{"id":650890,"date":"2026-08-26T19:32:17","date_gmt":"2026-08-26T19:32:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/650890\/"},"modified":"2026-08-26T19:32:17","modified_gmt":"2026-08-26T19:32:17","slug":"protonterapia-il-sensore-che-vede-dove-passa-il-fascio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/650890\/","title":{"rendered":"Protonterapia, il sensore che vede dove passa il fascio"},"content":{"rendered":"<p>Un gruppo di ricercatori dell\u2019<strong>Universit\u00e9 C\u00f4te d\u2019Azur<\/strong>, del CNRS e del Centre Antoine Lacassagne di Nizza ha sperimentato una nuova, sensibilissima sentinella per la protonterapia: una fila di diodi progettata per misurare posizione, intensit\u00e0 e forma di un fascio di protoni. Il dispositivo non vede la massa tumorale, beninteso; sorveglia qualcosa di altrettanto decisivo e assai pi\u00f9 sfuggente, cio\u00e8 lo strumento invisibile che, durante una terapia, dovrebbe raggiungerla senza oltrepassarla.<\/p>\n<p>La protonterapia sfrutta infatti una propriet\u00e0 sorprendente dei protoni: queste particelle rilasciano la maggior parte della loro energia al termine del percorso, nel cosiddetto <strong>picco di Bragg<\/strong>, e subito dopo si arrestano. In altre parole, la radioterapia convenzionale pu\u00f2 lasciare che una parte della dose prosegua oltre il bersaglio, mentre i protoni sono, almeno in linea di principio, regolabili in modo da fermarsi proprio nel punto stabilito, risparmiando maggiormente i tessuti sani. Ma \u00e8 qui che il vantaggio si rovescia in una straordinaria esigenza di precisione: se cambia la densit\u00e0 dei tessuti, se muta l\u2019anatomia o se il paziente non si trova esattamente nella posizione prevista, pu\u00f2 cambiare anche il punto d\u2019arresto del fascio. La qualit\u00e0 pi\u00f9 preziosa dei protoni \u2014 il loro fermarsi \u2014 diventa cos\u00ec anche l\u2019incertezza da sorvegliare.<\/p>\n<p>Come si controlla, dunque, una traiettoria tanto selettiva? La risposta proposta nello studio, pubblicato il <strong>26 agosto su Scientific Reports<\/strong>, \u00e8 il nitruro di gallio (GaN), un materiale semiconduttore gi\u00e0 impiegato nei led e nell\u2019elettronica di potenza. I ricercatori hanno costruito con questo materiale un array, cio\u00e8 una fila ordinata di diodi, e lo hanno esposto a un fascio clinico di protoni da 65 megaelettronvolt. Quando una particella attraversa uno dei diodi, vi deposita energia e produce un segnale elettrico; raccogliendo e confrontando i segnali dei diversi elementi, il sistema pu\u00f2 ricostruire il profilo del fascio, localizzarne il centro e determinarne la larghezza.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108513\/otto-ore-di-sonno-sfatato-il-mito-della-regola-universale.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_26\/ChatGPT_Image_26_ago_2026__08_19_00-1787725344878.png--otto_ore_di_sonno__sfatato_il_mito_della_regola_universale.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Per intenderci, immaginiamo il fascio come un filo sottilissimo che debba passare attraverso una serie di piccoli campanelli elettrici: ciascun diodo segnala il punto e l\u2019intensit\u00e0 del passaggio, mentre l\u2019insieme delle risposte permette di capire se quel filo corre diritto, se si \u00e8 allargato o se si \u00e8 spostato. Il sensore trasforma cos\u00ec una corrente di particelle non visibile in una figura misurabile. E lo fa con risultati notevoli.<\/p>\n<p>La risposta del dispositivo \u00e8 rimasta lineare su <strong>tre ordini di grandezza<\/strong>, vale a dire mentre l\u2019intensit\u00e0 del fascio cambiava di circa mille volte, e sono state registrate correnti debolissime, fino a 10 picoampere. Facendo scorrere meccanicamente la fila di diodi attraverso il fascio, gli studiosi hanno inoltre ottenuto immagini bidimensionali e, nelle condizioni migliori, hanno limitato l\u2019incertezza a 0,07 millimetri per la posizione e a 0,14 millimetri per la larghezza. Non solo: il nitruro di gallio ha continuato a funzionare dopo esposizioni fino a 100 kilogray, mostrando una considerevole resistenza alle radiazioni.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108520\/la-diagnosi-arriva-in-pronto-soccorso-che-cosa-rivela-sullanno-successivo.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_26\/ChatGPT_Image_26_ago_2026__09_34_15-1787729909773.png--la_diagnosi_arriva_in_pronto_soccorso__che_cosa_rivela_sull_anno_successivo_.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>A scanso di equivoci, quei <strong>100 kilogray<\/strong> non rappresentano una dose da somministrare a un paziente. Il valore indica la radiazione complessivamente sopportata dal rivelatore e serve a stabilire se il componente possa lavorare a lungo in un ambiente irradiato senza perdere affidabilit\u00e0. \u00c8 questo un requisito fondamentale per uno strumento che dovrebbe controllare ripetutamente fasci terapeutici con margini d\u2019errore ridottissimi.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 ancora uno strumento clinico. Lo studio costituisce una prova di fattibilit\u00e0 tecnologica: non sono stati trattati pazienti, non si \u00e8 dimostrata una riduzione degli errori terapeutici e il profilo completo non viene ancora acquisito in un solo istante. Il prototipo, essendo monodimensionale, ha dovuto spostarsi per ricostruire la seconda dimensione; una vera matrice di diodi potrebbe invece rilevare l\u2019intero fascio senza scansione meccanica e consentire, se avr\u00e0 successo, un controllo prossimo al tempo reale.<\/p>\n<p>Prima di giungere a quel punto occorreranno esperimenti con protoni di energie differenti, confronti con i dosimetri oggi in uso, calibrazioni e verifiche in condizioni pi\u00f9 vicine alla pratica clinica. Del resto, come ricorda anche l\u2019<strong>Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica<\/strong>, la qualit\u00e0 della dosimetria \u2014 la misurazione della dose di radiazioni \u2014 \u00e8 parte essenziale della sicurezza radioterapica. Non siamo dunque davanti a un nuovo trattamento contro il cancro, ma a un possibile paio d\u2019occhi per accertare che il fascio obbedisca con precisione all\u2019ordine ricevuto. Per ora, \u00e8 una promessa di laboratorio. La prova decisiva verr\u00e0 dalla clinica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_26_ago_2026,_13_51_26-1787745271041.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Siviero M, Lesourd L, Frayssinet E, et al. \u201cAdvancing GaN detectors toward proton therapy applications\u201d. Scientific Reports, 26 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41598-026-68432-7.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-026-68432-7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un gruppo di ricercatori dell\u2019Universit\u00e9 C\u00f4te d\u2019Azur, del CNRS e del Centre Antoine Lacassagne di Nizza ha sperimentato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":650891,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,358979,358981,358978,1537,90,89,358982,358977,329754,10544,358980],"class_list":["post-650890","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-controllo-del-fascio-protonico","tag-diodi-gan","tag-dosimetria-radioterapia","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-monitoraggio-in-tempo-reale","tag-picco-di-bragg","tag-protonterapia","tag-radioterapia","tag-sensori-gan"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117163482083015185","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/650890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=650890"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/650890\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/650891"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=650890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=650890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=650890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}