planare, ha un corrispettivo nella fluidit\u00e0 dei combattimenti, per un ritmo sempre incalzante, a ribadire l\u2019importanza del fattore tempo, che non va sprecato. Nei nemici sono adombrati i problemi emotivi che ostacolano qualsiasi azione e che vanno dunque affrontati e risolti, in quello che si rivela per il giovane un toccante cammino di formazione, verso la maturit\u00e0. Proiettato in avanti, Zirian non ha un minuto da perdere, perch\u00e9 incombe una scadenza drastica, ma il giocatore sperimenta anche un suggestivo riavvolgersi del nastro del tempo, che rievoca, a ritroso, un\u2019epoca videoludica indimenticabile.<\/p>\n<p><strong>GRIM DAWN: FANGS OF ASTERKARN (Crate Entertainment, per Pc)<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/09_GrimDawn-1787681648738.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"394\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p>Il fantasy apocalittico Grim Dawn \u00e8 stato uno dei giochi di ruolo d\u2019azione pi\u00f9 popolari dell\u2019ultimo decennio, con oltre dieci milioni di copie vendute, tra titolo principale, uscito nel 2016, e i primi due dlc, Ashes of Malmouth, del 2017, e Forgotten Gods, del 2019. Adesso l\u2019epopea di Crate Entertainment si \u00e8 completata con la terza e ultima espansione, Fangs of Asterkarn, giunta in porto a sette anni dal precedente contenuto scaricabile e dopo che, nel frattempo, la piccola casa del Massachusetts ha realizzato Grim Dawn: Definitive Edition (2021), anche per Xbox, e ha esordito con successo tra i city builder con il medievaleggiante Farthest Frontier (2025), dalle venature survival. Impegni che non hanno impedito venissero riservate molte cure a questo attesissimo, monumentale epilogo, con il quale vengono fissati numerosi aspetti del passato e dei miti dell\u2019universo di Grim Dawn, dove sar\u00e0 ambientato un prossimo strategico in tempo reale su cui sono al lavoro gli sviluppatori. Intanto Fangs of Asterkarn, lanciato in concomitanza con un aggiornamento gratuito, conduce in una nuova, vastissima regione nella zona pi\u00f9 occidentale e selvaggia del mondo di Cairn, introducendo pure una decima maestria, il Berserker, che consente di assumere le sembianze di creature feroci come il lupo mannaro. A un personaggio si possono associare fino a due maestrie, sorta di professioni svolte, per un numero di combinazioni potenziali, all\u2019insegna della massima sinergia, salito a quarantacinque. Per dare un\u2019idea degli sforzi profusi a 360 gradi, dall\u2019epica colonna sonora registrata con un\u2019orchestra dal vivo alla fluidit\u00e0 delle animazioni implementate, Kamil Marczewski, responsabile della produzione di Crate Entertainment, ha parlato dell\u2019espansione come di Grim Dawn 1.5 perch\u00e9, pur non trattandosi ancora del sequel Grim Dawn 2, ci si avvicina parecchio. Asterkarn \u00e8 la terra delle trib\u00f9 dei Kurn, popolo fiero con una strettissima relazione con la natura indomita di quelle valli remote, dove nel paesaggio cupo si aprono squarci d\u2019incanto tra cascate incontaminate, vette immacolate e profondi canyon rocciosi. I violenti Berserker, adoratori del dio bestia Mogdrogen, che li ha ricompensati rendendoli mutaforme, condividono con i Kurn la sensibilit\u00e0 nei confronti di un creato diventato preda di una dilagante corruzione, tesa a spazzare via ogni angolo idilliaco. \u00c8 il nemico contro il quale occorre coalizzare le forze, stringendo alleanze e scoprendo a poco a poco ulteriori tessere del mosaico di desolata disperazione che ha portato l\u2019umanit\u00e0 a essere quasi spazzata via per sempre. Notazioni affidate a fogli sparsi, pagine di diario, rovine, che coerentemente si inseriscono nel ricco patrimonio di racconti di Grim Dawn, dove riecheggiano le ombre di oscure maledizioni e aleggia la cieca volont\u00e0 di divinit\u00e0 spietate. Le scelte morali si compiono spesso nel campo della gamma dei grigi, pi\u00f9 che del bianco o del nero. Nel dare la parola alla gente nomade forgiata dal clima duro di lande inospitali e inaccessibili, estremo baluardo di resistenza sempre pi\u00f9 vacillante e a rischio di soccombere, Fangs of Asterkarn \u00e8 un invito a sfidare i propri limiti, ad addentrarsi senza paura nell\u2019ignoto, a confrontarsi con le pieghe involute di una storia che non concede sconti e che presenta comunque il saldo, ma che avvince e affascina, mentre si dispiegano poteri magici e occulti a conferire a oggetti e pozioni propriet\u00e0 singolari e versatili.<\/p>\n<p><strong>THE RELIC: FIRST GUARDIAN (Perp Games, per Pc e Ps5)<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/10_TheRelic-1787681677018.jpg\" alt=\"\" width=\"709\" height=\"399\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p>C\u2019era una volta un boscaiolo, che tagliava la legna con la sua vecchia ascia di ferro arrugginito. Quando un giorno, per la stanchezza, l\u2019attrezzo scivol\u00f2 via finendo nel lago, un anziano con la barba bianca emerse dalle acque con un\u2019ascia d\u2019oro e una d\u2019argento, chiedendo quale dei due fosse l\u2019utensile perduto. La correttezza del boscaiolo nel non volersi appropriare di ci\u00f2 che non era suo fece s\u00ec che pot\u00e9 tornare a casa con tutte e tre le asce, mentre un suo troppo avido emulo rimase in analoghe circostanze a mani vuote. Questo apologo sui benefici arrecati dall\u2019onest\u00e0, ritenuto la rielaborazione coreana di una favola di Esopo, si inserisce con naturalezza all\u2019interno dell\u2019ambizioso action rpg The Relic: First Guardian dello studio indie Project Cloud Games. L\u2019ambientazione ricalca quella europea di un tipico fantasy medievaleggiante, intessuto per\u00f2 di riferimenti al folclore del Paese asiatico, patria degli sviluppatori, a cominciare da leggende e racconti. Come, piuttosto fedelmente, accade con L\u2019ascia d\u2019oro e l\u2019ascia di argento o, in una reinvenzione, con La fata e il taglialegna, che tutti i bambini coreani conoscono e diffusa in molteplici varianti. Quella vicenda di amore tragico e di piet\u00e0 filiale viene adattata alla cupa atmosfera del videogame seguendo il precipitare nell\u2019abisso della follia, fino alla trasformazione in un mostro, da parte di una donna che era talmente bella da essere paragonata a una fata. Nella modalit\u00e0 in cui si dispiega la narrazione, attraverso la voce di un nonno che legge, si ribadisce l\u2019importanza della trasmissione da una generazione all\u2019altra, il valore del tramandare, il rispetto per gli antenati. La cultura coreana emerge anche nell\u2019idea di come le colpe, i rimorsi, la sete di vendetta, le conseguenze del tradimento travalichino i confini tra la vita e la morte, continuando a ossessionare i trapassati e a perseguitare i vivi. I mostri incarnano dunque gli effetti di qualcosa che magari hanno subito, restando avvinghiati al male. In questo contesto va inquadrata la profonda rivisitazione de La fata e il taglialegna, che gi\u00e0 originariamente risente della mentalit\u00e0 coreana. Diversamente da Romeo e Giulietta o da La sirenetta, il cui dramma \u00e8 innescato dal desiderio di veder trionfare l\u2019amore romantico ingiustamente osteggiato, ne La fata e il taglialegna quest\u2019ultimo, dopo aver superato tanti ostacoli, mette a repentaglio l\u2019affetto verso la dolce met\u00e0 per non rinunciare all\u2019ultimo incontro con la madre malata, nonostante intuisca i rischi di non poter pi\u00f9 riabbracciare l\u2019amata e la loro prole, come puntualmente avveratosi provocando un dolore senza limiti, ma non rispettare i doveri di figlio sarebbe stato inconcepibile e ancor pi\u00f9 devastante. In The Relic: First Guardian, titolo difficilmente etichettabile, un po\u2019 avventura d\u2019azione, un po\u2019 Soulslike sui generis, si impersona il Primo Guardiano, risvegliato da Elisa, una donna misteriosa dopo che il caos si \u00e8 scatenato sul mondo. La Reliquia che garantiva prosperit\u00e0 e pace, proteggendo le terre di Arsiltus, \u00e8 infatti stata distrutta, producendo il Vuoto, il quale trasforma chiunque ne sia lambito in un abominio. Sono i cosiddetti Brutali, ossia i Boss pi\u00f9 ostici, sotto i cui colpi soccombono pure coloro che custodivano i frammenti della Reliquia, lasciando poche speranze per la sopravvivenza della civilt\u00e0. \u00c8 a questo punto che interviene Elisa affidando al protagonista l\u2019impresa di recuperare le porzioni superstiti del prezioso manufatto, guidando l\u2019eroe in preda all\u2019amnesia in un viaggio verso l\u2019ignoto, privo di appigli, dove esplorare e combattere, anche e soprattutto facendo tesoro dell\u2019aiuto derivato da quanto ottenuto sconfiggendo i boss maggiori e minori, nonch\u00e9 perlustrando il paesaggio, muovendosi tra citt\u00e0 e villaggi, fitte foreste e dedali di grotte. Oltre a questi manufatti, l\u2019equipaggiamento si divide in armi e armature, ciascuna con caratteristiche uniche e senza gerarchie che rendono alcune pi\u00f9 potenti delle altre. Fondamentale sono le mosse per bloccare o schivare gli attacchi nemici: consumano energia da gestire oculatamente. Gi\u00e0 annunciate le edizioni per Xbox Series e Xbox Anywhere il 25 settembre, per Switch 2 il 9 ottobre, mentre dal lancio per Pc e Ps5 sono stati pubblicati numerosi aggiornamenti e ne seguiranno altri. Dal 26 agosto \u00e8 previsto uno sconto sul prezzo. A chi avesse gi\u00e0 acquistato Relic: The First Guardian \u00e8 offerto un bonus gratuito con contenuti speciali, da riscattare entro il 25 agosto.<\/p>\n<p><strong>EXPEDITIONS: SAMURAI (Thq Nordic, per Pc)<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/11_ExpeditionsSamurai-1787681716498.jpg\" alt=\"\" width=\"702\" height=\"395\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p>Nel 1543, sospinti da un tifone, dunque un po\u2019 per circostanze casuali, arrivarono in Giappone i primi europei, portoghesi. Si ricollega invece ai Paesi Bassi il parco tematico Huis Ten Bosch, sorto a Sasebo, nella prefettura di Nagasaki, che riproduce l\u2019architettura seicentesca dell\u2019epoca in cui furono proprio gli olandesi a stabilire nel 1609 un primo avamposto commerciale nell\u2019arcipelago nipponico a Hirado, oggi incluso tra i Siti cristiani nascosti nella regione di Nagasaki riconosciuti nel patrimonio dell\u2019Unesco. Lo sbarco dei neerlandesi era avvenuto nel 1600 con il veliero De Liefde salpato da Rotterdam, capitanato da Jacob Quaeckernaeck, e dal 1639, dopo l\u2019espulsione dei portoghesi, rimasero gli unici europei autorizzati a rimanere in Giappone, costretti per\u00f2 a trasferirsi sulla piccola isola artificiale di Dejima, nella baia di Nagasaki, sottoposti a una stretta sorveglianza. \u00c8 a queste pagine di storia che ha guardato Expeditions: Samurai, con subito per\u00f2 un colpo di scena iniziale. Le cronache narrano che alla spedizione naufragata nel 1600 sulle coste di Bongo, oggi Usuki, partecipava William Adams, il primo inglese giunto nel Paese del Sol levante dove, conosciuto come Miura Anjin, avrebbe guadagnato la fiducia degli ospiti, fino a ottenere lo status di samurai. Nel videogame si immagina invece che sia stato il protagonista Flyn (o la protagonista, in base alle nostre preferenze, con ampi margini di personalizzazione) di Expeditions: Samurai il primo inglese a calcare il suolo nipponico, scendendo dalla fregata olandese De Albatros, dalla ciurma composta in prevalenza da corsari, mentre tra parentesi si afferma che Adams non avrebbe mai lasciato la Gran Bretagna. Flyn si trova circondato dalla diffidenza dei giapponesi sulle intenzioni dello straniero e dall\u2019ostilit\u00e0 della missione dei gesuiti per colui che ritengono un eretico poich\u00e9 protestante. Deve lottare strenuamente per la sopravvivenza del suo gruppo. Il coraggio e le capacit\u00e0 dimostrate gli permettono di essere accolto nei circoli politici di Osaka fino a essere investito del titolo di hamamoto (come Adams) e di un piccolo territorio sotto la sua giurisdizione. Un modo per mantenere la veridicit\u00e0 del contesto, introducendo espedienti narrativi di fantasia, come tipico della blasonata serie di gdr Expeditions, inaugurata nel 2013 dai danesi Logic Artists con Expeditions: Conquistador, seguito da Expeditions: Vikings nel 2017, quindi da Expeditions: Rome nel 2022. Intanto nel 2018 l\u2019IP, ossia la propriet\u00e0 intellettuale della serie, era stata acquisita da Thq Nordic, che adesso ha lanciato in accesso anticipato Expeditions: Samurai, sviluppato da Campfire Cabal, studio di Copenaghen fondato nel 2022 da veterani che avevano lavorato ai precedenti, acclamati episodi di Expeditions, tra cui il direttore creativo Jonas Waever, gi\u00e0 cofondatore e comproprietario di Logic Artists. Catapultato nel Giappone feudale del periodo Sengoku o degli Stati combattenti, in una frammentazione di poteri e in un clima da guerra civile, ad Adams non resta che provare a destreggiarsi in quell\u2019epoca incerta di mutevoli alleanze, fronteggiando i nemici in scontri a turni ad alto tasso di tensione e rapidit\u00e0 di movimento. Si pu\u00f2 passare all\u2019azione da soli o, novit\u00e0 per i titoli Expeditions, in co-op con un amico, coordinando le iniziative per dividersi i compiti, cos\u00ec da sfruttare per esempio l\u2019effetto sorpresa provocato da un indovinato diversivo, oppure sincronizzarsi in duo per un attacco ancora pi\u00f9 efficace. Si pu\u00f2 ricorrere alle armi occidentali o quelle tradizionali nipponiche, apprendendo varie tecniche, cos\u00ec come potrebbe rivelarsi preziosa l\u2019arte della diplomazia o, nell\u2019annidasi di congiure e intrighi, diventare a nostra volta elusivi. In questo viaggio al quale si uniscono otto compagni viene sostanzialmente rispettata la cornice storica, si inseriscono alcune importanti figure realmente vissute e soprattutto si ripercorrono anche avvenimenti realmente accaduti, a cominciare dalla battaglia di Sekigahara, che determiner\u00e0 l\u2019ascesa del clan Tokugawa. La stessa biografia dei nostri sodali, verso i quali possono scoppiare rivalit\u00e0 o sbocciare relazioni romantiche, \u00e8 infarcita di cenni storici, come la caduta di Antwerp, ossia di Anversa, nelle Fiandre, assediata ed espugnata da Alessandro Farnese nel 1585. Al declino economico della citt\u00e0, in seguito al blocco del fiume Schelda, corrispose la concomitante ascesa di Amsterdam dove, rimasta orfana ad Anversa, si rifugia la giovanissima Antje, ora desiderosa di tagliare i ponti con il passato, e con la giustizia ormai alle calcagna, dopo una rapina finita male. Il francescano padre \u00c9tienne Durand ci ricorda la presenza dei frati minori, arrivati in Giappone appena dopo i gesuiti, martirizzati insieme &#8211; sei missionari francescani, diciassette terziari laici e tre sacerdoti della Compagnia di Ges\u00f9 &#8211; sulla collina di Nishizaka il 5 febbraio 1597. L\u2019ordine era venuto da Toyotomi Hideyoshi, il detentore effettivo del potere, nonch\u00e9 artefice di un disastroso tentativo di conquista della Corea concluso con la ritirata nel 1598, dalla quale \u00e8 reduce il ronin Kage, ossessionato da propositi di vendetta. Ogni decisione conta e influenza le tessere di questo maestoso affresco di storia alternativa, dagli echi drammatici, dove la distanza tra la vita e la morte sembra assottigliarsi sempre pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>POK\u00c9MON POKOPIA &#8211; PASS DI ESPANSIONE PT. 1: FONDALE BOLLEBLUB (Nintendo, per Switch 2)<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/12_Pokopia-1787681750079.jpg\" alt=\"\" width=\"702\" height=\"395\" caption=\"false\"\/><\/strong><\/p>\n<p>Nella variegata, allegra trib\u00f9 dei Pok\u00e9mon, il Ditto \u00e8 un abile trasformista che, forte di questa capacit\u00e0, pu\u00f2 anche imitare il comportamento umano. Cos\u00ec, nello scenario post-apocalittico immaginato in Pok\u00e9mon Pokopia, sviluppato da Game Freak e Omega Force, ecco un Ditto impegnato a fornire aiuti indispensabili alla sopravvivenza del mondo, mettendosi a far rifiorire la natura e sostenendo lo sforzo degli altri Pok\u00e9mon per perseguire questo stesso obiettivo. Mentre proseguono i festeggiamenti per il trentennale delle creaturine frutto della fantasia di Satoshi Tajiri, si rinnova cos\u00ec la sintonia con lo spirito che nel 1990 aveva portato il game designer e art director giapponese a concepire un\u2019idea destinata a un duraturo successo internazionale, nel ricordo dell\u2019infanzia trascorsa a Machida nella citt\u00e0 metropolitana di Tokyo che all\u2019epoca, a fine anni Sessanta, manteneva un\u2019atmosfera rurale e il piccolo Satoshi poteva divertirsi spensierato con il suo retino a collezionare insetti, scambiando gli esemplari pi\u00f9 richiesti con gli amici e sognando di diventare da grande un entomologo. L\u2019avanzare del cemento aveva comportato la perdita di quell\u2019affascinante habitat e la fine dei giochi nella campagna. Alla base dei Pok\u00e9mon, i cui primi titoli, Pok\u00e9mon Versione Rossa e Pok\u00e9mon Versione Blu, per Game Boy, risalgono al 27 febbraio 1996, c\u2019\u00e8 proprio il desiderio di rivivere la gioia di quei giorni perduti e condividerla con una platea globale. Che con Pok\u00e9mon Pokopia, uscito il 5 marzo in esclusiva per Switch 2, ha la soddisfazione di restituire alla vita terreni devastati e di ricostruire nidi accoglienti, senza smettere mai di meravigliarsi di fronte alla bellezza di un paesaggio, con un atteggiamento di apertura verso l&#8217;esplorazione dell\u2019ignoto. Ogni mostricciattolo (Pok\u00e9mon \u00e8 l\u2019abbreviazione di Poketto Monsuta, ossia Pocket Monsters, mostri tascabili) mette a disposizione le proprie competenze in un videogame dove la parola d\u2019ordine \u00e8 collaborazione. Siamo nella regione del Kanto, ossia nella zona realmente abitata da Tajiri e popolata anche dai suoi Pok\u00e9mon, sfondo al gioco originario, ritrovato per\u00f2 qui, in Pok\u00e9mon Pokopia, con un aspetto decisamente stravolto, che sta a noi rendere un paradiso talmente attrattivo da farvi tornare con entusiasmo i mostricciattoli, affinch\u00e9 possano riempire con la loro inesauribile vivacit\u00e0 il cupo silenzio di lande rese inospitali. Ciascuno ha le proprie esigenze &#8211; per esempio in fatto di manto erboso o di fronzuti rami degli alberi, oppure di arredi da allestire su misura &#8211; e compito in primis di Ditto \u00e8 conoscerle per attuare le modiche indispensabili, in uno spin-off che si rivela essere il primo simulatore delle tranquille giornate dei Pok\u00e9mon. Ditto apprende di continuo ulteriori mosse molto utili nella sua meritoria missione, a coronare nel segno di un\u2019inesauribile creativit\u00e0 e di un generoso altruismo una novit\u00e0 assolutamente convincente e coinvolgente, arricchitasi ora con l\u2019aggiornamento gratuito 2.0, cos\u00ec da riuscire, grazie alla mossa Sub, a recuperare le aree sommerse nuotando in fiumi, laghi oppure oceani, e con la Parte 1 del Pass di espansione a pagamento staccare il biglietto per il Fondale Bolleblu e raggiungere un\u2019inedita citt\u00e0 sottomarina dove fare amicizia con tanti Pok\u00e9mon oceanici, avvio di un\u2019esperienza che si completer\u00e0 con le ulteriori funzionalit\u00e0 introdotte del Pass 2 in calendario a fine 2026, per approdare quindi a inizio 2027 con il Pass 3 in un\u2019area del tutto nuova. Il Pass 1 \u00e8 interamente a tema marino e si sta quasi perennemente sott\u2019acqua alla scoperta di canyon, grotte, rovine, barriere coralline. Un bioma immenso, nel quale praticare, adattandole, le tipiche attivit\u00e0 di Pok\u00e9mon Pokopia, dove non si allenano e si allevano i mostricciattoli, ma si familiarizza con loro intercettando le predisposizioni, le predilezioni e i bisogni di esserini ben distinguibili gli uni dagli altri, in un prodigioso dispiegarsi di biodiversit\u00e0. Ci si diletta a montare mobili, escogitare decorazioni, erigere strutture con i materiali da rinvenire sul posto e la possibilit\u00e0 di ricorrere a blocchi fluttuanti. Le ricette da sperimentare sono un\u2019infinit\u00e0. Non si sta mai, insomma, con le mani in mano, potendo contare pure sulle migliorie apportate all\u2019inventario, reso pi\u00f9 capiente e versatile. I movimenti, molto fluidi, possono avvenire in pi\u00f9 direzioni, spostandosi rapidamente in orizzontale o in verticale, il che conferisce tanta libert\u00e0, per\u00f2 con gli accorgimenti da adottare nella fitta oscurit\u00e0 dei fondali. \u00c8 il Professor Tangrowth, prezioso mentore, a indirizzare Ditto verso un\u2019isola misteriosa dove incappa in una rarit\u00e0, il piccolo Manaphy dalle lunghe antenne blu, spiaggiato a riva e in evidente difficolt\u00e0. Il premuroso Ditto raccoglie le alghe per rifocillarlo e in cambio, diventati sodali, gli insegna come immergersi nelle profondit\u00e0, con tanto di bolla trasparente attorno alla testa come nell\u2019abilit\u00e0 Sub, apprendibile pure nell\u2019aggiornamento gratuito, ma unicamente con il Pass 1 si pu\u00f2 registrare Manaphy nel nostro Pok\u00e9dex. \u00c8 per\u00f2 il formidabile nuotatore Popplio, simile a un\u2019otaria, incontrato al rientro, a invitare Ditto a scendere sotto le onde fino a Bolleblu, con l\u2019incarico di ristabilire anche l\u00ec le condizioni migliori per favorire l\u2019arrivo dei Pok\u00e9mon e innalzare il monumentale Tempio dell\u2019Oceano, in un girovagare tranquillo, dimenticandosi la fretta, in uno splendido incanto dove si riverbera intatto, in un differente contesto, il fascino dell\u2019arcadia profuso nel titolo principale. In comune anche i riferimenti a precedenti avventure per la felicit\u00e0 dei veterani. Per tutti aumenter\u00e0 la comprensione del perch\u00e9 in Pokopia il genere umano \u00e8 scomparso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"THE SINKING CITY 2 (Frogwares, per Pc, Ps5 e Xbox Series) &#13; &#13; Si torna nel New England&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":649836,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[173],"tags":[358445,288533,358443,358444,358440,1537,90,89,358442,74566,358441,358446,195,198,199,197,200,201,46278,194,196],"class_list":["post-649835","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-scienza-e-tecnologia","tag-3d-realms","tag-arkham","tag-calvin-rafferty","tag-faye-bennett","tag-frogwares","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-miskatonic-university","tag-nintendo","tag-oakmont","tag-pokemon-pokopia","tag-science","tag-science-and-technology","tag-scienceandtechnology","tag-scienza","tag-scienza-e-tecnologia","tag-scienzaetecnologia","tag-sherlock-holmes","tag-technology","tag-tecnologia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117159951761169777","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/649835","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=649835"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/649835\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/649836"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=649835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=649835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=649835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}