{"id":650495,"date":"2026-08-26T14:05:12","date_gmt":"2026-08-26T14:05:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/650495\/"},"modified":"2026-08-26T14:05:12","modified_gmt":"2026-08-26T14:05:12","slug":"tumori-da-verona-oltre-70-nuovi-modelli-per-la-ricerca-oncologica-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/650495\/","title":{"rendered":"Tumori, da Verona oltre 70 nuovi modelli per la ricerca oncologica internazionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Oltre 70 modelli di tumore pancreatico e colorettale derivati da pazienti, generati a Verona, caratterizzati e messi a disposizione della comunit\u00e0 scientifica internazionale. \u00c8 il contributo del dell\u2019Arc-net Centre for Applied Research on Cancer dell\u2019Universit\u00e0 di Verona alla Human Cancer Models Initiative (HCMI), il grande progetto internazionale che nell\u2019arco di dieci anni ha contribuito una delle pi\u00f9 ampie collezioni di modelli tumorali derivati dai pazienti mai realizzate. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.<\/strong><\/p>\n<p>Il compendio comprende modelli di numerose neoplasie, tra cui tumori del pancreas, della mammella, dell\u2019endometrio, del colon-retto, della vescica, dell\u2019ovaio, del polmone e del distretto testa-collo. Per <strong>522 modelli<\/strong> sono disponibili dati clinici completi; <strong>153 riguardano tumori rari<\/strong> e <strong>71 provengono da partecipanti con ascendenza non europea<\/strong>. Sono inoltre disponibili materiali dei tumori originari e profili molecolari avanzati, tra cui sequenze di Dna e Rna e dati trascrittomici ed epigenetici.<\/p>\n<p>Il centro veronese ha partecipato all\u2019iniziativa come subsite italiano del Cancer Model Development Center coordinato dal Cold Spring Harbor Laboratory negli Stati Uniti. La sede italiana \u00e8 stata co-guidata da <strong>Aldo Scarpa<\/strong>, docente di Anatomia patologica dell\u2019Universit\u00e0 di Verona e fondatore di Arc-net, e <strong>Vincenzo Corbo<\/strong>, docente del dipartimento di Ingegneria per la medicina di innovazione e direttore della Scuola di dottorato di Ateneo.<\/p>\n<p>Una componente centrale del progetto \u00e8 rappresentata dagli organoidi tumorali, strutture tridimensionali ottenute a partire dai tessuti dei pazienti e coltivate in laboratorio. A differenza delle tradizionali linee cellulari bidimensionali, gli organoidi sono in grado di conservare molte delle caratteristiche genetiche e biologiche del tumore da cui derivano, offrendo ai ricercatori modelli pi\u00f9 rappresentativi della malattia.<\/p>\n<p>Questi sistemi consentono di studiare come le cellule tumorali crescono e si adattano, di identificare i meccanismi da cui dipende la loro sopravvivenza, e di analizzarne la risposta ai trattamenti. La possibilit\u00e0 di espandere i modelli nel tempo, caratterizzarli in profondit\u00e0 e distribuirli ad altri laboratori trasforma inoltre il campione ottenuto da un singolo paziente in una risorsa condivisa e riutilizzabile dalla comunit\u00e0 scientifica internazionale.<\/p>\n<p>La competenza sviluppata a Verona in questo ambito nasce anche da un percorso scientifico iniziato negli Stati Uniti. Durante la sua esperienza di ricerca nel <strong>laboratorio di <\/strong><strong>David Tuveson<\/strong> al <strong>Cold Spring Harbor Laboratory di New York<\/strong>, <strong>Corbo <\/strong>ha contribuito allo sviluppo delle tecnologie di coltura degli organoidi pancreatici. Al rientro in Italia, questa esperienza \u00e8 stata trasferita e ulteriormente sviluppata all\u2019interno di Arc-net, integrandosi con le competenze del Centro nella patologia e nella caratterizzazione molecolare dei tumori.<\/p>\n<p>La dimensione collaborativa \u00e8 uno degli elementi centrali del progetto. HCMI ha messo in rete ricercatori, clinici e strutture di ricerca di diversi Paesi. Il contributo veronese si \u00e8 sviluppato in stretta collaborazione con <strong>Cold Spring Harbor Laboratory<\/strong>, <strong>Northwell Health<\/strong> e <strong>Hubrecht Institute<\/strong>, insieme agli altri partner del consorzio internazionale. Una rete che ha integrato ricerca accademica, medicina traslazionale e assistenza clinica, consentendo di trasformare i campioni dei pazienti in modelli condivisi e utilizzabili dalla comunit\u00e0 scientifica mondiale.<\/p>\n<p>\u201cLa partecipazione a questo progetto internazionale testimonia il valore della <strong>collaborazione tra ricerca di base, ricerca traslazionale e attivit\u00e0 clinica<\/strong>\u201d, commenta <strong>Vincenzo Corbo<\/strong>. \u201cLa forza del modello veronese risiede proprio nella capacit\u00e0 di far dialogare realt\u00e0 diverse, accomunate dall\u2019obiettivo di comprendere meglio la biologia dei tumori e sviluppare strumenti sempre pi\u00f9 efficaci per la medicina del futuro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl risultato pi\u00f9 importante di questo progetto\u201d, prosegue <strong>Corbo<\/strong>, \u201cnon \u00e8 soltanto aver prodotto oltre 70 modelli a Verona, ma averli trasformati in una risorsa condivisa. Ricordo ancora l\u2019invio dei primi modelli ai repository internazionali: \u00e8 stato il momento in cui l\u2019obiettivo di anni di lavoro \u00e8 diventato concreto. Oggi questi stessi modelli vengono utilizzati da gruppi di ricerca in diverse parti del mondo per affrontare domande che non avremmo potuto prevedere quando il progetto \u00e8 iniziato. \u00c8 esattamente questa la finalit\u00e0 di una infrastruttura scientifica di questo tipo\u201d.<\/p>\n<p><strong>DOI: 10.1038\/s41586-026-10806-y<\/strong><\/p>\n<p>Sara Mauroner<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Oltre 70 modelli di tumore pancreatico e colorettale derivati da pazienti, generati a Verona, caratterizzati e messi a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":650496,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[9223,239,1537,90,89,236772,240,6302],"class_list":["post-650495","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-cancro","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-ricerca-oncologica","tag-salute","tag-verona"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117162195332120845","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/650495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=650495"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/650495\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/650496"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=650495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=650495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=650495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}