{"id":650851,"date":"2026-08-26T19:02:16","date_gmt":"2026-08-26T19:02:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/650851\/"},"modified":"2026-08-26T19:02:16","modified_gmt":"2026-08-26T19:02:16","slug":"trapianti-di-rene-un-solo-organo-puo-mettere-in-moto-una-catena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/650851\/","title":{"rendered":"Trapianti di rene, un solo organo pu\u00f2 mettere in moto una catena"},"content":{"rendered":"<p>Un solo rene pu\u00f2 mettere in moto non uno, ma una successione di trapianti, raggiungendo anche pazienti per i quali la compatibilit\u00e0 sembrava un incastro quasi impossibile. \u00c8 il risultato, sorprendente e ora sostenuto da dati a lungo termine, del programma italiano <strong>DEC-K<\/strong>: una catena di donazioni che unisce reni da donatore deceduto e da donatori viventi, facendo dell\u2019organo iniziale non il punto di arrivo, bens\u00ec l\u2019innesco dell\u2019intero meccanismo.<\/p>\n<p>Avere accanto una persona pronta a donare, infatti, non basta. Il gruppo sanguigno pu\u00f2 non essere compatibile; oppure il sistema immunitario del ricevente pu\u00f2 disporre di anticorpi contro gli antigeni HLA, le molecole che permettono all\u2019organismo di distinguere ci\u00f2 che gli appartiene da ci\u00f2 che considera estraneo. In questi casi interviene la kidney paired donation, cio\u00e8 la donazione incrociata di rene: due o pi\u00f9 coppie, ciascuna formata da un paziente e dal suo donatore incompatibile, vengono combinate affinch\u00e9 ogni donatore possa aiutare un altro ricevente. Il sistema funziona, ma ha bisogno di molti possibili abbinamenti; quando le coppie sono poche, soprattutto per i pazienti fortemente sensibilizzati, la combinazione utile pu\u00f2 non comparire affatto.<\/p>\n<p>Ecco allora la novit\u00e0 italiana. Nel DEC-K un rene proveniente da un donatore deceduto viene assegnato a un paziente che possiede gi\u00e0 un donatore vivente, disposto a intervenire ma incompatibile con lui. Una volta trapiantato il primo paziente, il suo donatore offre il proprio rene a un secondo ricevente; il donatore di quest\u2019ultimo pu\u00f2 aiutare un terzo, e cos\u00ec di seguito, finch\u00e9 l\u2019ultimo organo da vivente viene destinato alla lista d\u2019attesa nazionale. Per intenderci, il primo rene funziona come la spinta alla prima tessera di un domino: non crea nuovi organi, naturalmente, ma mette in movimento una successione di abbinamenti che prima restavano bloccati. <strong>Si moltiplicano le compatibilit\u00e0<\/strong>, non i reni.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108520\/la-diagnosi-arriva-in-pronto-soccorso-che-cosa-rivela-sullanno-successivo.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_26\/ChatGPT_Image_26_ago_2026__09_34_15-1787729909773.png--la_diagnosi_arriva_in_pronto_soccorso__che_cosa_rivela_sull_anno_successivo_.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 nata a Padova, dove nel 2018 \u00e8 stata realizzata la prima catena avviata deliberatamente da un donatore deceduto; dal luglio 2019 il modello \u00e8 entrato nel programma nazionale di scambio di rene coordinato dal Centro nazionale trapianti. Gi\u00e0 la prima esperienza mostrava con chiarezza il funzionamento: ricevuto l\u2019organo che apriva la sequenza, il paziente incompatibile lasciava idealmente il posto al proprio donatore, il quale, due giorni pi\u00f9 tardi, consentiva il trapianto di un uomo sottoposto a dialisi da cinque anni.<\/p>\n<p>Ora, per\u00f2, non si dispone pi\u00f9 soltanto di una prova iniziale. Lo studio multicentrico pubblicato il <strong>10 agosto 2026<\/strong> sull\u2019American Journal of Transplantation ha esaminato tutte le catene DEC-K effettuate in Italia fra marzo 2018 e maggio 2025: 34 catene hanno consentito 84 trapianti, dei quali 34 realizzati con i reni da donatore deceduto che avevano dato avvio alle sequenze, 22 con organi da vivente trasferiti all\u2019interno delle catene e altri 28 destinati alla lista d\u2019attesa. Ogni innesco ha dunque prodotto, in media, circa 2,5 trapianti. Una resa notevole, se si considera che nello stesso periodo il programma convenzionale di scambio incrociato ne ha generati 17.<\/p>\n<p>A scanso di equivoci, quest\u2019ultimo confronto va maneggiato con cautela: non deriva da uno studio randomizzato e i due programmi non comprendevano gruppi equivalenti. Ma il dato clinico pi\u00f9 rassicurante \u00e8 un altro. A cinque anni, l\u2019andamento della funzione renale e la sopravvivenza dell\u2019organo trapiantato erano statisticamente comparabili nei pazienti che avevano ricevuto il rene iniziale da un donatore deceduto e in quelli raggiunti, durante la catena, da un rene da vivente. Il vantaggio organizzativo, insomma, <strong>non risulta accompagnato da peggiori esiti del trapianto nel follow-up osservato<\/strong>.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108542\/protonterapia-il-sensore-che-vede-dove-passa-il-fascio.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_26\/ChatGPT_Image_26_ago_2026__13_42_01-1787744821213.png--protonterapia__il_sensore_che_vede_dove_passa_il_fascio.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>La posta in gioco \u00e8 tutt\u2019altro che marginale. In Italia il rene \u00e8 l\u2019organo trapiantato pi\u00f9 frequentemente: nel <strong>2025 sono stati eseguiti 2.347 interventi<\/strong>, mentre l\u2019attesa media per arrivare al trapianto \u00e8 stata di circa 20 mesi. Proprio in un sistema nel quale ogni organo \u00e8 una risorsa preziosa, tuttavia, si apre la questione pi\u00f9 delicata: destinare un rene da donatore deceduto all\u2019avvio di una catena significa sottrarlo, almeno in un primo momento, alla normale lista d\u2019attesa.<\/p>\n<p>Il problema riguarda in particolare i reni di gruppo O, assai importanti per i pazienti dello stesso gruppo che non dispongono di un donatore vivente. Gli autori chiedono pertanto di sorvegliare gli effetti dell\u2019allocazione secondo il gruppo sanguigno e di adattare il programma alle priorit\u00e0 del sistema sanitario. \u00c8 questo il necessario contrappeso alla meraviglia dei numeri: una catena pu\u00f2 aprire pi\u00f9 porte, ma occorre verificare con precisione chi resta davanti a quella che, temporaneamente, viene chiusa.<\/p>\n<p>Gli autori presentano il lavoro come la prima analisi mondiale a lungo termine di un programma nazionale di questo genere. DEC-K non risolve la scarsit\u00e0 degli organi e non promette combinazioni illimitate; dimostra per\u00f2 che donazione da vivente e donazione da deceduto, fatte lavorare nello stesso circuito, possono trasformare un singolo abbinamento in una sequenza. Resta ora da vedere come conservarne il vantaggio senza alterare l\u2019equilibrio della lista d\u2019attesa. \u00c8 l\u00ec che la catena dovr\u00e0 superare la sua prossima prova.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_26_ago_2026,_18_00_58-1787760065717.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Di Bella C, Maggiore U, Fiaschetti P, et al. \u201cIntegrating Deceased and Living Donation: Six-Year Outcomes of the Italian Deceased-Donor\u2013Initiated Kidney Paired Exchange (DEC-K) Program\u201d. American Journal of Transplantation, pubblicato online il 10 agosto 2026. DOI: 10.1016\/j.ajt.2026.07.030.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S160061352602695X\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un solo rene pu\u00f2 mettere in moto non uno, ma una successione di trapianti, raggiungendo anche pazienti per&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":650852,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[87875,358949,358947,358946,358950,239,1537,90,89,358951,240,358948,358945],"class_list":["post-650851","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-centro-nazionale-trapianti","tag-dec-k","tag-donatore-deceduto","tag-donazione-reni","tag-gruppo-sanguigno-o","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lista-dattesa","tag-salute","tag-scambio-di-reni","tag-trapianto-reni"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117163364426078948","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/650851","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=650851"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/650851\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/650852"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=650851"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=650851"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=650851"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}